venerdì 11 settembre 2026

1776: Uniti per l'Indipendenza

Avventura celebrativa per il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza Americana. La strega arturiana Morgana Le Fay è tornata indietro nel tempo per far vincere gli Inglesi, cosa che metterebbe a repentaglio la nascita degli Stati Uniti e quindi la sicurezza del mondo intero. Eh, già: questo è il tono. Con l’aiuto mistico di Cagliostro (immagino una sua versione Marvel già vista altrove) Benjamin Franklin viaggia nel tempo per avvertire il Dottor Strange della minaccia e così lo Stregone Supremo raggruppa il proverbiale manipolo di eroi. Bruce Banner e Tony Stark avanzano i dubbi sui viaggi nel tempo che ogni lettore si sarà già posto, ovvero l’impossibilità di modificare veramente il passato, ma Strange spiega che Morgana è immortale e ciò comporta che bla bla bla. Giustamente Banner avanza anche l’ipotesi che forse una Guerra d’Indipendenza vinta dagli Inglesi possa non essere una cosa negativa ma il piano della villain prevede la frammentazione dei potenziali Stati Uniti in una dozzina di nazioni come quelle europee: quindi gente in perenne competizione che ogni tanto si fa la guerra. Sembra che Straczynski si diverta a rendersi ridicolo.

Capitan America, l’Uomo Ragno, Hulk, Iron Man e la maga Clea vanno quindi nel passato ma almeno non si limitano a tirare mazzate a destra e a manca, infatti 1776 è più che altro una lunga lezione di Storia che racconta anche fatti poco conosciuti come l’ambizione del generale Gates che voleva fare le scarpe a Washington. Ma forse sarebbe stato meglio abbondare con le mazzate, perché tra citazioni letterali e altre dichiarazioni roboanti la narrazione si inceppa e si frammenta. Per fortuna Straczynski non lesina sull’umorismo, che all’inizio pare fuori luogo ma alla lunga è una panacea – o almeno fornisce un minimo di sollievo.

I disegni sono assai schizofrenici. Le matite sono di Sean Damien Hill e Ron Lim: il primo dovrebbe essere quello realistico mentre l’altro è più cartoonesco e i loro stili non si integrano bene. A peggiorare le cose c’è la caterva di inchiostratori che ha lavorato sulle tavole: Jay Leisten, Roberto Poggi, Oren Junior e Scott Hanna. Il disegnatore realistico, che sia o meno Hill, a volte viene inchiostrato con grande cura e raffinatezza e i molti tratteggi non appesantiscono affatto i disegni, ma più spesso il ripasso è impreciso, quasi goffo, fino ad arrivare a delle vere distorsioni anatomiche. E queste differenze nella resa si vedono addirittura in una stessa tavola.

L’impressione è che la Marvel abbia voluto fare non tanto una miniserie celebrativa quanto una lezione di Storia indirizzata ai lettori più giovani con il viatico dei supereroi come esca, e infatti nonostante alcune sequenze vagamente realistiche e drammatiche (l’Uomo Ragno si becca una pallottola, ma è per spirito patriottico e quindi va bene) i combattimenti rimangono sullo sfondo e coinvolgono più che altro le fantasiose orde di mostri evocate da Morgana. In ogni caso l’uso di tutte quelle persone nel comparto grafico mi fa pensare a una certa improvvisazione o a una corsa disperata per arrivare in tempo alla data d’uscita. L’impressione che sia una miniserie raffazzonata mi viene in parte confermata dal fatto che Pete Woods abbia ritratto nelle prime copertine dei cinque comic book originali dei supereroi che poi nella storia non ci sono!

5 commenti:

  1. Quando mille anni fa leggevo i fumetti marvel ("ah, la Marvel fa anche i fumetti oltre ai film?" mi ha detto qualcuno) la versione "storica" di Cagliostro si scontrò con Dracula, ma non so se si tratti dello stesso Cagliostro. In Marvel ci sono stati anche 2 o 3 diversi Mago Merlino.
    Strazzinski sarà anche ridicolo (lo è stato spesso), ma io trovo che nel prossimo futuro uno sfaldamento dell'Unione con una possibile seconda Secessione non sia così improbabile, del resto già Frank Miller ne era convinto una trentina d'anni orsono, e chi siamo noi per contraddirlo?
    Ma viviamo in tempi assurdi: ieri per fare una fotocopia sono entrato in un'edicola (non mettevo piede in un'edicola da circa un anno) e mi sono accorto con raccapriccio che Gianni Bono Vox ristampa la Collana Super Eroica.
    Questo cosa significa, che il fumetto è vivo (perché se fai uscire un fumetto si suppone che il tuo intento sia vendere il più possibile) o che è morto (perché chi cazzo vuoi che legga oggi Super Eroica oltre a noi zombi?) E poi in Super Eroica i giapponesi sono brutti e cattivi, quindi si presume che i giovini NON la leggeranno.
    Sono matto io, è matto Bono o è impazzito il mercato?
    PS: Quando ristamperanno Scarpantbus avvertimi, mi raccomando.

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    1. PPS: accanto a Super Eroica c'era Bellasalma, quindi pure Super Eroica la sua porca figura la fa...

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    2. Ah, beh, se lo dice Frank Miller allora è Legge.
      La collana di Bono esce già da un po' e tra i suoi ammiratori c'è una figura lucchese a noi ben nota. O almeno so che apprezza i vecchi Supereroica et similia, poi non so se compra anche questa versione.

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    3. La (vecchia) figura lucchese, che il sottoscritto ha fatto conoscere a voi due, la trovai l'anno scorso a Bologna con un giornalino di Super Eroica (o simile, comunque un originale non la ristampa), dove cercava di indovinare il nome del disegnatore italiano.
      Ci siamo visti anche sabato scorso a Scandicci, ma senza Super Eroica.
      p.s.: alla biblioteca nazionale di Firenze potrebbero aver bisogno di un catalogatore per la donazione del succitato Giovanni B.

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    4. Era presente anche quest'anno a Bologna, non ci siamo visti (l'ho scoperto comunque "ex post") perché in contemporanea c'era il Play, sempre nella stessa gigantesca sede. Anche quest'anno era a caccia di Supereroica ma era rimasto deluso dalla poca offerta, mi par di ricordare. Poco più di un mese ed eventualmente potremo chiederglielo di persona.

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