Visualizzazione post con etichetta Benjamin Benéteau. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Benjamin Benéteau. Mostra tutti i post

giovedì 21 novembre 2024

Michel Vaillant Nuova Stagione 12: Il Bersaglio

A rileggere le recensioni degli ultimi volumi (dopo almeno un anno tra uno e l’altro chi se li ricorda più?) mi sembra che la Nuova Stagione di Michel Vaillant sia in costante crescita. Questo albo non smentisce il trend e ancora una volta mi trovo a ripetere che è uno dei migliori della saga. Pur essendo una storia corale la scena viene rubata ai veri protagonisti dalla killer assoldata dai suprematisti bianchi per uccidere Steve Warson. In occasione della 24 Ore di Le Mans dovrà piazzargli una pallottola in testa, ma non tutto andrà come programmato.

Tra abbondanti scorci della regione in cui si svolge la gara e le obbligatorie sequenze delle corse automobilistiche Denis Lapière imbastisce un thriller coinvolgente e pienamente calato nella contemporaneità (certo, leggerlo dopo le elezioni statunitensi fa uno strano effetto!). Ovviamente il colpo di scena dello scorso numero, in cui i Vaillant finivano in prigione, è stato ancora una volta una boutade che qui viene risolta in poche vignette. Quindi, anche se non manca una forte continuity (Bob Cramer, la malattia di Françoise…), è inutile lamentarsi degli occasionali cliffhanger: tanto non avranno alcuna incidenza sugli episodi successivi e i singoli volumi sono godibili a sé esattamente come questo.

A una prima sfogliata i disegni di Marc Bourgne e Benjamin Benéteau possono sembrare scarni. In realtà nella loro sintetica eleganza dicono tutto quello che devono dire, facendo muovere e recitare i personaggi alla perfezione. Non a caso alcune sequenze sono mute e funzionano alla grande, immagino che i disegnatori abbiano fatto prove su prove per trovare le espressioni e le posture migliori oppure abbiano sottoposto amici e conoscenti a sessioni fotografiche per catturare i movimenti giusti.

Claude Hauwaert ha curato l’«impaginazione delle tavole», Bruno Tatti i colori con il supporto di Thomas Levadoux alle «tinte piatte».

sabato 28 maggio 2022

Michel Vaillant Nuova Stagione 10: Pikes Peak

Questo decimo volume della Nuova Stagione di Michel Vaillant è probabilmente il migliore, anche in virtù del fatto che è autoconclusivo pur essendo inserito nella continuity della saga.

Mentre Françoise è a Macao per concludere un accordo commerciale, gli strateghi della Vaillante pianificano di ridare lustro alla scuderia partecipando all’unica corsa che non abbia ancora vinto, perché non vi ha mai partecipato: quella di Pikes Peak che si svolge negli Stati Uniti tra tornanti micidiali e altitudini vertiginose. Michel parteciperà con la X-Pikes, una vettura dedicata al fratello deceduto che ricorda la sua identità di pilota mascherato. Le prove nel tragitto sono assai pericolose perché non ci sono transenne a delimitare i bordi delle strade, e oltre ci sono burroni a strapiombo; e questo non è tutto: a mettersi contro Michel Vaillant ci sono anche fastidiosi imprevisti e l’ostracismo del rivale Bob Cramer (forse un po’ macchiettistico) e un po’ di tutto l’ambiente yankee. Questo offre il destro per alcune gustose scenette sulla differenza tra Stati Uniti ed Europa.

Pikes Peak si legge tutto d’un fiato, per l’incalzante ritmo della vicenda ma anche a causa della velocità insita nella struttura della serie che presenta poche vignette per tavola, e spesso si abbandona a panoramiche o a sequenze mute all’interno degli abitacoli.

