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domenica 18 maggio 2025

Il Signore dei Ratti

Da quello che si evince dalla postfazione e dal numero di ristampe che ha avuto, questo fumetto è uno dei più grandi successi di Leo Ortolani. Al di là del fascino sempreverde dell’opera tolkieniana parodiata (e quando uscì nel 2004 godette anche del traino della trilogia cinematografica), è uno di quei lavori in cui l’autore faceva ancora recitare il suo conosciuto e consolidato cast di personaggi, pescando anche da Venerdì 12, senza azzardare nuovi protagonisti e nuovi scenari tutti da testare.

Pur con la necessità di contenere il materiale di partenza nella dimensione di 64 pagine da sei vignette in media per tavola, la riduzione è fedele. D’altra parte Leo Ortolani si dichiara fan de Il Signore degli Anelli. Gli oltre vent’anni trascorsi della prima pubblicazione si fanno sentire, l’umorismo è piacevolmente caotico e a volte un po’ greve e in quell’epoca precedente a Cinzia l’autore non si faceva problemi a inanellare doppi sensi e situazioni piccanti con l’elfa Annabello/Cinzia Otherside.

Ci sono gag visive, giochi di parole, citazioni, trovate surreali, parodie e quant’altro ma nonostante questo non ho trovato Il Signore dei Ratti una delle opere più esilaranti di Ortolani. È sicuramente una lettura accattivante, ma al massimo mi ha fatto sorridere senza raggiungere l’ilarità di altri suoi lavori. Sarà che verso la fine imbocca qualche scorciatoia metanarrativa che rende il tutto meno coinvolgente. Assolutamente geniale invece il finale della storia con la rivelazione di quello che si sarebbe dovuto impedire, e che invece è successo lo stesso – ma si tratta di una trovata valida in sé, funzionerebbe anche in un contesto non umoristico.

Interessante una curiosità metaeditoriale: la presenza di Shelob nel testo di partenza offre a Ortolani il destro per far apparire il suo, di Ragno, ovvero la personificazione dello sfruttamento intensivo dei fumetti con variant cover, versioni estese, gadget, ecc. Nel 2004, quando il fumetto venne pubblicato per la prima volta, fu quindi paventata scherzosamente nei dialoghi la futura uscita di una versione estesa de Il Signore dei Ratti per rimediare ad alcuni salti narrativi del fumetto che invece era stato proprio impostato così – dopotutto i film di Peter Jackson seguirono quel destino in dvd e quindi come ipotesi non era così balzana, e anche Salvador Dalí integrava la sua autobiografia di sempre nuovi aneddoti per costringere i lettori a comprarsi le nuove versioni. In realtà una extended edition non era mai stata nelle intenzioni dell’autore, che però in questa sede appaga parzialmente la fame dei fan con una generosa sezione (una dozzina di pagine) di contenuti extra ovvero sequenze e variazioni sul tema che all’epoca non realizzò e che ha concretizzato appositamente per questa «Special Edition».

Ignoro quali fossero le caratteristiche della prima edizione e di quelle successive, questo è un cartonato di grande formato stampato a colori (realizzati da Lorenzo Ortolani) su carta patinata. La copertina con effetti metallici presenta un disegno inedito realizzato appositamente. Introduzione ed editing di Andrea Plazzi, che compare anche nel fumetto come personaggio grottescamente “multitasking”.

sabato 9 novembre 2024

Comics&Science 2024


Quest’anno Lucca ha soddisfatto le mie aspettative al 75%: le cene con gli amici locali sono andate bene, giochi di ruolo ne ho presi (anche vintage!), Comics&Science si è ulteriormente espanso ma nella Self Area non ho trovato quei guizzi di genio che mi hanno calamitato verso alcuni dei prodotti degli anni scorsi, limitandosi spesso a presentare materiale già visto nelle edizioni passate in cui l’influsso manga è preponderante e ossessivo, in barba a certi virtuosismi grafici che anche lì si fanno sempre più rari se non assenti del tutto. Mentre i prezzi non sono più “indie” da un po’.

