venerdì 30 giugno 2023

Fumettisti d'invenzione! - 183

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

[NARRATIVA] CARTOONIST COME PROTAGONISTA (pag. 71)

SUPEREROI

 (Italia 2020, Einaudi, sentimentale)

Paolo Genovese

Attraverso un rincorrersi di piani temporali viene raccontata la storia d’amore tra Marco, professore di Fisica sin troppo razionale, e Anna, artista bohemien, e delle persone che gravitano loro attorno nel corso degli anni. Nel 2000 Anna faceva l’artista di strada ritraendo per 10.000 lire il committente, ma disegnandolo come sarebbe stato nel futuro. Dopodiché diverrà un’autrice di fumetti.

Dal suo libro Paolo Genovese ha tratto il film omonimo.

Pseudofumetti: usando lo pseudonimo Drusilla, che è anche il nome della sua protagonista, Anna realizza delle strisce umoristiche che compaiono inizialmente sul retro di una scatola di corn flakes per poi essere promosse alla pubblicazione sul giornale free press Metro. Successivamente Drusilla sarà ospitata con successo dalla rivista mensile Comix Strip, apparentemente una striscia a numero, edita dalla casa editrice Papermoon diretta da Mario Montesi. Proprio alla Papermoon Anna sottopone un fumetto di “supereroi”, ovvero di una coppia perché al giorno d’oggi ci vogliono i superpoteri per stare insieme e resistere al tempo. Il fumetto Supereroi (che però dagli esempi riportati sembra più una raccolta di vignette) è ispirato alla storia di Anna e Marco e la serie è strutturata in modo tale che ogni numero presenti una sfida («missione») per i protagonisti: noia, silenzi, figli, lavoro, incomprensioni, amici, abitudine.

Il primo numero esce nell'inverno del 2013; nell'autunno del 2018 viene confezionata un’edizione speciale cartonata per Lucca Comics.

La casa editrice Papermoon viene descritta come un punto di riferimento del fumetto italiano, che presenta mensilmente molte novità anche di autori sconosciuti che poi diventano famosi. Genovese descrive il mercato fumettistico del 2005 come «un settore che sembrava non conoscere la parola crisi».

CINEMA  (pag. 81)


IL MOSTRO DELLA CRIPTA

 (Italia 2021, commedia, fantastico, splatter)

Regia: Daniele Misischia (sequenza iniziale diretta dai Manetti Bros. [Marco e Antonio Manetti]; sceneggiatura: Manetti Bros. [Marco e Antonio Manetti], Alessandro Pondi, Paolo Logli in collaborazione con Daniele Misischia e Cristiano Ciccotti, con Tobia De Angelis (Giovanni “Giò” Spada), Lillo [Pasquale] Petrolo (Diego Busirivici)

1988: nel sonnolento paesino di Bobbio l’adolescente aspirante regista Giovanni Spada nota delle inquietanti analogie tra alcuni elementi del paesello e l’ultimo episodio del suo fumetto preferito, Squadra 666 – Cacciatori di Demoni. Quando rimarrà incastrato nel complotto che coinvolge la famiglia Valmont e una misteriosa creatura, coinvolgerà nel caso anche Diego Busirivici, il fumettista svogliato e copione autore di Squadra 666.

Da notare che Lillo Petrolo, l’interprete di Busirivici, ha effettivamente svolto anche il lavoro di fumettista.

Pseudofumetto: Squadra 666, una serie quindicinale realizzata interamente da Busirivici. L’autore non ha doti divinatorie, ma le coincidenze con la vita a Bobbio sono dovute alla sua “ispirazione” a  una lettera scritta da un monaco nel ’300. Tecnicamente Squadra 666 non è uno pseudofumetto perché ne è stata veramente stampata una tiratura diffusa a Lucca Comics 2021, scritta da Alfredo Castelli e disegnata da Alekos Reize, che ha realizzato lo storyboard per il film.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

ARTICOLO 7

(Italia 1989, in Comic Art, © Eredi Micheluzzi, satira)

Attilio Micheluzzi

Storia breve appartenente alla serie collettiva I Diritti Umani. L’autore mette alla berlina sarcasticamente alcuni casi in cui l’Articolo in oggetto non viene rispettato. Alla fine Micheluzzi, che si è palesato nei suoi fumetti con una certa frequenza, si prende una pagina interamente per sé per raccontare un episodio in tema che lo ha riguardato direttamente.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

