mercoledì 24 ottobre 2018

Ci vorrà ancora molto?

La partizione (o volume o quello che è) che sta elaborando aveva il 46% di roba frammentata. Ma è da stamattina alle 8:30 circa che sta andando avanti...
Noto che il computer sta andando più veloce, però. O è solo suggestione?

lunedì 22 ottobre 2018

A caval donato non si guarda in bocca

E non intendo certo farlo per un volume di questa qualità. Il Murena Artbook venne pubblicato da Dargaud alla fine del 2015 come omaggio a Philippe Delaby, scomparso da poco. Come evidenziato dal titolo, non si tratta di una raccolta generica dei lavori del grandissimo disegnatore ma solo di quelli per Murena. Vengono pubblicati principalmente schizzi e matite preliminari delle tavole, da cui si evince la maniacale attenzione ai dettagli di Delaby che in ogni singola vignetta si costruiva una griglia per rendere al meglio le proporzioni dei personaggi e la prospettiva. Non mancano comunque rare ma bellissime prove a colori, una delle quali forse ispirata a Eleuteri Serpieri. In apertura viene addirittura riprodotta una dédicace.
I contributi scritti sono quasi esclusivamente estratti da interviste di Delaby, per quanto in copertina campeggi anche il nome di Jean Dufaux, lo sceneggiatore della saga. Tra le curiosità più interessanti c’è effettivamente il metodo di lavoro che intercorreva tra i due. In appendice viene offerto uno sguardo sul futuro della serie, con l’anticipazione del lavoro di Theo.
Il volume è un cartonato formato album di 64 pagine, stampato però su carta non patinata. Visto che si concentra sulle riproduzioni delle matite la cosa non è un problema e anzi la carta uso mano restituisce quasi l’illusione di avere a che fare coi materiali originali.
Ignoro quanto costasse in origine (sia benedetto lo spazio ridotto delle case degli amici che così devono disfarsi dei loro libri), in quarta di copertina come «code prix» viene indicato DA06.

sabato 20 ottobre 2018

Rat Queens volume 2: Il tentacolare richiamo di N'Rygoth

Il nuovo volume delle Rat Queens comincia alla grande e promette di essere migliore del primo. Le battute e le situazioni sono molto simpatiche, i tempi delle scene sono azzeccati, non mancano citazioni e frecciatine alle situazioni tipiche dei giochi di ruolo e la stretta continuity rimanda una piacevole sensazione di familiarità. Ci sono poi delle immagini decisamente risqué per un comic book statunitense, a testimonianza di un maggiore coraggio da parte degli autori. Anche i disegni di Roc Upchurch (già di partenza per nulla disprezzabile) mi sono sembrati più belli rispetto a quelli del numero scorso.
Stavolta le Rat Queens vengono assoldate per una banalissima missione di sterminio di mostri, ma si troveranno coinvolte in una vicenda cthulhoide che affonda le sue radici nel passato della chierica Dee/Delilah, che insieme alla guerriera nana Violet è il personaggio più approfondito in questo ciclo di cinque episodi (ma anche sulla “elfa” Hannah ci saranno delle importanti rivelazioni).
I primi due capitoli sono sostenuti da un buon ritmo e dalle trovate divertenti cui ho accennato in apertura, e l’unico difetto che si può riscontrare è proprio quella continuity che richiederebbe di aver letto immediatamente prima gli episodi precedenti per non perdere il filo di quello che succede e capire perché certi personaggi si comportano in un determinato modo. Il fumetto segue poi varie linee temporali e c’è un certo affastellamento di attori in scena: la lettura procede un po’ sincopata ma si ha l’impressione che di carne al fuoco ce ne sia parecchia.
Dal terzo capitolo le cose cambiano: complici i poteri di cambiare la percezione del tempo dei mostri cthulhoidi, si susseguono vari flashback (tutto il terzo episodio lo è) e la trama, per quanto in definitiva molto scarna e semplicissima, diventa caotica e decisamente affrettata sul finale. Kurtis J. Wiebe ha fatto comunque un buon lavoro nel complesso, ma viste le ottime premesse speravo in qualcosa di più sostanzioso e meno confuso.
Dal nono capitolo Upchurch è sostituito da Stjepan Šejić. Anche lui usa parecchio il computer e anche lui ogni tanto si limita ad abbozzare gli sfondi e certi dettagli, ma la qualità è sempre di buon livello e francamente non so chi preferire tra i due disegnatori.
In appendice c’è una gallery con contributi vari tra cui le copertine non utilizzate di Upchurch per i capitoli disegnati dal suo sostituto, visto che a causa di un fattaccio di violenza domestica è stata operata una damnatio memoriae nei suoi confronti.
Se ho bene interpretato i dati che ho trovato online, Rat Queens si compone al momento di una prima serie di 16 episodi e di un reboot che dovrà contarne 15, più vari albetti speciali e webcomic. Materiale quindi non ne manca, e spero che la saldaPress dia seguito rapidamente alla serie. Il fatto che questo secondo volume sia uscito dopo soli 4 mesi rispetto il primo lascerebbe ben sperare.

