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giovedì 24 novembre 2016

Cosmo Color Extra 21 - Il Crepuscolo degli Dèi 10: Yggdrasil

anche stavolta niente copertina della versione italiana
Si conclude momentaneamente la saga de Il Crepuscolo degli Dèi mentre la collana Cosmo Color Extra è con ogni probabilità arrivata definitivamente al capolinea, ultima testimonianza del tentativo della Cosmo di offrire un prodotto che rispettasse maggiormente il formato e lo spirito della BéDé. Quasi una metafora della capitolazione avvenuta su questo fronte, la copia che ho trovato era spiegazzata e presentava un vistoso adesivo in copertina e in edicola mi è stato riferito che era l’unica copia arrivata (ieri, quando dal calendario in terza di copertina vedo che avrebbe dovuto uscire già il 10).
Sarà stata forse la malinconia a farmi valutare più positivamente questo episodio, comunque devo dire che la saga si chiude in bellezza. I due gemelli verranno riuniti dopo vari anni e diverse peripezie per ripristinare l’Yggdrasil e Foca diverrà nientemeno che imperatore di Costantinopoli, ma l’avanzata del Grande Inverno sarà durissima da contrastare tanto che persino tra gli Elfi si conteranno morti eccellenti.
Questo capitolo finale è scritto come ci si aspetterebbe, privilegiando gli elementi più cupi e violenti e affidando la narrazione a un tono epico. Alla fine Djief risulta quasi piacevole col suo stile efebico, ma forse ci ho solo fatto l’occhio. Ho notato che le didascalie presentano una parte sproporzionatamente grande a sinistra, a testimonianza della presenza in origine delle prime lettere più grandi e forse miniate come si usa in alcuni fumetti: questa scelta non è stata però rispettata dalla Cosmo, così come mi pare che a pagina 52 Costantinopoli avrebbe dovuto essere “caduta” e non «cauta». Piccolezze, magari avessimo avuto ancora la possibilità di leggere fumetti francesi in questo formato e a queste condizioni.
Come ho scritto in apertura la saga si conclude momentaneamente visto che nel finale (che chiude perfettamente tutte le trame in sospeso) vengono gettati i semi per un nuovo ciclo. Che, maledizione, non vedremo di certo nel formato Cosmo Color.

lunedì 9 maggio 2016

Cosmo Color Extra 18 - Il Crepuscolo degli Dèi 9: Il Sangue di Odino

Il seguito apocrifo dell’Anello dei Nibelunghi prosegue con un episodio interlocutorio. Tra gli elfi c’è chi complotta contro i due fratellini che dovranno salvare il mondo e quindi Lif e Lifthrasir devono essere portati al sicuro in attesa che giunga il momento in cui si compia il loro destino.
Nel frattempo il centurione Foca assiste alle angherie che il fratello dell’Imperatore di Costantinopoli perpetra tra i Germani e Yngvild cerca di aiutare l’amico Bjarnulf a liberarsi dallo spirito dell’orso che lo rende un berserker senza controllo.
Episodio interlocutorio, dicevo: c’è molta azione in questo volume, e vengono principalmente gettate le basi delle trame future. Lif e Lifthrasir ritornano infatti nel Mannheim immemori, secondo un copione consolidato, dell’addestramento ricevuto presso gli elfi e quindi sgravati al momento dal peso del loro destino.
Questo seguito mi sta piacendo più della storia canonica, probabilmente perché quella raccontata sino al settimo volume era risaputa e conosciutissima e qui invece Jarry può permettersi ampi margini di originalità e di inventiva. Djief, che pure aveva mostrato una promettente evoluzione nello scorso episodio, mi è sembrato non al massimo della forma e la sua linea morbida e diafana mal si presta a rappresentare rudi guerrieri e sanguinose scene di battaglia: in mano a un altro disegnatore più dettagliato e “rozzo” lo scontro con Thor avrebbe avuto tutt’altra rilevanza.
In quarta di copertina e nell’introduzione viene annunciato il prossimo fumetto che sarà ospitato su Cosmo Color Extra: Dwarf di Shovel e Fogolin. Sarà ancora un 19x26 o anche quello verrà presentato nel formato 16x21? Chi vivrà vedrà.

