venerdì 23 novembre 2012

Guido Crepax a 12 anni: "Jekill"

Qui la sua versione del romanzo di Stevenson gentilmente offerta da Black Velvet.
Se Jekill fosse veramente diventato invulnerabile come avrebbe potuto farsi la seconda iniezione per tornare normale?

mercoledì 21 novembre 2012

Memoria fotografica



Sto scrivendo un pezzo per Fucine Mute su Ray Collins e sfoglio vecchi Lanciostory per ripassare la sua produzione. Mi ritrovo in mano un numero della rivista con la mitica serie Giorno senza fine di Michele Gazzarri e Franco Saudelli, su cui all’epoca l’Eura puntò tantissimo, a ragione perchè vinse un premio prestigioso e lanciò la carriera di Saudelli. Perchè Giorno senza fine non sia mai stata ristampata è uno dei misteri dell’editoria italiana.
Mentre noto delle chiare influenze dello stile di Enrique Breccia (che forse tanto chiare non erano perchè all’epoca non me ne accorsi) mi cade l’occhio sulla quinta vignetta di questa tavola, quella con la tizia che urla:

diamine, giurerei di aver visto un disegno di Juan Zanotto che era praticamente identico. Che anche Saudelli goda della memoria fotografica di Pratt? (en passant segnalo che Pino Rinaldi ricorda che in realtà a disegnare Giorno senza fine sarebbe stato l’intero studio Cossu-Rotundo-Saudelli ma venne attribuita solo a quest’ultimo)
Bah, probabilmente sono solo paranoico e credo che Saudelli non abbia avuto bisogno di materiale disegnato da altri per togliersi dall’impasse di una inquadratura che non gli veniva come voleva.
E invece...

lunedì 19 novembre 2012

Il primo Durango era un pornetto all'italiana?!

Non proprio. E non era nemmeno ancora ufficialmente Durango.
Però è un interessante esempio di fumetto "bis" francese (e Swolfs disegnava benissimo già all'epoca).
I dettagli qui.

Provocazioni



Sull’ultimo numero di Fumo di China (il 209 datato ottobre 2012) Ilenio Trevisan lamenta la mancata realizzazione di «autentiche opere d’arte» dopo il 1980, cosa che invece avrebbe potuto riaccendere l’interesse sul fumetto arginandone la crisi mondiale. Al di là di quanto sia discutibile questa affermazione (Watchmen è del 1986), che forse nasce come provocazione, desta un certo stupore la risposta della redazione: è vero che le loro opere più mature sarebbero state realizzate più tardi, ma Art Spiegelmen era attivo già dai primissimi anni ’70 e il suo capolavoro Maus venne iniziato nel 1973. Così come Jacques Tardi realizzò già nel lontano 1972 un fumetto pienamente maturo, Rumeurs sur la Rouergue su testi di Pierre Christin, e di lì a poco sarebbero arrivati tra gli altri Polonius, Adieu, Brindavoine e Adele Blanc-Sec. Tutti prima del fatidico 1980.
Sharaz-De di Toppi, poi, fu iniziata nel 1979 (quindi non risale al 1984...) e Gargantua e Pantagruel di Battaglia ebbe addirittura due edizioni in volume (nel 1980 e nel 1985) dopo essere apparso su Il Giornalino a partire dal 1979, quindi non so a cosa si riferiscano citando una fantomatica prima edizione del 1993 (la versione su Corto Maltese? Però partì nel 1992...).
Non capisco poi cosa c’entri Ian Miller con questi riconosciuti maestri del fumetto. È vero che ha realizzato opere interessanti, ma è principalmente un quotato illustratore e non un fumettista (e ancora una volta i suoi fumetti risalgono a prima del 1980...). A meno che non volessero fare riferimento a quell’altro Miller, quello che copia malamente Alberto Breccia. Di provocazione in provocazione, insomma.

sabato 17 novembre 2012

The Walking Dead 1 - Risveglio nella Città dei Morti



Ora che saldaPress ha comiciato a ristamparlo in versione bonelliana economica anch’io mi sono potuto gustare The Walking Dead e capire cosa abbia reso questo fumetto tanto speciale.
Sarà l’assuefazione alle storie di zombi, sarà l’aspettativa altissima che il suo successo ha generato, sarà quel tocco di casualità fatalista poco credibile che fa procedere la trama, sarà la banalità di certe situazioni, sarà l’inverosimiglianza di altre, saranno i dialoghi che vorrebbero essere d’effetto riuscendoci solo marginalmente, sarà lo stile di disegno molto curato ma troppo caricaturale per i miei gusti, sarà la rappresentazione poco coerente degli zombi e delle loro capacità, sarà lo scarso carisma che al momento hanno dimostrato tutti i personaggi, sarà l’insofferenza verso la riproposta di cliché già visti, sarà l’assurdità dell’inserimento di una storia di corna in un contesto del genere, sarà più probabilmente il fatto che questo è solo l’antipasto e che le storie memorabili arriveranno poi, ma io cos’abbia di tanto speciale The Walking Dead proprio non l’ho capito.
La confezione saldaPress è molto curata, grafica e qualità di stampa sono buone e inaspettatamente il 17x26 originale si adatta molto bene al nostrano 16x21. In appendice, al posto delle copertine solitamente bramate dai fan, un «post mortem» che spiega la genesi della trasposizione televisiva, forse troppo incensatorio per essere esaustivo. Interessante colpo di coda finale, l’ultima pagina presenta le prime tre striscie di Zetacomezombie ad opera di Voglino (lui?) e Giorgini. La prima non avevo capito che fosse una striscia umoristica, la seconda mi è sembrata assai fiacca e la terza l’ho trovata incredibilmente inquietante e geniale per come è riuscita a fotografare questa nostra epoca disperata.

venerdì 16 novembre 2012

Fumettisti d'invenzione! - 50



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)

ANNALISA E IL DIAVOLO
(Italia 1973, in Diavolinus, © Eredi Buzzelli, fantastico)
Guido Buzzelli

Guido Buzzelli va al mare per godersi qualche giorno di riposo ma la sua vacanza viene turbata da Satana, un posteggiatore abusivo che forse è veramente il diavolo, e dalla giovane e conturbante Annalisa. Date le circostanze il fumettista cerca di abbozzare una storia a fumetti sul diavolo.
Magistrale e assolutamente non gratuito l’uso che Buzzelli fa di espedienti metafumettistici, che culminano con l’originale e divertente conclusione.