Un quarto della soddisfazione, però, ha un po’ equilibrato le cose: come detto Comics&Science si è sviluppato ancora di più e quest’anno in programma c’erano la bellezza di 53 eventi con annessi firmacopie illustri. Visto tutto il materiale che ho recuperato non ne farò delle recensioni come gli anni scorsi ma mi limito a fornirne testimonianza fotografica:


martedì 14 novembre 2023

Comics&Science - 001/2023: The HPC Issue - The MUDEM Issue - The Quaternary Issue

Altra infornata di uscite di Comics&Science, uno dei motivi principali per cui andare a Lucca.

The HPC Issue parla di calcolatori ad altissima performatività (a quello del Centro di Calcolo di Bologna ci si collega anche un mio amico Fisico). La storia a fumetti parla quindi di un cavaliere simil-Valiant («Variant») che consulta una strega per farsi fare più previsioni possibili in modo da trovare quella giusta che gli anticipi come sconfiggere il proverbiale drago che ha rapito una principessa. Fisiologicamente la reiterazione dell’inserimento dei nuovi dati nel “calderone” porta a una certa ripetitività, ma Giovanni Eccher è stato molto bravo a movimentare il tutto con qualche scenetta. E poi il finale è originale e divertente.

I disegni di Sergio Ponchione, forse memori di Wally Wood, sono stupendi: dettagliati, fantasiosi e soprattutto estremamente espressivi; i primi piani di Echam la Saggia e della principessa sono meravigliosi. Altro che la sintesi de Gli Uomini della Settimana! Forse ha potuto dedicare tanta cura ai particolari e alla “recitazione” grazie a quelle sequenze che invece sono molto stilizzate per rappresentare le elaborazioni del “calderone”.

Oltre all’intervista di rito agli autori, un intervento di Christoph Dellago spiega cosa si cela dietro le simulazioni. Parte come una fiaba, ma poi finisce per parlare di numeri pseudo-causali e dinamica molecolare e mi ci sono un po’ perso.

L’argomento è ulteriormente approfondito da Godehard Sutmann, il quale dopo l’entusiasmo per le performance cui si è giunti (ogni anno la capacità di calcolo raddoppia) fa seguire l’incertezza per il futuro visto che gli agenti in gioco dovranno essere molteplici.

Per finire, una presentazione del CECAM (Centre Européen de Calcul Atomique et Moléculaire) redatta da Ignacio Pagonabarraga e Sara Bonella.

Purtroppo in questo numero non ci sono le vignette di Walter Leoni, ma Gianluca Peddes illustra alcuni articoli. Davide La Rosa ci concede una storia metanarrativa, e quindi un po’ facile…

The MUDEM Issue è un albo promozionale distribuito gratuitamente in occasione dell’apertura di una mostra dell’istituzione omonima, ovvero il Museo della Moneta della Banca d’Italia. Alla conferenza di presentazione veniva avanzata un’interessante teoria: laddove si dice che le guerre spesso si fanno per soldi, in realtà la moneta storicamente ha impedito le guerre facendo prevalere l’interesse sulla violenza.

Il fumetto di Eccher e Giuseppe Palumbo è interamente muto, è disegnato e colorato meravigliosamente e il meccanismo del finale a sorpresa ricorda i fumetti “modello Lanciostory”. In appendice due interventi scritti sul concetto e l’origine della moneta (da leggersi dopo il fumetto visto che lo riassume) e sulla mostra immersiva L’Avventura della Moneta (e anche qui forse si anticipa troppo), entrambi a firma generica dello Staff di MUDEM.

Anche The Quaternary Issue è stato distribuito gratuitamente, in occasione del quadriennale convegno di Scienze Quaternarie che nel 2023 si è svolto a Roma.

Probabilmente il riferimento del fumetto è l’Alley Oop di Hamlin, comunque Alessio Spataro esibisce uno stile personale e originale, oltre che curato. La quasi totale assenza di parole rende il volume effettivamente universale e spendibile a livello internazionale. Più che una storia si può dire che si tratti di una testimonianza, per quanto di fantasia, dell’incontro di una tribù di Heidelbergensis con un più evoluto Neanderthal.

