Visualizzazione post con etichetta Kelly Thompson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kelly Thompson. Mostra tutti i post

sabato 13 aprile 2019

Captain Marvel 1: Un nuovo inizio!

Era un bel po’ che non leggevo minchiatine supereroistiche, ma per un euro potevo fare lo sforzo. E poi i disegni non sembravano niente male. Questo fascicolo di Captain Marvel non è uno speciale uscito per sfruttare il richiamo del film ma è proprio il primo numero di una nuova collana dedicata alla protagonista. Evidentemente la Panini crede molto in Capitan Marvel se le dedica una testata da edicola quando altri personaggi più famosi (almeno per me) sono ripiegati in fumetteria.
La storia, scritta da Kelly Thompson, è quella che ci si aspetterebbe dall’ennesimo passaggio di consegne tra team creativi in piena epoca post-moderna. L’azione comincia ex abrupto e parlando tra di loro i personaggi riassumono gli eventi appena trascorsi e giustificano alcuni cambiamenti, riaffiora un villain altamente ridicolo mentre i dialoghi indulgono in battutine che si vorrebbero cool inframmezzate da scenette che vorrebbero essere divertenti (e in alcuni casi – il cane che vomita e le ripromesse dei passanti di abbandonare Manhattan – lo sono).
Carol Danvers è tornata sulla terra in tempo per salvare Manhattan da un “kraken” e riallacciare i contatti con gli ex compagni Avengers; Tony Stark le organizza un’intervista per ragioni di pubbliche relazioni e alla fine tutto si sposta in un universo alternativo dove la storia può procedere autonomamente senza che abbia ripercussioni sul Marvel Universe. Insomma, nulla per cui gridare al miracolo ma nemmeno per gettare via l’albo schifati, tanto più che pagandolo meno di un caffè si ha diritto a ben 32 pagine di fumetto (ok, 30 togliendo le pagine coi credits), contro le misere 20 di un normale comic book.
Diverso il discorso per quel che riguarda i disegni: Questa Carmen Carnero (mai coperta, è italiana?) è veramente molto brava. In particolare è efficacissima nel rendere le espressioni e la “recitazione” dei personaggi, soprattutto di quelli femminili.
Non un capolavoro, insomma, ma si legge di gusto.