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lunedì 11 settembre 2023

Il Morto 57: Spie

Verrebbe da incazzarsi a pensare che questo numero (datato luglio!) è uscito a distanza di quattro mesi dal precedente, ma il contributo di tre disegnatori diversi fa capire quanto la sua lavorazione probabilmente sia stata complessa.

Peg viene indirizzato in Liguria da tal Enrico Palmieri che fu il suo superiore ai tempi dei servizi segreti. Qui un surreale equivoco lo fa diventare il bersaglio di altri agenti, le spie del titolo. Colto di sorpresa, inizialmente se la vede brutta ma ovviamente il Morto è un osso durissimo. Rintracciato l’ormai disabile Palmieri (vittima di vari attentati), fa la movimentata conoscenza delle due amazzoni che gli fanno da guardie del corpo e finalmente ha modo di scoprire qualcosa sul suo passato: è stato lui a defenestrare nientemeno che Mobutu! Ma oltre a questo scoprirà ben poco altro perché la misteriosa organizzazione che vuol far fuori Palmieri alla fine riesce nell’intento. Molto ben congegnato il finale: Ruvo Giovacca ci aveva fatto pensare che la storia avesse preso una direzione, e invece…

Come dicevo sopra, i disegni sono frutto della collaborazione (o dell’avvicendamento) di tre disegnatori: Claudio Delia, Alfonso Elia e Vasco Gioachini che ha fatto anche le chine. Il risultato, sempre elaborato dallo Studio Telloli, è molto buono, con pose dinamiche e non banali e una grande espressività.

In appendice la storia breve In Gabbia di Angelo Feltrin: ben disegnata e piuttosto suggestiva, ma un po’ inconcludente.

lunedì 29 giugno 2020

Il Morto 43: Elezione Manipolata

Giunto in un paesino, Peg trova una traccia importante del proprio passato: un vecchio commilitone è candidato sindaco e potrebbe aiutarlo a schiudere le porte della sua memoria. In realtà Gonni non è affatto entusiasta di rivederlo, perché a suo tempo il maggiore Peg aveva involontariamente intralciato il suo traffico di armi in Africa.
Nel mentre un paesano curiosa nelle attività della ditta GiGi di Gonni e viene fatto fuori: visto che in paese conoscono tutti, i carabinieri pensano bene di fermare Peg con l’accusa di omicidio perché è l’unico volto sconosciuto! Ritratti inizialmente e per molte pagine come dei fessi, i carabinieri si rifaranno alla fine della storia. In ogni caso Peg rischia di finire in galera e pertanto si fa assegnare un avvocato che, guarda caso, è l’altra candidata sindaco del paese. Non immune al suo fascino, qualcuno cerca di incastrarla mettendole della droga in casa: Peg si trova così coinvolto nella guerra tra gli aspiranti sindaci e scopre l’attività criminale del Gonni, che non ha perso il vizio del traffico di armi. Proprio grazie ai flash di memoria che gli accendono ogni tanto le visioni di vecchie conoscenze riuscirà a risalire al vero assassino. Ma Gonni ha le spalle ben coperte, come dice più volte, introducendo così indirettamente una figura che scenderà in campo nel prossimo episodio.
Elezione Manipolata è una piacevole storia movimentata condita con abbondanti tocchi di ironia. Per il lettore di lungo corso è poi appagante vedere un po’ di luce sul passato del protagonista, anche se l’effettiva incisività degli incontri di questo numero sarà confermata solo nelle prossime puntate. Per il momento abbiamo conferma che la tuta del Morto è impermeabile. Da segnalare che per la prima volta (o almeno così ricordo) Ruvo Giovacca non è l’unico autore dei testi ma ha scritto questo episodio insieme a Luca Telloli.
I disegni della collaudata coppia Conforti-Francesconi mi sono sembrati meno efficaci del solito: l’inchiostrazione è più modulata e vivace, però i primi piani (e in generali i volti) hanno un che di geometrico e “roccioso” che li rende poco espressivi.
In appendice l’adattamento a fumetti del racconto Il Vampiro di Jan Neruda a opera di Riccardo Pesce e Alfonso Elia. La storia si fa leggere, i disegni si segnalano per gli intensi chiaroscuri, molto evocativi, con cui Elia riesce e sopperire a qualche imprecisione anatomica.
Per celebrare il decennale dell’uscita in edicola, questo numero de Il Morto è disponibile anche con due variant cover diverse disegnate da Manlio Truscia, ordinabili sul sito della Menhir.

domenica 12 maggio 2019

Il Morto 37: L'alto volo del Corvo

Datato marzo 2019 (una presa in giro del distributore o sono io che non l’avevo visto prima nella rastrelliera dell’edicola?) è uscito il nuovo numero de Il Morto, seconda parte della trama iniziata con il 36.
I conflitti che contrappongono la ciurma del Nettuno e la PPI sfociano, dopo alcune provocazioni e tentativi di furto, in un processo-lampo dall’esito piuttosto strano, che fa presagire nuovi sviluppi all’orizzonte con l’entrata in scena di un nuovo personaggio. O forse c’era già e io non me lo ricordo tanto è rarefatta la pubblicazione de Il Morto.
La storia d’amore tra Gina e il ritrovato Diego non potrà concretizzarsi a causa di un tragico evento, unico momento veramente emozionante di una puntata piuttosto “parlata” e in cui mi è sembrato che Giovacca si sia più che altro preso il suo tempo per inserire dei nuovi pezzi sulla scacchiera e per impostare quindi gli sviluppi a venire. Carmen, ad esempio, intuisce che Peg è Il Morto e nel prossimo numero dovremmo cominciare a vedere le conseguenze di questa intuizione.
L’alto volo del Corvo è piacevole ma continuo a pensare che spezzare una storia in due albetti sia deleterio per gli autori così come per il lettore, per quanto venga fornito un dettagliato riassunto di una pagina in apertura. È inevitabile che nella seconda parte di queste storie doppie si debba riassumere in alcuni punti quello che è successo nella precedente, e questo toglie spazio ad altri elementi che potrebbero essere resi con maggiore drammaticità (non approfondisco per non rovinare la sorpresa a nessuno).
Tra le citazioni di questo numero segnalo una via Riccardo Pazzaglia e ben due che non avevo colto nel numero precedente: gli uomini della ciurma del Nettuno si chiamano Tonio e Pepo quasi come i protagonisti di un fumetto di Nizzi e Boscarato, mentre tra le fila della PPI milita anche la versione umanizzata del Bombarda di rebuffiana memoria.
Ottimo come sempre, stavolta un po’ più sintetico del solito, il lavoro della rodata coppia Conforti-Codina: alcuni primi piani mi sono sembrati “citazioni” da Garcia Seijas, ma visto che si riferiscono a un unico personaggio probabilmente è solo un caso.
In appendice la storia Apocalisse Rosa scritta da Stefano Biglia e disegnata da Alfonso Elia: il soggetto è semplice e molto simpatico, i disegni propongono una suggestiva ed efficacissima ligne lourde.