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lunedì 1 settembre 2025

S.H.I.E.L.D.: La Macchina Umana

Forse avevo leggiucchiato qualcosina di S.H.I.E.L.D. a suo tempo ma l’avevo archiviato come il classico fumetto di Hickman molto ambizioso e poco comprensibile, tutto fumo e poco arrosto. Approfitto di questa rilettura organica per capire se la mia impressione fosse vera.

Lo spunto di base è che lo S.H.I.E.L.D., l’agenzia spionistica dell’universo Marvel, esiste sin dai tempi dell’antico Egitto e ha aiutato segretamente l’umanità contro le varie minacce di portata colossale, vedi Galactus. La storia prende le mosse quando un nuovo potenziale adepto, Leonid, viene invitato a unirsi alla confraternita. Ma Leonid non è una persona normale: è una specie di meccanismo vivente per risolvere una crisi futura mentre suo padre è poco meno di un supercriminale. Per questo quando il genitore si presenta allo S.H.I.E.L.D. con l’intenzione di raderlo al suolo Leonardo Da Vinci trasporta Leonid nello spazio e nel tempo e lo porta nel cuore dell’associazione per metterlo a parte di un pericolo interno: i dissidi dovuti a Isaac Newton.

La storia in effetti non è incomprensibile, solo che i molteplici salti temporali e i molti personaggi in scena la rendono ostentatamente più nebulosa di quanto sia nella sostanza. La mitologia Marvel viene citata a piene mani ma non è una cosa fastidiosa, compaiono anche con un ruolo di rilievo i padri di Tony Stark e Reed Richards, entrambi agenti dello S.H.I.E.L.D. Ma a farla da padroni sono vari personaggi storici che a loro volta sono stati Maestri dell’associazione o comunque ne hanno fatto parte: oltre a Newton e Leonardo anche Nostradamus, Galileo, Michelangelo, ecc. Se non ricordo male a suo tempo S.H.I.E.L.D. venne definito La Lega degli Straordinari Gentlemen di casa Marvel. D’altra parte Hickman si è anche divertito a scimmiottare un po’ Watchmen con alcuni finti documenti d’epoca.

Il finale della prima parte è originale e piacevole nella sua brutalità anche se poi gli ulteriori sei capitoli metteranno inevitabilmente una pezza allo scontro tra le fazioni interne allo S.H.I.E.L.D.

Un quartetto di storie brevi approfondisce alcuni dettagli o aggiunge carne, o meglio fumo, al fuoco senza svelare troppo sui retroscena. Molto divertente comunque la lotta tra Leibniz e Newton.

Posizionati i molti pezzi sulla scacchiera, la seconda e ultima parte della serie conclude il confronto tra filosofie e armi futuribili dei vari membri dello S.H.I.E.L.D. Simpatica l’idea del triplicarsi dello scenario finale in tre scenari divergenti prima della risoluzione finale. Risoluzione che, se ho ben capito, i lettori statunitensi hanno dovuto aspettare sei anni prima di vedere: il numero 4 della seconda serie uscì nel 2012 e il quinto nel 2018.

I disegni di Dustin Weaver non sono male, ma nemmeno così spettacolari come forse era lecito aspettarsi. Le scene di massa e le architetture dettagliate non lo spaventano, ma le anatomie sono un po’ tagliate con l’accetta e l’inchiostrazione tende al monocorde, oltretutto con dei tratteggi buttati giù a caso. Credo che i colori di Christina Strain, occasionalmente coadiuvata da Justin Ponsor, abbiano contribuito molto alla resa finale. Sonia Oback che si è occupata della seconda parte non mi è parsa altrettanto efficace, se non proprio nell’ultimo episodio. A giudicare dai lavori dei quattro disegnatori che si sono occupati del numero ∞ (infinito) non mi stupisce che solo Gabriel Hernandez Walta abbia poi avuto una discreta carriera, o almeno è l’unico che conosco. Gli altri sono Nick Pitarra, Zachary Baldus e Kevin Mellon.

venerdì 9 febbraio 2024

Ultimate Invasion

Macchè piano complicato alla Hickman… semplicemente si è trattato dell’ennesimo universo alternativo della Marvel, preludio del nuovo crossover o linea editoriale o quello che sarà – se ci sarà.

