venerdì 31 dicembre 2021

Il Meglio e il Peggio del 2021

Il Meglio

1


Disney Mix 10: Che aria tira 3 di Silvia Ziche. Li prendo sempre, non ne parlo mai. L’autrice come sempre riesce a parlare con garbo di tic e manie che esulano dal mondo strettamente disneyano. E il suo stile è una sintesi di eleganza ed espressività.

2


Bob 84. Doveva essere la rivelazione dell’anno e ha mantenuto le promesse.

3


Rebuòboli – Le avventure di Pinocchio Maltese di Luca Salvagno su Fumo di China: i testi sono molto simpatici, i disegni semplicemente deliziosi.

4


Corto Maltese nella nuova edizione “economica” a colori a opera di Rizzoli Lizard, ricco di dietro le quinte e materiali inediti come le bozze della continuazione della Giovinezza.

 

Il Peggio

1


La Bugia e come l’abbiamo raccontata. Certo, il soggetto è originale (abbastanza originale) ma i disegni sono assai indigesti…

2


Cronache del Tempo Medio edito dalla 001. Zanotto privato del colore fa sempre la sua porca figura, o meglio la farebbe se non fosse che la stampa è veramente pessima. E una tavola doppia è stata nuovamente spezzata in due pagine diverse dopo l’errore analogo su Euracomix!

3


Don Camillo speciale l’uomo senza testa. Capisco la necessità di avere un ricambio costante di disegnatori, ma Emanuele Ranzani non mi è sembrato ancora maturo per la serie. O forse, se questo è effettivamente il suo stile, non lo trovo affatto in linea con il realismo degli altri disegnatori, soprattutto per questa storia “horror”.

4


I Grandi Maestri 56 e 57: L’Eternauta 1 e 2. Non credo che la Cosmo abbia avuto una buona idea a pubblicarlo in bonellide con lettura orizzontale. Sì, ok, adesso è arrivato a più persone, ma saranno state in grado di gustarselo?

 

Meglio o Peggio?

1


Black Poppy: vale quanto detto sopra in merito all’Eternauta. Il fumetto in sé è ottimo e non lo avevo mai letto, ma formato e qualità della riproduzione sono infelici.

2


New York Cannibals: seguito ideale di Little Tulip. Bel fumetto, certo, ma la Oblomov (dannazione!) non poteva farne un volume cartonato e soprattutto con la carta patinata? I colori sono meno brillanti di quanto avrebbero potuto essere e data la foliazione generosa si rovina con un niente.

 

Avrebbero potuto essere il Meglio (o forse il Peggio)

 

Nuova categoria per quei volumi annunciati ma che poi non sono usciti, o che almeno non sono arrivati alla fumetteria dove li ho ordinati.

1


Materia Degenere 2. Dopo aver preso il primo la curiosità era tanta. Chissà, forse un giorno arriverà.

2


La Torre versione Alessandro Editore. Boh, questo forse me lo sono solo sognato e Alessandro aveva annunciato qualcos’altro.

3


Zio Dragoou. Ordinato per i Fumettisti d’invenzione, mai arrivato. Ma le case editrici piccole come la Sbam! non dovrebbero avere il massimo interesse a distribuire i loro prodotti?

 

Buon 2022!

mercoledì 29 dicembre 2021

Toh...

Avevo intuito che il volume della Mondadori non fosse stato un successone visto che è rimasto un unicum, ma non immaginavo che nel frattempo la serie fosse arrivata a contare ben 28 episodi!

A quanto pare alla Mondadori le cose non vanno poi così bene sul fronte fumetti.

lunedì 27 dicembre 2021

Klaus 2: Le nuove avventure di Babbo Natale

A Natale tutti diventano più buoni. Tranne i comic book.

Battute (battute?) a parte, poteva andare peggio. Questi tre episodi del Babbo Natale supereroe fantasy ideato da Grant Morrison pescano nel folklore e nel mito per imbastirci sopra delle sequenze adrenaliniche da blockbuster, con tanto di messaggini per i più piccoli.

Nel primo episodio Santa Klaus torna sulla Terra dopo un esilio di decenni sulla luna e viene coinvolto nel rapimento di due bambini da parte della Strega dell’Inverno, risvegliatasi per rimpossessarsi del mondo che le è stato tolto con il progressivo aumento delle temperature. Per mettere a frutto il suo piano usa un esercito di marionette viventi create nientemeno che dal Geppetto di Pinocchio, che fu allievo di Babbo Natale. La storia è nobilitata da riferimenti alla cultura nordica, né manca un po’ di ironia, ma tendenzialmente l’azione si svolge troppo rapidamente, con sequenze che si esauriscono anche nell’arco di una sola tavola. Sembra appunto una sceneggiatura da blockbuster riciclata per il fumetto.