I redazionali sono in inglese: Marta Pappalardo e Andrea Zerboni parlano dell’importanza dell’Italia per lo studio delle Scienze Quaternarie, cioè l’insieme di scienze che contruibiscono a ricostruire la vita e l’ecologia di circa 600.000 anni fa.

Francesco Latino Chiocci e Ilaria Mazzini spiegano la storia (assai recente) della Geologia Marina e la sua importanza.

Enza Spinapolice ricostruisce la fauna umana che probabilmente coesisteva in Europa in epoca Quaternaria.

Si finisce in bellezza con una vignetta di Leo Ortolani.

venerdì 10 novembre 2023

Intervista ad Andrea Plazzi

La domanda sorge spontanea: come mai quest’anno Comics&Science si trova in una zona differente e sembra essersi staccata da Lucca Comics & Games?

Sono le crisi benedette della crescita. La nostra offerta è molto aumentata: serviva uno spazio apposito per valorizzare un programma che ormai è molto più ampio di quello che normalmente potevamo offrire in maniera adeguata nel contesto di Lucca Comics & Games. Parlo di una certa cura coreografica, un’illuminazione ad hoc, un arredo che renda giustizia alla qualità anche grafica dei nostri fumetti e dei nostri autori. Quindi Comics&Science Palace, in via della Zecca 41. Siamo molto contenti di questa collocazione: chi conosce un po’ Lucca sa come la logistica in questi giorni non sia affatto facile e gli spostamenti, anche a piedi, non sono semplici. Siamo in una strada centrale ma defilata dalle arterie di maggior scorrimento, che in realtà collega.

Pur con i lavori in corso, purtroppo.

Eh... dobbiamo convivere con questo piccolo cantiere esattamente davanti alla nostra entrata. Chiaro che viene da chiedersi se non sarebbe stato possibile finire i lavori in tempo, in vista di questo grandissimo evento... ma sono cose che capitano.

Così sapete che chi viene è veramente motivato.

Sì, però devo dire che anche il passaggio casuale, cioè quello obbligato di gente in transito, ci ha messo in contatto con persone che non ci conoscevano: hanno visto l’ambiente (che – tra l’altro – è a ingresso libero e dove chiunque può entrare) e in questi giorni in cui la pioggia ci accompagna può anche semplicemente fermarsi a rilassarsi un attimo.

E magari nel frattempo impara anche qualche cosa divertendosi.

Perché no! C’è l’area principale, dove abbiamo allestito il palco per gli incontri, poi c’è un ambiente per i laboratori-workshop, che si svolgono tutti i giorni tra le sei e le otto ore (divise in fasce mattutine e pomeridiane). Ieri [il 1 novembre, nda] per esempio si insegnava a crackare la storica Enigma, la famosa macchina per criptare messaggi “sconfitta” da Alan Turing, il primo grande hacker della Storia. Oggi si parlerà di orecchini.

Orecchini?!

Strutture matematiche, combinatoria, teoria dei gruppi. Non usiamo questi termini per non spaventare nessuno, ma sono alla base di raffinati disegni ornamentali riprodotti in orecchini indossabili.

Come nasce Comics&Science, dalla volontà del fumetto di entrare nella scienza o della scienza di venire divulgata tramite il fumetto?

Non vedo una gerarchia o una priorità tra i due aspetti, e forse non è nemmeno così importante personalizzare. Di fatto tutto nasce quando Roberto Natalini e io ci siamo conosciuti. Roberto è da oltre 30 anni un matematico applicato del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche, oltre che un lettore di fumetti esperto e dispiaciuto per la mancanza di tempo per leggerli. Ha colto l’occasione di mettere insieme questa passione a livello professionale, aggiungendo alle sue attività anche quella della comunicazione scientifica col fumetto. Un’idea che lo ha galvanizzato: è così che siamo partiti lancia in resta, ormai una dozzina di anni fa.

sabato 12 novembre 2022

Comics & Science (numeri sparsi)

