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giovedì 10 marzo 2022

Yoko Tsuno Integrale 3: All'inseguimento del tempo

Quinto volumone italiano della saga di Yoko Tsuno, in origine terzo Integrale uscito in Francia e Belgio. Come al solito la raccolta non è cronologica ma tematica e stavolta sono di scena i viaggi nel tempo e un nuovo personaggio che fa da trait d’union alla trilogia.

Il primo episodio (undicesimo della saga), La spirale del tempo, introduce Monya, una profuga dal XXXIX secolo che fugge all’apocalisse definitiva nel presente di Yoko Tsuno grazie alla macchina del tempo inventata dal padre, ereditando la missione di uccidere lo scienziato che inventò/inventerà la “bomba ad annichilimento” (!) e per questo si farà aiutare da Yoko Tsuno in visita al cugino nel Borneo che tornerà all’epoca della Seconda Guerra Mondiale dove/quando incontrerà suo zio con cui involontariamente attiverà il meccanismo che le darà il suo nome. È probabile che Leloup lavorasse con la trama già ben delineata, ma in queste 44 tavole l’azione si svolge in maniera un po’ troppo meccanica e fluida per Yoko & co. e la sorpresa finale del mostro spaziale sembra una trovata dell’ultimo momento. Per fortuna un po’ di ironia (poca) affiora ogni tanto a nobilitare il tutto. Lo stile di disegno è quello per cui ho accusato Leloup di leziosità, ma gli sfondi e i dettagli tecnici sono stupendi. Un episodio godibile ma non tra i migliori della serie.

Il secondo episodio, Il mattino del mondo, fa tornare in scena Monya che a causa di un suo furtarello nel passato ha messo nei guai un’indigena di sei secoli prima. Ovviamente Yoko la aiuterà ma stavolta col supporto di Vic e Pol (e di Rugiada del Mattino, la bambina che ha adottato ma di cui non mi sembra abbiamo ancora visto le origini). La storia ha un piglio nettamente avventuroso con tanto di dinosauri e un ulteriore motivo di interesse è il dettaglio che lega questo episodio al precedente.

In questo episodio, il diciassettesimo della saga, Leloup organizza le tavole in maniera differente: quasi mai sulle canoniche quattro strisce ma su tre. Se da una parte è inevitabile che così ci sia meno “sostanza” da leggere, è anche vero che i suoi disegni devono essere più dettagliati e marcati per riempire il nuovo formato e quindi sono molto più gratificanti da vedere.

Per finire, L’astrologo di Bruges. Anche questo episodio presenta uno stile differente: Leloup aveva forse cambiato strumenti di lavoro, passando dal pennino al pennello, o forse avrà voluto dare una rinfrescata alla parte grafica. Sta di fatto che i contorni delle figure sono più marcati e c’è qualche tratteggio in più. Anche se siamo in una parte avanzatissima della saga (questo è il ventesimo episodio originale) qui di lezioso c’è insomma ben poco.

Terza storia sui viaggi nel tempo, è un pochino complessa. Yoko si reca a Bruges per incontrare un pittore che le vuole fare un ritratto dopo averla ammirata in un servizio fotografico, ma viene aggredita dal pittore stesso che a sua volta è un viaggiatore del tempo e vuole carpire a Yoko il segreto dell’ubicazione di una fiala che ha sottratto nel passato (di cui lei non si ricorda affatto) e che contiene i patogeni per scatenare la peste. Su questo canovaccio di base si innestano vari altri personaggi e colpi di scena. Forse sarà anche a causa dei disegni molto migliori, ma per me ne L’Astrologo di Bruges siamo al livello delle bellissime Avventure Tedesche.

Come al solito una parte ghiottissima del volume è costituita dai redazionali introduttivi, stavolta dedicati rispettivamente alle teorie dei viaggi nel tempo, a Bali e a Bruges. È vero che gli interventi diretti di Roger Leloup a volte spoilerano parte delle trame, così come la grafica invasiva rende un po’ ostico leggere i testi che sono stampati direttamente sui disegni, ma rimangono comunque un grande piacere.

