domenica 30 novembre 2025

Il Mondo a Fumetti di Eduardo Risso

A caval donato…

Questo volume funse da catalogo alla mostra dedicata a Risso a Umbriacon 2025 e riproduce le 35 tavole esposte, il che spiega la delusione di chi ha voluto liberarsene dandolo a me perché pensava che invece fosse un art book.

Mai capito il senso di mettere in mostra delle tavole a fumetti. O meglio, per me è interessantissimo vedere le dimensioni originali di un’opera e le eventuali pecette, sbianchettature e le correzioni varie che vengono fatte, oltre a quei dettagli che non si vedono in stampa, ma tutte queste cose si godono di più avendo fisicamente la tavola in mano, non dietro un vetro. E riprodurle in un volume, per quanto ben stampato (questo non sempre lo è) fa perdere quasi tutti questi “dietro le quinte”, ammesso che in queste tavole di Risso ce ne siano. Nel libro si possono solo ammirare il nero non compatto della china in Death Metal Guidebook e qualche appunto a matita e qualche pecetta per i balloon di Jonny Double.

Le tavole selezionate provengono da Brother Lono, Hit-Girl, Jonny Double, Sgt. Rock vs. the Army of the Dead, Spaceman, Detective Comics, Logan, Death Metal Guidebook, Flashpoint Beyond e per finire da Torpedo che scopro essere stato serializzato (comicbookizzato?) anche negli Stati Uniti. La qualità di stampa a volte non è proprio perfetta, ma per fortuna mai ai livelli della pixellata copertina che non è per niente un bel biglietto da visita. È pur vero che prive del colore queste tavole permettono di godersi appieno la maestria di Risso nel chiaroscuro, oltre che nella mezzatinta in Flashpoint Beyond.

A introdurre la mostra e il volume ci sono tre prefazioni bilingui (italiano e inglese) di Brian Azzarello, Pasquale Ruggiero e Luca Di Salvatore. In appendice una biografia molto esaustiva e anch’essa bilingue di Eduardo Risso, ma nessun testo a commento delle tavole: a introdurle divise per serie ci sono solo le sinossi dei singoli episodi da cui sono state tratte, che hanno tutta l’aria di essere semplicemente dei copia/incolla delle solicitations dei cataloghi statunitensi.

Il volume è cartonato e stampato su carta patinata ad alta grammatura, e per essere un catalogo costa relativamente poco: 16 euro. Il contenuto è quello che ho descritto, poi non ditemi che non vi avevo avvisati.

sabato 29 novembre 2025

Saving Lucca

Ecco, ad averlo saputo prima anche questo lo avrei preso a Lucca invece che ordinarlo in fumetteria, tanto più che Licia Troisi era presente per dedicarlo anche a Comics&Science. Amen.

La storia vede protagonista Melania Muzzi, una poliziotta con problemi sia in famiglia che sul lavoro: non sopportando soprusi e prevaricazioni, a soli trent’anni ha già collezionato un bel po’ di trasferimenti. L’ultimo è in quel di Lucca, dove si ritrova a indagare su una minaccia di terrorismo: la celebre cosplayer Azzurra “Nimue” Gilardi ha ricevuto delle lettere minatorie che proiettano l’ombra di un attentato che coinvolgerà tutta Lucca, non solo l’ambiente del cosplay.

Trattandosi di un giallo sarebbe criminale rivelare troppo della trama. Anticipo solo che la Troisi mette a segno un discreto tocco di classe: il colpo di scena (o cambio di prospettiva) che avevo intuito si manifesta a circa un quarto del romanzo, ma poi quella che doveva essere una situazione fittizia si concretizza davvero.

Comunque la trama di detection non era forse l’elemento su cui l’autrice voleva puntare di più. Saving Lucca è anche una storia di amicizia e solidarietà femminile, e soprattutto un omaggio alla manifestazione e alla città che la ospita. O almeno io l’ho interpretata così. Il frequentatore di Lucca Comics & Games non avrà difficoltà a rivivere luci e ombre della manifestazione (e fatti e fatterelli delle ultime edizioni) e a riconoscersi in una delle varie tipologie di persone che vi bazzicano: sì, ci sono anche quelli che dicono che la manifestazione non è più quella di una volta.

