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lunedì 9 marzo 2026

Medhelan: La favolosa storia di una terra

Mi ha fatto l’occhiolino dagli scaffali delle offerte della fumetteria e ho ceduto.

Sulle prime pensavo si trattasse di un volume con cui a suo tempo (2015) la Star volesse inserirsi nel filone del Romanzi a Fumetti della Bonelli ma non è così, o almeno non è solo così: si tratta di una uscita speciale promossa in occasione dell’Expo di Milano per raccontare la filosofia alla base del Parco Nord.

La cornice della storia è l’ennesima rivisitazione di 12 Angry Men (d’altra parte lo sceneggiatore Silvio Da Rù viene dal teatro): nel 1967 il consiglio comunale di Milano si riunisce per decidere del futuro dell’area dell’ex-Breda, preda del degrado di cui ci sono stati mostrati esempi nelle prime pagine (criminalità, discariche, residuati bellici). I 12 convenuti sono quasi all’unanimità concordi nell’autorizzare il piano regolatore che cementificherà la zona. Quel “quasi” è l’unico che si oppone, presentato semplicemente come l’Architetto, che l’introduzione di Giuseppe Di Bernardo spiega essere ispirato a Francesco Borella. Siccome la delibera sarà valida solo se decisa a maggioranza assoluta, ciò crea uno scompiglio di cui viene chiesta ragione all’Architetto. Per tutta risposta lui comincia a raccontare la storia di Milano dal IV secolo avanti Cristo fino alle alterne vicende dell’industria di Ernesto Breda, mescolando fatti storici con abbondanti iniezioni di miti, leggende e folklore in cui una costante sono gli animali parlanti raccolti attorno alla quercia Etherna. L’epilogo ci porta al 2015 con una comparsata di Tomaso Colombo, Responsabile Servizio Vita Parco che ha contribuito al soggetto.

La narrazione si affida spesso a sequenze interamente mute ma indulge anche inevitabilmente in parti prettamente didascaliche. Si tratta però di quel didascalismo che avvince e coinvolge perché i fatti narrati sono incalzanti e lo stile è asciutto e piacevole. Da pagina 111 la testimonianza del continuo avvicendarsi di nuovi governatori di Mediolanum/Langobardia Maior/Mediolani offre l’occasione per riflettere con amara ironia sulla ciclicità delle ambizioni umane che rimangono fondamentalmente sempre le stesse.

La parte grafica è affidata a Beniamino Delvecchio. Le sequenze coi consiglieri comunali sono realizzate al tratto e a mezzatinta digitale. Forse a causa della mole di lavoro (si tratta di ben 208 tavole) a volte l’anatomia è incerta ma nel complesso il lavoro è abbastanza dignitoso. Le altre parti di cui si compone il volume sono più che altro delle elaborazioni digitali, a colori o in bianco e nero. Purtroppo sono quelle più penalizzate dalla carta porosa che smorza i colori e appiattisce le sfumature, rendendo difficoltoso distinguere gli elementi più scuri.

La copertina (con quell’effetto per cui uno strato aggiuntivo di plastificazione lucida evidenzia alcuni dettagli) è stata realizzata da Gian Luca Elasti, vincitore del concorso indetto appunto per scegliere la copertina del volume.

venerdì 4 febbraio 2022

Nebula - Lo straordinario caso della bambola rapita e di quello che ne conseguì

Il pisano Aiace Sbrana si reca in un paesino della Calabria dove ritroverà l’amico d’infanzia Carlo. Conosce sua figlia Veronica con cui apprenderà una brutta notizia: Carlo è morto. Mettendo a posto le carte dell’agenzia assicurativa di cui Carlo era proprietario (la Nebula del titolo) i due trovano una curiosa polizza che copre una bambola, sottoscritta dal maggiorente locale commendator Fagà. Neanche il tempo di ragionare sull’assurdità della copertura che la figlia di Fagà viene rapita, ovviamente insieme alla bambola assicurata per 200.000 euro. Per aiutare Veronica Aiace collabora alle indagini della polizia, più che altro infastidendo la bella e sboccatissima ispettrice Gallelli.

Nebula è un fumetto sicuramente originale ma anche un po’ spiazzante. Accanto a un cinico realismo (il commendator Fagà non solo ritiene normale pagare il pizzo ma si vanta di farlo regolarmente, i rapimenti sembrano una cosa tanto comune in Calabria che non serve approfondire moventi e mandanti) propone delle situazioni brillanti che a volte sembrano un po’ ingenuamente demodé, come i battibecchi tra Aiace e Veronica e le molteplici declinazioni della maremma a seconda delle situazioni in cui Aiace si trova. Tutto sommato questa ambivalenza contribuisce all’originalità e alla piacevolezza del fumetto, come anche il fatto che il “caso” venga risolto senza svelare l’identità e le motivazioni dei rapitori.

Dove gli sceneggiatori Lucio Staiano e Marco Di Grazia hanno un po’ “imbrogliato” è invece nel ricorso al sovrannaturale per sciogliere i nodi, anche se in fondo un detective improvvisato che risolve la situazione senza brillare per acume e senza conoscere i luoghi della vicenda sarebbe sembrato ancora meno realistico.

Pur se la lettura di Nebula è interessante e divertente, la parte migliore sono i disegni di Umberto Giampà, dal tratto rigorosamente realistico, ricco ma pulito e leggibile. Grazie a un uso intelligente della documentazione fotografica (Aiace è Robert Downey Jr. ma ci sono altre comparsate eccellenti tra cui Lino Banfi) è riuscito a rendere espressivi e dinamici i personaggi; inoltre abbondano scorci della Calabria a cui Nebula rende omaggio: d’altra parte due autori su tre sono appunto calabresi.

La copertina è stata realizzata da Giuseppe Di Bernardo (coi colori di Claudia SG Ianniciello), che nel 2000 aveva realizzato la prima avventura di Nebula.

Questo volume è stato pubblicato ancora nel 2018, ma è ordinabile solo a partire da pochissime Anteprima fa. Per questo mi sono permesso di anticipare alcuni snodi della trama visto che in molti l’avranno già letto.