Visualizzazione post con etichetta William Shakespeare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta William Shakespeare. Mostra tutti i post

domenica 18 giugno 2023

Romeo & Giulietta

L’impellenza di svuotare il magazzino incombe e così la mia fumetteria di fiducia ha istituito, oltre alle offertone a 3 euro, anche quelle a un solo euro. Vista la prolungata latitanza di alcuni volumi che ho ordinato, perché non approfittarne?

Questa versione a fumetti dell’opera di Shakespeare è molto fedele al testo originale, pur con qualche taglio consistente (almeno a quanto mi ricordo), e in sostanza non presenta alcun tocco di originalità che la caratterizzi: non è ambientata nel futuro o su un altro pianeta o con protagonisti diversi da quelli originali. La riduzione di Ricardo Gómez è comunque molto scorrevole anche se la fedeltà al dramma originale porta inevitabilmente a qualche sequenza dal tono un po’ desueto.

La differenza la fanno i disegni di David Rubín, che conoscevo solo per La sala da tè dell’orso malese: dinamici e cartooneschi con rare derive furry (Tebaldo ha la coda) contribuiscono a rendere la lettura fluida e avvincente – ma fa un errorino: da un certo punto in poi la balia di Giulietta sfoggia una dentatura completa e non più i quattro denti dichiarati. La parte grafica rivela d’altra parte il pubblico per cui questa riduzione è stata pensata, cioè un lettorato jeunesse. Non è insomma un fumetto da cui potrei aspettarmi chissà quali sorprese, ma a un euro valeva la pena provarci.

L’edizione Tunué, datata 2010, è molto carina: un cartonatino di 32 pagine su buona carta patinata, che a suo tempo costava 9,70 euro. Potrebbe costituire un buon metodo per avvicinare i giovani all’opera di Shakespeare o fornire loro un “bignami” della stessa.

domenica 18 settembre 2022

Parodie Collection n.2: Il Principe Duckleto

Nessuna novità in fumetteria (nemmeno l’ultima Anteprima) e così mi sono dedicato a spulciare il settore del Tutto a 3 euro. Non che mancasse altro materiale vagamente interessante, ma ho pensato che una parodia Disney potesse tirarmi su di morale e farmi fare quattro risate. Obiettivo raggiunto.

Ovviamente Duckleto è la parodia dell’Amleto shakespeariano, e l’adattamento al mondo Disney della tragedia (che trabocca di gente ammattita e morti ammazzati) è stato fatto con eleganza pur rimanendo fedele all’opera originale. Giorgio Salati (o chi per lui) ha avuto la brillante idea di tramutare il veleno che in origine uccide Amleto padre in una pozione magica che rende chi ne viene asperso trasparente e incorporeo come un fantasma, e che come tale può essere visto e udito solo dai parenti prossimi. Se qualcuno volesse sottolineare alcune incoerenze come il fatto che lo “spettro” può muovere gli oggetti e non viene inghiottito dal terreno (non sarà incorporeo solo in orizzontale, no?) è lo stesso Paperone/Amleto padre a dare una perentoria spiegazione a pagina 17.

A fare da doppia cornice alla vicenda portante ci sono un viaggio d’affari in Danimarca di Paperone e nipoti e la conseguente opportunità per Qui, Quo e Qua di studiare la tragedia proprio nei luoghi dove si svolse, con un colpo di scena finale. Al di là della fedeltà all’opera originale Il Principe Duckleto si segnala per le non poche sequenze esilaranti che lo punteggiano.

Non mi intendo molto di disegnatori Disney ma mi pare che Paolo De Lorenzi abbia fatto un buon lavoro. Di matrice cavazzaniana, è molto dinamico ed espressivo e fa recitare molto bene i personaggi con le mani. Pur non abbondando di tratteggi, le sue tavole sono dettagliate e la colorazione contribuisce a evocare le atmosfere della plumbea Danimarca.

Non che in origine costasse poi molto (6,90 euro per 68 pagine patinate in formato 19x26 con effetti in rilievo in copertina) ma a 3 euro lo si apprezza ancora di più.