Zanne è la storia d’amore tra due mostri: lei vampiro, lui licantropo. Come soggetto non è certo originale, ma la Andersen riesce a renderlo coinvolgente anche grazie all’evoluzione del rapporto tra i due e alle loro personalità ben definite: Elsie è distaccata e altezzosa (ma con qualche deriva tenera), Jimmy è grunge e un po’ rozzo. Le gag, una per pagina, vertono attorno alla loro natura mostruosa ma soprattutto al quotidiano menage di coppia: i primi approcci, gli amici, il sesso, i gusti differenti, gli ex, ecc., ovviamente filtrati attraverso lo sguardo di chi non può tollerare i raggi solari o di chi perde il controllo quando vede uno scoiattolo. La Andersen non sbaglia un colpo e strappa sempre almeno un sorriso. Di solito sono le situazioni a essere umoristiche di per sé, ma Zanne si basa principalmente su giochi di parole che sono perfettamente godibili anche nella versione italiana (unico dubbio a pagina 33: quando lui dà della «cagna» a una sua vecchia fiamma licantropa forse Elsie dovrebbe riferirsi sarcasticamente a lui e non dare della «raffinata» a lei, ma non ho l’originale sotto mano).
Come accennavo sopra, Zanne non si basa solo su una raffica di battute ma presenta una vicenda abbastanza fluida con alcuni (pochi, ma ci sono) margini di sviluppo. Nonostante qualche falsa pista gettata qua e là, la storia non presenta sviluppi drammatici ma si conclude con un finale sin troppo lieto. Col senno di poi era ovvio che Jimmy sospettasse del postino visto che universalmente i cani odiano i postini, ma questa l’ho capita dopo…
Molto simpatica la confezione, un raffinato cartonato ruvido che credo rispecchi l’edizione originale. La fascetta verticale con cui si spiega che questa è «una storia d’amore tra una vampira e un lupo mannaro» credo sia invece un’idea della Becco Giallo per intercettare anche i lettori meno intuitivi.
