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domenica 12 maggio 2019

Il Morto 37: L'alto volo del Corvo

Datato marzo 2019 (una presa in giro del distributore o sono io che non l’avevo visto prima nella rastrelliera dell’edicola?) è uscito il nuovo numero de Il Morto, seconda parte della trama iniziata con il 36.
I conflitti che contrappongono la ciurma del Nettuno e la PPI sfociano, dopo alcune provocazioni e tentativi di furto, in un processo-lampo dall’esito piuttosto strano, che fa presagire nuovi sviluppi all’orizzonte con l’entrata in scena di un nuovo personaggio. O forse c’era già e io non me lo ricordo tanto è rarefatta la pubblicazione de Il Morto.
La storia d’amore tra Gina e il ritrovato Diego non potrà concretizzarsi a causa di un tragico evento, unico momento veramente emozionante di una puntata piuttosto “parlata” e in cui mi è sembrato che Giovacca si sia più che altro preso il suo tempo per inserire dei nuovi pezzi sulla scacchiera e per impostare quindi gli sviluppi a venire. Carmen, ad esempio, intuisce che Peg è Il Morto e nel prossimo numero dovremmo cominciare a vedere le conseguenze di questa intuizione.
L’alto volo del Corvo è piacevole ma continuo a pensare che spezzare una storia in due albetti sia deleterio per gli autori così come per il lettore, per quanto venga fornito un dettagliato riassunto di una pagina in apertura. È inevitabile che nella seconda parte di queste storie doppie si debba riassumere in alcuni punti quello che è successo nella precedente, e questo toglie spazio ad altri elementi che potrebbero essere resi con maggiore drammaticità (non approfondisco per non rovinare la sorpresa a nessuno).
Tra le citazioni di questo numero segnalo una via Riccardo Pazzaglia e ben due che non avevo colto nel numero precedente: gli uomini della ciurma del Nettuno si chiamano Tonio e Pepo quasi come i protagonisti di un fumetto di Nizzi e Boscarato, mentre tra le fila della PPI milita anche la versione umanizzata del Bombarda di rebuffiana memoria.
Ottimo come sempre, stavolta un po’ più sintetico del solito, il lavoro della rodata coppia Conforti-Codina: alcuni primi piani mi sono sembrati “citazioni” da Garcia Seijas, ma visto che si riferiscono a un unico personaggio probabilmente è solo un caso.
In appendice la storia Apocalisse Rosa scritta da Stefano Biglia e disegnata da Alfonso Elia: il soggetto è semplice e molto simpatico, i disegni propongono una suggestiva ed efficacissima ligne lourde.

domenica 24 febbraio 2019

Il Morto 36: Amaro amore mio

Oh, finalmente è uscito il nuovo numero de Il Morto! Il 35 era uscito a novembre…
L’incipit di questa storia è molto simpatico e originale: sin da bambini Gina e Diego hanno avuto un rapporto un po’ particolare per cui lei era il maschiaccio che difendeva lui dagli altri picchiandoli selvaggiamente. Il loro amore si concretizza finalmente dopo anni, quando Diego (diventato avvocato) ritorna in paese mentre Gina ha coronato il suo sogno di fare la pescatrice d’altura. La risicata ciurma del Nettuno non è però ben vista né dai baristi del posto, a cui sfascia i locali nelle risse furibonde che la vede sempre vincente, né tantomeno dal racket dei pescatori. I malviventi tentano di stroncare l’attività del Nettuno minacciando i loro clienti all’ingrosso, ma all’ennesima prova di forza di Gina e dei suoi compagni decidono di alzare il tiro.
Come sempre succede, Peg si trova in mezzo a tutto questo per puro caso, incontrando Diego sulla corriera che lo riporta al paese della sua infanzia. Si aprono labili squarci sul suo passato, ma in Amaro amore mio i veri protagonisti sono Gina e il resto del nuovo cast, tanto che il Morto appare solo dopo pagina 100. Questo episodio è frizzante e coinvolgente, non manca l’azione ma c’è anche una certa dose di umorismo (e persino una comparsata di Ciccio Ingrassia, anche se in un ruolo serio); i disegni della rodata coppia Conforti-Codina sono buonissimi come sempre ma alla fine resta l’amaro in bocca. Purtroppo anche questa storia si adegua al nuovo corso de Il Morto, e quindi la trama non si conclude in un’unica uscita ma tocca aspettare il prossimo numero per sapere come andrà a finire! La frustrazione è aumentata dal fatto che in questa puntata ci sono più errori grammaticali del solito, alcuni particolarmente stridenti.
In appendice viene ospitata la storia breve La Notte del Custode: il testo di Matteo Boni è simpatico e abbastanza originale, i disegni di Simone Perlina sono invece piuttosto dilettanteschi, per quanto non disprezzabili e giustificati in certe semplificazioni e deformità dal tono grottesco.

