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giovedì 10 novembre 2022

Il Morto 54: 4 Mani

Bell’episodio che ha il pregio di essere uno one-shot pur se si riallaccia ad altri elementi della saga.

Ancora di stanza dai parenti ritrovati (cioè, credo… chi se lo ricorda), Peg si trova coinvolto in un caso che riguarda la bella veterinaria cui si sono rivolti gli Stella per un caso di afta bovina: è in possesso di file compromettenti che testimoniano crudeli esperimenti effettuati su animali da parte di una multinazionale. Due brutti ceffi un po’ imbranati provano a recuperarla, ma tra piranha ed Andy, lo scimpanzé affezionatissimo alla veterinaria, rimedieranno solamente brutte figure. E chiaramente se ci si mette di mezzo anche il Morto, che sfrutta una conoscenza che aveva maturato addirittura nel numero 9 (il primo che ho letto), la vicenda troverà la sua giusta conclusione.

Un episodio gradevole e frizzante, anche se ho trovato le parti più divertenti quelle relative ai due malviventi, che forse Ruvo Giovacca non aveva previsto dovessero esserlo. Buon lavoro ai disegni di Vasco Gioachini, ma perché disegna il contorno dell’ombra intorno ai nasi? Il Morto non è mica un manga!

In appendice la storia breve Ancora un po’ di luce a firma Daniele Biglia e Santo Sersale. Non sono riuscito a cogliere il senso del testo, i disegni sono un po’ dilettanteschi.

lunedì 1 febbraio 2021

Il Morto 46: Il dente avvelenato

La newsletter della Menhir mi ha informato dell’uscita di questo numero proprio il giorno prima di tornare in zona arancione, e io Il Morto lo trovo solo nell’edicola di un altro comune… ma alla fine eccolo qua.

Il dente avvelenato comincia in medias res ricollegandosi al finale dello scorso numero. Purtroppo, e ho già avuto modo di lamentarmene varie volte, questa struttura molto serrata che caratterizza gli episodi più recenti della serie penalizza molto la fruizione del fumetto. Con tutti i mesi che trascorrono dall’uscita di un numero all’altro come può il lettore ricordarsi tutti i particolari, anche i più rilevanti, che sono stati introdotti?

La killer (o quello che è) che ha avuto a che fare con Peg sin dai primissimi numeri è ferita e viene raccolta e aiutata da un bamboccione che cede volentieri alle sue grazie. In casa del tizio ha modo di pianificare con calma la sua vendetta contro il Morto coinvolgendo il resto dell’organizzazione criminale di cui fa parte. Nel frattempo gli inquirenti che hanno incrociato il protagonista sin dall’esordio della serie stanno per smascherarlo, ma finiranno invece per scoprire (in maniera un po’ fortuita) l’esistenza della società segreta paramilitare a cui afferiscono il Re e il Fante di Spade. Riescono quasi a catturare uno dei membri più in vista, oggi senatore, se non fosse che la provvidenziale tisana avvelenata che gli serve la moglie lo mette a tacere per sempre. Si apre quindi un nuovo fronte d’indagine e nuovi orizzonti per Peg (che qui saluta la sua ultima fiamma), che si svilupperanno con la consueta lentezza…

Questo episodio non è certo male, con una storia tutta azione e colpi di scena e qualche punta umoristica come da migliore tradizione. Come bonus ci si può divertire a cogliere le varie citazioni: un murale ci ricorda tre morti eccellenti del 2020 (almeno credo, io ho riconosciuto solo Proietti e Maradona) e la segnaletica di pagina 29 omaggia Gino Gavioli e, immagino, un altro fumettista che la qualità di stampa e la prospettiva forzata hanno reso illeggibile. Però il fatto di trovarsi di fronte a un episodio di raccordo toglie decisamente gusto alla lettura. Anche il Morto non compare mai in quanto tale, quasi a dichiarare che questo è un episodio minore pubblicato perché era quasi obbligatorio farlo, tanto per sciogliere qualche nodo e introdurre nuovi elementi che saranno sviluppati con la solita calma tra qualche mese.

Ai disegni Piero Conforti fa il solito ottimo lavoro, ma l’inchiostrazione della new entry Vasco Gioachini non mi è sembrata la più adatta. Il suo tratto morbido e poco modulato secondo me è più indicato per un fumetto umoristico. Ha di certo una sua eleganza liberty, vedi in particolare la scena nel portabagagli alle pagine 88-89, ma non c’azzecca molto con questo “nero” ruspante e violento.

In appendice la storia breve Sottosopra di Daniele Biglia e Guglielmo Castelli: soggetto e disegni sono dignitosi senza essere eccezionali, nel complesso si fa leggere con piacere.

martedì 26 novembre 2019

Il Morto 40: La Mente... sconnessa

Credo sia la prima volta che trovo un numero de Il Morto il mese ufficiale d’uscita. Questo quarantesimo episodio si ricollega addirittura al primo numero. Peg giunge nella clinica dove è rinchiuso Piergiorgio Stella, cioè il soldato che gli ha fornito l’identità e che adesso è vittima di allucinazioni – e di certo la “terapia” a cui è sottoposto non lo aiuta a rinsavire. La struttura è infatti praticamente una prigione, e Stella viene sorvegliato meglio degli altri ricoverati a causa degli interessi dei poteri forti che tramano nell’ombra.
Grazie ai contatti che si è fatto nel numero scorso Peg riesce comunque a salvare il vecchio soldato e ad allontanarlo dai suoi carcerieri. Quindi il mistero sulla sua vera identità non viene ancora chiarito. Decisamente ben congegnato il piano con cui Peg riesce a fregare i suoi avversari.
La storia è piacevole e si legge con piacere, anche grazie al senso di continuità con il resto della saga. Purtroppo Giovacca infila anche un riferimento a una delle avventure “promo” de Il Morto, che dalla pubblicità nelle ultime pagine intuisco essere one-shot di 24 pagine a tiratura limitata che contano ben 14 uscite e che evidentemente sono in continuity… e che non so come procurarmi. Peccato che la Menhir non vada a Lucca.
Ottimi i disegni di Piero Conforti inchiostrato da Christian Urgese.
In appendice c’è la storia breve Al di là dell’umano. Il soggetto di Daniele Biglia è interessante ma avrebbe meritato di essere sviluppato in più pagine (così com’è non è particolarmente incisivo e non si capisce nemmeno molto bene cosa succede), molto buoni i disegni di Michele De Sanctis.

martedì 1 maggio 2018

Il Morto 32: Un amico per caso

Episodio molto vivace e frenetico, quello offerto dal trentaduesimo numero de Il Morto. Forse anche troppo.
Dopo un suggestivo inizio onirico, Peg comincia a battere Ferrara alla ricerca della famiglia Stella di cui faceva parte, ma essendocene ben 80 in zona non sarà un lavoro veloce. Nel frattempo in una agenzia immobiliare locale arriva un nuovo impiegato che i due truffaldini gestori dell’agenzia riconoscono quasi subito come un ispettore inviato a indagare sui loro furti ai danni della sede centrale.
Il Vella, questo il nome dello “spione”, subisce un tentativo di omicidio da parte dei due loschi immobiliaristi, mentre Peg viene a sua volta ferito gravemente dal killer che lo insegue. Finiscono quindi nella stessa camera d’ospedale (da qui il titolo Un amico per caso), dove i rispettivi attentatori tenteranno varie volte inutilmente di ucciderli. Non so se l’intento di Giovacca fosse quello di dare un tono leggero ai periodici assalti notturni, talvolta eseguiti con modalità veramente creative, ma in più di un’occasione mi è sembrato che l’azione virasse verso la commedia.
La storia, come dicevo, ha un ritmo sostenuto e gli avvenimenti si susseguono molto rapidamente, così come sfilano i molti personaggi sulla scena, in un turbinio che richiede una certa attenzione per non perdere il filo. Lo stesso sceneggiatore sembra essersi perso per strada visto che all’inizio Peg cerca un posto dove dormire lontano dalle Muse Aliene ma una volta trovato si sveglia a pagina 35 ancora nel letto della sua bella amica hacker.
Un amico per caso è comunque una storia gradevole, in cui Giovacca non perde occasione per inserire i suoi contrappunti ironici e per offrirci uno spaccato vitalistico e tutto sommato attendibile dell’Italia provinciale contemporanea.
Il pezzo forte di questo episodio sono però i disegni di Piero Conforti, inchiostrato da Ivano Codina: oltre ad essere anatomicamente perfetti, i suoi personaggi sono anche molto espressivi e dinamici. L’ispirazione a Garcia Seijas che ho vagamente colto a pagina 72 trova conferma nella storia breve in appendice: La Chitarra a Corde Umane (scritta nientemeno che da Daniele Biglia, che ha adattato un racconto di Antonio Ghislanzoni) mostra tutta la devozione di Conforti verso il Maestro. Peccato che la qualità di stampa sia scadente, nonostante certi dettagli che fanno intuire l’uso della computer grafica lascino intendere che questo fumetto sia recente – il testo comunque non è né originale né avvincente.
Òvekj òav avòkdjv asdg vsòjdg bae vaòlej aàbdg òaklegj àbag