Visto che alla fine anche questo volume è uscito, nonostante le titubanze di Andrea Rivi, spero che in un futuro non troppo remoto vedremo anche gli altri. Ufficialmente adesso ne mancherebbero solo tre.

venerdì 16 giugno 2017

Yoko Tsuno l'Integrale 4: Vinea in pericolo

Il quarto Integrale di Yoko Tsuno (quarto come ordine di uscita uscita per Nona Arte e anche quarto nella cronologia di riferimento) ha un’ambientazione che non è tra le mie preferite, ma ciononostante le storie sono piacevoli e coinvolgenti come sempre. Inoltre i volumi qui raccolti sono l’ottavo, il decimo e il tredicesimo, quindi graficamente ci troviamo nel periodo a me più congeniale: distaccatosi dagli stilemi caricaturali degli esordi, Leloup non aveva ancora raggiunto la sua leziosità filiforme.
Ne I Titani Yoko, Vic e Pol sono chiamati su Vinea per indagare sulla inspiegabile apparizione di piante di palude sul pianeta, accompagnata dal ritrovamento di un resto organico che farebbe supporre un’invasione da parte di una forma di vita insettiforme. In effetti lo scenario è abbastanza simile a quello immaginato, ma con una svolta inaspettata che rimescola le carte in gioco e toglie ogni possibilità di identificare univocamente i “buoni” e i “cattivi” – come scritto con dovizia di particolari nell’introduzione. I Titani si conclude con un richiamo all’ideale di pacifismo e fratellanza cosmica che caratterizza Yoko Tsuno, ma che alla fine diventa ridondante.
La Luce d’Ixo non è precisamente ambientata su Vinea ma su una sua luna. Stavolta il trio indaga sull’origine del raggio di luce che appare a intervalli regolari nel firmamento, e che nasconde un’incredibile storia di oppressione e di faide ancestrali – anche queste anticipate dall’introduzione.
Per finire, Gli Arcangeli di Vinea racconta di un’esplorazione sottomarina (il pianeta ha una geografia tutta in divenire, anche per permettere a Leloup di inventarsi quello che gli fa comodo di volta in volta) per risalire al mistero di un’antica città vineana. L’episodio si segnala per una bellissima figura di antagonista, per la dimostrazione di risolutezza di Yoko Tsuno e per il vago interesse che la protagonista dimostra finalmente per un esponente dell’altro sesso, destinato però a non concretizzarsi per i motivi dettagliatamente spiegati nell’introduzione. Forse il finale è un po’ affrettato e nelle ultime 5-6 tavole c’è un’accelerazione esagerata, ma questa frenesia alla fine è anche piacevole.
Leloup ha uno stile di scrittura molto appassionante: le avventure seguono una struttura simile per cui nelle prime pagine vengono presentati tutti gli elementi del mistero per fare montare la tensione, che si scioglierà poi con calcolata maestria un po’ prima della ventesima tavola – leggere Yoko Tsuno a puntate sul settimanale Spirou doveva veramente tenere col fiato sospeso!
Il suo technobabble funziona anche con le trovate meno probabili (un insetto gigante non potrebbe esistere comunque, perché la trachea sarebbe inutilizzabile) e le sue storie sono miniere di concetti originali e ottime trovate, che seppur io preferisca vedere in ambientazioni più canoniche vanno benissimo anche su Vinea.
I suoi personaggi sono molto interessanti, sia gli antagonisti che le figure di contorno, e praticamente sono quasi esclusivamente donne, ma mai stereotipate (a partire dalla protagonista). I suoi décors e i mezzi tecnici che disegna sono sempre curatissimi e tanto dettagliati da mozzare il fiato; ancora una volta, però, io trovo che funzionino di più in un contesto realistico piuttosto che sul mondo alieno di Vinea, dove l’ambientazione già fantasiosa toglie un po’ di sense of wonder.
Il difetto di questi Integrali è che non presentano molto materiale esclusivo come schizzi inediti et similia e che i redazionali sembrano girare un po’ a vuoto concentrandosi sulle storie e finendo per inanellare uno spoiler dietro l’altro. È anche vero che rispetto a Spirou, Barbarossa e Tif e Tondu la serie di Leloup è molto più recente e quindi anche gli aneddoti da raccontare sono limitati, oltre al fatto che essendone l’unico autore non si possono approfondire le biografie di collaboratori inesistenti né ricostruire le dinamiche di uno studio che non si è mai costituito. Le note biografiche e le curiosità si sono praticamente esaurite con il primo volume.
A chiudere questo volume non ci sono però solo i soliti ingrandimenti delle vignette e le prove di colore (Leloup aveva la pazienza di un certosino a colorare a matita le tavole…) ma anche un recupero più interessante: la riproduzione di una copertina (con le varie fasi di lavorazione: matita, china e colori) che, realizzata per una fanzine prima ancora che nascesse Yoko Tsuno, anticipa le tematiche e i personaggi de I Titani.
Un pinailleur: la struttura dell'edificio cambia forma da una vignetta all'altra!
En passant, a Lucca 2016 avevo chiesto allo stand Nona Arte come stesse andando la serie degli Integrali di Yoko Tsuno e mi era stato risposto che non andavano bene e che erano altre le serie che vendevano. Zitti zitti, però, quelli di Nona Arte hanno già pubblicato quattro volumi sugli otto da programma (ma penso che un nono sarà imminente in Francia), quindi immagino che tanto male non vada.

