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martedì 5 marzo 2024

Gli Albi della Cosmo 105 - I Grandi Maestri 83: Morgan prima parte

Una piacevole sorpresa questo volume(tto) che la Cosmo dedica a un altro personaggio della premiata ditta Segura & Ortiz. Possiedo i numeri de L’Eternauta e di Lanciostory dove fu pubblicato in Italia, ma non sapevo che in origine faceva parte dell’universo condiviso della rivista spagnola Metropol, da cui transitò anche il non entusiasmante Polux di Manfred Sommer. A suo tempo (1984) la serie si intitolava Ives e ne uscirono solo quattro episodi rimasti inediti in Italia fino a oggi. La serie propriamente detta Morgan fu quindi una specie di reboot al pari di quello che gli autori fecero con But O’Brien nel passaggio da Torpedo a Comic Art. Forse al computo degli episodi ne manca uno, perché dal 4° si passa al 6° che sarebbe il primo ufficiale di Morgan (Ortiz non solo numerava le tavole ma indicava anche di quale episodio della serie facessero parte), ma potrebbe trattarsi benissimo di una svista del disegnatore.

La storia è cruda e violenta: Ives Morgan è un maturo ex poliziotto costretto all’inattività da una pallottola che ha ancora in corpo. Quando sua figlia viene uccisa fa una carneficina dei colpevoli e quindi finisce nel penitenziario di massima sicurezza di Metropol, tra carcerati di tutti i tipi, guardie corrotte e violente e insomma un microcosmo di gentaglia varia. Verso la fine (questo primo volume di 160 pagine raccoglie ben 15 episodi) Morgan riuscirà involontariamente a evadere e vivrà altre avventure nella “civiltà” nel ruolo di giustiziere.

Si tratta di una serie a episodi come se ne facevano una volta: lo sceneggiatore non parlava per tavole e tavole dei suoi tormenti interiori né tracciava la biografia di un personaggio o riassumeva un fatto di cronaca, ma doveva inventarsi a ogni uscita un soggetto originale che si concludesse in una decina di pagine, evitando banalità e magari creando anche dei comprimari interessanti. Antonio Segura svolse in maniera eccellente il compito e da un’ambientazione tutto sommato già sfruttata altrove seppe ricavare delle storie spesso sorprendenti che sfruttavano gli stereotipi per ribaltarli. Stupisce nel contesto dalla diversa sensibilità di quasi quarant’anni fa leggere una storia dalle tematiche LGBT senza che il soggetto fosse caricaturale.

I disegni di José Ortiz sono fantastici. Col passaggio da Ives a Morgan (che ri/comincia nel 1987) si avverte una minore profusione di tratteggi e di dettagli e un progressivo abbandono alla caricatura e al grottesco, ma siamo sempre su livelli altissimi. Ed è veramente piacevole riconoscere nelle “comparse” i volti di molti attori del cinema degli anni ’30 e ’40, che a loro modo creano l’atmosfera giusta – assai meno piacevole accorgersi che non ne ricordo più i nomi, ahimè.

Morgan non è il capolavoro di Segura e Ortiz (quello è I Mille Volti di Jack lo Squartatore, anche se alcuni diranno che il vertice massimo della loro collaborazione fu Hombre) e sicuramente Ozono e Burton & Cyb sono più originali; resta però un grandissimo fumetto noir e d’azione come non se ne fanno più, tanto meno con questi disegni.

Una curiosità: scartabellando tra le mie collezioni ho scoperto che Morgan rappresenta quasi sicuramente un unicum tra le serie che transitarono prima su L’Eternauta e poi su Lanciostory o Skorpio. Quando l’Eura lo cominciò a pubblicare (su Lanciostory dal numero 39 del 1990) non lo fece partendo dall’inizio come era solita fare con le altre serie ma riprendendo da dove aveva interrotto la pubblicazione L’Eternauta.

lunedì 12 febbraio 2024

Gli Albi della Cosmo 103 - I Grandi Maestri Special 49: Jack lo Squartatore

Segura e Ortiz sono stati una delle coppie proverbiali del fumetto, come Berardi & Milazzo, Muñoz & Sampayo, Zentner & Pellejero, ecc. Pur lavorando occasionalmente anche separati, tra la fine degli anni ’70 e i primi ’90 hanno realizzato insieme moltissimi lavori: con un’approssimazione sensazionalistica non troppo distante dal vero, si può dire che questo volumetto raccolga il meglio e il peggio della loro produzione.