Non ho letto niente di Licia Troisi (che forse si è autoritratta nella scrittrice rasata che gioca di ruolo) e non so quale sia il suo stile né come collocare Saving Lucca all’interno della sua bibliografia. Qui la scrittura è semplice, diretta e appassionante: il romanzo si legge d’un fiato, forse anche un po’ troppo velocemente. Le divagazioni sulla condizione femminile e sul ruolo che ha Lucca per i nerd non sono troppo formulaiche ma piuttosto funzionali alla narrazione.

Peccato che nemmeno in Mondadori abbiano più i fondi per un correttore di bozze in più (confidando che ce ne sia almeno ancora uno).

venerdì 28 novembre 2025

Gli Immutabili, Siero Omega, Le Sette Vie del Guanto

Tutti fumetti di Leo Ortolani, almeno stando al quotidiano locale Il Piccolo di oggi. Chissà, magari esistono davvero.

giovedì 27 novembre 2025

Daredevil: Un Giorno freddo all'Inferno


Praticamente The Dark Knight Returns con Devil al posto di Batman. In un prossimo futuro i superpoteri di Matt Murdock sono ridotti al lumicino mentre negli States (o nel mondo intero?) è infuriata una guerra i cui effetti si propagano ancora in una decadente New York. Adesso Matt gestisce un rifugio per bisognosi e l’esposizione a qualche agente radioattivo rilasciato da una bomba riattiva i suoi poteri, per quanto l’età avanzata gli permetta. Il tempo di incontrare un redivivo Capitan America e farsi affidare da lui una ragazza e la storia comincia, mettendo in scena un misterioso villain che tiene prigioniero ciò che resta del Punitore e sembra collezionare memorabilia dei vecchi supereroi.

In sostanza la trama verte sul recupero della ragazzina (che ha dimostrato di possedere grandi poteri) dalle grinfie della banda del cattivo, che oltretutto ha rubato un carico di materiale di un progetto governativo per creare supersoldati. La storia è molto lineare e poco originale e non basta il delirante discorso finale forse un po’ metanarrativo di Bullseye (eh, sì, il cattivo è lui…) a nobilitare il tutto. Che poi il suo piano era di un’idiozia totale: perché usare il materiale dell’esercito per fabbricarci bombe quando avrebbe potuto impiegarlo per potenziare se stesso e i suoi sgherri? Sì, c’è il colpo di scena per cui alla fine le bombe esplodono lo stesso, ma è solo l’occasione per Charles Soule di scriversi addosso. Forse i due autori volevano suscitare un po’ d’interesse con l’esibizione di una certa dose di violenza e/o mostrando i supereroi vecchi e deboli. Tutto già fatto, tutto già visto. Mi sparerei in un ginocchio piuttosto che ammetterlo, ma a confronto con questo suo pallido omaggio Il Ritorno del Cavaliere Oscuro ha una profondità e una complessità e una raffinatezza stratosferiche.

Anche Steve McNiven mi pare faccia un po’ il verso a Frank Miller, riempiendo le tavole di vignette o al contrario ficcandoci delle splash page che vorrebbero essere emblematiche. Forse mi confondo, ma credo che abbia fatto anche qualche citazione diretta (un primo piano di Elektra pare provenire da Ronin) ma la smania di omaggiare Miller si traduce anche in una stilizzazione del suo tratto. Il risultato non è proprio dei migliori: ricordavo McNiven come un po’ leccatino, per così dire, e forse anche per questo dotato di una certa eleganza. Qui invece il tratto non è molto modulato mentre l’inchiostrazione è molto pesante e monocorde. Anche i colori mi sembrano fatti con la stessa filosofia, cioè sulla falsariga di quelli di Lynn Varley; anche Dean White che subentra alla tavolozza dal secondo capitolo segue questo andazzo.