Benéteau e Dutreuil fanno un ulteriore passo avanti e con il loro stile sintetico riescono a rendere i personaggi estremamente espressivi e a offrire a ognuno un proprio volto personalizzato e identificabile, probabilmente essendosi ispirati a persone reali. Sui veicoli non mi pronuncio ma non ho dubbi sul fatto che siano il top a disegnarli. Unica pecca: dopo aver sfogliato il terzo episodio mi è sembrato che la loro interpretazione di Carole non fosse troppo rispettosa di quella di Bourgne. Ma mi sono anche accorto che i colori di Antoine Lapasset sono molto migliori rispetto a quelli dei primi volumi.

Pur essendo godibile a se stante (mutatis mutandis, un corrispettivo de L’uomo dalla stella d’argento nella saga di Blueberry), Pikes Peak è impregnato della continuity della saga e oltre a sviluppare qualche situazione precedente ne introduce probabilmente altre: Steve Warson tornerà a correre e le sue dichiarazioni di abbandonare la politica verranno rese pubbliche? Le minacce di Bob Cramer si concretizzeranno? Il crampo di Françoise è il sintomo di una malattia?

Dopo sette anni a 16,90 euro la collana subisce un aumento di prezzo che adesso sale a 18,90.

sabato 7 agosto 2021

Michel Vaillant Seconda Stagione 9: Duelli

La rediviva scuderia Vaillante partecipa al World Rally Championship, ma la preparazione dei piloti e dei navigatori è turbata dalla fame di successo di Daniel Farid, secondo della squadra dopo Michel che non vuole assolutamente rimanere tale e lo sfida apertamente. Con Michel e Daniel sembra che Lapière abbia voluto contrapporre un vecchio mondo delle corse (e non solo delle corse, forse) a quello moderno, visto che Daniel è fanatico dei selfie ed è estremamente social.

Nel mentre la causa contro la Vaillante intentata chissà quanti numeri fa da Dasz si risolve a favore dei nostri eroi, ma purtroppo la lieta novella dà quasi il colpo di grazia al cuore già provato del capostipite Vaillant.

Duelli si sviluppa con la solita fisiologica attenzione ai tempi dei piloti e alle descrizioni delle condizioni delle piste (da quelle ghiacciate a quelle riarse), per me è quasi arabo ma devo dire che alla fine si fa l’orecchio ai termini tecnici e la trovata meteorologica finale fa salire la suspense. Nel corso delle varie tappe del WRC Michel perde il suo copilota (ispirato a una donna realmente esistente, come evinciamo dai ringraziamenti) e a sostituirla arriva nientemeno che Steve Warson, ben contento di abbandonare i suoi asfissianti impegni politici per tornare a correre. Questo ultimate Warson un po’ new age aiuterà anche Michel a superare il trauma della perdita del fratello. Alla fine tutto si risolverà per il meglio, con tanto di un paio di colpi di scena ben piazzati. E potrebbe essere risolto definitivamente, visto che dopo anni e anni di stretta continuity arriviamo finalmente a un punto fermo – ma è ovvio che la saga continuerà. Resto comunque dell’idea che delle uscite più ravvicinate avrebbero reso più godibile questa Seconda Stagione, tanto più che molte tavole sono risolte con panoramiche e dettagli delle automobili in gara, senza dialoghi e senza che la trama si sviluppi in maniera che non sia descritta poi con i dialoghi. È anche questo il bello di Michel Vaillant, ovviamente, ma così la lettura (per chi non sta lì a rimirarsi i vari modelli di auto, almeno) è un po’ più veloce di quella di un albo “normale”.