lunedì 14 marzo 2016

Cosmo Color Extra 17 - Il Crepuscolo degli Dèi 8: Il Grande Inverno

Continua la saga dell’Anello dei Nibelunghi anche dopo quella che ritenevo la sua irrevocabile conclusione naturale. Evidentemente la serie in Francia deve aver riscosso un buon successo se sono arrivati a inventarsi delle nuove situazioni per farla continuare (o forse Jarry per scrivere questo seguito si è basato su fonti apocrife post-Wagneriane che non conosco). In effetti, ne valeva la pena.
L’Impero Romano d’Occidente non esiste praticamente più e Bisanzio è l’ultimo baluardo contro il caos che si sta abbattendo su tutta l’Europa e che si manifesta con un inverno innaturale e i mostri che porta con sé, i Winterdrags. Il Grande Inverno si concentra su tre storyline principali, che immagino finiranno per incrociarsi: presso una eccessivamente tolkieniana Corte degli Elfi i fratellini Lif e Lifthrasir, discendenti di Sigfrido e Crimilde, stanno completando la loro formazione per padroneggiare il potere di fermare il Fimbulvetr (cioè il Grande Inverno) con il divieto tassativo di toccarsi l’un l’altra per non sprigionare le potenti forze che risiedono in loro.
Nel mondo terreno, il «Mannheim», il centurione Foca si trova coinvolto in una caccia a dei misteriosi assalitori che si rivelano mostri, ma deve anche far fronte alla cupidigia dell’imperatore Maurizio; e sarebbe sicuramente meglio se non si prendesse troppe libertà con le mogli degli uomini (potenti) sbagliati.
Frattanto in Norvegia la maga guaritrice Yngvild e il suo burbero compagno Bjarnulf custodiscono una durlindana dai poteri divini che desta l’interesse di un potentissimo stregone non-morto capace di controllare magicamente l’intera popolazione di un villaggio. Gli Dèi osservano ma il decaduto Wotan dichiara di voler tornare nella mischia per quel poco che potrà: tecnicamente già morto nel Ragnarok, si indebolirà ancora di più per ogni intervento nelle sorti umane.
Di carne sul fuoco ce n’è tanta e nonostante la necessità di dar seguito a ciascuna delle trame in cui è divisa questa puntata la narrazione risulta ben calibrata e pienamente soddisfacente per il lettore. È chiaramente solo l’antipasto di una saga che immagino sarà anch’essa bella lunga come la prima, ma non ho avuto l’impressione che lasciano altri numeri 1 franco-belgi per cui si resta a bocca asciutta in attesa della vera azione.
È stato piacevole constatare l’evoluzione che ha finalmente avuto Djief, secondo me decisamente maturato rispetto a quanto visto in precedenza. È vero che gli elfi col naso da pugile non sono molto elfici, però le figure efebiche e a volte solo accennate sono state quasi del tutto abbandonate in favore di uno stile più corposo e dettagliato. I colori di Héban contribuiscono come al solito a rendere suggestive le tavole.
In quarta di copertina campeggia l’annuncio del prossimo numero della saga in uscita tra due mesi, ultima vestigia delle gloriose collane Cosmo Color. Godiamocela finché dura.

lunedì 18 gennaio 2016

Cosmo Color Extra 16 - Il Crepuscolo degli Dèi 7: Ragnarök



Non ho trovato la copertina della Cosmo...

Finisce in bellezza la saga dei Nibelunghi in salsa BéDé-orientaleggiante. In questo ultimo (per il momento) volume Djief dimostra una maggiore maturità rispetto a quanto visto in precedenza e oltre a essere più realistico ed espressivo integra i suoi disegni con qualche tratteggio e li rifinisce con un’inchiostrazione più vigorosa. La base vagamente mangheggiante rimane ma è meno evidente. Parte del merito per la buona resa grafica va comunque anche al colorista Hèban.
La storia procede sui doppi binari della chiamata alle armi di Odino per lo scontro finale e della vita di Sigfrido e Brunhilde in Islanda che a causa di una serie di drammatici equivoci finirà in maniera tragica come da canone wagneriano. Tramite questo doppio registro che abbraccia la furia della battaglia tra mostri fantasy e la quotidianità della vita umana con le sue meschinità Jarry (uno sceneggiatore che non ha paura di usare le didascalie) riesce a dare a Ragnarök un ritmo sincopato e incalzante.
Quello che si conclude è comunque solo il primo ciclo della saga e in quarta di copertina viene annunciato un prossimo volume che ignoro cosa conterrà essendo ormai esaurito il materiale di partenza originale.
La foliazione più corposa di questo ultimo capitolo ha permesso l’inserimento di un’anteprima di un lavoro di Delitte sempre edito dalla Cosmo, in cui si nota come l’autore ricicli senza sosta le solite inquadrature e soprattutto i primi piani.
Desolante l’elenco delle uscite di gennaio in terza di copertina: questo Cosmo Color Extra 16 è l’unico volume 19x26 del mese, avendo ormai il formato bonellide a colori preso il sopravvento. E vabbè, è stato bello finché è durato e in fondo non è durato poco.