Penso che Un Giorno freddo all’Inferno sia godibile solo dai fan più duri e puri del protagonista o dell’universo Marvel in generale. E pure loro potrebbero avere delle perplessità.

mercoledì 26 novembre 2025

Michel Vaillant Nuova Stagione 13: Redenzione

Continua sotto il segno del thriller la saga del nuovo Michel Vaillant, anche se non mancano drammi familiari e ovviamente le corse automobilistiche.

Le condizioni di salute di Françoise consigliano di rimandare gli impegni della scuderia Vaillante per la Indycar, ma col supporto della pilota canadese Elsa Tainmont la partecipazione si concretizzerà lo stesso, anche per un motivo di sicurezza nazionale: Steve Warson è sotto la protezione dell’FBI dopo gli attentati dei suprematisti bianchi ma facendolo partecipare lo stesso alle gare (opportunamente sostituito da un sosia negli altri frangenti pubblici) c’è la possibilità che i criminali si facciano vivi e quindi vengano catturati. In sostanza, i nostri eroi faranno da esca. La situazione si complica ulteriormente perché lo “spotter” di Elsa Tainmont, cioè il suo navigatore fuori pista, viene ricattato.

Redenzione è una storia ricca di colpi di scena, con personaggi che si rivelano essere diversi da quello che sembravano e sequenze cariche di tensione; anche se Lapière ascrive una scena shockante al mondo onirico rimane comunque shockante visto che non sappiamo in anticipo che è un sogno. La partita è ancora aperta ma alcuni nodi sono stati sciolti (e altri introdotti, forse), peccato che la cadenza diluita delle uscite impedisca un ritmo incalzante che gioverebbe molto alla serie. Cosa comune nella BéDé, ma che nella Nuova Stagione percepisco più castrante che altrove. E meno male che ne esce regolarmente uno all’anno!

I testi sono affidati al solo Denis Lapière mentre Marc Bourgne è affiancato ai disegni dalla new entry Eillam. Non ricordo chi fa cosa (di solito uno si occupava dei mezzi e l’altro delle figure umane), comunque alcune prospettive delle auto da corsa non mi convincono molto, ma forse la pista di Indianapolis a tratti è in discesa e anche visti dall’alto i mezzi sembrano quasi frontali. Al di là di questo, certi volti negli sfondi e certi profili non sono proprio azzeccati al 100% ma, onore al merito, la tavola muta a pagina 12 dice di più sul cancro e sulla gestione del dolore di tante graphic novel da 200 pagine disegnate col culo.

Colori del veterano Bruno Tatti col supporto di Romain Rosiau alle «tinte piatte». Claude Hauwaert si è occupato dell’impaginazione delle tavole, qualsiasi cosa voglia dire.

lunedì 24 novembre 2025

The Brave and the Bold 2: Il Libro di Destino


Come il volume precedente anche questo non pone troppo l’accento sull’incontro tra due personaggi come la serie classica The Brave and the Bold ma segue una trama predeterminata. Si comincia con Wonder Woman e Power Girl che devono impedire al Dottor Alchemy (forse reincarnazione di tal Megistus) di ammazzare Superman dopo che si è impossessato del corpo della seconda. Proprio il termine «Megistus» è l’indizio su cui indagano i Challengers of the Unknown, a cui era stato affidato il Libro di Destino perché sono gli unici di cui non vengono narrate le gesta in quelle pagine. È l’inizio di una cavalcata tra le storie di molteplici supereroi classici e moderni della DC, lette sul Libro stesso dai Challengers. In alcuni casi ci sono più team-up per capitolo, forse reinterpretando vecchi episodi dei tempi che furono – Cavaliere Silente, chi era costui?

Questi sei episodi sono una piacevole rincorsa tra una storia e l’altra, con elementi che vengono introdotti in un capitolo per poi manifestarsi compiutamente in uno successivo. Niente di eccezionale ma piacevole da leggere se ci si approccia con lo spirito giusto, anche se forse alla fine tutto si risolve troppo in fretta – e anche qui ho avvertito la sensazione di essere un po’ tagliato fuori da certi dialoghi o situazioni non avendo una conoscenza approfondita dell’universo DC. Originali le motivazioni del cattivo di turno, anche se alla fine sembrano essere solo il preambolo dell’ennesima Crisi.