lunedì 26 novembre 2018

Il Morto 35: La Tara di Famiglia

Alla fine non ho dovuto aspettare poi tanto per leggere la seconda e conclusiva parte del dittico iniziato il numero scorso. È mancato però inevitabilmente il pathos che ci sarebbe stato a leggere tutta la vicenda di fila, anche se fortunatamente la Menhir ha messo un riassunto di una pagina all’inizio – talmente pieno di errori grammaticali da pensare che forse li hanno messi apposta.
Orso Gosi, fresco di plastica facciale, è ospite delle disturbate zie mentre Corrado (fidanzato della nipotina delle sorelle Gosi) indaga sulla sparizione del padre. Nel frattempo Peg sta cercando di mettersi in contatto con un ex prete divenuto malfattore (sono malizioso a ritenere sarcastica la scelta del nome Don Matteo?) che, guarda caso, gestisce un’attività di escort con annessi ricatti in cui era rimasto invischiato anche il padre di Corrado. Insomma, ancora una volta Peg si trova coinvolto nelle vicende dei comprimari e sarà il suo intervento, anche nelle veci de Il Morto, a risolvere la situazione. Anche se a dire il vero stavolta buona parte del lavoro la fanno il caso, i beoni locali e i carabinieri.
La storia è piacevole ma mette forse un po’ troppa carne sul fuoco e gli avvenimenti si susseguono incalzanti senza un attimo di pausa. Meglio così che aspettare altri due o tre mesi per finire di leggere la storia, comunque. Le molte sequenze con la fitta nebbia sono veramente suggestive.
Ai disegni il team Conforti-Codina esegue il solito ottimo lavoro, stavolta mi sembra che per l’inchiostrazione si sia scelto un tratto più netto e marcato, comunque efficace: i personaggi sono sempre dinamici ed espressivi. Curiosamente c’è stata qualche indecisione sui capelli di Corrado, ora biondo e ora moro.
In appendice c’è la storia breve Maria d’Avalos di Santo Sersale, che rielabora con un certo brio una leggenda napoletana. I disegni sono ancora a livello dilettantesco ma promettono bene.