domenica 11 febbraio 2018

Il Morto 31: Memoria Criptata

Continua serratissima la trama iniziata due numeri fa. Proprio riprendendo dalla fine del numero 29, un turista rinviene in Egitto la pen drive perduta e, credendo che contenga chissà quali filmati porno (!), la porta da uno specialista per accedere ai file criptati.
Peg dal canto suo è costretto dalla compagna a fare armi e bagagli dopo gli eventi del numero scorso, messo di fronte a un ultimatum con le parole «Preferisco una vita monotona e noiosa ad una pericolosa!». Nel mentre il loschissimo Aurelio Gardo viene messo al corrente che Zaxan è ancora vivo e, per quanto incredulo, decide di correre ai ripari affidandosi a un killer dalla professionalità encomiabile.
Memoria Criptata è un episodio molto articolato che segue varie trame: i segreti contenuti nei file criptati (progetti militari, altro che porno amatoriale russo) attirano l’attenzione di più organizzazioni, il killer assoldato da Gardo ha il suo bel daffare ma alla fine dimostrerà quanto sia effettivamente professionale (forse in un omaggio a Il Buono, il Brutto, il Cattivo?) e Peg deve a sua volta farsi decrittare i file che ha nella pen drive recuperata lo scorso numero. Ovviamente questi tre filoni finiranno per intrecciarsi fino a costruire un unico mosaico complesso e coerente, in cui farà un gradito ritorno un personaggio dei primi numeri, sullo sfondo della comune di artisti “Le Muse Aliene”. Anche il redivivo Zaxan farà un’apparizione alla fine, sfoggiando però un volto diverso da quello di Moggi! Forse il team della Menhir avrà preferito evitare di incorrere in noie legali ma io purtroppo non ho letto il numero 12 e quindi non so che fine avesse fatto quel personaggio: forse si sarà sottoposto a una plastica facciale.
Nonostante la complessità nel seguire le varie vicende parallele, la storia si legge con piacere e i molti personaggi che intervengono sono tutti molto ben caratterizzati, anche fisicamente. Non mancano riferimenti all’attualità sociale, e proprio a tal proposito ho riscontrato l’unico passaggio poco riuscito: il collegamento grafico dalla tavola di pagina 39 a quella di pagina 40 non “funziona” molto bene (prima il killer-mendicante è ancora coperto dai giornali, poi lo vediamo comodamente seduto sulla panchina). Forse la cosa è dovuta al tipo di lavorazione dello Studio Telloli, per cui lo stesso disegno di base può servire da elemento di più vignette.
Graficamente Piero Conforti, inchiostrato da Ivano Codina, è diventato ancora più bravo e in questo episodio è molto più espressivo e dinamico del solito. Non male la carrellata di “donnine” in cui si profonde all’inizio.
Purtroppo la periodicità rarefatta con cui esce Il Morto non permette di stare “sul pezzo” quanto una storia così serrata meriterebbe, ma a leggere l’anticipazione del prossimo numero sembra che la trama prenderà un’altra piega. Vedremo.
In appendice c’è una storia breve dell’ormai classico H. W. Grungle, scritta da Daniele Biglia e disegnata più che dignitosamente da Gioele Vimercati.

domenica 17 settembre 2017

Il Morto 29: La Metà Oscura

Visto il ritardo clamoroso rispetto al numero precedente, datato ufficialmente maggio 2017, mi ero ormai rassegnato ad avere un altro buco nella mia collezione de Il Morto, e invece ecco che finalmente è uscito anche il numero 29!
Un dito in più
Peg si trova coinvolto dalla sua nuova fiamma a vestire i panni della guida turistica in Egitto, dove si incrociano le vicende di un professore arrapato, di un ricettatore di reperti, di una coppia di spie (già vista qui?) e di un padre apprensivo al seguito delle due figlie.
Ovviamente la gitarella non sarà affatto tranquilla e il gruppo verrà assalito da predoni che rapiranno le donne. Peg, stavolta senza ricorrere all’aiuto del Morto, risolverà la situazione insieme al padre apprensivo, che si rivelerà assai meno remissivo di quanto visto all’inizio dell’episodio. Guarda caso, il capo dei predoni altri non è che l’ultimo vecchio commilitone che Peg stava cercando. Non tutti i nodi vengono sciolti, e infatti La Metà Oscura è la prima parte di una storia che continuerà sul numero 30 (sperando che non ci metta troppo a uscire).
I testi sono avvincenti e, pur essendo orientati nettamente all’avventura più che alla satira sociale, sono una piacevole lettura. L’episodio è scritto a due mani da Giovacca e Luca Telloli e anche le tavole sono state realizzate in tandem da Marco Boselli e Piero Conforti, inchiostrati da Ivano Codina. Mi sembra che graficamente questo sia uno dei volumi migliori: gli sfondi sono molto curati e nonostante una certa rigidità delle posture ci sono anche delle vignette molto dinamiche e dei volti molto espressivi.
Un altro dito in più
In appendice una storia breve di H. W. Grungle: Farfalle al Caffè, scritta da Daniele Biglia e disegnata da Luca Cacciolato. L’idea di partenza è molto simpatica e anche i disegni non sono male pur se Cacciolato presenta diverse ingenuità anatomiche.