Il Reed Richards malvagio si è costruito un mondo su misura senza supereroi, che però mi sembra ci siano ancora – limitati alle elite mondiali ma ci sono. Qui ha instaurato un governo distopico più che dispotico in cui i rappresentanti delle sette superpotenze mondiali scelgono a turno a ogni generazione una di loro come nemica fittizia per far concentrare la popolazione sugli inesistenti problemi esteri invece che sul malgoverno locale. Nulla di nuovo, insomma. Periodicamente dal futuro remoto arrivano degli attacchi da parte di vagonate di supereroi (sempre versioni diverse degli stessi cinque o sei). Tony Stark in visita diplomatica sopravvive a uno di questi attacchi e viene cooptato dal Creatore per aiutarlo a ricostruire una macchina del tempo che lui mutilato in uno scontro nel passato/futuro non ha più memoria di come riparare. Seppur riluttante Stark collabora ma ha un suo piano per liberare il mondo da questa pace artefatta. Una storia semplice e lineare viene un po’ smossa dal discorso dei viaggi nel tempo che più che spiegare alcune cose giustificano se Hickman si è perso qualche pezzo per strada. Poco importa: è un fumetto di supereroi e quello che conta sono le mazzate finali. Oltre alla pochezza della trama quello che infastidisce è il fatto che teoricamente questa lunga carrellata di personaggi è solo il preludio di storie future.

Neanche Bryan Hitch scherza in quanto a promesse non mantenute. Si fa quasi fatica a riconoscere il grande artista di Ultimates in queste tavole in cui volti e corporature di plastilina cambiano di vignetta in vignetta. Sarà colpa dell’inchiostratore Andrew Currie?

domenica 19 novembre 2023

Ultimate Invasion 1: Il Ritorno

Torna di scena l’universo Ultimate, che poi magari era sempre ancora presente nel multiverso Marvel e io non lo sapevo. Il Reed Richards cattivo di quel mondo (il “Creatore”) riesce a liberarsi e grazie al corredo genetico identico a quello “ufficiale” riesce a procurarsi un sacco di oggetti tra il mistico, il mutante e l’ultratecnologico con cui mettere in pratica un misterioso piano, lasciando però deliberatamente delle tracce ai supereroi (a quelli che compongono gli Illuminati attuali, credo) per farsi trovare e ingaggiare la solita battaglia fatta da splash page a fermo-immagine. Morale della favola: fedele al suo nome, il Creatore vuole crearsi un mondo su misura, o forse ricreare quello da cui proviene, ma togliendo i poteri ai supereroi; infatti nell’epilogo assistiamo a un suo intervento che impedisce a Peter Parker di diventare l’Uomo Ragno.

44 pagine di fumetto (manco tutte a fumetti) per quello che è solo un lungo prologo. Non che abbia letto molto di Jonathan Hickman, comunque in generale l’impressione che mi hanno dato i suoi fumetti è stata quella di un piano molto complesso e articolato di cui però mi sfuggiva sempre qualcosa. Questa Ultimate Invasion mi pare invece sin troppo lineare, inoltre ci sono riferimenti alla continuity più o meno recente che mi risultano nuovi e un po’ spiazzanti (Pantera Nera comanda un gruppo di pantere bianche… i coniugi Richards hanno un figlio grande… Reed Richards ha qualche problema col governo… il Creatore e Miles Morales sarebbero gli unici sopravvissuti di una catastrofe che ha eliminato l’universo Ultimate…)

Il grande Bryan Hitch è sempre migliore della maggior parte dei suoi colleghi statunitensi, però qui non mi sembra affatto al top, con anatomie non proprio precisissime (le mani, dannazione…) e l’intensificarsi di quel fenomeno per cui i volti e le posture sembrano copiati e incollati da altri suoi lavori. E non credo che la colpa sia da imputare all’inchiostratore Andrew Currie.