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domenica 25 ottobre 2020

Don Camillo a fumetti: La Pecora Nera

Con questa siamo già alla terza uscita dello spin-off della serie principale, che di suo sta per toccare addirittura quota 20 volumi a testimonianza del grande successo che ha riscosso.

Coerentemente con il format della collana, la confezione simula un albo di Diabolik e la storia principale ha un elemento investigativo. La vicenda ruota attorno al mistero su chi stia imbrattando con svastiche e inni al fascismo i muri del paese, la soluzione non sarà affatto scontata. Ai disegni l’esordiente Lucia Gabbi, purtroppo ancora acerba.

Segue poi un adattamento da un episodio della rubrica Le Osservazioni di Uno Qualunque, antesignana del Corrierino delle Famiglie: Giovannino Guareschi si ricongiunge con moglie e figlio in quel di Igea Marina dove stavano trascorrendo la villeggiatura. Molto validi i disegni di Adriano Fruch il cui segno caricaturale si adatta alla perfezione al tono del racconto. Che siano lui e Barzi i due turisti che alla fine ascoltano l’ennesima castroneria di Margherita?

A integrare il volumetto, oltre alle schede relative ai racconti originali e ad altri redazionali, ci sono tre interviste (tutte a opera di Alex Novelli) ai due disegnatori e al copertinista Alberto Locatelli. Da quest’ultima apprendo che esiste un volume speciale “alla francese” di Don Camillo, ordinabile chissà come.

domenica 29 settembre 2019

Don Camillo a fumetti: Il cadavere vivente

Nuovo episodio fuori collana della serie di Don Camillo dopo il crossover con Diabolik. La grafica del pocket viene ripresa anche stavolta, anche se è meno giustificata che in quell’altra occasione.
Il volumetto raccoglie due storie: la prima, che dà il titolo allo speciale, si sviluppa come un bel thriller di provincia, estremamente efficace nel costruire la tensione tra i due personaggi coinvolti. Ma purtroppo si conclude in maniera bonaria e moralista, con Don Camillo a fare da confessore del mancato doppio delitto mentre prega affinché i giovani d’oggi (cioè del 1954) riscoprano la pietà. Probabilmente per quegli anni Guareschi non poteva spingersi più in là, e comunque la morale della vicenda dovrebbe essere congruente con la sua di cui si fa alfiere.
La seconda storia, Il Campione, secondo me è molto più riuscita. Lo scemo del villaggio Giobà, che va a prendersi La Gazzetta dello Sport in città perché quella di paese non lo soddisfa (questo particolare l’ho già letto da qualche parte, che una versione dell’episodio sia già transitata per la serie regolare?) rifiuta di partecipare a Lascia o Raddoppia nonostante la sua conoscenza enciclopedia del ciclismo e le pressioni dei suoi compaesani, comprese le compagini politiche che invocano l’intervento di Don Camillo.
Francesco Bisaro disegna in maniera diversa le due vicende: nella prima è un po’ ingessato e non sempre espressivo come avrebbe dovuto essere, mentre ne Il Campione (realizzato qualche anno fa e rimaneggiato per questa pubblicazione) è molto più convincente potendo dare maggiore sfogo alla sua vena umoristica. In entrambi gli episodi trovo che i retini molto larghi con cui ha integrato i disegni penalizzino il suo tratto rendendolo meno leggibile.
Il pocket si conclude con una ricca appendice che comprende una presentazione di Bisaro a opera dello sceneggiatore (e coordinatore del progetto) Davide Barzi, i consueti riferimenti alla pubblicazione originale dei racconti di Guareschi, due interviste di Alex Novelli a Bisaro e al copertinista Alberto Locatelli e un interessante articolo di Nunziante Valoroso sui manifesti cinematografici della saga di Don Camillo, che avrebbe meritato un maggior supporto iconografico – ma considerato il formato va già più che bene così.

