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domenica 4 agosto 2024

Dylan Dog Color Fest 50: Groucho (fuori di) sesto

Raccolta di tre episodi con protagonista Groucho: i primi sono ristampe di due albetti allegati agli speciali estivi, il terzo è uno di quelli del Grouchonomicon.

La cosa misteriosa che vive dietro il frigorifero sarebbe tratto da un episodio reale: la gatta di Sclavi si era messa a fissare lo spazio tra frigorifero e parete. Proprio su un caso analogo Groucho viene incaricato di indagare mentre nella Londra prossima alle elezioni si verifica lo strano fenomeno di un piccione parlante che vuole incontrare il Primo Ministro uscente.

Pur se le mattane di Groucho si prendono lo spazio dovuto, la storia ha una trama abbastanza articolata e un finale che dona un senso a tutto. Sclavi ci andava giù pesantissimo coi politici.

Anche se in incognito per la vergogna di confezionare una storia così strampalata, Horrorpoppin’ è opera degli stessi autori, Sclavi e Piccatto. Esperimento metanarrativo senza capo né coda (o meglio con troppi capi e troppe code), è ovviamente un omaggio dichiarato a Hellzapoppin’ ma non mancano altre citazioni tra cui la più evidente è quella a Little Annie Fanny di Harvey Kurtzman che qui diventa la fidanzata di Groucho. Come specifica Sclavi (il rimpallo tra personaggi e autori è costante, roba da Fumettisti d’invenzione) lui non copia: cita.

A seconda dell’umore del momento, una storia da leggersi tutta d’un fiato o a piccolissime dosi.

I due vecchi allegati sono stati colorati appositamente da Erika Bendazzoli: un lavoro più che dignitoso, ma non mi pare così «magnifico» come detto da Barbara Baraldi nell’editoriale, visto che ha dovuto/voluto colorare anche qualche china di Piccatto e certi effetti digitali (l’alone di un televisore, gli effetti di uno sparo, ecc.) mi sono sembrati dei corpi estranei.

Luigi Piccatto gestiva benissimo sia il registro realistico che quello caricaturale. E chissà quante prove e disegni dal vero avrà fatto per rendere al meglio il gatto.

Lo stacco temporale e stilistico tra le prime due storie e la terza, Una scatola di polvere, è nettissimo. Non solo perché compaiono aggeggi elettronici vari e degli ambienti più moderni, ma soprattutto per una narrazione più asciutta e gestita in maniera più manifestamente razionale (bella forza, rispetto a Horrorpoppin’, ma comunque si avverte l’urgenza di creare una vicenda in cui tout se tient, magari anche ricorrendo ai dialoghi per chiarire certi passaggi). Mi verrebbe da dire che si avverte anche un sottotesto malinconico, ma quello c’era già anche nella prima storia.

Stavolta Groucho deve sfrattare un fantasma invadente che però infesta la casa sbagliata a causa di uno scambio nelle urne cinerarie che scaraventerà i due in una vicenda necrofora/criminosa. Mi pare che il soggetto ideato da Francesco Artibani sia simpatico e originale, i disegni sono di Cavazzano e quindi ottimi. I colori, anch’essi validissimi, sono opera di Alessia Nocera.

sabato 12 gennaio 2019

Historica Biografie 21: Churchill (seconda parte)

È meglio del primo, questo secondo e conclusivo volume sulla vita di Winston Churchill. Non che ci volesse molto, comunque.
Siamo arrivati allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e in 46 pagine bisogna affastellare gli eventi più rilevanti e gli incontri che decideranno l’assetto del mondo dopo la guerra, il tutto dal punto di vista del protagonista. Il risultato è simile a un film mandato avanti velocemente con l’avanzamento rapido del videoregistratore, e non è una brutta impressione. Quello che affascina di più è però il caratterino del protagonista, un uomo deciso, risoluto e talvolta geniale ma anche umorale, prevaricatore e un po’ opportunista. Paperino o Braccio di Ferro con parecchi chili in più, insomma. La scelta di Delmas di concentrarsi sull’aspetto umano di Churchill porta inevitabilmente allo sciorinamento di alcuni aneddoti già ben conosciuti, ma fa parte del gioco (come ricordato nell’appendice, Churchill fu anche un abile costruttore della sua immagine) e aggiunge un po’ di pepe al fumetto.
I disegni, però, rimangono di qualità molto bassa e francamente non mi so spiegare perché, visto che le tavole sono state pensate e realizzate in team da due disegnatori: Regnault al layout e Cammardella alla realizzazione finale. Le anatomie improvvisate, le figure storte, le derive grottesche e gli sfondi piuttosto poveri potrebbero andare bene per un altro tipo di fumetto, non per una BéDé storica. Anche la colorista Alessia Nocera ha avuto qualche problema a raccapezzarsi tra queste vignette e ogni tanto ha interpretato come cicatrici quelle che invece erano le indicazioni di Cammardella per le ombre portate.
Un ruolo molto importante riveste in questo volume la parte redazionale curata da François Kersaudy che contribuisce a dare un’immagine veramente a tutto tondo di Churchill, con cui peraltro sembra condividere il terrore per il pericolo rosso. Per l’occasione anche il “making of” finale è più che altro un’appendice dell’appendice e approfondisce ancora di più la figura del protagonista, spiegando perché non lo si è mostrato mentre dipingeva o senza animali attorno, entrambe sue grandi passioni.

