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giovedì 28 maggio 2026

Nathan Never Gigante N. 49 - Nathan Never & Martin Mystère: L'Energia del Cosmo

Versione da edicola del volume realizzato nel 2024 in collaborazione con l’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana. Non è la prima collaborazione tra l’ente e la Bonelli, ma è la prima volta che si concretizza con un team-up tra due personaggi della casa editrice – cui si aggiunge un membro reale dell’ASI, se ho ben capito.

Nella vicenda ideata da Bepi Vigna un anziano (che non appare affatto così) Martin Mystère viene contattato per una collaborazione con l’ASI nonostante si sia ritirato da anni. Qualche secolo nel futuro, Nathan Never e Legs Weaver liberano una professoressa accusata di terrorismo da un magnate del settore energetico che vorrebbe e potrebbe impossessarsi dell’intera luna. Il monopolio dell’estrazione dal satellite di una potente fonte di energia nucleare sembra inevitabile, ma ricollegandosi a un episodio precedente Nathan Never propone l’idea di tornare nel passato per incontrare Martin Mystère e recuperare così i dati sul progetto WPT di trasferimento energetico meno impattante in quanto wireless.

Dal futuro giunge la spiegazione del perché la tecnologia WPT non sia stata tramandata: per andare al convegno in cui verrà presentata, il Professor Milo Danesi dell’ASI perirà in un incidente aereo! Il lieto fine non è affatto scontato e un certo pessimismo manifestato dai personaggi trasmette la suspense di vedere se si concretizzerà veramente o no. Pur nella sua relativa brevità (64 tavole) e con gli intenti divulgativi di cui si fa portatrice, la parte a fumetti è coinvolgente e non mancano un paio di sequenze suggestive. I disegni di Sergio Giardo, colorati da Andrea Meloni e Francesca Carotenuto di Arancia Studio, sono sicuramente curati e rispettosi dell’anatomia ma li ho trovati un po’ freddi.

A complemento del fumetto viene presentata l’ASI e il progetto DESIGN strettamente connesso proprio all’WPT che esiste (o meglio esisterà) veramente. Nonostante l’argomento non proprio alla portata di tutti, lo stile di scrittura dei redazionali è molto abbordabile e comprensibile – dei componenti dell’ASI viene citato solo Francesco Rea che firma l’introduzione. Dal canto loro, Luca Del Savio e Davide Bonelli ripercorrono la genesi di questo progetto e la storia della collaborazione tra Bonelli e ASI.

In appendice una breve gallery con un’illustrazione di Giardo e uno studio per una copertina di Gino Vercelli, entrambi inerenti team-up tra i due protagonisti.

lunedì 20 agosto 2018

Historica Biografie 16: Solimano

Finalmente è arrivato anche dalle mie parti, nonostante la data ufficiale d’uscita (se ho interpretato bene i caratteri microscopici sotto il codice a barre) fosse il 10 agosto. Se questa ondata di ritardi di Historica dovesse protrarsi oltre l’estate mi chiedo se abbia ancora senso recensire i volumi, non avendo più la possibilità di stare sul pezzo in tempo reale.
Solimano, comunque: questo fumetto scritto da Clotilde Bruneau ed Estéban Mathieu nasce da una prospettiva originale, quella di raccontare solo il crepuscolo del sultano ignorando la sua fase di immensa gloria dei decenni precedenti. Curiosamente, a dispetto di quanto accade nei fumetti moderni, la vicenda che inizia nel 1553 non è un flashforward ma la trama seguirà proprio quella linea temporale senza flashback.
Chiaramente raccontare gli eventi accaduti in 13 anni nelle canoniche 46 tavole di un albo alla francese porta a una certa frammentarietà e all’artificiosità di alcuni dialoghi da teatro greco con cui si riassumono gli eventi accaduti fuori scena, ma il risultato complessivo è comunque fluido e appassionante. Nell’impossibilità di approfondire gli eventi storici che lo hanno visto protagonista, gli autori si sono concentrati sulla caratterizzazione di Solimano come figura tragica, come sovrano che nonostante regnasse sull’impero più vasto dell’epoca non poté evitare di vedere morire i suoi affetti più cari, talvolta causandone in prima persona la prematura dipartita. Un altro tema a cui si dedicano sussidiariamente la Bruneau e Mathieu è la rete di intrighi della politica del tempo, a cui venivano sacrificati i voti più sacri e le alleanze più solenni.
La parte grafica di Solimano si fa apprezzare più che altro per il lavoro dei coloristi Andrea Meloni e Mad-5 Factory. Il disegnatore Cristi Pacurariu si è limitato a scansionare le sue matite, che non sono molto dettagliate e in qualche rara occasione presentano anche qualche imprecisione (che sarebbe passata inosservata dentro tavole più ricche, ma che qui risalta per un diffuso vuoto negli sfondi). Il carattere a volte solo abbozzato delle matite è evidente nell’appendice, dove vengono riproposte senza colori. Graficamente il volume non è comunque disprezzabile, ma come dicevo principalmente grazie al lavoro dei coloristi.
La parte redazionale al termine del volume è curata da Julien Loiseau, che non approfondisce gli ultimi anni di vita di Solimano ma salta da un argomento all’altro per tentare di ricostruire un po’ tutta la sua vicenda di imperatore. Se volete avere una panoramica più ampia sull’argomento vi consiglio di recuperare Nuova Ristampa Dago 6, 7, 12 e 13.
Anche nel “making of” alla fine dell’appendice viene sottolineata la particolare scelta di raccontare gli ultimi anni di vita di Solimano, soluzione narrativa che in effetti rende questo volume più interessante della media.