[TELEVISIONE] CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE (pag. 119)

I CESARONI
[Italia 2006/Presente (2012), 5 stagioni, 130 episodi]
Commedia, Canale 5, creato da Carlo Bixio [ispirato al format spagnolo Los Serrano ideato da Daniel Écija e Álex Pina]. Con Claudio Amendola (Giulio Cesaroni), Elena Sofia Ricci (Lucia Liguori), Antonello Fassari (Cesare Cesaroni).

Le vicende della famiglia romana Cesaroni, raddoppiata di colpo quando i genitori separati Giulio e Lucia, già fidanzati in gioventù, si mettono insieme facendo convivere forzatamente i rispettivi figli.

Episodio Genio tra le pagine (2012)
Scritto da Eleonora Babbo

Ezio, uno dei personaggi che gravitano attorno alla famiglia Cesaroni, entra in un profondo stato di depressione quando scopre che la moglie gli ha inavvertitamente gettato via la collezione del fumetto Tony Gringo.
In realtà i fumetti non sono (ancora) andati perduti: rinvenuti nel cassonetto da un vicino, sono stati venduti online e così i Cesaroni partono alla volta della Maremma per risalire al misterioso acquirente. Scopriranno che si tratta nientemeno che di Tony Gregoretti (interpretato da Philippe Leroy), fumettista disilluso che vive ricostruendo carrozze e che ha comprato gli ultimi esemplari della sua creazione per distruggerli!

Pseudofumetto: Tony Gringo

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

CAPTAIN KENTUCKY (CAPITAN KENTUCKY)
(USA 1979, Synd., © Louisville Times, parodia)
Don Rosa [Keno Don Hugo Rosa]

Spin-off della precedente striscia The Pertwillaby Papers (1971) sempre realizzata da Rosa quand’era ancora al college. Il giornalista Lancelot Pertwillaby ottiene superpoteri grazie all’ingestione di rifiuti tossici e con il nome in codice Captain Kentucky vive avventure parodistiche e metanarrative, in cui compaiono come comprimari anche alcune celebrità locali della natia Louisville.
Nell’episodio 144 (la serie si compone di 150 episodi settimanali pubblicati tra il 6 ottobre 1979 e il 15 agosto 1982) è Don Rosa in prima persona a farsi vivo evidenziando alcuni aspetti negativi del mercato statunitense e omaggiando nel contempo vari fumetti classici.
[TELEVISIONE] CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE (pag. 119)

FAIRLY LEGAL (IDEM, Mya)
(USA 2011/12 – 2 stagioni, 23 episodi)
Legal drama, USA Network. Creato da Michael Sardo. Con Sarah Shahi (Kate Reed), Virginia Williams (Lauren Reed), Baron Vaughn (Leonardo “Leo” Prince)

Alla morte del padre l’avvocato Kate Reed decide di cambiare vita e diventa mediatore legale presso la ditta di famiglia.

Episodio Believers (2011)
Scritto da Jim Adler. Con Devon Weigel (Kim)

Leo, l’assistente “geek-chic” di Kate, decide di partecipare a un concorso per creare un nuovo fumetto e, assecondando una fantasia molto diffusa (ma Dave Stevens lo faceva davvero), per prendere ispirazione usa come modella la bella fattorina Kim.

mercoledì 14 novembre 2012

Roba da non crederci



Piacevolissima sorpresa stamattina in edicola; è uscito inaspettatamente questo volumone:
Roba da non crederci, appunto, che mi ha spinto a esigere dal giovane e titubante edicolante l’apertura del cellophane della sua unica copia per vedere com’era ed evitare eventuali sorprese come sedicesimi ripetuti, interventi grafici invasivi sulle tavole, orrori di stampa. Nulla da eccepire, la qualità di stampa è accettabile e il buon Jarbinet, pur con qualche legnosità anatomica residua, ha fatto passi da gigante rispetto a come lo ricordavo in Memorie di Cenere. Qui mi pare addirittura che gibratteggi alla grande con un uso non solo descrittivo degli acquerelli.
Di Airborne 44 avevo avuto solo pochissimi sprazzi dovuti alla pubblicità su Canal BD Magazine, troppo poco per poterlo inquadrare (se non genericamente nel filone bellico a me inviso):
Ma vista l’offerta ricchissima di 4 tomi francesi in grande formato al prezzo di 13€ non ho resistito, e rimango in trepidante attesa di vedere cosa uscirà la prossima settimana. Ammesso che esca ancora qualcosa, il sito a cui rimanda il foglietto con le gerenze è alquanto vago e al momento limitato al solo Airborne 44.
Introduce il volume Pasquale Ruggiero, direttore editoriale Magic Press che si vantava negli editoriali del ritardo con cui faceva uscire le sue riviste. Forse al posto di quelle quattro pagine sarebbe stato meglio mettere le copertine dei volumi francesi, ma in effetti l’inquadramento storico della vicenda è abbastanza utile a capire meglio alcuni aspetti della trama.