martedì 30 settembre 2014

Le risposte cattivissime de Il Giornalino anni '70

(da Il Giornalino 29 del 21 luglio 1974)
Nella pagina della posta si parlava tranquillamente di depressione e suicidio, poche pagine dopo il Commissario Spada combatteva contro una setta satanica. Altri tempi.

sabato 27 settembre 2014

Cosmo Color 13 - Rio 1: I Macellai



Le mie aspettative erano piuttosto alte nonostante fosse l’ennesimo western. Luigi Bicco ne aveva parlato con toni entusiasti e quando incuriosito ho cercato su Google qualche immagine ho trovato delle tavole a colori molto belle. Orbene, questo primo episodio di Rio è quasi interamente in bianco e nero e non è che le tavole a colori siano granché, tanto più che alcune sembrano essere state ricolorate (e forse proprio rifatte ex novo) con assurdi toni pastello…
Inghiottito questo primo rospetto mi accorgo che le prime due tavole sono in realtà una tavola doppia che è stata smontata e stampata sui due lati della stessa pagina. E non sarà l’unica, purtroppo. E l’ho notata con l’attenzione che può avere un pendolare che legge il volume in treno senza ancora in circolo il primo caffè della giornata, quindi la cosa è abbastanza evidente. Non capisco perché la Cosmo non abbia rispettato la scansione originale (imposizioni della casa madre?): avrebbero potuto sacrificare alcune delle ben 4 pagine in avanzo, occupate da frontespizio e studi di Wildey. Già un’altra volta (vatti a ricordare quale) avevano rinunciato alla rubrica “Base Cosmo” per rispettare la foliazione di quel particolare volume.

Digerito questo secondo rospo, mi impongo di non farmi influenzare nel giudizio del fumetto in sé a causa di questi due scivoloni e in effetti questo Rio esordisce alla grande. È un western, certo, ma ha dei buoni margini di originalità dati dal documentato realismo: il protagonista eponimo, dopo un violento passato di fuorilegge, è agli ordini del presidente Grant per arginare la riprovevole moda degli “sporting specials”, invadenti convogli ferroviari che oltre a rovinare il paesaggio incontaminato del Lontano Ovest offrono ai passeggeri lo svago di sparare ai bisonti le cui carcasse vengono lasciate nelle pianure impedendo accuratamente ai nativi di recuperarne le carni.
Il piacevole senso di rigore storico sfuma purtroppo ben presto, quando Rio cede alle facili lusinghe degli stereotipi di genere e il protagonista in cerca di vendetta e riscatto si sciroppa molti topoi come il duello in strada, i massacri degli indiani, gli agguati e quant’altro. Sembra quasi una punta di autoironia il commento dell’eroe che riflette su quanto rimpiangesse il caldo nella puntata precedente mentre in quella attuale si trova nel deserto, con una facilità di spostamento assolutamente irreale ma che tanta letteratura e cinema hanno dato per scontata.

Dal punto di vista grafico, Doug Wildey fa un gran bel lavoro che ho apprezzato pur se non rende giustizia se non in minima parte al nome della collana Cosmo Color. Verso la fine della lettura, però, la sua calligrafica ispirazione a modelli fotografici mi è venuta un po’ a noia. Nonostante il lavoro di restauro delle tavole strombazzato nella presentazione, mi sembra che nella maggior parte dei casi la stampa sia partita dalle tavole originali visto che si riescono a intuire le matite sotto le chine e si vedono chiaramente pecette e soprattutto colpi di bianchetto a eliminare i segni residui dei balloon per collegarli alle relative pipette. Un bel dietro le quinte che mi ha ricordato i felici esiti della collana Collezione Altuna, ma che avrei apprezzato di più sulle tavole di disegnatori più famosi e a me più graditi.

I patiti di western adoreranno Rio, io gli ho preferito di gran lunga 3 Leggende. È ancora presto per decidere se continuerò o meno a seguire la miniserie, credo che navigherò a vista e deciderò sul momento. Parafrasando quel tizio che non sapeva disegnare e si è convertito alla scrittura: «prima sfogliare poi comprare».

giovedì 25 settembre 2014

Anche questo si sta facendo attendere

D'accordo, sicuramente entro sabato lo troverò (almeno spero) però preferivo di gran lunga quando i titoli Cosmo Color uscivano in anticipo.

martedì 23 settembre 2014

Fumettisti d'invenzione! - 84 bis



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

In questi anni ho trovato traccia di molti Fumettisti d’invenzione, e me ne sono tornati alla memoria altri ancora – oltre a quelli che mi sono stati segnalati. Non di tutti, però, sono riuscito a risalire a dati certi, alla loro reale natura e nemmeno all’effettiva esistenza. Non ancora, almeno. Per decongestionare il file di partenza che uso per la rubrica affiancherò qualche post “bis” con quello che ho trovato finora; se qualcuno ha informazioni aggiuntive e verificate saranno molto gradite.