Pur rispettando un canone di scrittura abbastanza classico Mark Waid azzecca più di un dialogo brillante e qualche bel colpo di scena, ma siamo ancora distanti dalla piacevolezza postmoderna per cui lo avrei apprezzato nelle sue opere più recenti. Forse l’aspetto più godibile di questo volume sono gli splendidi disegni di George Pérez (e Jerry Ordway nei due capitoli finali), con Bob Wiacek e Scott Koblish che si alternano alle chine. Probabilmente i colori di Tom Smith non rendono pienamente giustizia ai disegni ma si era nel 2007: l’ubriacatura per le “magnifiche possibilità” offerte dalla colorazione digitale non era ancora passata del tutto.

domenica 23 novembre 2025

Topo Maltese: Una Ballata del Topo Salato

Ah, se avessi saputo che era in uscita per Lucca. Lo avrei preso là e me lo sarei fatto dedicare da Giorgio Cavazzano. O forse più probabilmente no, viste le dinamiche ascose dei firmacopie e (mi pare) il passaggio obbligato tramite Eventbrite. Probabilmente è stato meglio farlo arrivare in fumetteria.

Come intuibile dal titolo di tratta di una parodia della prima mitica storia di Corto Maltese. Lo scrupolo filologico di Bruno Enna è encomiabile e l’avventura inizia proprio con l’ormai iconico avvistamento da parte di Gambadirasputin di Topo Maltese “crocifisso” alla zattera dove lo hanno legato i suoi marinai ammutinati. Entrambi sono al servizio del misterioso Tunica Nera, come l’altro pirata Orangünter che però è munito di sommergibile. Gambadirasputin non trasporta solo il misterioso carico di sale nero per conto di Tunica Nera: ha infatti catturato anche l’ereditiera Minnie Dora Groviermoore e già pregusta il riscatto.

La storia segue la trama del modello con grande fedeltà. Anche nei momenti più drammatici, con l’accortezza di terminare i dialoghi senza citare morte o cannibalismo, ma non risparmiando comunque la visione di Topo Maltese gettato giù dalla scogliera. Tocco di classe: Gambadirasputin ha un bernoccolo ma non viene mostrato perché Minnie Dora glielo ha fatto (ma anche nell’originale Pratt era stato castissimo con l’unico dettaglio degli occhi sbarrati di Pandora). Bruno Enna conferma questo desiderio di omaggiare fedelmente il modello di partenza nell’intervista che gli viene dedicata in appendice, spiegando anche l’introduzione del “sale nero” la cui vera natura è un po’ ridicola (hai voglia a spennellare i granelli d’oro uno per uno!) ma serve a creare un bel finale.

Una Ballata del Topo Salato è insomma un ottimo mix di avventura e umorismo con un uso perfetto del cast dei personaggi disneyani. Anche se tra di loro è una lotta impari: il savant fou Pippotarao che parla con l’oceano mette in secondo piano tutti gli altri.

Sui disegni del veterano Cavazzano, inchiostrato da Alessandro Zemolin, c’è poco da dire: ottimi, dinamici, espressivi e dettagliati nelle parti più importanti.

Questa edizione cartonata con dorso telato costa 23 euro e consta di 96 pagine. Non sono patinate e quindi i colori non brillano molto, forse era l’effetto voluto. Oltre al fumetto in sé sono presenti diversi altri contributi: Patrizia Zanotti firma un’introduzione piuttosto illuminante sul rapporto di Pratt col fumetto disneyano ma anche sul fatto che in molti avranno cominciato a leggere fumetti con Topolino per poi continuare con Corto Maltese. Ci sono poi le interviste agli autori (a Cavazzano sono riservate solo tre domande come al suo inchiostratore Zemolin, ma la sua parte è arricchita da disegni e commenti vari) e infine Alberto Brambilla ricostruisce un minimo della storia di Pratt e Corto Maltese e soprattutto descrive i parallelismi tra opera originale e parodia.