venerdì 30 aprile 2021

Incubi Incatenati

Raccolta di storie brevi originate dall’attività onirica di Francesca Paolucci, moglie di Enrico Teodorani che poi li ha elaborati come fumetti. Che la loro origine sia veramente questa o meno, è fondamentale leggere l’introduzione della stessa ispiratrice per capire certe sfumature date dal traumatico sviluppo del suo corpo prorompente a contatto con il rigidissimo ambiente religioso in cui fu istruita e con un universo maschile aggressivo e famelico.

Senza rivelare troppo, gli spunti attorno a cui si sviluppano le storie sono molto classici, né potrebbe essere diversamente vista la loro brevità, e si basano quasi tutti su un colpo di scena finale che gioca coi ruoli di vittima e carnefice. Tra gli altri spicca Francescthulhu, cross-over della Paolucci nientemeno che con il grande Cthulhu! Quest’ultimo episodio è superiore agli altri anche perché le tavole sono state realizzate a mezzatinta e l’effetto non è male.

Graficamente Bruno Farinelli, già intravisto su Talutah, ha un segno piuttosto grezzo e pesante, e si prende qualche scorciatoia anatomica. Può essere una cosa voluta per ricordare i pornetti anni ’70 e ’80 (molti dei quali, come si può vedere qui, spesso erano disegnati peggio).

Verrebbe da consigliare Incubi Incatenati ai fan di Teodorani, ma con l’avvertenza che in queste storie mancano i suoi tocchi di humour nero e la follia weird di Djustine.

giovedì 29 aprile 2021

Love - Il Cane

Quinto volume della serie, stavolta ambientato in Australia. Un mastino rimane “orfano” del suo padrone durante una battuta di caccia e intraprende quindi una lunga traversata dell’outback per ritornare a casa. Come al solito il tragitto del protagonista è anche un pretesto per mostrare con dovizia di particolari la ricchezza faunistica degli habitat attraversati e così, mentre il cane è seguito da una muta di dingo, compaiono gufi, serpenti, canguri, emù, koala, vombati, ornitorinchi, parrocchetti, ecc.

Federico Bertolucci è sempre bravissimo a rendere espressivi e dinamici i suoi animali, ma in questo volume si è concesso qualche deriva un po’ più caricaturale. Questo fumetto esce d’altra parte dopo la breve saga di Brindille e si vede anche dall’uso che il disegnatore fa del computer, un po’ più invasivo che in precedenza (in particolare le nuvole e le “raffiche” di fiori danno un’impressione artificiale).

In compenso a livello di storia siamo probabilmente di fronte al volume migliore della serie, con delle sequenze molto appassionanti e soprattutto una costruzione ben architettata della trama per cui episodi apparentemente satellitari del viaggio del cane alla fine formeranno un unico quadro coerente – assai paraculi, gli ornitorinchi.

L’edizione saldaPress è più piccola dei volumi pubblicati a suo tempo da Edizioni BD, ma non si nota molto. Di sicuro si nota invece l’aumento del prezzo: 19,90 euro contro i 14 de I Dinosauri. D’altra parte sono passati cinque anni dall’uscita dell’ultimo volume del precedente editore. Come al solito, in appendice c’è un’ampia sezione di studi, prove, sketch, ecc. senza i quali non avrei capito che quel piccolo marsupiale era un vombato e che i canidi che inseguono il protagonista sono dingo.

sabato 24 aprile 2021

Sandman Library 13: Cacciatori di Sogni

Siamo dalle parti delle versioni a fumetti di Coraline e di American Gods: P. Craig Russell (che da una rapida ricerca scopro chiamarsi Philip e non Paul come l’ho sempre chiamato io) traduce le versioni originali in prosa con eccessiva fedeltà lasciando moltissimo testo scritto. E sì che inizialmente Cacciatori di Sogni prometteva di essere più “fumettistico” visto che era molto dialogato.

La storia, dilatata all’inverosimile, è ambientata in Giappone e narra dall’amore tra una volpe e un monaco dopo un’introduzione che sembrava orientata verso l’umorismo. Un maggiorente divinatore di Kyoto apprende che per levarsi il senso di paura che lo attanaglia dovrà uccidere il monaco, da lontano e senza violenza. E qui ovviamente entrano in scena i sogni e il Morfeo giapponese, e la storia diventa un racconto di vendetta, dilatato all’inverosimile. Neil Gaiman si dimostra un buon conoscitore dei riti, della religione e del folklore nipponico – o è stato bravo a inventarsi di sana pianta tutti i riferimenti.

