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lunedì 24 agosto 2015

Il Morto 19: Improbabili Omicidi

Nuovo episodio de Il Morto fondamentale per lo sviluppo della serie e quasi a sottolinearlo è stato stampato su carta di maggiore grammatura, più piacevole e consistente e che porta alla fine a un maggiore spessore del volumetto.
Come da migliore tradizione della saga, anche questo episodio è una cartina di tornasole della desolata società italiana di questi anni: il pensionato Umberto Rizzo e la moglie Egle stanno attraversando un periodo di ristrettezze economiche che li costringe a vendere parte della loro riserva di lingotti d’oro. Un gioielliere senza scrupoli (forse il gestore di un negozio “compro oro” sarebbe stato più incisivo) decide di rapinarli ma i suoi sgherri devono fare i conti col fatto che Umberto non è assolutamente indifeso come sembra, essendo stato un istruttore dei corpi speciali, e soprattutto con Peg/Il Morto che arriva proprio da Rizzo dopo aver scoperto che il suo precedente contatto è deceduto.
Come dicevo in apertura Improbabili Omicidi è uno snodo importante della serie, visto che l’ex istruttore di Peg lo mette (e ci mette) a conoscenza di parecchi dettagli del suo passato. Nel mentre ci si mette di mezzo anche il commissario Berri, la cui esistenza avevo totalmente rimosso, ovvero il Ginko/Milton de Il Morto.
La sceneggiatura di Ruvo Giovacca procede inesorabile e incalzante, alternando scene concitate ad altre più lente e cariche di tensione. Ottima come sempre la documentazione profusa nella stesura del soggetto, che dà un tocco di realismo e la piacevole impressione che ci sia stato un certo lavoro alla base della storia. E notevole anche la carrellata di personaggi al di là di ogni possibile redenzione. Non male i rari siparietti di cui sono protagonisti i personaggi sullo sfondo, che infondono un ancora maggiore senso di realismo e attualità alla vicenda.
Unico neo: la storia si conclude troppo rapidamente e certi passaggi sul finale vengono lasciati all’immaginazione del lettore (non viene mostrato come ha fatto il gioielliere ad averla vinta sui due killer professionisti né come il Morto sia riuscito a intervenire tanto tempestivamente).
Ai disegni l’esordiente (io almeno non l’ho visto nelle etichette del mio blog) Claudio Montalbano fa un buon lavoro pur con qualche perdonabile scivolata. Ovviamente essendo le chine di Francesco Triscari e più in generale l’elaborazione grafica dello Studio Telloli è difficile dire quanto alla fine Montalbano abbia messo di suo, ma comunque il risultato è soddisfacente.
In appendice torna H. W. Grungle con una storia originale e molto simpatica, oltretutto efficacemente disegnata da una promettente Laura D’Allura.