Anche Ut mi sterza sulla metanarrazione? Comincio a ricredermi sulla buona impressione che mi aveva fatto. Vabbè, siamo appena all'inizio, vediamo dove andrà a parare. Episodio molto suggestivo anche questo, comunque. Quindi che bisogno c'era di fare questa boutade?
giovedì 28 aprile 2016
mercoledì 27 aprile 2016
domenica 24 aprile 2016
Trees Volume 1B: In Ombra
![]() |
| qui dovrebbe esserci l'immagine della copertina ma io non la vedo. Adesso la vedo ma non so perché è venuta schiacciata. |
Sarà che forse era pensato in
origine per essere letto tutto d’un fiato dal primo all’ottavo capitolo, mentre
in Italia la lettura è stata spezzata, ma Trees
stenta a decollare. La vicenda si concentra sulla base artica, il villaggio
sperimentale cinese e Cefalù, mentre la situazione ai confini del Puntland, per
quanto fondamentale per gli sviluppi della serie, viene relegata sullo sfondo e
la cornice del candidato statunitense rimane appunto una cornice che serve solo
a passare il testimone al prossimo ciclo.
Ci sono delle morti eccellenti e delle
sequenze coinvolgenti (piccola noticina snob: nella splash page del post-orgia ovviamente tutti i personaggi che non
hanno lenzuola a coprirne le pudenda indossano le mutande, sempre di fumetto
statunitense si tratta) ma forse i vari rivoli in cui si è diluita la trama
l’hanno un po’ rallentata, se non proprio appesantita. E su questi benedetti
alberi aleggia ancora il mistero più fitto nonostante qualche vaga teoria.
Non è che abbia tutta questa
voglia di continuare a seguire Trees,
tanto più che i disegni sketchy di
Jason Howard (il quale disegna tutte le donne uguali con lo stesso mento
affilato e le stesse inquadrature) non invogliano alla lettura, proprio come
l’idea di pagare complessivamente di più per due volumi invece che per uno
fedele alla versione originale. In caso li recupererò con calma se dovessi scoprire
che il finale merita.
sabato 23 aprile 2016
Cosmo Serie Gialla 43 - Golden Dogs 1: Fanny
Erano anni che non prendevo uno
dei bonellidi-BéDé della Cosmo, e nel frattempo la Serie Gialla è arrivata a
quota 43 uscite mentre il formato Cosmo Color ormai è estinto. Evidentemente
non sono il lettore tipo italiano.
Questo Golden Dogs è presentato a colori e a differenza di altre proposte
analoghe della Cosmo che ho sfogliato è stampato bene. Sarà per questo che mi è
venuta voglia di provarlo, anche se Griffo non è tra i miei disegnatori
preferiti. O forse è stata la generosa quantità di tette.
La storia si svolge nella prima
metà del XIX° secolo a Londra, quando il misterioso avventuriero James Orwood
mette su una propria banda di criminali sulla falsariga di quella dei “Black
Birds”, che tanto successo sta avendo con furti, rapine e ricettazione.
Ne fanno parte la bella
prostituta Fanny, l’attore trasformista castrato Lario (o Hillario o Laria) e
tal Lucrèce le cui mansioni non sono ben definite ma che deve essere una
criminale di successo visto che rientra tra quanti sono in procinto di essere
esiliati nelle colonie britanniche.
La storia in quattro parti viene
narrata in un flashforward con voce
narrante fuori campo da Fanny, probabilmente nel corso di un interrogatorio, e
ci viene subito anticipato che i Golden Dogs finirono la loro carriera
criminale a causa di un traditore tra i quattro, creando la giusta curiosità
nel lettore che viene spinto a trovare indizi sull’identità della mela marcia.
A differenza di altre opere
simili, il punto di vista è sempre quello di Fanny e i singoli volumi non si
concentrano (almeno non finora) su un membro diverso della combriccola, tanto
che nel secondo episodio, Orwood,
Fanny domina la scena dopo che i Golden Dogs sono costretti alla separazione e
alla fuga dandosi però appuntamento una volta all’anno nella piazza che vide
nascere la banda, impegno che per sei anni non verrà rispettato. Stephen
Desberg confeziona una storia più suggestiva che originale, in cui il pezzo
forte secondo me è la ricostruzione dell’ambientazione e delle strategie con
cui i malfattori compivano le loro malefatte. Il personaggio di Fanny è inoltre
reso con molta efficacia.
