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domenica 9 novembre 2025

L'Attimo Decisivo 1-3

Lodevole iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e promossa dal Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Si tratta di opuscoli a fumetti di 16 pagine distribuiti gratuitamente a un pubblico scolare per informarlo sui comportamenti da assumere in caso di calamità naturale, accidentale o indotta da incuria o errore umano.

La struttura è molto meno nozionistica di quello che può sembrare da questo riassunto: Roberto Gagnor ha infatti avuto l’idea di creare quattro giovani protagonisti che dopo essersi confrontati coi rispettivi rischi (Carlo con un’alluvione, Samira con un terremoto, Katja con un incendio, Paolo con un maremoto) vedono apparire sui loro corpi il segno dell’attimo decisivo, che li identifica come nemici dell’Equazione del Rischio, la personificazione della fatalità che può concretizzarsi in disastro, a volte imprevedibile.

Il primo numero, forse pensato come one-shot («L’Attimo Decisivo» sembra essere il sottotitolo di Io non rischio), è solo l’introduzione ed è nel secondo fascicolo ambientato ai Campi Flegrei che i quattro protagonisti si incontrano di persona. C’è in effetti una certa continuity tra gli episodi, e il terzo ha un piglio sperimentale essendo un flip-book con una storia per lato che vede coinvolte due coppie distinte.

Oltre che nei dialoghi le istruzioni su come comportarsi nelle situazioni di pericolo sono presenti in appositi QR code sparsi per le tavole: se c’è infodumping è quindi strettamente correlato alla risoluzione dei problemi che i protagonisti si trovano ad affrontare e quindi è funzionale alla trama e al fluire dell’azione. Al di là dei suoi aspetti informativi, la serie si legge quindi con piacere ed è oltretutto resa ancora più gradevole dalla componente grafica inizialmente affidata a Mattia Surroz che ha poi passato il testimone col terzo numero a Federica Salfo colorata da Francesca Vivaldi. Ho trovato stupefacente come Surroz, qui appena un po’ più virato al caricaturale, abbia ottenuto dei risultati molto più efficaci di quelli che per me aveva avuto in 10 Ottobre. Dal canto suo la Salfo tende maggiormente al cartoonesco: c’è un certo stacco con lo stile precedente ma è a sua volta gradevole ed efficace. Forse per far risaltare di più il lavoro dei disegnatori sarebbe stata necessaria la carta patinata, ma a caval donato…

mercoledì 25 giugno 2025

Collana Eroi n. 15 - 10 Ottobre 1: La morte è mia amica

Versione da edicola della miniserie uscita precedentemente in libreria. Il soggetto attorno cui ruota 10 Ottobre è decisamente originale, pur se con la miriade di opere fantascientifiche esistenti non escludo che qualcuno abbia già ipotizzato scenari simili: la società del futuro è libera dalla povertà, dalla criminalità e dal sovrappopolamento perché alla nascita in vitro viene modificato il dna dei cittadini donando loro una data di scadenza entro cui moriranno. Il fatto che il concepimento avvenga in laboratorio verrebbe smentito dalle varie donne incinte che compaiono qua e là, ma questa premessa viene riassunta dal tema letto in classe da una bambina, che quindi potrebbe essere ancora all’oscuro delle “cose della vita”. Le età in cui avverrà il decesso sono fisse: 3, 11, 26, 38, 57 e 70 anni, ognuna con una sua motivazione specifica. L’aspettativa di vita è un’incognita per chiunque, quindi l’umanità è più produttiva per sfruttare il poco o tanto tempo che rimane al singolo. Esistono però anche dei rarissimi casi di veri anziani, lasciati vivere ben oltre la maturità per dare la speranza anche agli altri di far parte di questa cerchia di fortunati.

Ma non tutti accettano questa situazione, per quanto la società l’abbia normalizzata a tal punto da sviluppare un mercato di funerali che va a braccetto con quello dei compleanni: i genitori di Richie Walls ad esempio non si sono mai ripresi dalla perdita del loro primo figlio e la madre è ancora più preda di crisi depressive adesso che pure il secondogenito sta per compiere i fatidici 11 anni.

Seguendo il suo vicino di casa, il signor Cole, Richie finisce per incappare involontariamente in uno di quei complotti che non mancano nei racconti in cui c’è un mondo apparentemente utopico. Quindi viene rapito dai congiurati, tanto i suoi genitori si accorgeranno a malapena della sua scomparsa e tra poco (il 10 ottobre come da titolo) compirà 11 anni e potrebbe sparire “naturalmente”. Per il momento i congiurati si limitano a tenerlo con loro a turno per non destare sospetti, poi chi vivrà vedrà. E visto che tutti “scadranno” il 10 ottobre mai modo di dire è stato più azzeccato.

Di carne sul fuoco ce ne sarebbe anche tanta ma buona parte della parte centrale è dedicata ai cincischiamenti per giustificare la mancata eliminazione fisica di Richie che ha scoperto il complotto (pur non avendone colto la natura, come il lettore), e l’albo finisce con un ulteriore infodumping in merito ai medaglioni che tutti portano e che segnano i progressivi conti alla rovescia. Paola Barbato ha comunque saputo suscitare l’interesse di sapere dove andrà a parare la storia.

Le tavole di Mattia Surroz sono molto scarne, con un tratto sinuoso ma grasso che usa indifferentemente per persone, oggetti ed edifici, pochissimi dettagli (quando ci sono), sfondi poveri e abbozzati quando non inesistenti, deformazioni anatomiche non sempre giustificate o funzionali. Mi chiedo come lo abbiano accolto i lettori della prima versione, quella cartonata con le pagine più grandi.

In appendice una «gallery» di Surroz è introdotta dalla stessa Barbato che forse spiega il perché della nonchalance grafica: il progetto era pensato con una scansione di venti tavole per volta e quindi implicitamente per la meno sofistica categoria merceologica dei comic book. La lettura scorre però fluida e non ho avvertito alcuno stacco importante.