mercoledì 18 novembre 2015

Cosmo Color Extra 17 - Il Crepuscolo degli Dèi 6: Crimilde

E andiamo avanti con la saga del Crepuscolo degli Dèi. Un po’ perché ormai che ci sono li prendo tutti (e il prossimo sarà l’ultimo) e un po’ anche per sovvenzionare, per quanto ormai sia inutile, i Cosmo Color.
Dal punto di vista dei testi questo Crimilde non è affatto male: il miscuglio di fantasy e pseudo-realismo storico è originale ed è interessante vedere il parallelismo tra i conflitti e le trame degli dei e quelli che coinvolgono Burgundi e Sassoni.
Sigfrido è diventato l’eroe dei Burgundi e grazie ai suoi poteri è stato indispensabile per fermare il soverchiante impeto dei Sassoni, che possono vantare nel loro esercito anche dei mostri tolkieniani. Ma Sigfrido non ha intenzione di rimanere presso i suoi ospiti ancora a lungo visto che il suo pensiero va costantemente all’amata Brunhilde con cui ha dichiarato di volersi ricongiungere una volta finita la guerra. Ai Burgundi non resta quindi che fargli bere una pozione dell’oblio e fargli sposare Crimilde, sorella del re, per tenerlo con loro. Ma la presenza di Crimilde, in possesso dell’Anello e divenuta nel frattempo regina d’Islanda, è sempre più incombente e inevitabilmente le strade dei due protagonisti si incroceranno di nuovo nel prossimo episodio che si annuncia (e ci mancherebbe altro) apocalittico.
Purtroppo il problema de Il Crepuscolo degli Dèi, e soprattutto di questo volume, sono i disegni di Djief. Non è che sia proprio un cane, ma lo trovo inadatto a questo tipo di fumetto coi suoi personaggi efebici e il suo tratto morbido e un po’ esangue. È anche vero che ha saputo infondere in Loki una splendida espressività, ma la resa non ottimale di molte mani e anche di alcuni volti lo pone al di sotto degli standard di opere franco-belghe dello stesso genere.
Appuntamento a gennaio con il gran finale: assume contorni ironicamente profetici il fatto che l’ultimo baluardo del meritevole esperimento Cosmo Color sia il volume di un fumetto intitolato Il Crepuscolo degli Dèi.

sabato 18 luglio 2015

Cosmo Color Extra 13 - Il Crepuscolo degli Dèi 5: Brunhilde



Riprende dopo qualche mese la saga e benché si tratti di un episodio interlocutorio che mette nuova
carne sul fuoco (gli Aesir cercano un’alleanza coi Vanir, Sigfrido apprende il suo destino e il suo retaggio, rientra in scena la Valchiria) si lascia leggere con piacere grazie al tono epico e coinvolgente – che non risparmia comunque una descrizione sin troppo umana del pantheon norreno.
Ho trovato poi molto interessante la scena con le rune e la loro intepretazione, e in definitiva poco importa se come avevo già subodorato la serie si prende delle libertà sul canone d’origine per inglobare un po’ di estetica tolkieniana.
Purtroppo, però, la scelta del team creativo è stata secondo me alquanto infelice e mi lascia perplesso la scelta di associare uno sceneggiatore magniloquente ed evocativo come Jarry a un disegnatore delicato, blando, poco incisivo e quasi caricaturale come Djief.
A questo prezzo si continua comunque, ovvio, tanto più che in questa occasione la stampa mi è sembrata migliore che in passato.

venerdì 12 dicembre 2014

Cosmo Color Extra 10 - Il Crepuscolo degli Dèi 4: Fafnir

Certo che tornare a Il Crepuscolo degli Dèi dopo l'intenso e spettacolare 3 Leggende è una bella doccia fredda. Fafnir non è assolutamente un fumetto brutto ma è anonimo, incolore, privo di pecche madornali come di elementi entusiasmanti. Coerentemente col resto della saga, in effetti.