venerdì 15 giugno 2018

Historica Biografie 14: Churchill (prima parte)

Piuttosto deludente questo nuovo numero di Historica Biografie. La vita del protagonista è stata densissima e inevitabilmente gli eventi si accavallano limitandosi quasi solo a essere citati senza venire messi in scena, ingolfati dalla misura standard di un albo franco-belga. I tentativi di Vincent Delmas di vivacizzare un po’ la narrazione con qualche iniezione di ironia non vanno a buon frutto, e comunque sono troppo isolati e sporadici per essere incisivi.
La parte peggiore di Churchill è però quella grafica: da quanto si evince dal frontespizio, Christophe Regnault ha impostato gli storyboard che sono stati poi materialmente trasformati in tavole finite da Alessio Cammardella. Forse Cammardella è molto giovane e deve ancora maturare; forse ha dovuto disegnare il volume in tempi strettissimi; forse l’editore gli ha imposto uno stile preciso, ma sta di fatto che i suoi disegni vagamente deformed non sono affatto adatti per un fumetto di genere storico, tanto più che in alcune vignette sembra che abbia tirato via in tutta fretta – o sia stato costretto a farlo dalle scadenze di consegna. E in quelle più curate mi ha ricordato (orrore) certe derive della prima Image. Alcune scene funzionano a meraviglia, principalmente quelle ambientate in parlamento quando i suoi stessi compagni di partito ascoltano esterrefatti le uscite di Churchill, ma nel complesso il risultato non è buono, tanto più che la stampa è molto zoppicante e che i colori di Alessia Nocera, per quanto dignitosi, sono scolastici e privi di fantasia.
La storia di Winston Churchill è comunque molto interessante: spirito irrequieto e ambizioso, riuscì a ritagliarsi uno spazio sulla scena politica inglese grazie alle conoscenze eccellenti della sua famiglia e a una faccia tosta a prova di bomba, che gli fece cambiare schieramento varie volte riuscendo a mantenere comunque una grande credibilità (Dardanelli permettendo). Impossibile non apprezzarne l’ironia che non risparmiava nemmeno a se stesso. Mai come in questo caso è fondamentale la lettura dell’appendice storica, curata da François Kersaudy, per integrare la parte a fumetti di ulteriori aneddoti e apprezzare meglio la figura del protagonista: Delmas non fa cenno ad esempio alla balbuzie e ai difetti di pronuncia di Churchill.
Questa prima parte di Churchill segue il protagonista dall’infanzia fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dando conto sia delle sua gesta eroiche che della sfacciataggine che la condizione di privilegiato gli permetteva di adottare. Secondo me sarebbe stato più indicato presentare entrambi i volumi di cui si comporrà l’opera sulla collana madre Historica. Historica Biografie finora ha presentato solo volumi singoli, e per soli quattro euro in più avremmo avuto tutta la storia. Così invece toccherà spenderne altri 8,99 sperando in un improbabile salto qualitativo.

venerdì 13 ottobre 2017

Historica Biografie 6: Lutero

Ecco un altro sceneggiatore che sa scrivere bene fumetti storici. Stavolta è sotto i riflettori il padre inconsapevole del Protestantesimo, che abbandona da giovane una promettente carriera di avvocato per farsi monaco, rispettando un voto che aveva fatto a Sant’Anna per averlo salvato da un temporale (!) ma che in realtà è una scelta motivata dalla sua profonda spiritualità, come ci viene mostrato durante i suoi morigerati anni di studio.
Olivier Jouvray scrive in maniera fluida e piacevole, senza che la narrazione risulti frammentaria e senza nemmeno rallentare il ritmo per spiegare meglio certi concetti al lettore. Anzi, certe sequenze come la scansione alternata della fuga di Lutero e della dichiarazione della sua condanna a pagina 40 sono molto coinvolgenti. Grazie a uno stile che unisce essenzialità a chiarezza, lo sceneggiatore è riuscito a rendere perfettamente comprensibili anche i dibattiti di materia teologica, che di per sé non sono un argomento facile. È inoltre molto bravo a usare il fraseggio tra le didascalie e i dialoghi e alla fine, quando inevitabilmente il fumetto deve prendere la rincorsa per riassumere gli ultimi anni di vita di Lutero in sole 7 pagine, non si è avvertito quel senso di fretta che spesso si percepisce  in queste situazioni.
La parte grafica non è all’altezza di quella scritta, pur essendo comunque dignitosa. L’impressione che mi hanno dato i disegni di Filippo Cenni è quella di trovarmi davanti a un disegnatore giovane che ha sicuramente delle potenzialità ma che è ancora incerto e acerbo. Le sue figure sono spesso solo sbozzate e un po’ imprecise (mancano le unghie delle mani, sin dalla copertina), tradendo forse una preferenza per uno stile espressionista che però mal si sarebbe adattato a un fumetto storico. Non è di certo d’aiuto il fatto che Cenni abbia realizzato solo le matite senza inchiostrarle, cosa che le avrebbe rese senz’altro più robuste. Le derive naïf dello stile di Cenni sono oltretutto ancora più evidenziate dalla calligrafica visualizzazione degli edifici, sicuramente dovuta a qualche diavoleria digitale.
Buoni i colori di Alessia Nocera, anche se l’inserimento di dettagli fotografici (vedi il fuoco a pagina 7 e le vetrate a pagina 11) mi lascia sempre perplesso, per non parlare degli effetti digitali con cui si vorrebbe fingere di aver usato l’acquerello – ma se la forma delle macchie è identica e ripetuta più volte per forza di cose il risultato sembrerà artefatto, altro che acquerello!
Matthieu Arnold fornisce un buon apparato critico per meglio capire quanto del fumetto sia frutto di speculazione e quanto sia documentato (e d’altro canto nel “making of” gli autori sembrano preoccupati principalmente di giustificarsi con gli esperti in merito alla veridicità degli argomenti affrontati e della selezione che hanno dovuto operare tra le tante vicende della ricchissima vita di Lutero).

