In fumetteria non era arrivato
niente (il dodicesimo di Don Camillo
si fa attendere, anche se mi pare che a Lucca ci fosse), quindi mi sono
dedicato di nuovo alla ricerca di qualcosa di interessante tra le proposte scontate
del 25%.
Ovviamente quando ho visto che le
storie di Marvel Knights Spider-man
erano scritte da Mark Millar sapevo di dovermi aspettare qualche smargiassata ingenuamente
provocatoria, oltretutto applicata al personaggio Marvel che mi piace di meno,
ma i disegni non sembravano male e quindi l’ho preso, tanto più che già in
origine il prezzo non era alto: 12 euro per un volumetto di 144 pagine.
In realtà le storie concepite da
Millar non sono affatto male e la sua carica iconoclasta è stata indirizzata
qui in maniera abbastanza sobria e puntuale, introducendo degli elementi
originali nella vicenda e architettando situazioni per nulla banali – la breve
sequenza con cui inizia la storia in sordina è ottima, ma anche certi dettagli
“realistici” come la dipendenza di Peter Parker dagli antidolorifici non sono
male. D’altra parte non penso che la Marvel conceda tanta libertà nel trattare
il suo personaggio-simbolo, per quanto in un progetto a se stante come questo,
e inoltre queste storie sono datate 2004, quando ancora Millar non aveva cominciato
a stuprare la gallina dalle uova d’oro hollywoodiana e ci teneva evidentemente
ancora a mostrare il suo valore.
La trama ruota attorno a un
arcinemico dell’Uomo Ragno che scopre la sua identità segreta e se ne serve per
colpirlo sul vivo, rapendo zia May. Seguono giorni concitati e parossistici in
cui un malandato Peter Parker prossimo all’esaurimento nervoso deve fare i
conti con le sue preoccupazioni e ovviamente con la consueta galleria di villains, tra cui l’accoppiata
Electro-Avvoltoio secondo me resa molto bene. E viene pure preso a pesci in
faccia dai Vendicatori.
Ai disegni Terry Dodson è bravino
(non si risparmia certo quando deve disegnare dettagli), ma troppo caricaturale
per i miei gusti. Graficamente la parte del leone la fa Frank Cho,
che però disegna solo uno dei sei episodi qui raccolti.
Una lettura piacevole che mi ha
stupito per l’intuito che ho avuto nell’imbroccare il volume giusto, e infatti
tanta fortuna era decisamente troppa: il volume si conclude a metà del secondo
ciclo narrativo senza sciogliere i nodi della trama, e per il momento non saprò
chi c’era dietro il rapimento della zia May!