giovedì 13 settembre 2018

Il Morto 34: Cose strane in casa Gosi

Episodio un po’ anomalo per Il Morto. Peg continua la ricerca della sua vera identità in un paese asserragliato dalle nebbie del Po, ma ad avere maggiormente le luci dei riflettori puntate addosso sono le due tremende vecchiette di casa Gosi, in una vicenda a metà strada tra Arsenico e vecchi merletti e La Casa dalle finestre che ridono.
Piergiorgio Stella sembra essere sulla buona strada e finalmente parrebbe che si stia facendo luce sul suo passato. Ma con un colpo di scena ben impostato e assai cattivello Ruvo Giovacca infrange le speranze di Peg e quelle del lettore! Nel frattempo un criminale si è rifatto fare il volto da un medico radiato dall’albo e, braccato dai carabinieri, torna proprio a casa Gosi, da quelle che si scoprono essere le sue zie, impegnate dal canto loro a “sistemare” il padre del pretendente alla mano della nipote Bianca, che evidentemente aveva visto giusto nel ritenerle affette da turbe psichiche.
La storia è molto suggestiva e appassionante, l’unico momento che mi ha lasciato un po’ perplesso è quando il super-soldato Peg le prende con eccessiva facilità da un trio di malviventi non proprio bene in arnese; ma d’altra parte quella sequenza è funzionale all’ingresso sulla scena del Morto, quindi ben venga.
Il vero, unico, difetto di Cose strane in casa Gosi è che la storia non si conclude qui ma si tratta della prima parte di una trama che si svilupperà nel prossimo numero. Imbastire una continuity abbastanza stretta è senz’altro una cosa buona, ma già quella si perde nell’attesa tra un numero e l’altro, figuriamoci tra due o tre mesi (se va bene) cosa mi ricorderò di questo episodio!
Ai disegni c’è la consolidata coppia Conforti-Codina, autori di scene veramente molto riuscite, a volte semplicemente perfette per dinamismo, gestione della profondità e scansione delle vignette. Chiaramente anche lo Studio Telloli avrà avuto il suo peso nell’elaborazione degli effetti con cui è stata resa la nebbia e nella creazione della planimetria degli edifici e degli sfondi.
In appendice stavolta ci sono ben due storie brevi, entrambe di ottima qualità: la prima (Incontro di Giovacca e Paolo Telloli) subisce evidentemente l’influsso di Moëbius, con un finale a sorpresa tipico dei fumetti di Lanciostory. La seconda (Rapina alla Banca: sempre Telloli ai pennelli ma stavolta ai testi c’è Roberto Anghinoni) è una divertente gag in due pagine disegnata splendidamente. Le date di realizzazione di queste due storie, rispettivamente 1980 e 1982, confermano quali fossero il contesto culturale e gli influssi con cui vennero concepite. Peccato che una scansione non ottimale, più ancora del formato pocket, non renda giustizia all’ottimo lavoro di Telloli.

martedì 10 luglio 2018

Il Morto 33: Altri delitti, altre vendette

Episodio apparentemente interlocutorio ma in realtà piuttosto importante per la trama principale. Peg e la sua amica hacker rimangono un po’ sullo sfondo lasciando in primo piano un trio di personaggi che si danno la caccia: Amos Maso chiede l’aiuto di Zaxan/Zadoc per uscire dal carcere e compiere la sua vendetta ai danni di Jenny, che ha sfregiato la sua compagna Vanda due numeri fa. Lo spietato faccendiere lo libera solo per farlo ammazzare da un sicario: mangiata la foglia, Vanda lascia l’ospedale dov’è ancora ricoverata per non farsi “suicidare” a sua volta e per compiere da sola la sua vendetta. Ha luogo così un gioco a rincorrersi tra cacciatore e preda in giro per il nord-est d’Italia, che culminerà ovviamente nella sede delle Muse Aliene. Nel mentre, una giornalista locale in cerca di gloria ficcherà il naso in tutto questo marciume e con ogni probabilità la rivedremo ancora nei prossimi episodi.
Altri delitti, altre vendette è ambientato durante Halloween e nei giorni immediatamente precedenti, e questo permette a Giovacca di inventarsi un escamotage molto intelligente e beffardo per sciogliere tutti i nodi della trama senza lasciare nulla in sospeso ma senza che i protagonisti prendano quasi parte all’azione. Peg non indossa nemmeno il costume del Morto. Alla fine, però, capisce che dovrà abbandonare momentaneamente il suo rifugio per non farsi trovare da Zaxan e per continuare la sua ricerca.
Un episodio veramente riuscito, insomma, per quanto la scena della sparachiodi mi sembri calibrata un po’ male: secondo me fa un male cane farsi sparare in una mano. Il piacere della lettura è ulteriormente accresciuto dalle citazioni fumettistiche di Giovacca: un taxista si chiama Victor Arias, Vanda si rifugia in un appartamento di via Cossio, l’assessore alla cultura che ingaggia le Muse Aliene per lo spettacolo di Halloween si chiama Sergio Benelli (anche se in un’occasione diventa «Bianchi»), ecc.
Meno efficace, per quanto lodevole, è il ricorso a una continuity abbastanza stretta: tutto l’episodio nasce da eventi avvenuti nel numero 31, ma con i mesi che passano tra l’uscita di un numero e l’altro (figuriamoci due) io faccio fatica a ricordarmi anche i dettagli più importanti!
I disegni di Conforti, chinato da Codina, sono come di consueto molto buoni, anche se occasionalmente mi è sembrato un po’ più freddo del solito. La presenza della giornalista Milena Occhi mi ha fatto pensare inizialmente che Conforti si fosse ispirato a Garcia Seijas per alcuni dei personaggi, ma è solo un’impressione.
In appendice la storia breve Il Becchino, riduzione a fumetti dal racconto omonimo di Puskin realizzato da Stefano Mura: alcune immagini sono un po’ legnose ma nel complesso il lavoro è senz’altro a livello professionale o comunque vicino al professionismo.