In questo episodio i disegni mi hanno convinto un po’ meno del solito. Non parlo di quelli di Benjamin Benéteau che come al solito ha curato i veicoli, ma di Vincent Dutreuil che ha inchiostrato le figure umane senza modulare molto il tratto, così che a volte possono risultare un po’ statiche o freddine, quindi anche i pochi spunti umoristici (Michel che se la ridacchia sotto i baffi perché il padre deve fare cyclette) perdono forza. Nulla di grave, comunque, e questo nono episodio è molto godibile a livello grafico, anche grazie ai colori di Antoine Lapasset.

domenica 27 dicembre 2020

Michel Vaillant Nuova Serie 8: 13 Giorni

I tredici giorni del titolo sono quelli che ha a disposizione Michel Vaillant per prepararsi a partecipare al Gran Premio di Francia. Inizialmente riluttante, accetta l’invito di Cyril Abiteboul e così affronterà la gara coi colori della Renault. Le didascalie che scandiscono lo scorrere del tempo fanno montare la giusta tensione nel lettore che accompagna Michel nei suoi allenamenti sotto la supervisione di professionisti inaspettati (pare che un pilota di Formula 1 finisca in apnea più volte nel corso di una gara) e con strumentazioni quasi fantascientifiche a testimonianza dello scrupoloso lavoro di documentazione di Lapière e Graton junior. Oltre al lavoro per recuperare la forma, prendere confidenza con la nuova vettura e calibrarne i parametri Michel dovrà anche affrontare l’opinione pubblica e gestire un po’ di public relations. La narrazione procede spedita con qualche rarissimo (e gradito) tocco di ironia nei dialoghi e citando addirittura la preistoria di Michel Vaillant col suo passato di trombettista dilettante. Oltre a questo, sfilano una pletora di marchi realmente esistenti e di personalità del mondo reale (ho dovuto fare qualche ricerca su internet per capire chi fosse quel Cyril), motivo per cui all’inizio dell’episodio è stato messo un disclaimer a riguardo. Finché si arriva al Gran Premio, il momento più atteso dagli appassionati e quello più noioso per me. Il finale è decisamente buono; ovviamente la saga andrà ancora avanti (Michel deve riscattare il marchio Vaillante) ma siamo finalmente arrivati a un punto fermo.

Stavolta ad accompagnare Benéteau, che si occupa dei dettagli tecnici e nello scorso numero anche delle figure umane, c’è Vincent Dutreuil. Non so come si siano divisi il lavoro, ma effettivamente la parte grafica è un po’ inferiore rispetto agli episodi precedenti. Sfogliando il volume non si nota, però certi dettagli anatomici non sono proprio correttissimi (alcuni mani e piedi sono talmente brutti che sembrano disegnati da Jack Kirby) ma questi rari difetti sono tutti concentrati nelle prime pagine. C’è però anche qualche problema per così dire “logico”, ovvero Michel lamenta inizialmente di non essere in forma ma il suo fisico non viene disegnato in maniera diversa prima e dopo gli allenamenti, così come le fattezze di alcuni personaggi, e dello stesso protagonista, non sempre sono uguali di vignetta in vignetta. Un tratto così netto e sintetico, senza tratteggi e sfumature, sarà poi sicuramente elegante e funzionale alla narrazione, ma impostando la griglia delle tavole su tre strisce le vignette a volte risultano un po’ vuote, anche se il buon lavoro del colorista Bruno Tatti le rende comunque esteticamente valide. Il tempo di prendere maggiore confidenza con formato e personaggio e non dubito che i due disegnatori sapranno ottenere risultati migliori, e comunque nel complesso la parte grafica di 13 Giorni non è male.