I Mille Volti di Jack lo Squartatore era un’avvincente serie horror ma anche una specie di esercizio di stile di gran classe, un po’ come Nuvola Rossa di Walter Chendi: terminati gli omicidi certificati del “vero” Jack vediamo chi e come avrebbe potuto continuare la sua opera (con l’espediente del suo spirito che aleggia sui personaggi), inventandosi dei nuovi “eredi” sempre originali e credibili.

I testi di Segura non sono solo lodevoli per come tira fuori dal cilindro delle figure interessanti e strutturate, ma soprattutto per il macabro sarcasmo che pervade queste storie, che lascia il lettore con un ghigno di soddisfazione. Dal canto suo Ortiz era forse all’apice della sua arte. Sì, prima c’era stata la splendida versione a fumetti di Attenti a quei Due, ma lì il suo lavoro certosino era facilitato, ma forse anche un po’ spersonalizzato, dall’inevitabile ricorso alle fotografie dei protagonisti. Poi, certo: i colori di Attila, Burton & Cyb e di alcuni cicli di Hombre sono eccezionali, ma lo scrupoloso tratteggio di questa serie è perfettamente coerente con lo spirito della serie, non tanto per eventuali rimandi a incisioni di fine secolo quanto perché riesce a creare un’atmosfera caliginosa e morbosa molto suggestiva. E le fisionomie dei molteplici personaggi sono caratterizzate splendidamente senza mai calcare la mano sulla caricatura.

But O’Brien è invece un’opera minore, anche se il mio giudizio può essere falsato dal primo impatto che ebbi con la serie (subito abortita) su Comic Art. All’epoca non avevo ancora recuperato i numeri di Torpedo dove aveva esordito, e in cui faceva una ben più bella figura. L’ambientazione sono i ruggenti anni ’20 e il protagonista un ex pugile riciclatosi come guardaspalle. Le storie erano anche piuttosto gradevoli ma più che le trame (fisiologicamente basate su stereotipi) si faceva apprezzare l’ironia di Segura. Non c’erano la creatività di Morgan, l’umorismo di Burton & Cyb, la denuncia e lo scrupolo documentaristico di Ozono, l’epica de I Grandi Miti del West (ma quello non lo scrisse Segura, credo). E forse Ortiz non aveva nemmeno troppa voglia di lavorare visto che le tavole, pur sempre piacevoli, erano un po’ raffazzonate e a volte buttate sul caricaturale. Poi con l’episodio Alzati e cammina avviene un reboot, manco fosse un fumetto di supereroi (i motivi sono parzialmente spiegati da Roberto Dal Pra’ su Comic Art 114): la serie si sposta negli anni ’40 e arriva il tracollo. L’ironia diventa misoginia e omofobia. Credo che fu la lusinga bonelliana di Ken Parker a sciogliere il sodalizio tra i due autori spagnoli (poi ricongiuntisi su Tex), e francamente la rapida dipartita di questo «guardaspalle» non mi ha causato alcun rimpianto.

Come al solito l’edizione della Cosmo è in formato bonelliano a un prezzo relativamente basso (6,90 euro) e le splendide tavole di Jack lo Squartatore ne escono un po’ sacrificate né la resa di stampa è perfetta, ma probabilmente non finirà del “Meglio o Peggio?” del 2024 visto che non voglio sembrare un vecchio rincoglionito che ripete sempre le stesse cose.

Un’ultima annotazione a mo’ di giustificazione: non sono riuscito a stare “sul pezzo” pubblicando questa recensione a ridosso dell’uscita del volume(tto) perché la distribuzione della Cosmo dalle  mie parti a volte è un po’ lacunosa e quindi ho preferito andare sul sicuro ordinandolo in fumetteria dove mi è arrivato solo l’altro giorno. Ovviamente, un mesetto fa da tutte le edicole del mandamento occhieggiava questo numero della collana.