La seconda storia, nonostante il titolo originale faccia pensare a una parodia dei crossover DC (Klaus and the Crisis in Xmasville) è in realtà una satira del consumismo, non a caso ambientata negli anni ’80, che riprende un indizio seminato nell’episodio precedente: la diatriba legale tra Klaus e la Pola-Cola. Il rampollo della famiglia produttrice della bevanda vuole riprenderne la produzione, e scopre così dal nonno morente un diabolico piano dell’azienda della bibita per impossessarsi del concetto stesso di Natale con l’aiuto di alieni a cui vendono bambini umani (che privano della loro immaginazione) in cambio di armi. Klaus affronta la sua controparte malvagia, quindi forse un malizioso riferimento alle Crisis DC c’è.

Da notare i colori, che non sembrano elaborazioni digitali ma veri acquerelli (o ecoline, o acrilici liquidi, o tempere, o quello che sono).

Col terzo episodio torniamo a temi e atmosfere più canonici, ovvero per nulla canonici ma senza sottotesti satirici: Klaus deve fermare degli invasori marziani che a suo tempo avevano portato al Ragnarok e allo sterminio degli dei norreni. Anche stavolta c’è un incontro, anzi un vero team-up, con altre figure archetipiche che contribuirono a creare il mito di Babbo Natale. Il tutto con la sottotrama di un pupazzo di neve che non ricorda chi è ma che sarà fondamentale per risolvere la situazione e dare un tocco lacrimevole al fumetto.

I disegni di Dan Mora non sono male, ricordano un po’ Chris Sprouse, ma purtroppo indulge nel caricaturale ben oltre il mio gradimento. Cosa che può anche andare bene per i vari mostri che sfilano in queste pagine, ma molto meno per le figure umane.

Questo secondo volume di Klaus è caratterizzato molto più del primo dalla pazzerella fantasia di Morrison e dalla sua attenzione per i miti, inoltre i rimandi tra un episodio e l’altro (nel secondo si accenna all’invasione marziana del terzo come nel primo alla causa con la Pola-Cola del secondo) fanno pensare che ci sia un disegno complessivo sottostante. Tirando le somme, un totale di una storia interessante e mezza su tre ha giustificato la lettura.

venerdì 24 dicembre 2021

Fumettisti d'invenzione! - 170

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

 

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

 

LA PROLISSEIDE

(Italia 1987, in Zut, © Eredi Pazienza, umorismo)

Andrea Pazienza


 

Come dice il sottotitolo «tutti gli uomini importanti che mi hanno conosciuto», Pazienza passa in rassegna varie personalità dello spettacolo, della musica, della cultura, della politica e anche del fumetto con cui è entrato in contatto, riportando simpatici aneddoti.

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

 

IN THE SHADOWS OF NO TOWERS (ALL’OMBRA DELLE TORRI)

(Stati Uniti/Germania 2002, in Die Zeit, © Art Spiegelman, memoriale, satira)

Art Spiegelman

 


Il fumettista Art Spiegelman racconta la sua traumatica esperienza nel corso dell’attacco al World Trade Center l’11 settembre del 2001: sua figlia si trovava a scuola proprio ai piedi delle Torri.

Oltre a fare vedere la variegata fauna di persone che assistettero al crollo, l’occasione serve anche a fare della satira politica utilizzando l’estetica delle tavole domenicali dei fumetti del primo ’900, tanto più che fu proprio quello il formato con cui In the Shadows of No Towers venne pubblicato inizialmente dal giornale tedesco Die Zeit.

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

 

LES PETITS RIENS DE LEWIS TRONDHEIM (INEZIE QUOTIDIANE)

(Francia 2006, © Trondheim, autobiografia, umorismo)

Lewis Trondheim [Laurent Chabosy]

 

Le vicende familiari e sociali del paranoico autore, che ovviamente fanno intravedere anche qualche  scorcio della sua professione di fumettista.

Nate sul blog dell’autore, le tavole dei “Petits Riens” sono state raccolte in una collana che conta finora otto volumi.

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

 

ALICE BRUM BRUM

(Italia 1977, © Lorenzo Mattotti, umorismo)

Fabrizio Ostani (T), Lorenzo Mattotti (D)

 

L’ingenua e modaiola Alice viene edotta dallo stralunato Astralo sul mondo del consumismo mentre su un altro piano della realtà i due amici Lucio e Sergio viaggiano on the road.

