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sabato 15 febbraio 2020

Historica Biografie 34: Stalin

Un flashforward ambientato nel 1934 anticipa la storia, che prende le mosse nel 1922 mostrandoci il protagonista mentre “accudisce” da par suo Lenin cercando contemporaneamente di sveltirne il trapasso e di farsi legittimare come suo successore. Ma i propositi di Stalin sembrano essere disperati: in una lettera che viene letta agli alti papaveri del Comitato Centrale, tra cui lo stesso Stalin, Lenin chiede esplicitamente la sua destituzione. Alla morte di Lenin inizia quindi il piano mefistofelico di Stalin per accentrare su di sé tutto il potere: un progetto che sembra destinato al fallimento sia per l’ostilità conclamata degli altri dirigenti sia per l’oggettiva rozzezza di Stalin, paranoico e privo della cultura dei suoi rivali. Vincent Delmas sviluppa quindi la sceneggiatura come un thriller, e benché l’esito sia conosciuto riesce a creare la giusta tensione nel lettore, addentrandosi nei vari rivoli della vicenda portante. Purtroppo però il volume si conclude con il consolidamento definitivo di Stalin (più una “coda” di mezza pagina ambientata nel 1940 che svela il destino di Trockij) e copre quindi solo metà della sua vita politica. Credo sia l’unico volume di Historica Biografie che non si conclude con la morte, o comunque con le ultime gesta, del protagonista. Anche se il fumetto è stato pensato per essere concluso così (come da splash page finale) sono rimasto un po’ interdetto, anche perché della vita di Iosif Vissiaronovic Dzhugashvili si sarebbe potuto parlare anche di quanto successo prima del 1922.
I disegni di Fernando Proietti, su storyboard di Christophe Regnault, sono sicuramente validi ma li ho trovati poco adatti a questo fumetto: il suo stile è espressionista, un po’ Milazzo e un po’ Zaffino, e un maggiore realismo avrebbe reso meglio l’atmosfera di Stalin, tanto più che essendo ambientato in Russia e ponendo anche l’accento sulla propaganda un po’ di monumentalismo non sarebbe stato male. Sicuramente è lodevole come Proietti riesca a far trasparire le emozioni dei personaggi con le pieghe delle loro bocche, il gioco degli sguardi e la tensione dei pugni chiusi, ma in fondo gli stessi effetti si sarebbero avuti anche con uno stile più realistico e dettagliato. I colori sono dell’Arancia Studio, habitué di questa collana.
L’apparato storiografico è firmato da Nicolas Werth e integra bene la lettura del fumetto, precisando ad esempio che Lenin venne colpito da un ictus (io non l’avevo capito) e spiegando come certe parti siano frutto di una scelta operata tra varie congetture avanzate dagli storici. Il “making of” invece è molto povero e non spiega nulla delle scelte stilistiche degli autori.

sabato 12 gennaio 2019

Historica Biografie 21: Churchill (seconda parte)

È meglio del primo, questo secondo e conclusivo volume sulla vita di Winston Churchill. Non che ci volesse molto, comunque.
Siamo arrivati allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e in 46 pagine bisogna affastellare gli eventi più rilevanti e gli incontri che decideranno l’assetto del mondo dopo la guerra, il tutto dal punto di vista del protagonista. Il risultato è simile a un film mandato avanti velocemente con l’avanzamento rapido del videoregistratore, e non è una brutta impressione. Quello che affascina di più è però il caratterino del protagonista, un uomo deciso, risoluto e talvolta geniale ma anche umorale, prevaricatore e un po’ opportunista. Paperino o Braccio di Ferro con parecchi chili in più, insomma. La scelta di Delmas di concentrarsi sull’aspetto umano di Churchill porta inevitabilmente allo sciorinamento di alcuni aneddoti già ben conosciuti, ma fa parte del gioco (come ricordato nell’appendice, Churchill fu anche un abile costruttore della sua immagine) e aggiunge un po’ di pepe al fumetto.
I disegni, però, rimangono di qualità molto bassa e francamente non mi so spiegare perché, visto che le tavole sono state pensate e realizzate in team da due disegnatori: Regnault al layout e Cammardella alla realizzazione finale. Le anatomie improvvisate, le figure storte, le derive grottesche e gli sfondi piuttosto poveri potrebbero andare bene per un altro tipo di fumetto, non per una BéDé storica. Anche la colorista Alessia Nocera ha avuto qualche problema a raccapezzarsi tra queste vignette e ogni tanto ha interpretato come cicatrici quelle che invece erano le indicazioni di Cammardella per le ombre portate.
Un ruolo molto importante riveste in questo volume la parte redazionale curata da François Kersaudy che contribuisce a dare un’immagine veramente a tutto tondo di Churchill, con cui peraltro sembra condividere il terrore per il pericolo rosso. Per l’occasione anche il “making of” finale è più che altro un’appendice dell’appendice e approfondisce ancora di più la figura del protagonista, spiegando perché non lo si è mostrato mentre dipingeva o senza animali attorno, entrambe sue grandi passioni.