Dello sceneggiatore/scrittore c’è un po’ della sua ironia e l’efficacia nel ritrarre Sandman come un grandissimo stronzo ma è evidente che l’opera è stata pensata per un altro medium. Non conosco il romanzo illustrato che è servito da base, ma la versione a fumetti è verbosa e ridondante, con i disegni che si limitano quasi sempre a illustrare un testo pienamente comprensibile anche senza di loro. Peccato, perché P. Craig Russell (che d’ora in avanti indicherò così nelle Etichette) è un signor disegnatore ma avrebbe dovuto “addomesticare” meglio la versione scritta.

mercoledì 21 aprile 2021

domenica 18 aprile 2021

Planeta nostalgia

 ...pensare che fino a pochi anni fa uscivano volumi come questi:

E questi erano i prezzi:


giovedì 15 aprile 2021

Fantastici Quattro: Antitesi

Storiella esilissima che gioca la carta della nostalgia situandosi in un’epoca in cui l’ultimogenita Valeria era nata da poco e riesumando il vecchio leone Neal Adams ai disegni.

Si aprono vari squarci dalla Zona Negativa: è l’antipasto di una avventura in cui i Fantastici Quattro dovranno aiutare Galactus contro la sua controparte (appunto Antitesi) che invece di succhiare la vita dai mondi che visita li riempie di energia negativa (o una roba del genere) con risultati non meno catastrofici. Reed Richards è preoccupato perché la sua mente sta un po’ scantinando e questo porta a un colpo di scena finale che scuote un pochino la trama. A tal proposito, scopro con questa miniserie che Galactus ha una controparte umana a cui è possibile farlo regredire, tal Galan che è evidentemente un omaggio a un ex Presidente della Regione Veneto.

Mark Waid fa quello che può con personaggi granitici e immutabili, costretto oltretutto a lavorare nella dimensione della ventina di tavole per numero che devono concludersi con un cliffhanger e che devono ospitare abbondanti splash page per sfruttare il nome del disegnatore.

Dal canto suo, Neal Adams non delude pur se disegna la Cosa con tratti scimmieschi. Non lo conosco poi così bene ma penso che non sia proprio al top della sua forma, e neanche l’inchiostratore Mark Farmer può mettere più di tanto una pezza se qualche occhio si trova posizionato in maniera un po’ eclettica su un viso. Ma nel complesso il suo lavoro è decisamente buono.

lunedì 12 aprile 2021

Alesteir & Adolf

Storia non molto originale ma ben condotta che racconta della guerra segreta tra “maghi” che si combatté a fianco di quella ben reale della Seconda Guerra Mondiale. La vicenda inizia nel 1995 quando un giovane grafico o webmaster o quello che è assiste a un fenomeno curioso: un logo non vuole saperne di rimanere fermo dov’è e si sposta autonomamente sul monitor. Nonostante la scadenza per la consegna del lavoro sia vicinissima, vuole risolvere il mistero e si rivolge a un bizzarro archivista che lo rimanda al fondatore della ditta a cui appartiene quel logo, in fin di vita e ancora più bizzarro, il signor Roberts, che gli rivela una storia incredibile.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il generale Patton, ossessionato dalla simbologia della spada, organizza insieme a Ian Fleming, creatore di 007, il reclutamento di Aleister Crowley in modo di far fronte ai crescenti deliri esoterici di Adolf Hitler. Che le loro teorie mistiche abbiano o no dei fondamenti, Crowley potrà comunque fornire al Führer dei dati astrologici sbagliati con cui condizionarne i movimenti in favore degli Alleati. Roberts viene appunto incaricato di infiltrarsi nella loggia di Crowley spacciandosi per un semplice fotografo (ruolo che effettivamente ricopre nell’esercito) mentre una volta che avrà subito l’iniziazione lo spingerà a lavorare a sua insaputa per l’esercito britannico. Non è un caso se è stato scelto proprio lui: benché dichiari di non credere a nessuna di quelle sciocchezze, è cresciuto in una famiglia dallo spiccato misticismo (o forse solo molto superstiziosa) che proprio per questo lo ha portato a “non credere” più dopo le tragiche scelte di sua madre. Ma una volta coinvolto nella vicenda e affascinato dall’assistente di Crowley (stavo per scrivere “bella assistente di Crowley”, ma con Avon Oeming ai disegni come si fa a dirlo?) si fa prendere la mano e anche lui, contro il parere di Crowley, si concentra sulla sottrazione della Lancia Sacra a Hitler, che per il mago è solo un falso privo di valore.

La sceneggiatura di Rushkoff spiega la creazione dei “sigilli” a cui la fede degli uomini dona potere: da una parte la svastica di Hitler basata sulla morte, dall’altra il “V for Victory” che sarebbe stata ideata da Crowley e che si oppone al Thanatos della svastica con l’Eros della simbologia che sottende (ma oltre alla vagina rimanda anche alla tradizione degli arcieri inglesi, sulla cui nascita fornisce una versione differente rispetto a quella data da Warren Ellis in Crecy). C’è anche spazio per un altro simbolo, il pollice alzato, che Crowley vorrebbe potenziare come sigillo, suggestione che verrà sviluppata in maniera più ragionata e intelligente nell’Apocalisse di Castelli e Roi.

