Nessun nuovo arrivo in
fumetteria, stamattina, quindi ho dovuto ricorrere agli scatoloni delle
offertissime per trovare qualcosa da leggere e magari da recensire, visto che
la regola autoimposta di fare almeno un post ogni tre giorni si sta rivelando
sempre più difficile da rispettare.
I Nuovi Mutanti classici li
conosco piuttosto bene perché quando non trovavo lavoro appena finita
l’università avevo bisogno di riempirmi la testa di stronzate e le raccolte
della Play Press a un tanto al chilo assolvevano perfettamente allo scopo. La
storia qui raccolta si svolge nel pieno degli anni ’80 e coinvolge i due autori
che più hanno caratterizzato la serie, il suo creatore Chris Claremont e Bill
Sienkiewicz.
La scuola del professor Xavier
viene attaccata dall’essenza del Magus (o quello che è) che si infiltra nel suo
tecnorganico figlio Warlock che comincia a contagiare tutti gli altri per
fonderli in un’unica coscienza. Illyana Rasputin resiste ma solo perché viene
posseduta a sua volta dal demone Belasco, o così almeno ho capito. Così i Nuovi
Mutanti ancora attivi devono sconfiggere pure lei. Il meccanismo del contagio è
un sistema molto funzionale che permette a Claremont di eliminare dalla scena i
personaggi che vuole con la tempistica più adatta, di solito dopo che hanno
detto la loro battutina di prassi. Alla fine i buoni sentimenti sono l’arma
vincente. E tutto torna esattamente com’era prima, probabilmente per convinta
adesione all’immobilismo del genere supereroico prima ancora che per evitare
problemi di continuity “ex post”.
I disegni eclettici di
Sienkiewicz sono quindi la cosa più interessante di questo fascicolo, peraltro
ben colorati da Chris Sotomayor. All’epoca della sua uscita l’albetto avrebbe
potuto anche fare la felicità di quanti avessero previsto l’aumento dei prezzi
della Panini, visto che a fronte di 32 pagine quasi interamente a fumetti
veniva venduto a “soli” 3 euro (anche se non ho capito il perché del riquadro
vuoto nel frontespizio: era un prodotto da fiera da farsi dedicare dagli
autori?). Se poi lo scopo fosse quello di riempirsi la testa di stronzate, beh,
è perfetto.