venerdì 23 novembre 2018

Historica Biografie 19: Filippo il Bello

Non era la mia edicola di fiducia a esserselo fatto scappare ma a quanto riportato da Zona BéDé era un ritardo preventivato e il volume era programmato per questa settimana. In ogni caso, questo Filippo il Bello è piuttosto insipido.
Dopo un inizio abbastanza promettente, cioè un flashforward con l’esecuzione di Enguerrand de Marigny, consigliere di Filippo, Mathieu Gabella procede a singhiozzo con frammenti della storia del protagonista distanti anche quasi dieci anni l’uno dall’altro, con personaggi che a volte usano dialoghi moderni (scelta spiegata nel “making of” in appendice) e si piegano alla necessità di spiegare la situazione contingente al lettore. Non mancano le didascalie, alcune piuttosto consistenti. Quello che ne viene fuori è un lungo elenco di lotte politiche e di battaglie, principalmente contro il Papato, e i personaggi rimangono bidimensionali. Può darsi che il fascino di questo volume in origine risiedesse in quello del protagonista stesso, probabilmente molto amato in Francia tanto da non necessitare di troppi approfondimenti su alcuni degli avvenimenti qui riportati. Credo però che per sviluppare compiutamente la storia di Filippo il Bello sarebbero serviti almeno due volumi. Qui vengono affrontati molti argomenti: lo sviluppo della borghesia, il ricorso del Diritto nel governo, le schermaglie tra potere temporale e secolare, l’embrione di uno “Stato monarchico” francese, i complessi rapporti diplomatici tra potenze europee… probabilmente sarebbe stato meglio concentrarsi solo su uno per imbastirci sopra un volume che lo analizzasse in profondità.
I disegni di Christophe Regnault sono piuttosto grezzi anche se è innegabile e lodevole l’impegno che ha messo in queste tavole, strapiene di dettagli e comparse. Le sue architetture e i suoi interni sono veramente ottimi, anche se nelle scene di massa si notano comunque le sue anatomie sghembe. Non viene indicato l’autore dei colori, che quindi immagino sia lo stesso Regnault.
L’approfondimento storico è affidato a Étienne Anheim e Valérie Theis, e stavolta non aggiunge molto a quanto letto nel fumetto, pur se è interessante la distanza presa dalla storiografia di fine ’800. Il “making of” d’altra parte occupa ben tre pagine e quindi lo spazio riservato agli Storici è un po’ più limitato del solito. Le giustificazioni finali degli autori sulla rappresentazioni degli edifici e di altri elementi come le armature (impossibili da ricostruire con precisione per assenza di documentazione) mi sembrano indirizzate più agli appassionati di storia che di fumetto, avendo questi ultimi del materiale più che soddisfacente, pur con i limiti che ho elencato sopra, per apprezzare almeno graficamente il volume.

venerdì 15 giugno 2018

Historica Biografie 14: Churchill (prima parte)

Piuttosto deludente questo nuovo numero di Historica Biografie. La vita del protagonista è stata densissima e inevitabilmente gli eventi si accavallano limitandosi quasi solo a essere citati senza venire messi in scena, ingolfati dalla misura standard di un albo franco-belga. I tentativi di Vincent Delmas di vivacizzare un po’ la narrazione con qualche iniezione di ironia non vanno a buon frutto, e comunque sono troppo isolati e sporadici per essere incisivi.
La parte peggiore di Churchill è però quella grafica: da quanto si evince dal frontespizio, Christophe Regnault ha impostato gli storyboard che sono stati poi materialmente trasformati in tavole finite da Alessio Cammardella. Forse Cammardella è molto giovane e deve ancora maturare; forse ha dovuto disegnare il volume in tempi strettissimi; forse l’editore gli ha imposto uno stile preciso, ma sta di fatto che i suoi disegni vagamente deformed non sono affatto adatti per un fumetto di genere storico, tanto più che in alcune vignette sembra che abbia tirato via in tutta fretta – o sia stato costretto a farlo dalle scadenze di consegna. E in quelle più curate mi ha ricordato (orrore) certe derive della prima Image. Alcune scene funzionano a meraviglia, principalmente quelle ambientate in parlamento quando i suoi stessi compagni di partito ascoltano esterrefatti le uscite di Churchill, ma nel complesso il risultato non è buono, tanto più che la stampa è molto zoppicante e che i colori di Alessia Nocera, per quanto dignitosi, sono scolastici e privi di fantasia.
La storia di Winston Churchill è comunque molto interessante: spirito irrequieto e ambizioso, riuscì a ritagliarsi uno spazio sulla scena politica inglese grazie alle conoscenze eccellenti della sua famiglia e a una faccia tosta a prova di bomba, che gli fece cambiare schieramento varie volte riuscendo a mantenere comunque una grande credibilità (Dardanelli permettendo). Impossibile non apprezzarne l’ironia che non risparmiava nemmeno a se stesso. Mai come in questo caso è fondamentale la lettura dell’appendice storica, curata da François Kersaudy, per integrare la parte a fumetti di ulteriori aneddoti e apprezzare meglio la figura del protagonista: Delmas non fa cenno ad esempio alla balbuzie e ai difetti di pronuncia di Churchill.
Questa prima parte di Churchill segue il protagonista dall’infanzia fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dando conto sia delle sua gesta eroiche che della sfacciataggine che la condizione di privilegiato gli permetteva di adottare. Secondo me sarebbe stato più indicato presentare entrambi i volumi di cui si comporrà l’opera sulla collana madre Historica. Historica Biografie finora ha presentato solo volumi singoli, e per soli quattro euro in più avremmo avuto tutta la storia. Così invece toccherà spenderne altri 8,99 sperando in un improbabile salto qualitativo.