lunedì 4 luglio 2016

Yoko Tsuno Integrale 1 e 2

Alla fumetteria dove l’avevo ordinato mi hanno detto che sono passati tanti mesi prima dell’arrivo del primo volume perché Pan Distribuzione ha cambiato il tizio che si occupava degli arretrati (ma quando lo avevo ordinato non era certo un arretrato…), un amico dice di aver visto una copia mesi fa in fumetteria, evidentemente venduta a mia insaputa…
Sia come sia, finalmente è arrivato insieme a una caterva di altra roba il primo numero dell’Integrale di Yoko Tsuno, e visti tutti i mesi passati prima della sua comparsa ha fatto in tempo ad arrivare pure il secondo!
Oltre che una piacevole lettura Yoko Tsuno è stata una sorpresa, o meglio una serie di sorprese: per cominciare la protagonista non è un’adolescente e tanto meno una bambina come alcune immagini potevano far pensare, non corrisponde allo stereotipo dell’orientale riflessiva (anzi è una donna d’azione) e soprattutto ho scoperto che in origine non era nemmeno la protagonista della serie ma solo la spalla dei due reporter/produttori/cameraman Vic e Pol.
Questa collana di Integrali non è cronologica ma tematica, quindi gli episodi non vengono presentati secondo ordine di pubblicazione ma a seconda dei temi trattati e delle ambientazioni. Se nel primo, Dalla Terra a Vinea, il gap temporale tra i volumi è relativamente contenuto (gli episodi raccolti sono il primo, il terzo e il sesto) nel secondo, Avventure tedesche, passa oltre un decennio tra il primo episodio raccolto, il secondo della serie: L’Organo del Diavolo, e il quattordicesimo, Il fuoco di Wotan. Chiaramente NonaArte si è rifatta alla collana omologa confezionata da Dupuis, da cui sicuramente ha preso anche gli interessantissimi redazionali, ma non è certo un problema se le storie non vengono presentate nell’ordine cronologico visto che la saga pur avendo una continuity generale con personaggi che ritornano periodicamente non presenta episodi collegati o storie divise in più volumi.
È invece un po’ un peccato che tra gli episodi raccolti non compaiano le quattro storie brevi che come da consuetudine servirono sulla rivista belga Spirou per saggiare il gradimento dei lettori e decidere se era il caso di promuovere il nuovo personaggio agli album lunghi. Ma anche qui la responsabilità va cercata a monte nell’edizione originale.
Anche Leloup è vittima della maledizione del sesto dito
Tra i personaggi presentati nei vari Integrali Yoko Tsuno è quello più recente essendo nata appena nel 1971. Le sue storie sono di genere fantascientifico o mystery in cui l’aspetto investigativo ha un grande peso e in cui l’umorismo è molto limitato. Leloup ha fatto da assistente ad Hergé e Jacques Martin e si vede: i suoi sfondi e i suoi particolari tecnici sono dettagliatissimi e veramente splendidi, un vero piacere per gli occhi.
La lettura ravvicinata dei due Integrali mi ha permesso di seguire l’evoluzione dello stile di Leloup e in effetti all’inizio la protagonista era piuttosto diversa da come sarebbe stata rappresentata negli episodi più recenti. Inizialmente Leloup ne fa una specie di dark lady austera e volitiva (ma l’impatto di vederla esordire come ladra sarebbe stato diverso se avessimo letto le prime storie brevi e la conoscessimo già!) ma già nel secondo episodio comincia quel processo di riduzione della chioma e di aggiustamento del taglio degli occhi che la renderà molto più aggraziata e giovanile – fino a renderla successivamente un po’ leziosetta da quello che ho potuto vedere.