giovedì 24 gennaio 2019

Michel Vaillant Nuova Stagione 7: Macao

Con questo settimo episodio la saga di Michel Vaillant in versione Ultimate arriva finalmente a un punto fermo, anche se probabilmente è solo un pit-stop temporaneo in attesa di riprendere la lunga, lunghissima corsa.
Lo scorso episodio si era concluso con il protagonista prossimo a visitare le patrie galere, ma già a pagina 14 la sua permanenza nelle carceri francesi si conclude, grazie a un accordo segreto tra suo figlio e il nipote che lo aveva incastrato. La rinata Vaillante può quindi tentare l’assalto al gran premio di formula 3 di Macao, in cui non mancheranno momenti emozionanti. Nel frattempo Patrick Vaillant abbandona l’industria di famiglia per seguire le sue ambizioni ingegneristiche (in realtà come parte dell’accordo col cugino), Steve Warson viene eletto senatore del Texas ricorrendo a strategie politiche che lo ripugnano e soprattutto Evelyne è esasperata da Ethan Dasz e torna dalla parte dei Vaillant anche se non proprio mossa da intenti cristallini.
Ecco, la figura di Evelyne è paradigmatica di questa Nuova Stagione di Michel Vaillant: è un personaggio chiave, ma io manco la ricordavo. Se i Graton vogliono impostare questa incarnazione  del loro eroe come una serie televisiva dai ritmi frenetici e coi finali sospesi tra un episodio e l’altro, dovrebbero intensificarne la produzione e non limitarsi a un volume all’anno. Mi rendo conto che mantenere alta la qualità sarebbe difficile, ma con tutti questi personaggi e gli avvenimenti che si susseguono io perdo il filo.
La Nuova Stagione si conferma comunque un ottimo prodotto, molto curato e appassionante. In Macao non mancano rivelazioni, sottotrame e sequenze mozzafiato, e soprattutto un finale in cui si intravede una risoluzione per la vicenda portante – e arrivati al settimo episodio era anche ora.
I testi sono sempre realizzati da Philippe Graton e Denis Lapiére, mentre stavolta ai disegni c’è il solo Benéteau (con Christian Lerolle ai colori) che in precedenza si occupava delle parti tecniche delle tavole. Nelle prime pagine deve ancora prendere un po’ di confidenza con le fisionomie dei protagonisti, e qualche rara volta le proporzioni anatomiche gli fanno difetto, ma il risultato è veramente molto buono. Ha saputo fare suo il tratto sintetico di Bourgne, riprendendone l’eleganza e soprattutto l’efficacia: Benéteau ha uno spiccato senso della regia e della costruzione della tavola, inoltre i suoi personaggi sono molto espressivi senza mai fare le boccacce.
Buona come sempre l’edizione Nona Arte, anche se la mia copia presenta qualche fuori registro.

martedì 8 agosto 2017

Michel Vaillant Nuova Stagione 6: Ribellione

Nuovo episodio (già il sesto) della nuova saga di Michel Vaillant. L’inizio è fulminante: a seguito degli eventi avvenuti alla fine dello scorso numero Jean-Pierre è morto! Questo alzerà il livello della tensione nella famiglia Vaillant, già duramente provata dall’acquisizione ostile di Ethan Dasz e in cerca di riscatto con la messa a punto di nuove tecnologie e la ricerca di nuove vittorie in pista. A stemperare un po’ (per quanto possibile) il clima di tragedia familiare compare una simpatica pilota New Age raccomandata a Michel da Steve Warson.
Ribellione si sviluppa mostrando gli sforzi della scuderia Vaillante per arrivare con una preparazione dignitosa a Le Mans, ma all’interno di questa trama principale si inserisce un’indagine giudiziaria dovuta al fatto che nell’incidente di Jean-Pierre Vaillant sembra sia coinvolto suo fratello Michel! Questo nuovo elemento porterà Jean-Michel, figlio di Jean-Pierre, ad abbandonare il team e a rivoltarsi contro lo zio, mentre sua madre è a un passo dall’alcolismo. Il volume si conclude come al solito con un cliffhanger.
I disegni di Bourgne sono sempre molto eleganti ed espressivi nella loro sintesi. Pur essendo un profano, credo che anche Benéteau abbia fatto un ottimo lavoro per quel che riguarda i mezzi meccanici. Stavolta non ho riscontrato alcun difetto di stampa.
La saga si mantiene quindi a livelli ancora molto alti, ma trovo assurdo che abbia un’impostazione frenetica quasi da soap opera se poi il ritmo di pubblicazione è quello standard del mercato franco-belga di un volume all’anno.