venerdì 16 febbraio 2018

Historica Biografie 10: Elisabetta I

La collana Historica Biografie procede nel solco ormai consolidato di fumetti storici di qualità, rigorosi ma appassionanti e per nulla (o molto poco) didascalici.
Elisabetta I segue la vicenda della “regina vergine” dalla reclusione, ventunenne, nella Torre di Londra fino alla morte, sottolineando quanto l’aspra battaglia contro sua cugina Maria Stuarda (dopo quella meno lunga ma altrettanto combattuta contro la sorellastra Maria Tudor) fosse un conflitto tra Cattolicesimo, promosso dalle due Marie, e Protestantesimo, restaurato e supportato da Elisabetta.
Vincent Delmas fa emergere una figura femminile determinata e volitiva, ma al contempo vezzosa e talvolta vittima di slanci e passioni estemporanei. Lo sceneggiatore riserva un ruolo di rilievo anche ai consiglieri della regina, in particolare William Burghley, ossessionati dalla vita sentimentale di Elisabetta I e dalla conseguente discendenza al trono. Questo offre l’occasione di intavolare scambi di battute che, rimanendo sempre molto castigati, spingono a più di un sorriso.
L’epoca elisabettiana viene evocata con poche ma sapienti pennellate, spiegando ad esempio con grande chiarezza il piano per la svalutazione della sterlina di Thomas Gresham e ricorrendo alle comparsate di personaggi storici famosissimi come Francis Drake.
Elisabetta I si legge tutto d’un fiato fino alla fine, ma d’altronde una protagonista così forte e atipica è già affascinante di suo, così come gli acquitrini ingarbugliati della diplomazia e delle corti rinascimentali offrono da soli uno spettacolo intrigante.
Ai disegni Andrea Meloni offre una buona prova, per quanto discontinua. Discontinua non a livello qualitativo ma proprio stilistico: a volte si profonde in dettagli, altre risolve rapidamente gli sfondi o le comparse, con meno tratteggi e pennellate più grosse e decise. Certi particolari vengono solo abbozzati in alcune vignette, mentre in altre la ricerca grafica è quasi esagerata: a pagina 8 l’abbazia di Westminster rivela impietosamente che il suo colonnato è frutto degli stessi elementi riprodotti più volte col computer. Certi volti sono poi molto realistici, altri sono quasi caricaturali. Poco male, comunque, perché il risultato finale è buono in ogni caso e Meloni, supportato da Giulia Priori con cui condivide l’Arancia Studio, è un disegnatore molto espressivo. Peccato per le nuvolette scontornate a forma di parallelepipedo che finiscono per mortificare un po’ la resa grafica delle tavole nel loro complesso.
La parte storico-didattica, affidata a Michel Duchein, è quanto mai utile per approfondire certi aspetti che nel fumetto sono stati fisiologicamente appena accennati, e mi sembra che in questo volume l’integrazione tra l’appendice saggistica e la parte narrativa sia la migliore vista finora.
Da notare che in copertina campeggia un altro nome oltre a quelli citati qui, ovvero Regnault, ma nelle gerenze non ne viene fatta menzione.

