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venerdì 24 maggio 2013

Potevo esimermi? - reprise



Preso Masquerouge 2. Più che sull’episodio disegnato da André Juillard (non si intuiva che era a un passo dal diventare una divinità ma in retrospettiva le qualità c’erano già tutte) mi concentro brevemente su quello di Marco Venanzi, perchè ho riscontrato delle differenze curiose.
Già la copertina è curiosa, visto che pensavo che spostare (o peggio, cancellare) la firma di un disegnatore fosse prerogativa della sola Eura/Aurea.

E anche la vignetta conclusiva, che non posto per non spoilerare nulla, è stata spostata per far posto alla dicitura «fine dell’episodio».

Qualche differenza nei dialoghi, dovuta alla necessità di sintetizzare, l’ho notata anche con un’occhiata superficiale:


Ma quello che colpisce di questa versione Cosmo è l’effetto di pulizia e luminosità abbacinante che hanno le tavole di Venanzi private del colore:



Venanzi faceva da solo (più avanti con l’aiuto di un collaboratore) anche i colori, e soprattutto in questa versione pre-computer (computer che avrebbe poi minato anche la qualità di stampa, anche se è difficile immaginarlo per un prodotto francese) le sfumature e le campiture di colore erano importantissime per definire alcuni dettagli e per dare profondità alle vignette, oltre ad avere un proprio senso all’interno della narrazione:


Vabbè, sono comunque solo 2,90€ e la stampa è molto buona. Inoltre Marco Venanzi sembra proprio il disegnatore più adatto per questa serie: talvolta molto ingessato, il suo stile è perfetto per evocare la transizione dell’Arte Medievale verso il Barocco.
E nella Deuxième Epoque di Masquerouge Patrick Cothias era ovviamente più consapevole dei propri mezzi e della direzione da far percorrere ai suoi personaggi, senza il formato-prigione degli episodi brevi a dettarne ritmo e sviluppi e a costringerlo a inventarsi ogni volta qualcosa di nuovo e chiuso in sè.