venerdì 21 aprile 2017

Michel Vaillant Nuova Stagione 5: Rinascita

Ci ha messo un bel po’ per arrivare e la copia era pure ammaccata, ma alla fine anch’io sono riuscito a leggere il nuovo episodio della saga dei Vaillant.
Anche questo alla fine è un capitolo piuttosto interlocutorio. Jean-Pierre è ricoverato in ospedale, in coma dopo l’incidente con cui si concludeva l’episodio precedente. Non ho parlato a caso di «saga dei Vaillant» perché gli eventi si ripercuotono su tutti i personaggi della famiglia e il titolare compare solo dopo dieci tavole buone.
Michel, traumatizzato dall’incidente del fratello che non ha potuto impedire, è andato a lavorare in Africa lontano dal mondo delle corse, ma un nuovo contatto con la mancata fiamma Carole di due episodi fa lo farà tornare in pista. In senso letterale, perché l’ormai defunta Vaillante sta cercando di rinascere tramite la formula E, categoria in cui partecipano le auto elettriche.
Oltre alle consuete suggestive inquadrature dall’interno dell’abitacolo, questo episodio si segnala per un bell’incastro dei tempi narrativi tra flashback africano e presente parigino, e per uno sguardo dettagliato sulle gare delle automobili elettriche. Per il resto, nonostante questo sia già il quinto episodio della Nuova Stagione, rimaniamo ancora in attesa di una sterzata narrativa risolutiva.
I disegni confermano il rigore tecnico di Benéteau e l’eleganza di Bourgne, ma quest’ultimo (che cura le figura umane) mi è sembrato occasionalmente meno efficace che in precedenza, forse pressato dai tempi di consegna o inchiostrato da un assistente non ancora al suo livello. Qualche piccolo, ma comunque percettibile, fuori registro penalizza la resa delle tavole.
Il ritardo con cui la fumetteria mi ha fatto avere questo volume ha il vantaggio che mi ci vorrà molto meno tempo prima di leggere il prossimo, annunciato nell’ultima Anteprima.

venerdì 26 febbraio 2016

Michel Vaillant Nuova Stagione 4: Collasso

Episodio decisamente interlocutorio quello presentato nel quarto volume della nuova serie di Michel Vaillant. La storia verte sul tentativo di acquisto della Leader da parte di Jean-Pierre, che riveste il ruolo di protagonista al posto del titolare, che fa poco più di una comparsata.
La scalata alla Leader si rivelerà assai meno facile del previsto, mettendo in campo un complotto finanziario che per me che non capisco molto dell’argomento è degno di Largo Winch. Collasso è serrato e avvincente e la frenetica e disperata ricerca di un fiduciario da parte di Jean-Pierre alle pagine 24 e 25 non è meno appassionante della gara di Michel che si svolge in sottofondo, anzi.
Un’altra grande prova di Graton figlio e di Denis Lapière è rappresentata dall’abilità con cui sono riusciti a rendere l’umanità dei personaggi, ognuno dei quali è una figura a tutto tondo ben lontana dagli stereotipi monodimensionali che a lungo sono stati nella prima serie.
Ciò detto, e apprezzando anche i riferimenti alla saga precedente (Jean-Pierre che ricorda quand’era il corridore misterioso de Il Pilota senza Volto), questo Collasso si legge troppo in fretta, paradossalmente anche in virtù dei suoi pregi, e l’ormai inevitabile cliffhangerone finale lascia una sensazione di sospensione che è frustrante sapere non potrà essere appagata prima di un anno.
A una prima occhiata la parte disegnata da Bourgne (Benéteau si occupa dei veicoli) può sembrare scarna ma la lettura procede con grande piacevolezza ed efficacia, e il disegnatore riesce a trasmettere alla perfezione i sentimenti dei personaggi con un semplice corrugamento della fronte o con la tensione del muscolo di una guancia.
La qualità di stampa è ottima e apparentemente l’assenza della carta patinata è meno traumatica rispetto al volume precedente, ma le tavole più scure ne sono comunque penalizzate.