Come dicevo sopra, le sue storie sono principalmente delle indagini che Yoko intraprende insieme agli amici Vic e Pol per la loro società di audiovisivi. Nonostante l’attenzione ai dettagli e la cura documentaristica, Leloup crea delle situazioni esoteriche o fantascientifiche a volte un po’ improbabili ma una volta sospesa l’incredulità il fumetto si legge con grande piacere e avvince come pochi.
Nel primo Integrale viene raccolta una trilogia dedicata al pianeta Vinea: ne Il trio fantastico Yoko, Vic e Pol scoprono l’esistenza di una razza aliena che vive sotto terra esiliata da un pianeta morto; in La fucina di Vulcano degli scavi petroliferi rischiano di far scoprire la razza dei Vineani causando un cataclisma e ne I tre soli di Vinea il trio andrà nientemeno che nello spazio e contribuirà alla rinascita del pianeta Vinea.
Il secondo Integrale, come è chiaro sin dal titolo Avventure tedesche, è ambientato in Germania e ha come fil rouge la presenza come coprotagonista della bella organista Ingrid Hallberg: L’Organo del Diavolo è una storia forse non molto fluida ma veramente avvincente e suggestiva, in cui un gigantesco organo da chiesa diventa un’arma; Le frontiere della vita (o La frontiera della vita, quelli di NonaArte erano indecisi su come tradurre il titolo) inizia come storia di vampiri per poi svelare una trama medico-spionistica di quando ancora c’era il muro di Berlino; Il fuoco di Wotan è una spy story in cui Yoko dovrà impedire l’utilizzo di un’arma fantascientifica.
L'evoluzione del tratto di Leloup verso la leziosità nel quattordicesimo volume
A seconda delle ambientazioni che sceglie Leloup è efficacissimo nel creare un grande sense of wonder nelle storie fantascientifiche o a fare montare la tensione in quelle esoteriche/investigative.
Come nel caso degli altri Integrali, oltre ai fumetti in sé i volumi offrono dei ghiotti redazionali con i retroscena della creazione delle storie (Leloup è un maniaco che spende mesi in documentazione, e si vede) e testimonianze dirette dello stesso autore: forse sarebbe stato meglio non riportare l’origine del nome Vinea e del colorito azzurro dei suoi abitanti… La carriera stessa di Roger Leloup assume contorni appassionanti, visto che dopo vent’anni passati da anonimo assistente (anche per Peyo) gli viene finalmente data una occasione che però si concretizzerà solo dopo alcune false partenze e correzioni di tiro fino a ottenere il grande successo con Yoko Tsuno, praticamente l’unico personaggio che ha creato.
A parte l’indecisione su come tradurre La Frontière de la Vie, la cura di NonaArte è ottima come sempre, anche se al telefono il dottor Schulz dice contemporaneamente «je viens» e «arrivo» ne La frontiera della vita – e credo che a pagina 35 del primo Integrale fossero i proiettori a illuminare la parete rocciosa e non i «proiettili».
Spettacolari per l’epoca i colori dello Studio Leonardo, capaci di essere perfettamente leggibili e coerenti con i personaggi e contemporaneamente di uniformarsi allo scrupolo realistico di Leloup adottando una tavolozza ricchissima negli sfondi e producendo degli ottimi effetti, ad esempio per rendere lo scorrere dell’acqua o particolari illuminazioni. Del tutto irrilevanti nel complesso generale gli errorini che hanno commesso (la borsa di Yoko in La fucine di Vulcano diventa blu da rossa, il maglione di Vic prima era rosso e poi arancione in L’Organo del Diavolo).
Sull’ultima Anteprima è stato annunciato l’Integrale numero 5 dedicato a storie ambientate in Cina, quindi NonaArte salterà i due Integrali in mezzo, ma data la particolare continuity rilassata non sarà un problema. Spero solo che lo pubblichino presto, e d’altra parte la ricca offerta di Integrali (oltre a questi ho preso anche il quarto di Barbarossa) lascerebbe intendere che un pubblico per questi prodotti è stato intercettato con successo.