La vicenda si sviluppa poi ben oltre la fine della guerra, rivelando cosa successe realmente nel corso dell’iniziazione di Roberts (niente che non fosse già evidente) e parlando di un omicidio alla cui base c’è la creazione della Viceroy e del suo logo birichino, chiudendo così il cerchio. Effettivamente la conclusione non è delle più entusiasmanti, dopo una storia che nonostante il misticismo soffuso si è fatta leggere con piacere e a maggior ragione dopo un inizio molto promettente. Ma comunque il testo è piacevole, anche perché in fondo è anche un racconto spionistico con colpi di scena e cambi di campo.

Per quel che riguarda i disegni, invece, la scelta di Avon Oeming è stata pessima. I suoi pupazzetti storti rendono ridicole anche le parti più drammatiche ma chissà, forse è stato scelto proprio per smussare certi angoli e non rendere troppo disturbanti certe immagini. In Aleister & Adolf ci sono infatti incredibilmente parecchi nudi (oltre a più rare testimonianze di “esperimenti” nazisti), ma resi come fa Avon Oeming sono ridicoli, pupazzettistici.

venerdì 9 aprile 2021

Sandman Ouverture

Neil Gaiman riprende in maniera iperbolica il personaggio che gli ha dato la fama. L’universo sta finendo e Sandman (due delle sue molteplici incarnazioni, presto ridotte a una sola) prova a fermare il processo chiedendo consiglio alle alte sfere. Ma né le stelle, né suo padre Tempo e né sua madre Notte vogliono intervenire. Quindi in qualche maniera dovrà trovare un sistema per bloccare la metastasi che sta portando una stella impazzita a diffondere un virus di malvagità in tutti i mondi, anche se all’inizio avrà almeno l’aiuto del suo se stesso felino e di una ragazzina sopravvissuta al disastro che sta coinvolgendo l’universo.

Essendo un fumetto celebrativo vengono riproposti, approfondendoli o rileggendoli, molti dei personaggi e delle situazioni della saga originale. Non avendola letta tutta né essendone un grande appassionato mi sono sicuramente perso qualcosa. Hettie la pazza me la ricordavo, ma credo che molte altre sfumature mi siano precluse. Nulla di drammatico, comunque, anche se il finale che si ricollega all’inizio della saga necessita di ricordarsela almeno un po’: ma d’altra parte la forza iconica del Sandman anni ’80 con quel suo casco assurdo è difficile da dimenticare.

Gli albi originali sono strutturati quasi interamente con doppie (e addirittura quadruple) tavole, che non rendono la lettura agevole in volume. Fortunatamente la lettura si svolge quasi sempre come di consueto: prima si legge la tavola a sinistra e poi quella di destra. Al di là dei voli pindarici di Gaiman, Sandman Ouverture è godibile per la grandeur degli eventi che ha imbastito e anche per la soffusa ironia che fa affiorare qua e là.

Ma il grande punto di forza del fumetto sono gli splendidi disegni di J. H. Williams III: in grado di padroneggiare molteplici stili, sfodera anche delle tavole che potrebbero essere state disegnate da Jean Giraud (come succedeva all’inizio dei Seven Soldiers di Morrison, d’altra parte). E l’obbligo di lavorare su tavole doppie non ne castra la creatività ma anzi la stimola a trovare sempre soluzioni nuove e originali – per quanto ovviamente dettate soprattutto da quanto scritto da Gaiman. Certo, non è molto bravo a disegnare i gatti ma magari è una scelta stilistica ragionata, anche se dai miei ricordi dell’episodio (o era un intero ciclo?) del Sogno dei Mille Gatti mi pare che lo stile con cui erano raffigurati era molto realistico.

Un fumetto per gli appassionati di Sandman ma non solo.

domenica 4 aprile 2021

Il gioco di ruolo di Jeremiah che non è Jeremiah.

Eh, già: fanno giochi di ruolo a partire da qualsiasi cosa. Anche da Jeremiah, per dire, ma non dalla serie a fumetti bensì dal serial televisivo che ne fu tratto! Ero in dubbio se si trattasse proprio di quello, ma la descrizione non lascia adito a dubbi. Del creatore Hermann non viene fatta menzione, mentre viene sottolineato il ruolo di J. Michael Straczynski che ne ha curato la versione televisiva ed è ben noto negli Stati Uniti...

giovedì 1 aprile 2021