domenica 22 marzo 2015

Michel Vaillant Nuova Stagione 3: Relazione pericolosa



Continua il nuovo ciclo della nouvelle saison di Michel Vaillant e, dannazione, non finisce. In Relazione pericolosa si scioglie qualche nodo (gli scenari catastrofici anticipati dal cliffhangerone dell’episodio precedente si rivelano molto meno devastanti del previsto) ma di carne al fuoco ce n’è ancora tanta e ne viene aggiunta altra appositamente per aprire ulreriori nuovi scenari che saranno sviluppati nei prossimi volumi. Si tratta insomma di un episodio di transizione, anche se succedono un sacco di cose, c’è qualche rivelazione inaspettata e si scoprono delle situazioni interessanti.
Per il futuro lancio di una nuova serie di vetture il clan Vaillant, costretto a creare una nuova società insieme a un altro gruppo investitore, decide di mettersi in mostra al Rallye du Valais. Per suscitare ulteriore interesse a livello mediatico il navigatore affidato a Michel è l’affascinante giornalista Carole Ouessant, che già aveva fatto scattare sull’attenti Françoise nell’episodio precedente.
Nonostante la relazione tra Michel e Carole sia l’oggetto principale di questo volume (e, tra l’altro, venga risolta in maniera non banale e credibile), succedono comunque tantissime altre cose e Relazione pericolosa offre una densità di contenuti degna del miglior fumetto franco-belga. La voglia di leggere il seguito è tantissima, ma non credo che sarà possibile soddisfarla prima di un annetto.
I disegni sono stupendi e dettagliatissimi quando si tratta di autovetture (la parte affidata a Benéteau) e perfettamente funzionali quando invece sono di scena le figure umane (competenza di Bourgne). Nonostante non siano esteticamente entusiasmanti, e a volte possano apparire anche un po’ scarne (per quanto eleganti), le immagini di Bourgne riescono a raccontare in maniera splendida le scene affidate e con pochissimi tratti il disegnatore riesce a materializzare i pensieri e i sentimenti dei personaggi. Evidentemente Bourgne non ama molto disegnare le fronde degli alberi, ma non ci si fa quasi caso.
Da notare, a livello di storytelling, la particolare scena di pagina 50 e soprattutto la seconda e terza tavola del volume, ambientate quasi in soggettiva nell’abitacolo di un’auto, in cui con una rigida serie di inquadrature praticamente fisse il disegnatore è riuscito comunque a rendere l’idea del movimento e soprattutto a creare un’inaspettata suspense quando finalmente il dettaglio delle mani nell’ultima vignetta rivela l’identità del navigatore.
Unico difetto del volume, forse attribuibile alla carta non patinata: i colori di Christian Lerolle sono piuttosto freddi.