Griffo come sempre presenta ogni
tanto delle teste pericolosamente sbilanciate da un lato, alcune anatomie
sproporzionate e soprattutto personaggi che sono solo caricature, ma almeno si
colora da solo (e non mi sembra col computer) rendendo così piuttosto piacevole
l’insieme. E alcuni primi piani femminili sono veramente ben disegnati. Per
fortuna ha scelto una struttura della pagina molto libera e tendenzialmente
costruita su tre strisce, così il passaggio al 16x21 non è stato troppo traumatico.
Resta però il dubbio che parte dei dialoghi e delle didascalie sia stata
sacrificata per farli stare nei balloon.
Leggo nel colophon che i due
episodi qui presentati sarebbero stati realizzati, o perlomeno pubblicati, a
distanza di soli 4 mesi: il primo a gennaio e il secondo a maggio 2014; forse
Griffo non è esteticamente il meglio sulla piazza (ma mi risulta che abbia i
suoi estimatori e che sappia realizzare cose egregie se può dedicarvi il giusto
tempo) ma professionalmente è il disegnatore ideale, probabilmente l’unico sul
mercato franco-belga di questo livello a poter realizzare dei volumi con questo
ritmo.
Da segnalare che le 128 pagine a
colori di questo volume presentano solo 104 tavole a fumetti (l’inusuale durata
di 50 pagine del secondo episodio e l’arditissimo cliffhanger finale non indicano un taglio da parte della Cosmo, vero?)
e in appendice ci sono alcuni bozzetti ma soprattutto le anteprime di altri
fumetti! È chiaro che una foliazione più ridotta avrebbe influito sul
contenimento del prezzo ma noi siamo uomini di mondo e sappiamo che è stato
necessario inserirle per arrivare alla quota complessiva di 128 pagine stabilita
con la tipografia e che forse togliere un trentaduesimo o un sedicesimo avrebbe
anche potuto rivelarsi più dispendioso. Ma chi glielo va a dire al lettore tipo
italiano?
mercoledì 20 aprile 2016
Fumettisti d'invenzione! - 98
Mi permetto di integrare il
divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti
d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui
ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo
originale.
CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)
(Spagna 2016, © Pedro Pérez –
Ominiky Ediciones, umorismo)
Pedro Pérez
Patricia Perez detta Trizia è una
giovane disegnatrice formosa, ingenua e dotata di una forza erculea. Ha appena
iniziato a lavorare presso uno studio che realizza videogame (1000 euro al
mese, straordinari obbligatori e non retribuiti) ma il suo sogno è realizzare
fumetti e vedere pubblicato il progetto che sta portando avanti con l’amica
sceneggiatrice Olivia.
Alla NerdCon cui partecipano
anche come cosplayer hanno occasione di mostrare il loro lavoro agli editor
insieme ad altri aspiranti (tra cui una certa Paola Garcia travestita da Jean
Grey) e riescono a interessare le Tomonico Ediciones.
Pseudofumetto: Rampanciufolo
Facciadiciufolo è il fumetto per l’infanzia che Olivia e Trizia stanno
realizzando.
CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag.
28)
(Italia 2015, © Sergio Bonelli Editore, thriller)
Claudio Chiaverotti (T),
Michele Rubini (D)
In un mondo alternativo in cui i serial killer sono delle celebrità il
protagonista cinefilo Morgan Lost svolge l’attività di cacciatore di taglie a
seguito di traumatici eventi.
I Coniugi Rabbit in Morgan Lost 6 (2016). Claudio
Chiaverotti (T), Cristiano Spadavecchia (D)
Una coppia di serial killer agisce ispirandosi a una serie di fumetti
underground con protagonisti animali antropomorfi: The Rabbit Family.
L’autore della miniserie di otto numeri, James Farrel, avrà parte attiva nelle
indagini e questo episodio sembra in generale un attacco contro i luoghi comuni
sul fumetto e la rappresentazione stereotipata che viene fatta di autori e
lettori, proprio sulla falsariga di quanto scritto da Alfredo Castelli in Fumettisti
d’invenzione! (non si può realizzare e stampare un fumetto nell’arco di una
notte, i fumetti non sono solo materiale destinato all’infanzia, ecc.)
Pseudofumetti: oltre a The Rabbit Family, nel
mondo di Morgan Lost convivono fumetti realmente esistenti come Corto
Maltese e Dylan Dog e altri di fantasia come i supereroi Max
Wonder e Plastic Hero.
Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei;
fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)
(Stati Uniti 1955, © DC Comics, storico,
sportivo, fantastico, supereroi)
Ed [France Edward] Herron e Robert
Kanigher (T), Russ Heath [Russell Heath Jr.], Joe [Joseph] Kubert e Irv Novick
(D)
Originariamente testata
antologica che presentava fumetti di soggetto storico-avventuroso, in
concomitanza con la Silver Age e la rinascita di interesse per i supereroi si
trasformò nel 1959 in
un laboratorio in cui testare l’eventuale gradimento di nuovi personaggi prima
di dedicare loro una testata propria.
Dal numero 45 al 49 presentò
storie di ambientazione sportiva con derive fantastiche per poi trasformarsi
nella testata di team-up tra supereroi che sarebbe stata fino alla sua
cancellazione nel 1983 col numero 200 della prima serie (come spesso accade nel
mercato statunitense la testata sarebbe stata ripresa negli anni successivi).
Dal numero 67 (1966) la collana
fu dedicata quasi esclusivamente agli incontri di Batman con altri personaggi.
Small War of the Super
Rifles in The Brave and the Bold 124 (1976). Bob
[Robert G.] Haney (T), Jim[James N.] Aparo (D)
Batman e il Sergente Rock sono
sulle tracce di un gruppo di terroristi armati con dei potentissimi fucili di
nuova produzione. Il gruppo (che si fa chiamare «The Thousand») arriva
nientemeno che a casa del disegnatore Jim Aparo per imporgli di disegnare un
finale che li veda trionfare.
Oltre ad Aparo compaiono nella
storia come personaggi anche lo scrittore Bob Haney e l’editor Murray
Boltinoff, a cui Aparo chiede aiuto (ovviamente Haney deve chiedere a Boltinoff
l’autorizzazione per scrivere la storia come vorrebbe).
[TELEVISIONE] ALTRO (pag. 129)
BASTARDO
Divertente video musicale della
cantautrice Charlotte Hatherley diretto dal suo compagno dell’epoca, il regista
Edgar Wright: le situazioni descritte nella canzone (un uomo latino seduce
l’ingenua Charlotte e le ruba la chitarra) vengono rappresentate tramite
supporti tipici della cultura popolare con particolare riguardo al mondo
femminile: articoli su giornali di moda, fotoromanzi, racconti su giornali
scandalistici e persino un fumetto.
domenica 17 aprile 2016
Michel Vaillant Volume Speciale: Altre Pagine Sconosciute
Preso da un contatto alla Lucca
primaverile (che hanno ben pensato di fare in contemporanea col PlayModena).
Il volume raccoglie storie meno che minori nell’economia della saga di Michel Vaillant ma costituisce una
ghiotta proposta per i collezionisti tanto più che la tiratura viene indicata
più volte come «limitatissima».
Le cinque storie brevi contenute
sono:
È ovvio! (1973, 7 tavole), tratta da un volume fuori serie dedicato
alle moto. Michel Vaillant non compare nemmeno e il protagonista è il campione
belga di motocross Joël Robert, realmente esistente e che già era comparso
nella saga. Comparto grafico di grande livello; testi praticamente dedicati
solo alle descrizioni e agli esiti delle gare, che interesseranno solo gli
appassionati dello sport, oppure di moto in generale e di Joël Robert in
particolare.
Esclusivo: le novità del Salone di Ginevra (1983, 5 tavole),
reportage a fumetti comparso su Vogue
Hommes. Michel, Steve Warson e il giornalista ex pilota José Rosinski
illustrano le novità automobilistiche presentate alla kermesse di Ginevra nel 1983. Pura pornografia meccanica,
ovviamente, eppure sono presenti molte situazioni divertenti. Disegni ottimi,
ci mancherebbe, e si nota il distacco dalla storia precedente di 10 anni prima:
gli sfondi e i personaggi erano stati affidati a collaboratori più sintetici ed
eleganti.
La sfida ATC (1983, 8 tavole non consecutive sulle 20 originali),
introduzione ed epilogo di una storia le cui 12 tavole centrali sarebbero state
riciclate da Graton per un volume della serie regolare. Gli ATC sono (o erano)
dei mezzi a tre ruote progenitori dei moderni QUAD. Non essendoci la parte
principale della storia originale, pubblicata su un albo pubblicitario apposito,
l’azione si limita alla presentazione dei mezzi e ad alcuni intermezzi pubblicitari
per Honda e Canada Dry. Quest’ultima è la bevanda misteriosa che faceva da
sponsor anche a quella storia gialla di Charlier e Coutelis pubblicata su L’Eternauta di Zerboni. Pensavo fosse una bibita gassata,
invece è una birra analcolica.
