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giovedì 7 maggio 2015

Zenith Fase Due



Continua nel solco tracciato dal primo volume la saga di Zenith: testi molto stuzzicanti e disegni bruttini (poco meno che inguardabili se visti dopo il Caravaggio di Manara).
Questa Fase Due carbura però lentamente e il mio affettuoso pensiero va ai lettori della rivista 2000 AD che all’epoca dovettero leggersi la storia serializzata in maniera terribilmente diluita: fino al capitolo 6 si tratta solo di una lunga introduzione.
Stavolta Zenith deve vedersela con un ricchissimo magnate megalomane (ma spinto da buone intenzioni, si giustifica lui) che minaccia di distruggere Londra e ha sul libro paga il creatore dei superumani inglesi. La trama principale è però solo parte del succo di questa Fase Due perché viene messa sul fuoco un bel po’ di altra carne, ovvero la minaccia dell’Omniedro (con le relative realtà alternative) e la figura di Chimera che purtroppo viene portata in scena per poi essere eliminata con eccessiva fretta.
Semplicemente geniale l’idea, su cui anch’io ho riflettuto più di una volta, che dominare il mondo dev’essere una colossale rottura di palle più che una conquista – ragionamento con cui lo scazzatissimo protagonista salva la situazione.
Forse il Morrison migliore è proprio questo: molte trovate originali e tanto umorismo (qui prende addirittura in giro gli animalisti più intransigenti, prima di diventarlo a sua volta in Animal Man). Di fronte all’inventiva di cui ha dato prova in questa occasione, supportata dal ritmo frenetico delle 5/6 pagine a puntata, anche la sua tanto celebrata Doom Patrol sembra un’accozzaglia di puttanate tirata troppo per le lunghe.
In appendice il volume propone un episodio fuori serie pubblicato in origine su uno Winter Special della rivista 2000 AD, disegnato (vivaddio) da un ruspante Manuel Carmona molto più piacevole del gelido Yeowell.
La Fase Uno di Zenith aveva ovviamente tra i suoi pregi l’effetto novità, eppure nel complesso trovo che questo volume non abbia perso smalto al confronto e sia pienamente all’altezza del precedente. E anche meglio di Multiversity, tra le altre cose.