giovedì 18 ottobre 2018

Giuro, li ho visti sul serio

Ma ho dovuto controllare più volte per essere sicuro, leggendo attentamente le recensioni per verificare che non fosse un errore. Ma è proprio così: sull’ultimo Fumo di China, il numero 278, ci sono addirittura due voti insufficienti: il minimo che si può dare. Sono anni (non esagero) che non se ne vedeva uno.

martedì 16 ottobre 2018

Historica Biografie 18: Alessandro Magno

La splendida copertina non delude le aspettative: anche le tavole interne sono dello stesso altissimo livello. Alessandro Magno prende le mosse dall’incontro, dopo decenni dalla morte dell’imperatore, di un oplita e di uno scriba che lo avevano seguito nelle sue campagne di conquista. Chiacchierando, i due rievocano il passato e quindi i punti salienti delle imprese militari e politiche di Alessandro Magno, che riuscì a coronare il suo sogno di unire Grecia e Persia.
Quello che emerge da questi frammenti non sono solo il carisma, l’acume politico e il genio strategico del Macedone, ma anche la sua cinica accortezza nel crearsi un’immagine mitica da tramandare ai posteri, “suggerendo” ai suoi biografi cosa scrivere nei loro resoconti. E d’altra parte dal “making of” risulta che avesse ingaggiato tre artisti per perpetuare l’immagine che lui voleva dare.
L’espediente di far narrare la vita di Alessandro Magno da due persone diverse permette agli sceneggiatori David Goy e Luca Blengino di farli divergere nell’interpretazione di alcuni fatti, fornendo così al lettore una panoramica più esaustiva sulle ipotesi storiografiche degli eventi narrati.
È curioso constatare come lo stesso espediente narrativo usato il mese scorso abbia portato in questo caso allo sviluppo di una storia coinvolgente e per nulla didascalica o noiosa.
Come dicevo in apertura, i disegni di Antonio Palma sono stupendi: fortemente realistici, sono anche molto espressivi. Le tavole sono poi strutturate nella maniera più funzionale alla narrazione, ma il lettore più esteta potrà bearsi perdendosi nei dettagli della battaglia alle pagine 10 e 11 o della presa di Persepoli di pagina 15. La recitazione dei personaggi è comunque il punto di forte di Palma, che evidentemente avrà fatto posare qualche amico o si sarà ispirato ad alcuni attori (mi pare che lo scriba sia un po’ Ben Kingsley). I colori di Flavio Dispenza e Arancia Studio si sposano alla perfezione coi disegni, arrivando in alcuni frangenti ad aggiungere fascino alle tavole.
Unici limiti della parte grafica: l’uso del computer per moltiplicare le “comparse” è troppo evidente e fa a pugni con gli splendidi disegni di Palma; il lettering usato per le onomatopee è manifestamente digitale e nemmeno questo si sposa bene con i disegni.
Come nel caso degli altri volumi della collana, l’appendice storiografica è fondamentale per avere una panoramica più ampia sul protagonista e per approfondire alcune vicende solo riassunte nel fumetto, ma in questo volume specifico è stato interessante leggere un’ulteriore interpretazione di Paulin Ismard della scena narrata a pagina 37.
Un altro bel fumetto di Historica Biografie, superiore anche a Cleopatra.
Permane però il mistero sul perché la Mondadori distribuisca i suoi volumi in ritardo, almeno dalle mie parti: Alessandro Magno è arrivato in edicola solo oggi anche se ufficialmente dovrebbe essere uscito venerdì scorso.

sabato 13 ottobre 2018

Ma sì, dai, partecipo anch'io.

A questo, intendo.

1. One article or blog entry that exemplifies the best of the Old School Renaissance for me: https://d20d12.blogspot.com/2015/02/panoramica-gdr-italiani-vecchia-scuola.html
2. My favorite piece of OSR wisdom/advice/snark: don't know
3. Best OSR module/supplement: L'Ultima Torcia
4. My favorite house rule (by someone else): back in the days a friend of mine created a kind of weapon-type specilization similar to the schools of magic (improving Piercing, Bludgeoning and Slashing weapons)
5. How I found out about the OSR: can't remember. Maybe here or here
6. My favorite OSR online resource/toy: don't have one
7. Best place to talk to other OSR gamers: don't know
8. Other places I might be found hanging out talking games: my friends' houses (but not much)
9. My awesome, pithy OSR take nobody appreciates enough: new characters always start at 1st level
10. My favorite non-OSR RPG: Sine Requie
11. Why I like OSR stuff: I don't really like them :D
12. Two other cool OSR things you should know about that I haven’t named yet: -
13. If I could read but one other RPG blog but my own it would be: http://mesmerizedbysirens.blogspot.com/?zx=c3cb9e0b02138cbd
14. A game thing I made that I like quite a lot is: one of my old AD&D campaign in which I introduced alchemy
15. I'm currently running/playing: Planescape monthly or weekly, Original D&D twice/year
16. I don't care whether you use ascending or descending AC because: the mechanics are the same
17. The OSRest picture I could post on short notice: