Questa versione a fumetti dell’opera di Shakespeare è molto fedele al testo originale, pur con qualche taglio consistente (almeno a quanto mi ricordo), e in sostanza non presenta alcun tocco di originalità che la caratterizzi: non è ambientata nel futuro o su un altro pianeta o con protagonisti diversi da quelli originali. La riduzione di Ricardo Gómez è comunque molto scorrevole anche se la fedeltà al dramma originale porta inevitabilmente a qualche sequenza dal tono un po’ desueto.
La differenza la fanno i disegni di David Rubín, che conoscevo solo per La sala da tè dell’orso malese: dinamici e cartooneschi con rare derive furry (Tebaldo ha la coda) contribuiscono a rendere la lettura fluida e avvincente – ma fa un errorino: da un certo punto in poi la balia di Giulietta sfoggia una dentatura completa e non più i quattro denti dichiarati. La parte grafica rivela d’altra parte il pubblico per cui questa riduzione è stata pensata, cioè un lettorato jeunesse. Non è insomma un fumetto da cui potrei aspettarmi chissà quali sorprese, ma a un euro valeva la pena provarci.
L’edizione Tunué, datata 2010, è molto carina: un cartonatino di 32 pagine su buona carta patinata, che a suo tempo costava 9,70 euro. Potrebbe costituire un buon metodo per avvicinare i giovani all’opera di Shakespeare o fornire loro un “bignami” della stessa.

