Dopo aver messo online il pezzo sulla collaborazione di Montorio e Bonadimani con la Black-Out per I Signori del Caos mi è tornato in mente un dettaglio in merito a un altro gioco di ruolo.
In effetti ricordavo correttamente: le illustrazioni del manuale base e di un paio di avventure di Uno Sguardo nel Buio erano state affidate nientemeno che a Bryan Talbot. Ignoro se si trattò di una prerogativa italiana (all'apice del successo la E. Elle commissionò cover originali persino a Peter Andrew Jones e a John Howe!), sta di fatto che il risultato era veramente ottimo, i tratteggi e i dettagli di Talbot erano veramente adattissimi a questo gioco di ruolo classico - molto più di quanto non lo fossero per il suo verbosissimo e sopravvalutato Luther Arkwright, dove sottolineavano invece i suoi limiti nello storytelling.
Uno Sguardo nel Buio è un gioco di ruolo di origine tedesca e non credo di commettere un sacrilegio se affermo che a metà anni '80 era più popolare di Dungeons & Dragons e per molti giocatori italiani rappresentò la vera introduzione a questo hobby prima del gioco di Gary Gygax.
All'epoca la casa editrice E. Elle di Trieste aveva una diffusione piuttosto capillare, proponeva prodotti a prezzi concorrenziali (un'avventura costava circa un terzo di un prodotto analogo per D&D, pur con la drastica riduzione di formato che penalizzava soprattutto le mappe) e godeva del traino dei suoi popolarissimi librogames.
Il gioco in sè non era entusiasmante, almeno nella sua prima versione. Si trattava di un clone semplificato ma anche un po' macchinoso di D&D: gli incantesimi andavano imparati a memoria anche dai giocatori, bisognava che nel gruppo ci fosse un cartografo per disegnare le mappe, gli scontri potevano durare molto perchè all'attacco poteva corrispondere una parata, ecc.
Sembra però che le espansioni successive introducessero elementi più interessanti e originali, e soprattutto gli atlanti geografici fossero degni di nota. Praticamente dimenticato in Italia (tranne che dai collezionisti e dagli ebayers più scaltri che ai primi si rivolgono), pare goda di un certo culto e forse ancora di un certo seguito in Germania e, a sorpresa, persino negli Stati Uniti.

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