SENZA TITOLO

(Italia 2001, in Speciale Genova, © Massimiliano Frezzato, tranche de vie)

Massimiliano Frezzato

L’impatto che gli avvenimenti dalla fine del 2000 al G8 di Genova nel 2001 hanno avuto sull’autore. Pubblicata su un supplemento della testata Ganesh, la storia è stata conclusa qualche anno dopo con un’ultima tavola.


lunedì 26 giugno 2023

Volage - Cronache dagli Inferi

Non ho capito se sono io che non guardo con attenzione Anteprima o se è la Tunué a non pubblicizzarci tutte le sue uscite. Anche un altro volume di Sandoval mi colse di sorpresa. Questo fumetto ad esempio è uscito ancora alla fine del 2022 e mi sono accorto della sua esistenza solo lo scorso sabato.

Dopo morto Ian McGilles viene “partorito” all’inferno dove dovrà scontare la sua pena eterna vista la vita violenta che ha condotto. Il cast selezionatissimo di dannati comprende varie figure storiche come Isabella di Castiglia, Jack lo Squartatore, il nazista Fegelein e la piratessa Anne Bonny, che per esigenze narrative parlano tutti la stessa lingua. Appena il tempo di ambientarsi tra quelle malebolge e Ian viene invitato da questa sporca dozzina a tentare la fuga dall’inferno. Sulle loro tracce però c’è il temibile Dilaniatore, un demone specializzato proprio nella caccia ai fuggitivi.

La pista che dovrebbe condurli all’uscita passa per i territori del Principe Nomade e l’incontro con una carovana che trasporta animali rari offre del materiale di scambio per consentire il transito. Tra i vari mostri (che si riveleranno utili contro i segugi del Dilaniatore) c’è anche una donna-uccello, Volage, da cui Ian è attratto – e come non esserlo da un angelo caduto che ha ben tre paia d’ali! Ovviamente 128 pagine non si riempiono da sole e Volage si sviluppa anche con degli squarci nel passato di alcuni personaggi, l’occasionale colpo di scena (tradimenti, rivelazioni, smascheramenti…), la defezione di un bel po’ di comprimari e flashback sul passato di Ian. Fabien Nury avrebbe approfondito i personaggi, Xavier Dorison avrebbe infarcito la storia di riferimenti esoterici, Arleston ci avrebbe messo dell’umorismo; Stephen Desberg però è il più americano degli sceneggiatori franco-belgi e Volage si sviluppa principalmente tra scene frenetiche d’azione, trovate sopra le righe e battute a effetto. Ian McGilles ha pure i suoi bravi poteri psionici… Non mi sbilancio a valutare il finale, in cui si riallaccia il filo principale della vita e della morte del protagonista: non è proprio originalissimo ma ci sta tutto.

In ogni caso, i testi scompaiono di fronte alla mirabile perizia messa in campo da Tony Sandoval. Per l’occasione, ha abbandonato il suo stile caricaturale in favore di uno più realistico, per quanto possa esserlo Sandoval. Il risultato sono dettagliatissimi panorami mozzafiato, mostri biomeccanici affascinanti nella loro stranezza, personaggi molto ben caratterizzati anche se grotteschi, una cornucopia di particolari che arricchiscono le vignette. Anche se realizzati digitalmente, i colori sono fantastici e contribuiscono decisamente al fascino delle tavole. L’ambientazione più psicologica che fisica giustifica poi delle deformazioni spaziali e anatomiche di cui Sandoval approfitta con maestria, ricordando un po’ Hieronymus Bosch e soprattutto l’Enrique Breccia migliore e più scatenato. Peccato che la carta, per quanto di qualità, non sia patinata. In appendice schizzi preliminari e prove del disegnatore.

martedì 20 giugno 2023

Non ero impazzito

L’altra sera quando ho visto un insetto camminarmi sul monitor, intendo. Fin qui niente di strano, ok. Solo che toccandolo o soffiandogli contro non si spostava. E così ho capito che l’insettino era dentro il monitor. E lì qualche dubbio sulla mia salute mentale l’ho avuto. Poi però informandomi un pochino ho scoperto che non è proprio una cosa così rara. Certo, però adesso ho questa specie di pixel bruciati fissi sullo schermo. O forse si muovono, credevo di aver ammazzato l’animaletto premendo sul monitor ma mi pare che si sia spostato da ieri…






domenica 18 giugno 2023

Romeo & Giulietta

L’impellenza di svuotare il magazzino incombe e così la mia fumetteria di fiducia ha istituito, oltre alle offertone a 3 euro, anche quelle a un solo euro. Vista la prolungata latitanza di alcuni volumi che ho ordinato, perché non approfittarne?