venerdì 15 dicembre 2017

Historica Biografie 8: Cesare

Mathieu Gabella imposta questa biografia in maniera spedita e frenetica, ma comunque molto ben equilibrata. Si comincia in medias res con una sequenza che esprime subito la levatura e il carattere di un Cesare ancora relativamente giovane e si procede a tappe forzate fino alle Idi di Marzo.
È difficile dire qualcosa di nuovo su uno dei personaggi storici che più sono stati trattati e raccontati in libri, film e fumetti, e lo sceneggiatore imposta la sua ricognizione usando come filtro interpretativo l’ammirazione che Cesare nutriva per Alessandro Magno e la conseguente ambizione di emularlo. Vengono però ricostruiti con efficacia anche la corruzione e il clientelismo che imperversavano in una Roma che era una repubblica quasi solo formalmente, e mi è parso di cogliere in alcuni passaggi un’ironia che ho gradito molto. La lettura è insomma piacevole e coinvolgente, ma Gabella è stato aiutato nel suo compito dalla notorietà del protagonista, per cui moltissime sequenze fondamentali della vita di Cesare possono essere risolte con un accenno in una vignetta, tanto sono celebri (e la raffica di imprese che vengono sparate contribuisce a formare quell’ironia che però forse c’è solo nella mia immaginazione).
I disegni di Andrea Meloni mi hanno fatto inizialmente un’ottima impressione: è sintetico, espressivo e quando occorre sfoggia anche un bel tratteggio elegante. Nelle scene di massa e negli sfondi, però, si è dimostrato piuttosto avaro di dettagli, né la colorazione che ha eseguito insieme a Chiara Zeppegno ha sopperito alla cosa. In molte situazioni il suo stile si è rivelato perfetto per rappresentare la maestosità di un ambiente o di una situazione (ad esempio nella splash page di pagina 12 o nell’ultima vignettona di pagina 29) ma in altrettante si è persa la grandeur di una parata o la drammaticità di uno scontro tra eserciti a causa delle facce delle “comparse” sullo sfondo ridotte a ovali senza occhi e bocche.
In appendice Giusto Traina parte narrando le origini della famiglia di Cesare (che francamente ignoravo) per poi approfondire per quanto concesso dallo spazio a disposizione alcuni episodi narrati nel fumetto. Curiosamente stavolta il “making of” non parla del lavoro degli autori ma continua le annotazioni storiche su Cesare, rivelando forse involontariamente una licenza che si è preso Gabella: i pirati cilici sarebbero stati impiccati e non crocifissi.
Pur con qualche episodio meno riuscito, Historica Biografie conferma la sua elevata qualità media con questo bel volume (non a caso scritto da Gabella), a cui farà da “contradditorio” il prossimo dedicato a Vercingetorige, come da flyer allegato all’ultimo Historica.

giovedì 13 luglio 2017

Historica Biografie 3: Caterina de' Medici

Ecco, è così che andrebbero fatti i fumetti storico-biografici: le vicende non dovrebbero essere riassunte nelle didascalie (fosse anche in prima persona) ma inscenate “dal vivo” dai protagonisti.
Mathieu Gabella dona così a questo fumetto vitalità, freschezza, ritmo e anche qualche occasionale parentesi ironica. Assistere alle tragedie di cui sono protagonisti i personaggi è senz’altro più coinvolgente che sentirsele semplicemente raccontare.
Caterina de’ Medici si concentra nelle sue canoniche 46 tavole sulle guerre civili in seno alla Francia che la vedova di Enrico II cercò in tutte le maniere di scongiurare arrivando paradossalmente a diventare una figura negativa consapevole di passare alla Storia come la causa del massacro della notte di San Bartolomeo. L’immagine che ne dà Gabella è sostanzialmente positiva, tracciando la figura di una donna che sin da bambina dovette affrontare avversità e rovesci di fortuna (magistralmente riassunti in 4 vignette a “camera fissa” a pagina 6) e che oltre a una grande determinazione possedeva eccezionali doti diplomatiche e un disperato desiderio di pace per il suo popolo. Questa immagine non trova del tutto riscontro nell’appendice storiografica curata da Renaud Villard, ma in fondo è giusto che uno sceneggiatore si sbilanci a dare la propria interpretazione pur di appassionare i lettori tracciando un profilo complesso dei suoi personaggi. Infatti nell’appendice sul “making of” viene scritto a chiare lettere che «la Storia è innanzitutto un racconto e, come tutti i racconti, comporta omissioni, sintesi, aneddoti». Una filosofia da sottoscrivere in pieno, e che dovrebbe essere imposta a molti altri scrittori di fumetti storici.
Sul piano dei disegni Paolo Martinello fa purtroppo un lavoro ben al di sotto dello standard che aveva mostrato col fantasy 3 Leggende, anche quello scritto da Gabella. Gli edifici e le strade della Francia sono ricostruiti in maniera ineccepibile e persino espressiva (non sono dei semplici fondali inanimati) ma i personaggi sono troppo spesso caricaturali, a volte addirittura un po’ deformi – la stessa protagonista cambia fisionomia di tanto in tanto. I tratteggi sono spesso pesanti e male amalgamati ai colori che a loro volta non sono poi eccezionali, almeno non al livello di quelli di 3 Leggende. Visti gli eccellenti exploit precedenti del disegnatore penso che la causa sia da attribuire alle scadenze molto strette che ha dovuto rispettare oppure all’intervento eccessivo di un non ancora maturo Andrea Meloni che figura come suo assistente.