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martedì 12 novembre 2024

Eros in Fabula

Probabilmente non leggerò mai il precedente volume che ha spianato la strada a questo, Colpo d’Osceno: Davide Barzi me ne propose l’acquisto alla Lucca del 2023 ma dovetti declinare l’invito perché l’avevo già ordinato in fumetteria. Solo che non è mai arrivato, quindi quest’anno mi sono messo alla sua ricerca rivolgendomi allo stesso Barzi che però mi ha informato che non essendoci la Cut-Up in fiera non c’era nemmeno il libro… forse però qualche copia del nuovo volume nato sulla stessa scia, cioè questo, sarebbe stato disponibile al PalaDediche. E infatti è là che l’ho trovato.

Come il suo predecessore, anche Eros in Fabula non è veramente un saggio organico appositamente confezionato: si tratta invece della raccolta dei redazionali che Davide Barzi scrisse per alcuni dei pornetti ristampati dalla Cosmo, nello specifico quelli di natura boccaccesca/favolistica, con una coda tratta dai primi tre numeri di Fan per approfondire la figura di Giuseppe Pederiali. Un’operazione legittima e anche abbastanza consueta, che in questo caso è pure conveniente considerando che i 24,90 euro che costa questo volume corrispondono circa al prezzo di soli tre dei “pornetti” della Cosmo.

Dopo un’introduzione in cui Andrea Rivi manifesta apertamente il suo disprezzo per il genere e si vanta di aver censurato un episodio di Yra, comincia la carrellata che contempla Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Maghella, Pinocchio (in più versioni), Cenerentola e le varie Fiabe e Favole declinate in versione Sexy, Proibite ed Erotiche.

Data la provenienza è inevitabile una certa frammentarietà nella trattazione complessiva, che d’altra parte non era nemmeno prevista per essere tale, ma proprio per la stessa ragione la lettura scorre vivace e interessante. Al di là dello stile molto gradevole (e che non lesina sull’ironia), il lavoro di ricerca svolto da Barzi è encomiabile, descrivendo in dettaglio i contenuti dei singoli albetti, laddove rilevanti, e producendo prove delle probabili ispirazioni dei forzati del disegno di cui si servivano Barbieri e Cavedon, come gli inaspettati parallelismi tra Leone Frollo e i fumetti della Marvel. Ma soprattutto Barzi è andato a ripescare editoriali, articoli di giornale e atti giudiziari che coinvolsero queste testate, delineando un quadro pressoché unanime di condanna. Che belli i tempi in cui il fumetto era considerato merda e stravendeva. Anche se, come ricorda l’autore, la parabola di questo particolare sottogenere di pornetti fu breve esaurendosi nell’arco di circa quattro anni a partire dal 1972. Tra i tanti nomi citati, mi sembra che in particolare Gianni Cirelli sia stato molto attivo e importante per questo genere di pubblicazioni, e io manco conoscevo il suo nome.

I testi sono ricchi di gustose curiosità (non sapevo che persino Antonio Terenghi avesse disegnato dei pornetti!) e l’apparato iconografico è generosissimo, per quanto talvolta soggetto ai disperanti limiti di stampa di oggi. Passando quindi agli aspetti negativi, è un peccato che il testo pulluli di refusi ed errori vari (mancano ad esempio le didascalie alle pagine 193 e 198), comprensibili con la scelta o la necessità di risparmiare sulle revisioni, ma leggere in cauda… vevenum (!) non rende certo un buon servizio all’incolpevole Barzi.

domenica 7 luglio 2024

Chi l'ha visto?

Certo, lo so che era stato annunciato che sarebbe passato alla sola distribuzione libraria, e ne avevo appunto ordinati i numeri dopo il 3 in fumetteria – a patto che mantenessero lo stesso prezzo. Ma dopo tre mesi non è ancora arrivato niente: hanno saltato la mia fumetteria oppure la collana è naufragata?

martedì 30 gennaio 2024

Cosmo Serie Verde 81 - Fan 1: Nella foresta dei mostri

Ormai i fumetti li compreranno quasi esclusivamente gli ultraquarantenni e giustamente anche la Cosmo cerca di capitalizzare sulla nostalgia. Ecco quindi questa ristampa «Facsimile Edition» di un fumetto non certo misconosciuto (anche se sicuramente meno noto dei pornetti) ma assai sfortunato all’epoca della sua prima uscita.

Il principe Fan vive felice sul pianeta AS11824 dove conduce un’esistenza da contadino arando i campi con l’ausilio di un triceratopo. La sua vecchia conoscenza Ganoor gli fa visita informandolo del fatto che il suo vecchio amico Vaxx di Terragiovane è in procinto di diventare presidente intergalattico, solo che parrebbe essere diventato un tiranno dispotico. Fan decide di indagare e parte alla volta di Terragiovane insieme all’androide Sancho rimesso in funzione per l’occasione: l’accoglienza che ricevono non è quella sperata e vengono catapultati nella foresta vergine del pianeta lasciando che siano i mostri del titolo a fare il lavoro sporco. Ma grazie alla sua intraprendenza e all’aiuto di Sancho Fan riesce e salvarsi e scopre che Vaxx ha pure rapito la figlia di Ganoor, Ginf (sì, la scelta dei nomi è abbastanza ridicola).

I testi di Rubino Ventura/Giuseppe Pederiali sono scoppiettanti, rispettosi dei topoi dell’avventura e dei limiti di una pubblicazione per ragazzi ma anche dotati di una certa originalità e ricchi di trovate ben congegnate per far procedere la storia. La fantascienza si mischia col fantasy e anche un po’ col western, e quando serve c’è un pizzico di umorismo.

Non sono mai stato un estimatore del Frollo erotico, che comunque non conosco approfonditamente. Qui però il suo tratto sinuoso che ogni tanto cede al caricaturale è perfetto per il tipo di storia: le sue tavole sono dinamiche ed espressive e soprattutto è riuscito a creare senza nemmeno ricorrere a troppi dettagli una fauna e una flora molto personali e ben caratterizzate, stesso discorso si può fare per le astronavi, gli edifici e gli abiti, che oggi potremmo considerare retrofuturisti. Poi magari nella posa di qualche primitivo si è “ispirato” a Zanotto, ma vabbè.

Inizialmente mi sono stupito di come una serie così appassionante si fosse rivelata un insuccesso da sole sei uscite, ma si era a cavallo tra 1978 e 1979: la televisione stava già lottizzando il tempo libero dei giovani lettori, e inoltre esistevano ancora un sacco di testate concorrenti tra cui scegliere.

A proposito del contesto storico (ma anche delle fonti di ispirazione di Fan), il volumetto si conclude con un lungo e scrupoloso approfondimento di Davide Barzi, che tra le altre cose riporta anche i redazionali che Pederiali curò per l’edizione originale di Fan. All’epoca in appendice c’erano anche I Briganti di Magnus, prevedibilmente assenti da questa edizione “facsimile” per ovvi motivi di copyright (almeno credo, Barzi rimanda a qualche numero precedente della Serie Verde, il quarto de Lo Sconosciuto, per le spiegazioni).

La qualità di stampa mi sembra quantomeno dignitosa per non dire buona, pur se il tipo di carta scelto rema contro una resa ottimale al 100%.

Sicuramente una collana a cui augurare tutto il successo possibile, sperando che non sia tale da indurre la Cosmo a editare in formato pocket anche i fumetti francobelgi.