Questa versione a fumetti dell’opera di Shakespeare è molto fedele al testo originale, pur con qualche taglio consistente (almeno a quanto mi ricordo), e in sostanza non presenta alcun tocco di originalità che la caratterizzi: non è ambientata nel futuro o su un altro pianeta o con protagonisti diversi da quelli originali. La riduzione di Ricardo Gómez è comunque molto scorrevole anche se la fedeltà al dramma originale porta inevitabilmente a qualche sequenza dal tono un po’ desueto.

La differenza la fanno i disegni di David Rubín, che conoscevo solo per La sala da tè dell’orso malese: dinamici e cartooneschi con rare derive furry (Tebaldo ha la coda) contribuiscono a rendere la lettura fluida e avvincente – ma fa un errorino: da un certo punto in poi la balia di Giulietta sfoggia una dentatura completa e non più i quattro denti dichiarati. La parte grafica rivela d’altra parte il pubblico per cui questa riduzione è stata pensata, cioè un lettorato jeunesse. Non è insomma un fumetto da cui potrei aspettarmi chissà quali sorprese, ma a un euro valeva la pena provarci.

L’edizione Tunué, datata 2010, è molto carina: un cartonatino di 32 pagine su buona carta patinata, che a suo tempo costava 9,70 euro. Potrebbe costituire un buon metodo per avvicinare i giovani all’opera di Shakespeare o fornire loro un “bignami” della stessa.

giovedì 15 giugno 2023

Martin Mystère 400: I colori impossibili

Nella sede di Altrove si è verificato un fenomeno curioso: le persone e gli ambienti stanno perdendo il loro colore e la strana epidemia di toni di grigio si estenderà probabilmente a tutto il pianeta. Visto che nessuno ricorda chi sia Martin Mystère (e gli stessi coprotagonisti ignorano chi siano gli altri) a risolvere il caso viene chiamato lo scienziato/showman Dottor Spektor che inscenando tre racconti cercherà di far pervenire gli spettatori/indagatori alla soluzione del caso.

Infarciti di molteplici rimandi grafici e testuali (chissà quanti me ne sono sfuggiti) sfilano quindi i resoconti dell’esperienza di Martin Mystère con un aggeggio che mostra i desideri delle persone, l’origine aliena del colore magenta nel 1859 e il passaggio da un universo all’altro attraverso i colori chimerici, quelli che restano sulla retina dopo che si è fissato un oggetto. La cornice è affidata a Giancarlo Alessandrini mentre le singole storie sono disegnate rispettivamente da Fabio Grimaldi, Alfredo Orlandi e Rodolfo Torti. Ovviamente alla fine tout se tient ma la ventina scarsa di pagine in cui sono confinati i singoli racconti sono forse un po’ poche per sviscerarne al meglio il senso e i meccanismi che le animano, così come il finale sembra un po’ affrettato. Poco importa: si tratta di un numero celebrativo e come tale l’attenzione di Carlo Recagno viene posta sul divertimento e sulle strizzatine d’occhio, azzeccando alcune sequenze gustose come l’intraprendenza di Virginia Oldoini davanti ai suoi pavidi “colleghi” maschi.

Inaspettatamente i colori di Alessandro Muscillo funzionano molto bene col tratto austero e chiaroscurale (beh, non in questa occasione) del bravo Orlandi.

L’albo è come di consueto integrato dei redazionali di Castelli che approfondiscono le tematiche del numero (curioso che non abbia citato il nero di Anish Kapoor, ma forse perché il nero è la somma di tutti i colori – o è l’assenza di tutti i colori? Gli anni dell’Istituto d’Arte sono così lontani, accidenti) e addirittura introducono il soggetto e parte della sceneggiatura di un ipotetico numero 500 che un mai così funesto Castelli asserisce essere assai improbabile.

Termina inoltre il romanzo a puntate di Andrea Cappi e vengono proposte una striscia dei Bonelli Kids (di Tino Adamo e Luca Bertelè) e una tavola di Zio Boris (Castelli-Bonfatti) entrambe in tema col numero celebrativo.