martedì 1 maggio 2018

Il Morto 32: Un amico per caso

Episodio molto vivace e frenetico, quello offerto dal trentaduesimo numero de Il Morto. Forse anche troppo.
Dopo un suggestivo inizio onirico, Peg comincia a battere Ferrara alla ricerca della famiglia Stella di cui faceva parte, ma essendocene ben 80 in zona non sarà un lavoro veloce. Nel frattempo in una agenzia immobiliare locale arriva un nuovo impiegato che i due truffaldini gestori dell’agenzia riconoscono quasi subito come un ispettore inviato a indagare sui loro furti ai danni della sede centrale.
Il Vella, questo il nome dello “spione”, subisce un tentativo di omicidio da parte dei due loschi immobiliaristi, mentre Peg viene a sua volta ferito gravemente dal killer che lo insegue. Finiscono quindi nella stessa camera d’ospedale (da qui il titolo Un amico per caso), dove i rispettivi attentatori tenteranno varie volte inutilmente di ucciderli. Non so se l’intento di Giovacca fosse quello di dare un tono leggero ai periodici assalti notturni, talvolta eseguiti con modalità veramente creative, ma in più di un’occasione mi è sembrato che l’azione virasse verso la commedia.
La storia, come dicevo, ha un ritmo sostenuto e gli avvenimenti si susseguono molto rapidamente, così come sfilano i molti personaggi sulla scena, in un turbinio che richiede una certa attenzione per non perdere il filo. Lo stesso sceneggiatore sembra essersi perso per strada visto che all’inizio Peg cerca un posto dove dormire lontano dalle Muse Aliene ma una volta trovato si sveglia a pagina 35 ancora nel letto della sua bella amica hacker.
Un amico per caso è comunque una storia gradevole, in cui Giovacca non perde occasione per inserire i suoi contrappunti ironici e per offrirci uno spaccato vitalistico e tutto sommato attendibile dell’Italia provinciale contemporanea.
Il pezzo forte di questo episodio sono però i disegni di Piero Conforti, inchiostrato da Ivano Codina: oltre ad essere anatomicamente perfetti, i suoi personaggi sono anche molto espressivi e dinamici. L’ispirazione a Garcia Seijas che ho vagamente colto a pagina 72 trova conferma nella storia breve in appendice: La Chitarra a Corde Umane (scritta nientemeno che da Daniele Biglia, che ha adattato un racconto di Antonio Ghislanzoni) mostra tutta la devozione di Conforti verso il Maestro. Peccato che la qualità di stampa sia scadente, nonostante certi dettagli che fanno intuire l’uso della computer grafica lascino intendere che questo fumetto sia recente – il testo comunque non è né originale né avvincente.
Òvekj òav avòkdjv asdg vsòjdg bae vaòlej aàbdg òaklegj àbag