Questa Lucca ha rappresentato anche l’occasione per recuperare alcuni dei volumetti di Comics & Science che mi mancavano. Pur avendo praticamente la stessa impostazione, con un fumetto portante e un altro più breve (e occasionali vignette) e articoli di approfondimento tra cui le interviste agli autori, i singoli fascicoli possono differire molto per stile l’uno dall’altro. Un discrimine con cui effettuare la scelta è ovviamente la sintonia che ho con i vari disegnatori. Ecco quindi la lista dei miei recuperi:

Comics & Science @ CERN è quasi un cimelio, se ho ben capito è il secondo albo in assoluto che venne prodotto per la serie nel 2014. Infatti è in bianco e nero e la carta non è quella patinata che caratterizza invece (per fortuna) le uscite recenti, ed è più alto degli altri di un centimetro circa. Anche la grafica e l’impaginato, a dirla tutta, sanno un po’ di vecchio! La portata principale è OraMai, fumetto scritto e disegnato da Tuono Pettinato, un delizioso excursus tra scienziati e filosofi che si sono occupati del concetto e della natura tempo. L’argomento viene approfondito da Amedeo Balbi e Antonella Del Rosso (che parla principalmente del bosone di Higgs), mentre Stefano Pisani offre una divagazione surreale. Da ciò che si evince da foto e reportage di Mabel Morri, questo numero nasce per far conoscere il CERN a un gruppo eterogeneo di fumettisti: oltre a Tuono Pettinato e Mabel Morri anche Antonio Serra, Francesco Artibani e Francesco Cattani. Ma dove diavolo sono i loro fumetti? Anche la testimonianza scritta della Morri, per quanto molto divertente, non è certo un fumetto…

The Internet Issue (2016) era ancora stampato su carta non patinata ma era già a colori. Le pagine però sono solo 40 contro le canoniche 48 (anche il prezzo è più basso: 5 euro). Leo Ortolani riprende Misterius però, forse per le sole 16 pagine a disposizione, non mi è sembrato incisivo come al solito. E sì che l’argomento internet avrebbe dovuto offrire un sacco di spunti. Federico Bertolucci ha invece confezionato un delizioso fumetto con protagonisti due cagnolini che ricostruiscono la storia della Rete viaggiando attraverso le sue tappe, le sue conquiste e i suoi pericoli. Nonostante sia in apparenza genericamente dedicato a internet, questo numero serve più che altro a sensibilizzare sulla necessità del DNS cioè di associare un nome a ogni indirizzo. Pur se velato da una certa rassegnazione e dalla frustrazione per l’occasione perduta che è stato il Web, il contributo finale di Marco Cattaneo è una lettura divertente.

The Contagion Issue è chiaramente dedicato a virus e pandemie e si apre con Il Condominio, un appassionante thriller scritto da Paolo Barbato e disegnato da Riccardo Burchielli – fenomenale il lavoro che fa sulle architetture. Una storia che cattura e inquieta, l’unico appunto che mi sento di fare è che mi sembrava fosse la metafora dell’introduzione di un elemento patogeno in un corpo sano, con i vari elementi che lo compongono che a seconda dei casi cercano di resistergli oppure preferiscono capitolare passando dalla sua parte mentre alla fine si rivelerebbe una storia di zombi. In effetti è proprio come me l’ero immaginata io, ma se ne ha conferma solo leggendo l’intervista agli autori, e forse era una cosa che andava esplicitata. Oltre alle vignette di Walter Leoni c’è un fotoromanzo (!) di e con Davide La Rosa. Abbastanza simpatico, ma l’autore ha fatto di meglio. Articoli di Giovanni Maga, Antonio Tintori, Adriana Valente e Giada Rossi su virus, impatto psico-sociale della pandemia e fiducia nella scienza.