Questa volta prendo in esame alcune comparsate degli autori nelle loro stesse opere. Opere che però, a causa delle loro dimensioni e della loro difficile reperibilità, non sono riuscito a identificare con precisione.

BUCK DANNY
Al termine di (almeno) un episodio il disegnatore Victor Hubinon si autoritrae e saluta i lettori.

MORTADELO Y FILEMON
Anche Francisco Ibañez si autoritrae nella sua opera più popolare, Mortadelo y Filemon.

PHOTONIK (forse)
Prima di imbarcarsi nella realizzazione grafica di Aquablue Ciro Tota vantava un curriculum costituito da pubblicazioni popolari, tra cui una serie supereroistica alla francese: Photonik.
Nella striscia sottostante compaiono altri personaggi di Tota che reclamano il loro spazio, ma visto il ruolo predominante del supereroe può darsi che si tratti di un estratto di uno dei suoi fumetti, o forse di una pubblicità riferita a una raccolta.

sabato 20 settembre 2014

Un'altra sorpresa.

La collana degli integrali di Spirou e Fantasio continua a regalarmi sorprese.
Non ricordavo minimamente di avere visto il quarto volume annunciato da nessuna parte, tanto meno di averlo ordinato!

mercoledì 17 settembre 2014

Cosmo Color Extra 7 - 3 Leggende 1: L'Assassino e la Lampada



Pericolo scongiurato: solo la copertina è vagamente cartoonesca, con gli occhioni, le membra affusolate e la posa ardita.
Le Tre Leggende parte invece con un tono molto realistico anche a livello di testi, con un bel piglio storico che anche se non documentatissimo rende alla perfezione l’ambientazione e l’atmosfera che vuole ricreare, un po’ come certe ucronie di Dufaux che ricostruiscono un periodo storico come avrebbe dovuto essere e probabilmente non come precisamente fu.
Il realismo viene supportato non solo dall’interazione con personaggi storici realmente esistiti e dalla ricostruzione di usi e costumi mediorientali, ma anche dal tono drammatico della storia. Si inizia con il truce sterminio di una famiglia il cui unico giovanissimo sopravvissuto viene rinvenuto sepolto vivo nella sabbia e si continua con lo stesso giovanotto, Kabyle, che vent’anni dopo divenuto Assassino (uno di quelli della mitica fortezza di Alamut guidati dal Vecchio della Montagna, per capirci) dà dimostrazione della pericolosità della setta schiantandosi al suolo a pochi metri dalla vittima designata, tanto per far capire quanto elusivi e mortali siano i Nizariti, ovvero gli Assassini.

Il tutto dura una decina di pagine perché dopo questo inizio fulminante la storia compie una netta virata nel fantasy duro e puro. Kabyle non è proprio morto: è stato catturato all’interno di una lampada magica da una coppia di golem di sabbia, che hanno fatto di lui un genio (o djinn) che come da tradizione dovrà esaudire tre loro desideri. Nello specifico, dovrà compiere tre omicidi eccellenti che come facilmente intuibile costituiranno ognuno il tema principale dei singoli episodi, visto che la saga si compone di tre volumi.
La vicenda si trasforma in una fantasmagorica e appassionante carrellata tra le favole tradizionali arabe e procede tra azione concitata, combattimenti, intrighi, tradimenti, mostri pittoreschi, rivelazioni e bruschi colpi di scena. Non ho potuto fare a meno di notare un’ingenuità che si concede Gabella a fini spettacolari: i mostri spacconi che popolano queste pagine hanno lo strano vizio di rivelare senza problemi i loro punti deboli ai nemici! Senz’altro da consigliare a chi ha apprezzato l’ambientazione Al-Qadim per Advanced Dungeons & Dragons; i refrattari al fantasy se ne tengano bene alla larga.
La parte grafica è stupenda ma mi sono stupito, io che adoro disegnatori come Blanc-Dumont, Gal, Federici, a trovare i disegni di Martinello più adatti a delle illustrazioni che non a un fumetto. Il che comunque mi va benissimo visto che perdermi a cogliere i dettagli e le sfumature delle sue tavole è tanto e forse più piacevole che ammirare delle “semplici” vignette espressive.
Nel complesso questo 3 Leggende si è rivelato ben più interessante (e soprattutto disegnato meglio) de Il Crepuscolo degli Dèi. In appendice, data la foliazione più generosa, la Cosmo ha pure inserito una ghiotta sezione sulle fasi di lavoro di Martinello.

lunedì 15 settembre 2014

Come unire giochi di ruolo e fumetto argentino?

Così. Non credo che si tratti dello stesso Alberto Saichann che appariva sui settimanali dell'Eura fin dagli anni '70.