domenica 11 febbraio 2018

Il Morto 31: Memoria Criptata

Continua serratissima la trama iniziata due numeri fa. Proprio riprendendo dalla fine del numero 29, un turista rinviene in Egitto la pen drive perduta e, credendo che contenga chissà quali filmati porno (!), la porta da uno specialista per accedere ai file criptati.
Peg dal canto suo è costretto dalla compagna a fare armi e bagagli dopo gli eventi del numero scorso, messo di fronte a un ultimatum con le parole «Preferisco una vita monotona e noiosa ad una pericolosa!». Nel mentre il loschissimo Aurelio Gardo viene messo al corrente che Zaxan è ancora vivo e, per quanto incredulo, decide di correre ai ripari affidandosi a un killer dalla professionalità encomiabile.
Memoria Criptata è un episodio molto articolato che segue varie trame: i segreti contenuti nei file criptati (progetti militari, altro che porno amatoriale russo) attirano l’attenzione di più organizzazioni, il killer assoldato da Gardo ha il suo bel daffare ma alla fine dimostrerà quanto sia effettivamente professionale (forse in un omaggio a Il Buono, il Brutto, il Cattivo?) e Peg deve a sua volta farsi decrittare i file che ha nella pen drive recuperata lo scorso numero. Ovviamente questi tre filoni finiranno per intrecciarsi fino a costruire un unico mosaico complesso e coerente, in cui farà un gradito ritorno un personaggio dei primi numeri, sullo sfondo della comune di artisti “Le Muse Aliene”. Anche il redivivo Zaxan farà un’apparizione alla fine, sfoggiando però un volto diverso da quello di Moggi! Forse il team della Menhir avrà preferito evitare di incorrere in noie legali ma io purtroppo non ho letto il numero 12 e quindi non so che fine avesse fatto quel personaggio: forse si sarà sottoposto a una plastica facciale.
Nonostante la complessità nel seguire le varie vicende parallele, la storia si legge con piacere e i molti personaggi che intervengono sono tutti molto ben caratterizzati, anche fisicamente. Non mancano riferimenti all’attualità sociale, e proprio a tal proposito ho riscontrato l’unico passaggio poco riuscito: il collegamento grafico dalla tavola di pagina 39 a quella di pagina 40 non “funziona” molto bene (prima il killer-mendicante è ancora coperto dai giornali, poi lo vediamo comodamente seduto sulla panchina). Forse la cosa è dovuta al tipo di lavorazione dello Studio Telloli, per cui lo stesso disegno di base può servire da elemento di più vignette.
Graficamente Piero Conforti, inchiostrato da Ivano Codina, è diventato ancora più bravo e in questo episodio è molto più espressivo e dinamico del solito. Non male la carrellata di “donnine” in cui si profonde all’inizio.
Purtroppo la periodicità rarefatta con cui esce Il Morto non permette di stare “sul pezzo” quanto una storia così serrata meriterebbe, ma a leggere l’anticipazione del prossimo numero sembra che la trama prenderà un’altra piega. Vedremo.
In appendice c’è una storia breve dell’ormai classico H. W. Grungle, scritta da Daniele Biglia e disegnata più che dignitosamente da Gioele Vimercati.

lunedì 20 novembre 2017

Il Morto 30: L'Ombra... lontana

Per essere, come immagino, un episodio di raccordo tra il precedente e il prossimo, L’Ombra… lontana è veramente ottimo. Seguendo la pista che ha trovato in Egitto, Peg parte alla volta di Lugano dove recupera da una cassetta di sicurezza soldi, documenti e delle pen drive. Intanto, però, il suo vecchio commilitone che adesso si spaccia per Abdul ha preso in ostaggio la sua ragazza per ricattarlo e farsi dare le pen drive. Nel finale adrenalinico interviene ovviamente il Morto (anche se piuttosto in ombra) e si intuisce la presenza di altre forze occulte all’opera. Anche se la vera rivelazione dell’episodio è l’apparente ritorno di un cattivo storico (IL cattivo storico) della serie!
La sceneggiatura, che stavolta vede Giovacca coadiuvato da Luca Telloli, fila dritta come un treno senza momenti morti e (apparentemente) con un gran competenza sui metodi investigativi della polizia e i sistemi di depistaggio ed eliminazione fisica in uso presso i gruppi paramilitari.
Il caso ha voluto che un episodio così curato sia anche tra quelli più penalizzati dai refusi (perfino nell’elenco arretrati!).
I disegni di Conforti, che al momento di sfogliare l’albetto mi erano sembrati freddi e un po’ rigidi, sono perfetti: rigorosi anatomicamente ed espressivi. Unico appunto, ma è una questione di gusto personale: forse il suo Peg è un po’ troppo muscoloso rispetto a quello canonico. Chiaramente anche stavolta è difficile dire dove finisca il lavoro del disegnatore e dove cominci quello dell’inchiostratore Ivano Codina e dello Studio Telloli che elabora le tavole finite.
In appendice c’è l’adattamento di un racconto di Edgar Allan Poe a firma Marco Mischi e Stefano Mura. Il materiale di partenza si prestava molto poco a una riduzione a fumetti e i disegni si dimostrano in alcuni punti ancora piuttosto acerbi, per quanto (onore al merito) veramente molto curati.