lunedì 27 agosto 2018

Don Camillo a fumetti: Un "Notturno" che non fa dormire

Albetto speciale fuori collana di Don Camillo a Fumetti che, apprendo dall’ultimo Fumo di China (che ospita la stessa intervista al figlio di Guareschi riportata qui), è la versione rimontata e ampliata di un precedente speciale. Il motivo dell’adattamento è evidente dal formato: è stato scelto di “mimetizzare” la storia da tascabile di Diabolik, con buoni e simpatici risultati (il ritratto in quarta di copertina è dedicato a Peppone).
Il nucleo centrale del volumetto è costituito dalle due parti del racconto di Guareschi che gli dà il titolo, racchiuse da una cornice inedita realizzata, se ho capito bene, per l’occasione. I riferimenti a Diabolik, sia come personaggio che come testata, sono molteplici a testimonianza dell’interesse che Giovannino Guareschi nutriva per il fumetto.
La vicenda comincia purtroppo in medias res e si inserisce nella sottotrama della nipote yéyé che va a stare dallo zio prete (e io che pensavo che se la fossero inventata apposta per il film con Terence Hill! – o era quello con Gastone Moschin?), ma pur non essendoci nessuna presentazione dei nuovi personaggi e delle circostanze che li hanno portati a questo punto, la storia risulta comunque godibile. Stanca della clausura coatta, la contestatrice Elisabetta detta Cat si mette a suonare le campane in piena notte togliendo il sonno a tutto il Borgo. Improvvisatosi emulo di Diabolik, il figlio di Peppone risolverà la situazione. Le loro vicissitudini ovviamente continueranno nei futuri racconti, che vedremo quando la collana regolare cronologica li raggiungerà, cioè immagino fra un bel po’ di anni visto che questi episodi sono datati 1966.
Le riduzioni come al solito sono di Davide Barzi, i disegni sono distribuiti tra Alberto Locatelli, Marco Villa e Tommaso Arzeno (che cura la cornice) e sono ottimi come da consuetudine della collana, la quale facendo incidentalmente da vivaio per giovani talenti è costretta a un continuo lavoro di scouting per sostituire i disegnatori che passano alla Bonelli. Il rimontaggio della versione precedente è abbastanza indolore, ma quelle che adesso sono diventate vignette a doppia pagina (poche per fortuna) sono fisiologicamente meno godibili in un albetto brossurato.
A integrare la parte a fumetti ci sono alcuni redazionali e interviste ad Alberto Guareschi e ai tre disegnatori coinvolti.

giovedì 13 aprile 2017

The Believers 2

Promessa mantenuta e secondi episodi delle serie IT Comics (alcuni, almeno) usciti.
The Believers 2 non solo continua la storia iniziata sul primo numero ma conclude questo primo ciclo! Una bella sorpresa e una mossa intelligente da parte degli autori, che non costringono così il pubblico a ulteriori attese, tanto più che la trama è piuttosto complessa.
Siccome nel primo capitolo sono stati esaustivamente introdotti i personaggi, l’ambientazione e lo scenario generico, in questo secondo episodio viene dato molto spazio all’azione. La trama, pur lasciando programmaticamente aperta la possibilità di un seguito, si conclude in maniera soddisfacente con più di un colpo di scena, e non si avvertono minimamente interventi di compressione per chiudere la storia nel numero di pagine previsto.
Un fumetto piacevole e interessante, con punte di originalità non facili da trovare di questi tempi. L’unico elemento che forse non ha retto il confronto con il primo fascicolo sono i disegni, sempre su un livello dignitoso ma così a occhio meno curati che in precedenza (la mezzatinta è comunque sempre suggestiva e Locatelli la usa molto bene anche per correggere o integrare il suo tratto).

mercoledì 9 novembre 2016

IT Comics: The Believers 1

Veramente ammirevoli questi della IT Comics. Oltre a presentare dei prodotti pregevoli con una buona cura editoriale, come ho già avuto modo di constatare, hanno dimostrato durante l’ultima Lucca un’ottima organizzazione e una grande inventiva nel vendere i loro prodotti. In pratica ogni fascicolo si poteva comprare in tre diverse versioni: quella normale a 3 euro, incellofanata con sketch a parte già fatto a 10 euro e con uno sketch personalizzato secondo le richieste dell’acquirente a 50 euro. A questo andrebbe aggiunto che lo stand IT Comics era molto ben organizzato e se si chiedeva qualcosa a qualcuno degli operatori la risposta era competente e trasmetteva addirittura entusiasmo per il lavoro, cosa che non si può certo dire degli stand di molti altri editori più blasonati.
La mia attenzione si è concentrata su The Believers, di cui ho potuto sincerarmi dal vivo che la copertina non era uno specchietto per le allodole (timore che mi aveva fatto desistere dall’ordinarlo dall’Anteprima): anche i disegni interni di Locatelli sono infatti minuziosi e acquerellati. La storia ideata da Andrea Pau è piuttosto originale: agli albori di un XX secolo alternativo la Società Forteana cerca di fomentare le ostilità tra Slavi e Austriaci inserendo false notizie nel tessuto informatico progenitore di internet che tutti leggono. La fotografa Penelope Podolsky e il suo compagno giornalista Gustav vengono in contatto con il Pig Club, tra cui militano la pistolera Annie Oakley (personaggio realmente esistito, a voler credere agli autori) e il Conte Vassilij Vasiliev, il cui scopo è quello di smantellare la rete dei criminali.
La mia copia e il mio sketch allegato da 10 €
L’ambientazione è quindi uno steampunk con pennellate di critica ai costumi contemporanei, ma l’aspetto più moralista di disprezzo verso i complottisti e i drogati di “like” non è per fortuna preponderante e la storia procede spedita e coinvolgente tra colpi di scena, molta azione e scene spettacolari.
Come nel caso delle altre due serie che ho letto finora anche The Believers mette parecchia carne al fuoco e si legge con piacere, ma lascia un senso di incompiutezza (programmata quanto si vuole) con un cliffhanger che chissà quando avrà seguito. Voglio comunque essere ottimista e spero che il secondo episodio esca presto.