sabato 7 giugno 2014

Ma non erano gli Skrull quelli che potevano cambiare aspetto?

Nell'Universo Marvel canonico ma anche nello Ultimate? Perché invece i Kree erano umanoidi (non mutaforma) ben diversi da un universo all'altro. A distanza di 10 anni scarsi sembra che nessuno se ne sia ricordato. Nella bella miniserie Ultimate Secret i Kree (razza a cui appartiene anche Ultimate Capitan Marvel - come la sua controparte canonica, d'altra parte) avevano un aspetto ittico-rettiliforme:
Mentre invece nella miniserie Hunger la loro resa grafica si è conformata a quella standard dell'Universo Marvel (e non è il solo Ro-Nan a fare eccezione):
Forse per l'occasione si erano sottoposti tutti allo stesso sistema di mascheramento chirurgico ideato da Warren Ellis in Ultimate Secret. En passant, sono l'unico ad avere trovato Hunger 1 molto tempo dopo la sua supposta data d'uscita? Mi ricordo che i "prossimamente" nelle altre testate Ultimate che seguo la davano per contemporanea ai numeri di maggio. Non che mi sarei perso chissà che se non l'avessi trovata...

venerdì 6 giugno 2014

Grazie, Mondadori.

Fino a questa mattina avevo un cruccio. Niente di grave, comunque. Semplicemente, il mobile che ospita la mia collezione di Historica è questo:
Urge(va) insomma spostare i volumi, perché non avevo altro spazio per mettere quelli successivi, e la teoria delle costole si sarebbe spezzata - il lettore più attento si sarà accorto che era già discontinua, ma oggidì ogni euro risparmiato (Cothias-Juillard che ho già in altre edizioni) è un euro guadagnato. Stamattina ho trovato questa sorpresa:
Nessuna coerenza grafica spezzata, quindi, o meglio già spezzata alla fonte giustificando ampiamente il fatto che potrò continuare a collezionare Historica da qualche altra parte con la coscienza e il colpo d'occhio a posto! Grazie, Mondadori (la Cosmo e l'Aurea avrebbero scritto "Grazie Mondadori"). Oltretutto credo che l'abbandono del bianco renda i volumi molto meno esposti al rischio di sporcarsi in maniera irreversibile con i pulviscoli di tabacco per pipa che galleggiano nella mia borsa.
Tolgo dal cellophan, leggo e recensisco.

lunedì 2 giugno 2014

Fumettisti d'invenzione! - 78



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
Solitamente metto in grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale, stavolta per decongestionare un po’ il file di partenza a cui attingo propongo una puntata monografica in cui sono presenti solo esempi riconducibili alla categoria Fuori tema [...] PARODIE.
Unica eccezione il film di Bolognini, che ovviamente rientra nella categoria CINEMA ma che condivide lo stesso spirito degli altri tre esempi presentando un (progetto di) fumetto d’invenzione e non un autore in particolare.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
PARODIE (pag. 67)

REAL LIFE
(Italia 2014, nella rivista omonima, © Disney, commedia, fantastico)
Alessandro Ferrari (T), Alberto Zanon, Elena Pianta, Andrea Scoppetta, Valeria Turati (D)
[contributi all’ideazione di Barbara Baraldi, Paola Barbato, Micol Beltramini, Diana Tomatozombie]

Tre studentesse della prestigiosa London International High School, di etnia e indole diverse, creano per scherzo il profilo del ragazzo perfetto sull’onnipresente social network Real Life. Ma qualche giorno dopo il misterioso Thomas Anderson compare veramente a scuola in carne e ossa...
Pseudofumetti: Andrea Tanaka e il suo amico Jay sono lettori di fumetti, tra cui abbiamo potuto vedere al momento alcune parodie di supereroi statunitensi (si intravedono Y-Man e una versione verdastra dell’Uomo Ragno).

DREAM DRAMA
(Italia 1993, in Comic Art, © Fuego, grottesco)
Ottavio Gibertini, Menotti [Roberto Marchionni] (T), Menotti [Roberto Marchionni] (D)

Impiegata presso un porno-shop in cui risiede col fratello paralizzato, Clelia vive una profonda crisi mistica e crede di essere in contatto con Gesù. Dopo essere stata violentata viene soccorsa da Boris, un poliziotto che la porta a casa sua dove la usa come sostituto del figlio mai nato. Il guaio è che Linda, moglie di Boris, ha una relazione con il fratello gemello dello stupratore e non si fa problemi a congiungersi carnalmente con lui davanti a Clelia, esasperandone il trauma...
Pseudofumetto: tra le varie offerte del porno-shop ci sono anche i fumetti di Jane O’Sex (testata giunta almeno al numero 4, di cui non vengono citati gli autori) che hanno per protagonista una maggiorata cow-girl.

