Neanche stavolta ho saputo
resistere alle sirene del 25% di sconto. La scelta è caduta su una serie di
cui, per quello che può valere, avevo sentito parlare bene. Di Powers c’erano tre volumi disponibili:
il numero 3 comprende una storia che già conoscevo
più altro materiale extra a gonfiarne artatamente la foliazione, un altro era
una specie di reboot (Powers: Federali
o una cosa simile) e quindi la scelta è caduta su quello più grosso che alla
fine ho pagato poco più di 15 euro rispetto ai 21 originali.
La storia è simpatica e
abbastanza originale: il detective Walker indaga sul caso del rapimento e
dell’omicidio di un esercito di ragazzine, che sicuramente ha una relazione con
il virus dei superpoteri che sta flagellando la città (uno si becca dei
superpoteri e deve sfogarsi su altri potenziati o sulla popolazione normale per
calmare gli effetti collaterali, diffondendo così il virus).
Ho trovato qui un Bendis meno
chiacchierone del solito, più concentrato a descrivere le dinamiche interne e
le procedure investigative della polizia. La storia si legge con piacere (ma la
lunga parte metaforica sui cavernicoli mi è sembrata poco pertinente) ed
essendo un fumetto indipendente si prende delle libertà non concesse nel
fumetto mainstream. Molto simpatica
l’idea che il protagonista sia a sua volta un supereroe in incognito per conto
di una potenza aliena, anche se le possibilità umoristiche della situazione non
sono state sfruttate se non proprio all’inizio della storia. Il fatto di non
aver letto gli episodi precedenti tolgono invece tutto il pathos che immagino
dovesse esserci nel vedere l’ex partner di Walker ridotta a tossica infetta
dotata a sua volta di superpoteri.
Con un disegnatore meritevole di
questo nome il fumetto sarebbe stato ancora meglio – oltretutto Oeming ricicla
molto spesso le stesse vignette o parti delle stesse vignette, rendendo
pixellosi e sfocati dei disegni che già in origine sono poco più che
scarabocchi. Non vale nemmeno la vecchia scusa dello storytelling, perché oggettivamente non si capisce la dinamica di
cosa succeda ad esempio nella prima scena in discoteca o quando Walker e la sua
nuova partner incontrano Deena Pilgrim nel vicolo. Come spesso succede con
Bendis ci sono poi troppe tavole doppie che la foliazione generosa del volume
rende di difficile lettura.
Attendo un commento di Crepascolo
che mi spieghi cosa possa trovarci uno nei disegni di Oeming, oltre alla
conferma che nella vita bisogna avere fortuna e non talento.













