Fresco fresco di stampa (viene
indicato come stampato proprio in aprile 2017), mi è arrivato in fumetteria
questo simpatico volumetto.
Ovviamente imparare una lingua
così complessa come il cinese tramite un fumetto umoristico di 112 pagine è
un’impresa disperata, ma almeno ci si fanno delle gustose risate.
Stefano Misesti (di cui dovrei
avere anche un disegnetto originale in uno dei pacchi sorpresa che faceva lo Sciacallo
Elettronico) dedica ogni pagina, o più raramente due, a una lezione su una
parola cinese, per poi ampliare il discorso ai suoi usi, alla sua pronuncia e
ad eventuali curiosità.
I logogrammi cinesi, talvolta
surreali già per conto proprio, vengono trattati con particolare attenzione,
offrendo delle tecniche mnemoniche per apprenderli basate su delle buffe
storielle.
L’introduzione introduce solo l’autore
e il suo mondo, quindi alcune basi fondamentali del cinese (come i quattro
accenti) le troveremo sparpagliate occasionalmente nelle pagine a fumetti, ciononostante
credo che Il Cinese a Fumetti possa
veramente essere d’aiuto a chi si è già avvicinato allo studio di questa lingua
visto che alcune semplificazioni grafiche sono molto azzeccate.