Nelle due tavole conclusive gli autori spiegano la genesi del lavoro, che in origine doveva chiamarsi La Realtà è strabica, e rivelano che i due protagonisti sono loro stessi trasfigurati.


domenica 19 dicembre 2021

Arciòn

Tra i vari volumetti della collana Finestrini questo è il meno riuscito, almeno tra quelli che ho letto io. Se non ne avessi prima letto la recensione su Fumo di China 312, che parla anche dell’autrice, probabilmente ci avrei capito ancora meno del poco che sono riuscito a cogliere.

Arciòn non è una vera e propria storia ma una raccolta di suggestioni, di personaggi, di scene di vita quotidiana, di discorsi iniziati e lasciati in sospeso. Non nego che alcuni possano anche essere interessanti, soprattutto quelli dell’immigrata Malgorzata e della madre cuoca distrutta dal lavoro, ma avrebbero meritato appunto di essere sviluppati compiutamente mentre così sono solo rapide pennellate di colore, a volte quasi delle macchiette. Non è nemmeno chiaro il rapporto dell’autrice con Riccione, la “Arciòn” del titolo: queste tavole potrebbero costituire la celebrazione della vitalità e dell’apertura della cittadina così come una critica alla sua urbanizzazione selvaggia (vedi pagina 13) o alla perdita di energie e di legami che impongono i ritmi di lavoro basati sulla frenetica stagione estiva.

I disegni non sarebbero nemmeno male, se consideriamo la probabile giovane età di Louseen Smith e la sua appartenenza alla scena indie, ma il tratto è veramente troppo spesso e pesante: i disegni sembrano ingrandimenti di pagine tratte da un formato più piccolo.

giovedì 16 dicembre 2021

Fumettisti d'invenzione! - 169

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

 

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

 

MY BATMAN (IL MIO BATMAN)

(Stati Uniti 2021, in Batman: The World, © DC Comics, supereroi, slice of life)

Kirill Kutuzov e Egor Prutov (T), Natalia Zaidova (D)

Nella Russia del secondo dopoguerra l’impatto di un regalo del nonno al nipote avrà un effetto a lungo termine, facendolo diventare un fumettista. Questa storia breve è anche un’occasione per mostrare l’evoluzione di Batman nei vari media nel corso dei decenni.

Pseudofumetti: tra le opere del protagonista “Mr. Brick” vengono citati i supereroi russi Perestroika, Glasnost e Uskoreniye.

 

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)


HOW TO BE A COMIC BOOK ARTIST! (COME DIVENTARE UN DISEGNATORE DI FUMETTI)

(Stati Uniti 1968, in Not Brand Echh, © Marvel Comics, umorismo)

Marie Severin

 

Breve storia in due pagine in cui un anonimo fumettista illustra come dovrebbe comportarsi un professionista del settore.

 

 

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

 

BLABBER MOUSE

(Stati Uniti 1948, in Comic Cavalcade, © DC Comics, umorismo)

Autore sconosciuto

 

Come dice il suo nome, assonante con “blabbermouth” (cioè chiacchierone), Blabber è un topo dalla parlantina troppo sciolta che gli altri sorci Freddie, Gordon e Jimmy non sopportano perché spiffera i loro piani al gatto Tomcat, spesso vittima insieme a lui delle ritorsioni dei tre.

Nel numero 50 di Comic Cavalcade Tomcat, rassegnato ai suoi insuccessi come gatto, proclama di diventare qualcosa di meno impegnativo, come un verme, un ippopotamo o… uno sceneggiatore di fumetti! Ma la serie ha presentato anche momenti ben più metanarrativi:

 

Senza titolo in Funny Stuff 53 (1950). Autore sconosciuto.

Freddie, Gordon e Jimmy lanciano letteralmente fuori dalla rivista, e quindi dalla sua serie, Blabber Mouse. A corto di idee, mettono un annuncio per cercare un nuovo protagonista che lo sostituisca, finendo per rimpiangere Blabber che in realtà non era uscito di scena.

Senza titolo in Comic Cavalcade 43 (1951). Autore sconosciuto.

Blabber Mouse protesta con il suo autore per le continue vessazioni che subisce nel mondo dei fumetti ed entra in quello reale, che gli farà ben presto rimpiangere le pagine dei comic book.

Curioso che l’autore della storia, che si autoritrae mentre parla con Blabber Mouse, non sia stato identificato.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

 

THE DAY OF THE RED DEATH! (IL GIORNO DELLA MORTE ROSSA!)

(Stati Uniti 1969, in Chamber of Darkness, © Marvel Comics, orrore)

Roy Thomas [Roy William Thomas Jr.] (T), Don [Donald L.] Heck (D)

 

Libera trasposizione del racconto di Edgar Allan Poe The Mask of the Red Death: a introdurre e trarre la morale della storia non è il solito presentatore Headstone P. Gravely ma Stan Lee in persona.