È già uscito e occhieggiava da un po’ in fumetteria, ma stavolta salto l’acquisto del nuovo Blake e Mortimer. In effetti sono rimasto un po’ scottato dalla mezza truffa di Floc’h, ma chiaramente non voglio scaricare su altri autori le colpe di uno. È che L’Enigma di Atlantide mi è sempre sembrato uno degli episodi meno interessanti della saga, anche se per me il peggiore rimane La Diabolica Trappola. Magari se avessero pensato al seguito di un’altra storia. Anche perché tutte le altre storie classiche erano ottime, per me. Mah, vedremo. Intanto non ho ordinato nemmeno i nuovi annunciati episodi di Thorgal (“nuovi” per l’Italia, ovviamente).
domenica 8 febbraio 2026
martedì 10 dicembre 2024
Blake e Mortimer 30: Firmato Olrik
Nonostante il titolo, Olrik non è il protagonista di questo volume ma come al solito ha il ruolo dell’arcinemico del duo. Peccato, perché come credo di aver già detto da qualche parte per me il vero eroe della serie è lui: lo sconfiggono, lo usano come cavia, gli fanno il lavaggio del cervello ma non si arrende mai e torna sempre sulla scena. Stavolta è in prigione tormentato da incubi forse presaghi della sua prossima esecuzione, quando per i tagli del budget delle galere inglesi deve condividere la cella con due tizi che fanno parte del Free Cornwall Group, organizzazione terroristica per l’indipendenza della Cornovaglia che da innocui atti dimostrativi sta passando ad attentati veri e propri.
Allertata la sicurezza nazionale, Blake viene inviato a indagare sul posto proprio mentre Mortimer vi dovrà giungere per presentare la sua nuova invenzione: un escavatore sotterraneo in grado di perforare qualsiasi tipo di roccia (la Cornovaglia ha un’antica tradizione mineraria risalente a due millenni prima di Cristo) che, a quanto è trapelato alla stampa, ha dei comandi molto simili all’Espadon.
La casualità è in effetti il motore principale di questo episodio. Non solo i due terroristi si lasciano sfuggire i piani degli indipendentisti in presenza del loro compagno di cella nonostante si siano raccomandati di non farlo, ma guarda caso una delle poche persone al mondo che sa guidare un Espadon (quindi in teoria anche la “Talpa” di Mortimer) è proprio Olrik. E così anche lui sarà cooptato dal “Grande Druido” che vuole ritrovare la mitica Avalon dove riposerebbero i resti di Re Artù col suo favoleggiato tesoro, ritrovamento che ringalluzzirebbe i conterranei ancora indecisi se unirsi o no al suo movimento. E, sempre guarda caso, la metà perduta delle indicazioni su come rintracciare Avalon viene rinvenuta fortuitamente proprio quando i protagonisti entrano in azione.
Firmato Olrik è un episodio di stampo spionistico e investigativo con qualche vaga spruzzata fantasy, giustificata però scientificamente se l’iridio di cui era composta Excalibur è realmente il metallo più resistente del mondo. La “spiegazione” di come Olrik si salvi la pellaccia è invece del tutto inverosimile, ma magari è stata solo una sua boutade canzonatoria all’indirizzo dei due protagonisti titolari – eh, sì: anche se i riflettori non sono del tutto puntati su di lui, alla fine avrà la sua bella soddisfazione.
Peccato però che l’identità segreta del Grande Druido non mi abbia riservato alcuna sorpresa nonostante le false piste (un certo armadio non avrebbe dovuto essere così spalancato) e che la “Talpa” sia un po’ troppo fantascientifica – poi magari negli anni ’50 era possibile munire un mezzo già incredibile di suo di tutti quei gadget, ma l’impressione che mi ha trasmesso è questa.
Con questo episodio Yves Sente ha voluto probabilmente anche riallacciarsi un po’ all’attualità. Basandosi sicuramente su dati storici, ha infatti trattato il fenomeno dello spopolamento della Cornovaglia a seguito dei lutti di guerra e dell’emigrazione verso le grandi città, cosa che determinò la necessità di ripopolare la zona con lavoratori stranieri presi dalle colonie: politica osteggiata da parecchi abitanti che però a quanto pare si guardavano bene dall’andare a lavorare nelle miniere.
Il processo di “juillardizzazione” dei disegni è continuato e la falsariga di Jacobs si vede ormai quasi esclusivamente nei volti dei tre protagonisti. La vedova di Juillard citava negli ultimi CaseMate gli interventi digitali concordati con il disegnatore per sopperire alle difficoltà nel disegno che la malattia gli aveva imposto per la copertina e le ultime tavole. Io non me ne sono assolutamente accorto e la qualità grafica si è mantenuta altissima, evidenziata anche dai colori di Madeleine Demille che avrebbero meritato di essere stampati su carta patinata per essere valorizzati a dovere.
Della produzione di Sente e Juillard io continuo a preferire il dittico dei Sarcofagi del Sesto Continente, ma pur con le particolarità che ho evidenziato sopra questo episodio è per me uno dei migliori. Considerando le derive di certa altra produzione recente questo potrebbe essere il volume giusto per congedarsi dalla serie.
sabato 14 dicembre 2019
Blake e Mortimer 26: La Valle degli Immortale 2 - Il millesimo braccio del Mekong
mercoledì 9 gennaio 2019
Blake e Mortimer 25: La Valle degli Immortali Tomo 1 - Minaccia su Hong Kong
venerdì 17 febbraio 2017
Blake e Mortimer 24: Il Testamento di William S.
mercoledì 22 giugno 2016
I Mondi di Thorgal
Il nuovo ciclo a opera di Dorison
e Mathieu Mariolle, che esordisce nel numero 6 dei Mondi di Thorgal, sembra
promettere bene: approfittando della parziale tabula rasa fatta da Sente nell’ultimo episodio della sua gestione
i due sceneggiatori hanno imbastito una loro versione del Villaggio dei Dannati che pur non essendo originale (vedi nella
stessa saga di Thorgal l’episodio Alinoë) si legge con piacere. Il bravo Surzhenko,
però, forse oberato di lavoro o forse “invitato” a emulare di più lo stile di
Rosinski, perde un po’ del suo mordente e in alcune inquadrature presenta delle
anatomie sballate.giovedì 12 marzo 2015
Blake & Mortimer 23: Il Bastone di Plutarco
La storia è ambientata quasi interamente nel 1944 in piena Seconda Guerra
Mondiale, il che ci permette di scoprire alcuni retroscena della carriera
militare di Francis Blake. Nel corso della prima ventina di pagine la trama,
nonostante una bellissima e avvincente sequenza di combattimento aereo,
approfondisce con grande scrupolo documentaristico il lavoro di
controspionaggio svolto dall’esercito britannico (non che io sia un esperto, ma
ho visto The Imitation Game che non è
tanto) e quando finalmente interviene l’elemento fantastico, o per meglio dire
quello fittizio immaginato da Pierre Jacobs, ho percepito uno stacco
nettissimo. Così come la citazione dell’Impero Giallo nello scacchiere delle
nazioni in guerra non può che far risaltare al lettore la distanza tra la
fantasia e la cruda realtà – tutto sommato Jacobs lavorava al primo episodio
della serie pochissimi anni dopo quelli in cui si svolge questa vicenda.