domenica 17 settembre 2017

Il Morto 29: La Metà Oscura

Visto il ritardo clamoroso rispetto al numero precedente, datato ufficialmente maggio 2017, mi ero ormai rassegnato ad avere un altro buco nella mia collezione de Il Morto, e invece ecco che finalmente è uscito anche il numero 29!
Un dito in più
Peg si trova coinvolto dalla sua nuova fiamma a vestire i panni della guida turistica in Egitto, dove si incrociano le vicende di un professore arrapato, di un ricettatore di reperti, di una coppia di spie (già vista qui?) e di un padre apprensivo al seguito delle due figlie.
Ovviamente la gitarella non sarà affatto tranquilla e il gruppo verrà assalito da predoni che rapiranno le donne. Peg, stavolta senza ricorrere all’aiuto del Morto, risolverà la situazione insieme al padre apprensivo, che si rivelerà assai meno remissivo di quanto visto all’inizio dell’episodio. Guarda caso, il capo dei predoni altri non è che l’ultimo vecchio commilitone che Peg stava cercando. Non tutti i nodi vengono sciolti, e infatti La Metà Oscura è la prima parte di una storia che continuerà sul numero 30 (sperando che non ci metta troppo a uscire).
I testi sono avvincenti e, pur essendo orientati nettamente all’avventura più che alla satira sociale, sono una piacevole lettura. L’episodio è scritto a due mani da Giovacca e Luca Telloli e anche le tavole sono state realizzate in tandem da Marco Boselli e Piero Conforti, inchiostrati da Ivano Codina. Mi sembra che graficamente questo sia uno dei volumi migliori: gli sfondi sono molto curati e nonostante una certa rigidità delle posture ci sono anche delle vignette molto dinamiche e dei volti molto espressivi.
Un altro dito in più
In appendice una storia breve di H. W. Grungle: Farfalle al Caffè, scritta da Daniele Biglia e disegnata da Luca Cacciolato. L’idea di partenza è molto simpatica e anche i disegni non sono male pur se Cacciolato presenta diverse ingenuità anatomiche.

domenica 25 giugno 2017

Il Morto 28: Araldica

Datato maggio 2017, uscito solo adesso a fine giugno. Ma l’importante è che sia arrivato.
Questo nuovo episodio de Il Morto è un thriller vagamente gotico sulla falsariga di Dieci piccoli indiani: Peg contatta un altro dei suoi ex commilitoni che ora è costretto su una sedia a rotelle e parte con lui e sua sorella alla volta del maniero di famiglia dove verranno lette le ultime volontà del Duca Armando Chieresi Della Rocca. Coerentemente con gli stereotipi del genere, gli eredi vengono eliminati uno dopo l’altro in circostanze misteriose e il gioco a cui anche il lettore è chiamato a partecipare è indovinare l’identità dell’assassino tra i parenti e gli altri convenuti al castello.
Araldica ci offre un buono squarcio sul passato di Peg, che spero non sia solo episodico ma possa smuovere un po’ di più le acque (il prossimo episodio sarà ambientato in Egitto: vedremo come evolverà la situazione); a livello di sceneggiatura Giovacca alterna una bella e originale sequenza come quella iniziale al bar, dove l’amico di Peg riesce a portar scompiglio anche se si trova su una carrozzina, con la trovata più scontata e demodé del Barone Giustino che si esprime in maniera forbita anche nelle circostanze più tese.
Con tutta questa carne al fuoco e tutti i personaggi coinvolti è inevitabile che le 110 pagine dell’episodio risultino un po’ strette: confesso che ho dovuto sfogliarmi di nuovo l’albo per capire chi era l’assassino, visto che il poco spazio a disposizione ha impedito di approfondire i singoli attori della storia e imprimerli così nella memoria del lettore. Meglio questa impressione di straripante ricchezza confinata in poche pagine, comunque, rispetto a quella di leggere una storia annacquata.
I disegni di Marco Boselli si mantengono sui consueti ottimi livelli, anche stavolta è coadiuvato alle chine dalla new entry Ivano Codina che a volte tende a fare il volto di Peg troppo duro – cosa che di per se non è un difetto ed è coerente col personaggio. Ho notato una certa profusione di “effetti speciali” come l’approssimarsi del temporale a pagina 52 o i virtuosismi automobilistici delle pagine 43-47. Non so se siano da attribuire ai disegnatori piuttosto che allo Studio Telloli, comunque la resa è molto efficace.
In appendice viene presentata Il Duca De L’Omelette, una riduzione da Edgar Allan Poe: Giovacca ha scritto di meglio ma comunque il risultato è simpatico (e in ogni caso era vincolato al testo di partenza), il disegnatore Gioele Vimercati pur dimostrando senz’altro delle doti risulta legnosetto e anche occasionalmente impreciso in certi dettagli.