SINFONIA A BOMBAY
(Italia 1983, in Alter, © Igort, spionaggio)
Igort [Igor Tuveri]

Il giovane Helios Dutta viene incaricato dalla sua confraternita di recuperare la consorella Aparna rapita anni prima dal vile Salaah Al-Din. Si troverà invischiato in una complessa trama a cui prendono parte personaggi letterari e figure storiche realmente esistite.
Pseudofumetto: nel gioco postmoderno di citazioni su cui si basa Sinfonia a Bombay c’è anche spazio per il fumetto: il giornale che legge un passante reca la Sunday page di Captain Frolix, un fumetto in cui sembra che l’erotismo abbia un certo peso. Inoltre uno dei frontespizi dei capitoli di Sinfonia a Bombay è una finta copertina di un EC Comics.

CINEMA  (pag. 81)

ARRANGIATEVI!
(Italia 1959)
Regia: Mauro Bolognini; soggetto e sceneggiatura: Mario De Majo, Vinicio Gioli, Leo Benvenuti, Piero de Bernardi (dalla commedia Casa Nova... Vita Nova di Vinicio Gioli), con Peppino De Filippo [Giuseppe De Filippo] (Peppino Armentano), Totò [Antonio De Curtis] (Nonno Illuminato)

Dalla padella nella brace: dopo la convivenza forzata con una sempre più numerosa famiglia di esuli istriani, gli Armentano trovano finalmente un alloggio che però si rivela essere una ex casa di tolleranza (la Legge Merlin era da poco entrata in vigore) con il prevedibile strascico di equivoci e guai.
Pseudofumetto: a un monsignore viene proposta la realizzazione di un fumetto sulla vita di San Giorgio.

lunedì 26 maggio 2014

Cosmo Color 9 - Australia DownUnder 1: L'Uomo del Fiume Kenzie



Ignoro se la definizione «Outback western» sia realmente in uso o sia stata coniata dai Cosmonauti per questo volume, ma ci sta tutta. Australia è a tutti gli effetti un western australiano, anche se parte un po’ dickensiano.
Solo un'immagine: ero di corvè ai seggi
L’orfanello Lonàn parte alla volta dell’altro capo del mondo, dove scappa al destino di figlio-schiavo di un possidente grazie all’aiuto di una damigella incontrata sulla nave: fortuitamente entra quindi nelle grazie di Ian McFarlane il quale, e qui arriva il western, deve rientrare in possesso possibilmente in maniera violenta e spettacolare della tenuta di famiglia usurpata con l’inganno da avidi proprietari terrieri (oltre ad accompagnarsi a un aborigeno manco fosse il Tonto di Lone Ranger). Di carne al fuoco ce n’è tanta e di buona qualità, troppa per poterla sviluppare compiutamente in un volume dalle canoniche 46 tavole: così l’iniziazione ai riti aborigeni di Lonàn viene solo accennata, e di Abigail si perdono le tracce pur intuendo che avrà un ruolo importante nei prossimi episodi. Com’è la norma per molte serie franco-belghe questo L’Uomo del Fiume Kenzie è solo l’antefatto di una saga più lunga, tanto più che termina con un cliffhangerone di grande impatto. Per fortuna il secondo episodio potremo leggerlo già a luglio – o così ha annunciato la Cosmo.
Fabio Pezzi: ai tempi gloriosi in cui lavoravo in Sasa Assicurazioni un collega appassionato di fumetti me ne aveva magnificato le qualità. Aveva ragione, Pezzi è veramente bravissimo e non mi stupisce che abbia trovato un suo spazio nel mercato franco-belga. Molto rigoroso nella sua resa realistica (ulteriore pregio di DownUnder: è documentatissimo) ma al contempo espressivo, è una vera gioia per gli occhi. Ho trovato che sia particolarmente bravo nel rendere le mani dei personaggi e gli animali, entrambi “bestie nere” per più di un disegnatore.
Purtroppo Pezzi viene penalizzato da una qualità di stampa non ottimale. Non orrenda (beh, non sempre, almeno) ma comunque non ottimale: il problema deve risiedere nell’utilizzo delle tecnologie informatiche di acquisizione e di stampa delle immagini: ci sono cioè i tratteggi tremolanti e smangiucchiati (oltre che evanescenti) comuni a tantissime altre pubblicazioni odierne e i colori non uniformi sembrano quasi retinati come nei vecchi newsprint di Marvel e DC. Inoltre mi è venuto l’atroce sospetto che la Cosmo abbia seguito la lezione dell’Eura/Aurea e abbia rifatto alcuni balloon per farci stare meglio il testo... ad avvalorare questa ipotesi il fatto che alcune disdascalie hanno gli angoli perfettamente dritti mentre altre sono appunto stampate male...