mercoledì 2 aprile 2014

Michel Vaillant 70 - Nel Nome del Figlio



Prova superata, e alla grande, per la Nouvelle Saison di Michel Vaillant, la sua versione “ultimate” che ha esordito oggi in Italia nella benemerita collana della Gazzetta dello Sport. Dalle immagini che avevo visto online e da alcuni commenti letti qua e là mi aspettavo il peggio e invece questo Nel Nome del Figlio si è rivelato un volume fantastico.
L’opera di demolizione e ricostruzione del mito ha lasciato tracce profonde, soprattutto nelle fisionomie di alcuni personaggi (Jean-Pierre Vaillant in particolare è irriconoscibile) ma ne valeva la pena e la cosa non è poi così negativa: ho trovato molto più affascinante la Françoise invecchiata e dimagrita della sua controparte classica, tipica bellezza un po’ anonima di Jean Graton. Compatibilmente col cambio di registro questa Françoise è pure stronza, visto che si infuria con il figlio scomparso invece che preoccuparsi per lui.
Sul lavoro del “meccanico” Benjamin Benéteau (che se non erro faceva già parte del team) nulla da eccepire, segnalo solo come ormai le auto da corsa si vedano a malapena sotto gli adesivi dagli sponsor (impeto di realismo o critica al mondo delle corse? In ogni caso un sacco di lavoro in più per Benéteau); la grande incognita era Marc Bourgne, che però ha rivoltato con successo lo stile di Graton preferendo un segno marcato e deciso alle delicate silhouette del maestro, e che (vivaddio) ha infuso nei personaggi molta espressività e molto dinamismo, altro che goccioline di sudore e linee cinematiche a simulare sorpresa e movimento. Forse una vignetta estrapolata dal contesto può sembrare poco interessante, ma inserita nell’economia della tavola dimostra come Bourgne sia pienamente padrone del proprio mestiere. E anche se il volto di Michel cambia di vignetta in vignetta si intuisce lo stesso il grande lavoro che deve aver svolto Bourgne per trovare la faccia giusta e rimanervi fedele, lavoro testimoniato anche dagli schizzi preparatori stampati a pagina 57.
Per quel che riguarda i testi mi sembra che la politica di realismo e disincanto, non disgiunta da elementi di critica sociale, iniziata da Philippe Graton sin dall’inizio della sua gestione sia giunta a piena maturazione, creando quindi una forte continuità con gli ultimi volumi. Quello che cambia rispetto all’ultimo episodio di ben 5 anni prima è il cast e le sue dinamiche: non solo i segni del tempo si vedono sul volti dei personaggi più anziani, ma adesso la famiglia è allargata e i fratelli Vaillant hanno entrambi due figli adolescenti! E com’è intuibile sin dal titolo uno dei due, Patrick figlio di Michel, avrà un ruolo cardine nella storia.
Storia che però verte inizialmente su una delle periodiche crisi della Vaillant, le cui cause e i cui effetti vengono descritti con la consueta freddezza documentaristica a cui ci ha abituato la serie negli ultimi anni, e che costituisce un atto d’accusa più efficace di tanti trasporti emotivi. Per tornare ad avere una chance sul mercato globale la Vaillant deve farsi sponsorizzare da una multinazionale per poter così partecipare al WTCC e sperare di imporsi nuovamente. Purtroppo le preoccupanti notizie che giungono dal collegio esclusivo dove si trova Patrick fanno sì che Michel Vaillant perda la testa e mandi al diavolo la corsa.
Il protagonista si dimostra ovviamente ancora una volta tanto abile nella guida da sfiorare il sovrannaturale, eppure non è mai stato più umano di come viene dipinto in questa storia: anzi, proprio la sua formidabile abilità al volante sembra sottolineare quanto sia fragile e forse fallibile nella vita privata.
Al di là della storia, che nemmeno termina con questo primo volume, è molto suggestivo il ritmo che Philippe Graton e Denis Lapière vi hanno infuso, creando sapientemente la giusta suspence nel presentare i personaggi e farci vedere come sono stati modernizzati, insomma la citazione che ho fatto all’inizio dell’Universo Ultimate era blasfema ma non campata in aria. Anche la montante attesa per l’apparizione di questo benedetto Patrick è stata resa con maestria, io temevo che non si sarebbe nemmeno visto.
E così, un colpo di scena dopo l’altro, si arriva alla cinquantaquattresima tavola, dove un bel cliffhangerone rimanda al prossimo volume, mai così atteso come in questo caso. E per fortuna (almeno questa soddisfazione a vivere in Italia) mancano solo 7 giorni.
In appendice, oltre a un reportage sull’incursione della Vaillant nel mondo reale, vengono proposte le cronologie di Michel Vaillant e Julie Wood.