Il drago Fafnir a cui è intitolato questo episodio compare solo nelle ultime 7 pagine, per il resto la storia si concentra sulla difficile adolescenza da rinnegato di Sigfrido, che vive col mostruoso Mime ignaro di quello che gli Dèi tramano per lui. Questo Bildungsroman procede con rivelazioni sul passato del protagonista senza particolari sussulti e con qualche concessione al teen drama (tutta l'exploitation dell'inizio, il gesto con cui Sigfrido si congeda dal suo vecchio amore d'infanzia). Forse la battaglia finale è risolta in maniera troppo affrettata, ma qui la colpa è da attribuirsi al disegnatore.
Il sintetico Djief sfoggia infatti uno stile un po' Liberty e un po' manga privo di fronzoli e dettagli e assai poco spettacolare. Gli occasionali tratteggi a matita sembrano più frutto di sbadataggine che dell'amore per i particolari. A poco servono i suggestivi colori di Héban, autore anche della copertina.
Ovvio che a 3,90 euro a volume si continua a seguire la saga, ma spero che non sia ancora troppo lunga...

domenica 10 agosto 2014

Cosmo Color Extra 6 - Il Crepuscolo degli Dèi 3: Sigfrido



Ahia. La saga dei Nibelunghi che avrebbe dovuto farci compagnia per tutta l’estate al momento si arresta per ritornare a dicembre. In quarta di copertina occhieggia la serie che per tre mesi ne prenderà il posto su Cosmo Color Extra: il cartoonesco 3 Leggende. Peccato, perché secondo me questo Il Crepuscolo degli Dèi sarebbe stato più godibile letto tutto d’un fiato, visti il ritmo incalzante e la varie situazioni che vi si intrecciano, ma immagino che la Cosmo avrà operato questa scelta a ragion veduta.
Ciò detto, in questo Sigfrido (non toccato dall’aumento di prezzo già subito dalla collana Cosmo Color) ho notato che Nicolas Jarry si è discostato dallo stile dei precedenti episodi. Mi sembra, ma non sono un esperto, che abbia introdotto molto materiale inedito alla saga vera e propria (la cui mitologia viene comunque richiamata in dettaglio nelle prime 4 tavole e mezza) e si è dedicato ad approfondire i personaggi descrivendo con maggiore decisione le vicende terrene piuttosto che fare panegirici eroici. Il risultato è sempre coinvolgente, anche se alla fine l’impressione è che questo Sigfrido sia stato solo l’antipasto di quello che dovrà ancora venire, tanto più che il personaggio che dà il titolo al volume compare neonato solo nelle ultime quattro pagine!
La maggior parte del fumetto è infatti dedicata alle vicissitudini di Sieglinde che pur incinta è ancora una guerriera formidabile. Ciò non le risparmia accuse e invidie da parte delle altre donne del villaggio, mentre Odino e il Nibelungo osservano le sue mosse. La situazione precipiterà quando l’orda di mostri che sta mettendo a ferro e a fuoco Midgard arriverà anche da loro.
Ai disegni mi sembra che Djief abbia subito una certa involuzione, o forse non ha voluto o potuto impegnarsi di più a curare le sue tavole. Pur sempre dignitoso (ma nulla di più), a volte non riesce a trovare l’inquadratura o la postura giusta e i soggetti ritratti in alcune vignette sono un po’ rigidi.
Ufficialmente Cosmo Color Extra 6 era dato in uscita per il 12 di agosto ma io l’ho trovato ieri. Si sa: Turriaco è sempre Turriaco.

venerdì 11 luglio 2014

Cosmo Color Extra 5 - Il Crepuscolo degli Dèi 2: I Nibelunghi

Continua (in ritardo! L’avevano annunciata per l’8 luglio!) la saga del Crepuscolo degli Dèi con autori diversima sullo stesso livello qualitativo. I Nibelunghi non è un capolavoro ma nemmeno una porcheria; non entusiasma ma nemmeno ripugna. È una storia classica e risaputa (d’altronde tratta gli archetipi fondanti del genere fantasy) ben condotta e gestita con professionalità. Rispetto al precedente volume ho notato una scrittura molto più felice: dopo le prime 6 tavole riassuntive comincia il galoppo frenetico che terrà incollato il lettore fino alla fine. Buona anche la caratterizzazione dei personaggi, che pur essendo appunto archetipali hanno offerto alcuni margini di creatività allo sceneggiatore Nicolas Jarry.
Dal punto di vista dei disegni il discorso è differente: Djief ha uno stile troppo asciutto per questo tipo di storie epiche e violente, talvolta declinante al caricaturale e occasionalmente incline ad alcune forzature anatomiche. E mi pare che il cavallo di Odino avesse otto zampe, ma forse in questo caso la colpa è dello sceneggiatore o del supervisore che non ha fornito la giusta documentazione.
Nonostante una resa di stampa non proprio ottimale I Nibelunghi è un bel volume in cui a fronte di una foliazione un po’ più corposa è saltato il frontespizio (ben fatto: altro che le tavole sacrificate di Western) e al costo di soli 3,50€ si fa perdonare anche l’inversione di due balloon a pagina 21.