POSTILLA
Proprio oggi l’edicolante ha sottolineato come siano fatti bene questi volumi e io non ho voluto ribattere che bisognerebbe prima tirarli fuori dal cellophan per sincerarsi che non contengano magagne: dopotutto con Historica e Historica Biografie non ho mai avuto esperienze come sedicesimi invertiti o pagine bianche.
Bene, una volta aperto il volume mi sono accorto che la mia copia è stampata al contrario! Cioè la copertina è invertita rispetto alle pagine. Ben lungi da me richiederne un’altra: il fumetto e i testi ci sono tutti, e chissà quanto ci vorrà per farmene avere una copia normale. E poi hai visto mai che diventi una rarità.

venerdì 8 luglio 2016

Historica 45 - Napoleone: Ascesa e caduta

L’ultima proposta di Historica è il classico esempio di fumetto indirizzato non ai lettori di fumetti ma agli appassionati dell’argomento trattato, nella fattispecie Napoleone. Il che può servire come esempio delle qualità divulgative del mezzo, ma ne limita molto le possibilità espressive e quindi alla fine anche la qualità.
Nei tre episodi che costituiscono Napoleone vengono semplicemente inanellati gli eventi salienti della vita e delle campagne militari di Bonaparte, riprendendo anche di peso alcuni suoi discorsi. Alcuni piuttosto lunghi. Come in altre opere analoghe, si dà per scontato che il lettore si è avvicinato all’opera perché già interessato alla materia che già conosce e quindi certi passaggi possono essere trascurati in favore delle informazioni meno conosciute o di gustosi pettegolezzi (lo storico bonapartista Jean Tulard ha fornito supporto documentaristico allo sceneggiatore Noël Simsolo). È anche vero che racchiudere 22 anni di una vita molto articolata in 3 volumi dalla durata standard era un progetto impossibile già in partenza.
Risulta quindi fondamentale in questo caso l’introduzione di Sergio Brancato, che sottolinea gli aspetti più importanti della vita di Napoleone e ci fornisce alcuni approfondimenti su certi aspetti non sviscerati a dovere nel fumetto.
Io non sono contrario alle didascalie informative (e anche quelle descrittive possono avere un loro perché) ma in Napoleone sono un po’ eccessive, anche se lo strumento di infodumping peggiore sono i dialoghi da coro greco dei personaggi di contorno, che si rimpallano informazioni che già sanno, e che in alcuni casi dovrebbero evitare di dire apertamente, per metterne al corrente anche il lettore.
Difficile dare un giudizio sui disegni: il lavoro di Fabrizio Fiorentino è a stento riconoscibile coperto com’è dai pesantissimi colori di Alessia Nocera che coi suoi effettacci al computer intorbidisce le vignette. Credo che parte della colpa vada però attribuita anche allo stesso Fiorentino che ha scansionato le sue matite senza inchiostrarle e soprattutto ha lasciato molti sfondi (in particolare di interni) desolatamente vuoti, cosa inconcepibile per il mercato franco-belga, e da cui potrebbe essere nata la necessità di “sporcarli” il più possibile di colore per riempirli in qualche maniera. Lo stesso discorso vale anche per alcuni campi lunghi scarni e poco dettagliati.
Fiorentino realizza comunque dei primi piani intensi e curati ed è stato molto bravo a rappresentare lo scorrere del tempo mostrando l’effetto che gli anni hanno avuto sulle fattezze del protagonista e degli altri personaggi, ma non mi sembra il disegnatore adatto per un progetto di questo tipo.
In definitiva per me Napoleone non è proprio la proposta peggiore presentata da Historica, ma figura comunque tra i volumi meno interessanti della collana. Probabilmente una goduria per gli appassionati di Napoleone, comunque.