In Francia non è strano che due
colossi del motociclismo e delle bevande investano capitali per promuovere i
loro prodotti tramite dei fumetti. È proprio un altro mondo…
…come conferma A tutto gas! (1992, 12 tavole), storia
pubblicitaria comparsa in un albo apposito per promuovere i prodotti di
Butagaz, «ditta francese produttrice e distributrice di gas in bombole e
cisterne». I due amici But’s e Fabien lavorano per Butagaz e (uno moro, l’altro
biondo) si presentano come “Michel Vaillant” e “Steve Warson” vista la loro
passione per le auto da rally. Inaspettatamente incontrano proprio i loro eroi
(Steve è in zona perché ha acquistato casa) e così mentre i due piloti li
mettono a parte di alcune dritte sui rally i due dipendenti di Butagaz si
dilungano in consigli e suggerimenti che illustrano le offerte Butagaz e più in
generale come lavora la ditta. Pur nell’ottica della marchetta A tutto gas! è una storiellina
scorrevole e simpatica, in cui non manca nemmeno la suspense nelle scene delle corse. Di sicuro lo studio di Graton non
lesinava sulla cura dei disegni anche per questi prodotti collaterali, e in
questo caso è resa ancora più evidente dal bianco e nero con cui la Gazzetta ha dovuto stampare la storia.
Si chiude in bellezza con Operazione Armada (1999, 8 tavole),
albetto allegato in origine alla rivista Fleet:
Wilfried Dubol è un venditore di successo di parchi auto, che assiste
preoccupato alla presentazione di una nuova, mostruosa, autovettura Vaillante
che ha sei posti e sei ruote e può contenere di tutto, oltre ad avere una linea
aggressiva e a pagare il bollo di circolazione più conveniente. Questo modello
Armada non sarà messo in vendita ma solo dato in leasing alle imprese. Per
Dubol e gli operatori del settore è un vero incubo, e infatti…
Operazione Armada è stata palesemente pubblicata in origine in un
formato più piccolo e si nota l’ingrandimento delle tavole a cui è stata
sottoposta. Ciò non pregiudica comunque la sua godibilità ed è probabilmente la
storia migliore del gruppo (quella che ha oltretutto l’onore della copertina),
con cui il volume si chiude in bellezza.
Altre Pagine Sconosciute ovviamente esaurisce il suo scopo nella
soddisfazione dei collezionisti e dei completisti sfegatati di Michel Vaillant, e non a caso costa
“ben” 9,99 euro per 48 pagine, ma è stato emozionante rivedere un pezzo della
collana che ha fatto da apripista alla BéDé in allegato ai quotidiani.
sabato 16 aprile 2016
QVANDO C'ERA LVI 1
Preso principalmente per
solidarietà verso Shockdom
(che dubito abbia bisogno di sostegno vista la mole di materiale che riesce a mandare anche in edicola
e il successo che evidentemente alcuni suoi prodotti hanno).
QVANDO C’ERA LVI è ovviamente una satira del fascismo vecchio e
nuovo, in cui un terzetto di sempliciotti di Casa Pound resuscita il duce con
la complicità di un mad doctor
nazista. Il corpo scelto per la clonazione non è però esattamente rispondente alle
loro aspettative, come scopriranno nel colpo di scena finale – che ovviamente
non rivelo ma che tanto è evidente sin dall’annuncio del prossimo episodio.
Siccome nelle intenzioni la serie
dovrà svilupparsi in 4 albi, è stata prioritaria la necessità di imbastire una
trama e costruirci attorno delle situazioni collegate. In questa maniera, pur
se abbondano le invettive e le stoccate, la satira vera e propria rimane un po’
sullo sfondo e paradossalmente credo che anche un lettore di destra possa
apprezzare il fumetto vista la rappresentazione cartoonesca (quasi affettuosa) dei
protagonisti e i riferimenti puntuali alla sua ideologia.
QVANDO C’ERA LVI è comunque una storia simpatica e confezionata
professionalmente (si veda la buona gestione dei tempi comici ad esempio nella
sequenza del crowdfunding), anche a livello di disegno, ma per me il piatto
forte sono state le varie appendici con finte vignette d’epoca, le sorprese
degli ovetti Kinder a tema, la traduzione autarchica dei termini inglesi
moderni, ecc. Svincolati dalla continuity
e liberi di sfogarsi estemporaneamente, lì gli autori fanno veramente
ridere di gusto.
In definitiva, pur non essendo il
piatto forte geniale né originalissimo (mi ha ricordato tra gli altri Primo e Capitan Italia, anche se in effetti i punti di contatto sono pochi),
rimane un prodotto godibile. Il Piccolo
Führer che viene pubblicizzato all’interno sembra promettere bene!
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