domenica 9 aprile 2017

Il Morto 27: Concorrenza sleale

L’ottavo numero ridistribuito l’ho perso, ma il numero 27 non mi è sfuggito. Lo citavano come uscito addirittura sull’ultimo Fumo di China che ho preso l’altro giorno: perderlo sarebbe stato veramente uno smacco!
Questo episodio ha una spiccata vena umoristica e l’aggancio narrativo tramite cui Peg si trova coinvolto nella storia è abbastanza inverosimile: alla stazione delle corriere incontra una ragazza che piange disperata e così cede alle sue richieste e l’accompagna a casa dove fingerà di essere suo marito, visto che la giovinetta, sedotta e abbandonata, non può rivelare ai retrogradi parenti di essere incinta senza avere un uomo accanto.
Dal canto loro, i suoi famigliari hanno già i loro grattacapi: i contadini rivali Torresi hanno messo sul mercato un olio d’oliva usando una grafica quasi identica alla loro (che si chiamano Torrini), e più in generale spadroneggiano nell’anonima cittadina del Sud Italia in cui è ambientata la storia, decisi ad arraffare le terre dei Torrini dopo che questi hanno intentato causa con successo per il fattaccio dell’olio d’oliva.
Gli improrogabili impegni di lavoro con cui Peg avrebbe giustificato la sua prematura uscita di scena (comunque rallentati da un rocambolesco attentato da cui i cattivi usciranno ovviamente con le ossa rotte) vengono cancellati davanti all’evidenza che serve il suo aiuto, e alla fine come da prassi consolidata sarà il Morto a risolvere la situazione, dando al pittoresco e baffuto capofamiglia dei Torresi una umiliante lezione.
Come ho scritto sopra, questo episodio è caratterizzato da un tono più leggero del solito, e secondo me non è un bene. Il viaggio in corriera, principalmente un’occasione per far recitare una ruspante autista veneta, occupa circa un quarto delle pagine e alcune situazioni che sembravano portare a ulteriori sottotrame (l’odioso ragazzo con la felpa che sembra aver fatto qualcosa in autogrill) restano senza seguito. Le battutine sarcastiche del Morto, e in questo caso anche della spregiudicata sorella della coprotagonista, sono certamente piacevoli ma avrebbero dovuto fare da contrappunto a delle sequenze che privilegiassero di più l’azione.
Ai disegni Marco Boselli fa il solito buon lavoro nonostante il nuovo inchiostratore Ivano Codina dimostri un approccio ambivalente: le inquadrature dalle mezze figure in su sono dettagliate, espressive e plastiche, dalle figure intere in giù i volti dei personaggi e le loro posture perdono espressività e anche un po’ di definizione. L’esito finale comunque è più che dignitoso (anzi decisamente buono), anche grazie al solito lavoro di amalgamazione stilistica operato dal team Telloli.
In appendice c’è una storiellina di H. W. Grungle scritta da Marco Mischi e disegnata da Massimo De Biaggi, piuttosto simpatica (io l’avrei fatta durare qualche pagina in più) e graficamente interessante anche se ancora un pochino acerba.