The Mirzakhani Issue è dedicato alla matematica iraniana Maryam Mirzakhani. Sotto il segno del Toro, il fumetto scritto da Davide La Rosa e disegnato splendidamente da Silvia Ziche (anche gli ottimi acquerelli di Dario Grillotti contribuiscono al fascino dell’insieme) è molto simpatico e coinvolgente, ma avrebbe meritato delle annotazioni che spiegassero tutti i riferimenti che ha fatto lo sceneggiatore, come le strizzatine d’occhio che fece Ortolani nello speciale sui cristalli. Io ho capito solo il rimando a Gauss e poco altro. Anche qui ci sono delle vignette a tutta pagina di Walter Leoni, per il resto il fascicolo è quasi interamente dedicato alla figura della Mirzakhani, e per estensione gli interventi scritti (tutti al femminile) parlano anche delle donne nelle scienze. Inevitabilmente si respira una certa tristezza considerando la morte prematura della protagonista, la cui data di nascita è stata scelta come giorno della celebrazione delle donne nella matematica.

Per finire, fresco di Lucca 2022, The Alchemical Issue parla dell’alchimia e lo fa in maniera estremamente positiva, attribuendole la paternità della moderna chimica e in generale una spinta propositiva verso la conoscenza e la sperimentazione. Il fumetto Ingannevoli Trasmutazioni scritto da Giovanni Eccher, splendidamente disegnato e colorato da Sergio Ponchione, è piuttosto ermetico e più descrittivo che narrativo. Suggestivo, sì, ma anche qui qualche spiegazione ci sarebbe stata bene, e infatti ne vengono date alcune nell’intervista agli autori. Gli interventi di Walter Leoni sono accompagnati da una disquisizione di due pagine (simpatica ma sbrigativa) di Davide La Rosa su ciò che sarebbe successo se il mitologico Re Mida avesse veramente avuto il potere di trasformare la materia in oro. Nei redazionali di Paolo Capitanucci, Vincenzo Schettino, Chiara Crisciani e Gabriele Bianchi si parla di alchimisti insospettabili (come i Francescani e alcuni scienziati, ma se leggete Nuova Ristampa Dago la cosa non vi stupirà), dell’elisir di lunga vita, dell’uso dell’oro nella sua composizione e della rappresentazione degli alchimisti nella fiction.

Questa carrellata dimostra ancora una volta sia la varietà che la qualità dei prodotti targati Comics & Science, progetto a cui è andato quest’anno il premio come Miglior Iniziativa Editoriale ex aequo con La Revue Dessinée.

mercoledì 24 gennaio 2018

Comics&Science 002/2017: The Archimedes Issue

Dopo quella dedicata al Matematico Babbage, nel 2017 Comics&Science ha dedicato la sua uscita autunnale nientemeno che ad Archimede.
Il piatto forte del volumetto è la storia a fumetti Archimede 2.0, scritta e disegnata da Giuseppe Palumbo. I disegni e i colori sono talmente belli da lasciare a bocca aperta. L’incipit massicciamente testuale può spaventare e risultare complicato (per quanto dimostri l’approfondita conoscenza dell’argomento da parte dell’autore), ma questa sensazione viene presto scrollata via dall’abilità con cui Palumbo ha saputo rendere appassionante la vicenda dei vari passaggi di mano del “Codice C”, dettagliati in altre parti di questo Comics&Science, tanto che alla fine l’espediente della misteriosa figura che interviene nell’ombra (probabilmente artificio per rendere il fumetto più attraente) diventa quasi superflua.
Oltre all’introduzione di Natalini e Plazzi, la parte redazionale contempla un’intervista a Palumbo a cura di Ciro Ciliberto, un excursus sulla nascita e lo sviluppo di papiri e pergamene (e quindi dei libri) scritto da Andrea Ercolani, un articolo sulle tecniche di decrittazione dei testi contenuti in supporti antichi di Vito Mocella e un breve saggio umoristico su vita e opere di Archimede di Stefano Pisani. Il bersaglio della divulgazione è pienamente centrato e tutti i testi riescono a trasmettere informazioni talvolta specialistiche senza per questo risultare pedanti (men che meno l’articolo di Pisani, che indugia eccessivamente sulla leggerezza per scelta dell’autore).
In appendice ci sono le due tavole canoniche di Davide La Rosa e i “titoli” del Lercio.