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giovedì 13 settembre 2018

Il Morto 34: Cose strane in casa Gosi

Episodio un po’ anomalo per Il Morto. Peg continua la ricerca della sua vera identità in un paese asserragliato dalle nebbie del Po, ma ad avere maggiormente le luci dei riflettori puntate addosso sono le due tremende vecchiette di casa Gosi, in una vicenda a metà strada tra Arsenico e vecchi merletti e La Casa dalle finestre che ridono.
Piergiorgio Stella sembra essere sulla buona strada e finalmente parrebbe che si stia facendo luce sul suo passato. Ma con un colpo di scena ben impostato e assai cattivello Ruvo Giovacca infrange le speranze di Peg e quelle del lettore! Nel frattempo un criminale si è rifatto fare il volto da un medico radiato dall’albo e, braccato dai carabinieri, torna proprio a casa Gosi, da quelle che si scoprono essere le sue zie, impegnate dal canto loro a “sistemare” il padre del pretendente alla mano della nipote Bianca, che evidentemente aveva visto giusto nel ritenerle affette da turbe psichiche.
La storia è molto suggestiva e appassionante, l’unico momento che mi ha lasciato un po’ perplesso è quando il super-soldato Peg le prende con eccessiva facilità da un trio di malviventi non proprio bene in arnese; ma d’altra parte quella sequenza è funzionale all’ingresso sulla scena del Morto, quindi ben venga.
Il vero, unico, difetto di Cose strane in casa Gosi è che la storia non si conclude qui ma si tratta della prima parte di una trama che si svilupperà nel prossimo numero. Imbastire una continuity abbastanza stretta è senz’altro una cosa buona, ma già quella si perde nell’attesa tra un numero e l’altro, figuriamoci tra due o tre mesi (se va bene) cosa mi ricorderò di questo episodio!
Ai disegni c’è la consolidata coppia Conforti-Codina, autori di scene veramente molto riuscite, a volte semplicemente perfette per dinamismo, gestione della profondità e scansione delle vignette. Chiaramente anche lo Studio Telloli avrà avuto il suo peso nell’elaborazione degli effetti con cui è stata resa la nebbia e nella creazione della planimetria degli edifici e degli sfondi.
In appendice stavolta ci sono ben due storie brevi, entrambe di ottima qualità: la prima (Incontro di Giovacca e Paolo Telloli) subisce evidentemente l’influsso di Moëbius, con un finale a sorpresa tipico dei fumetti di Lanciostory. La seconda (Rapina alla Banca: sempre Telloli ai pennelli ma stavolta ai testi c’è Roberto Anghinoni) è una divertente gag in due pagine disegnata splendidamente. Le date di realizzazione di queste due storie, rispettivamente 1980 e 1982, confermano quali fossero il contesto culturale e gli influssi con cui vennero concepite. Peccato che una scansione non ottimale, più ancora del formato pocket, non renda giustizia all’ottimo lavoro di Telloli.

martedì 6 settembre 2016

Il Morto 6: Ti conosco, mascherina!

Ancora qualche giro di redistribuzioni e avrò tutti i numeri de Il Morto. Questo sesto episodio datato marzo 2012 è fondamentale per la trama portante, visto che viene svelata la ragione della persecuzione verso Peg e si delinea in maniera precisa il rapporto con il “cattivo” della serie e con alcuni altri personaggi.
Peg entra in contatto con Rossana Pontecorvo, anche lei ex appartenente alle forze speciali in cui ha militato il protagonista, e comincia a sbrogliare la matassa che un giorno lo condurrà da Zaxan. La vicenda rende onore al suo titolo e il Morto dovrà confrontarsi con doppi giochi, identità nascoste e cambi di barricata. Il tutto è ambientato principalmente in una suggestiva Venezia, con una effervescente “coda” nel manicomio dove è trattenuto un altro ex commilitone di Peg.
Come sempre nel caso di questi primi episodi l’aspetto grafico è assai povero: i disegni dello Studio Telloli sono assai rozzi e l’uso del computer per abbellirli non migliora la situazione. In questo numero Ruvo Giovacca fa inoltre uso di costruzioni sintattiche un po’ ardite: sono grammaticalmente corrette ma sentire certe formulazioni un po’ arzigogolate in bocca a dei criminali o durante una scena d’azione è un po’ straniante.
In appendice viene ospitata un’altra storia breve di H. W. Grungle: la gag di Anghinoni è molto simpatica e i disegni di Paolo Telloli sono di buona fattura.

domenica 26 giugno 2016

Il Morto 5: La befana vien di notte...

Nuovo episodio ridistribuito in edicola de Il Morto, che la scrupolosa edicolante mi ha fatto pagare il prezzo corretto e non quello vecchio che ancora campeggia in copertina come altre volte (e stavolta uno sconticino sarebbe stato giustificato visto che la copia che ho trovato è malridotta).
La storia è strettamente legata alla precedente e Peg, ancora ospite degli Zanerbi per Natale, svela un pochino del mistero che riguardava il Moraghi mentre intorno a lui il complotto si infittisce.
La befana vien di notte… è una storia di passaggio con molta azione, un po’ di umorismo nero e l’introduzione di nuovo elementi oltre a quelli che ancora non hanno avuto uno sviluppo compiuto. Rappresenta in ogni caso una lettura abbastanza piacevole anche perché a livello grafico si nota un certo miglioramento. Ci sono ancora un sacco di imperfezioni e ingenuità ma Guglielmo Castelli ha fatto forse il lavoro migliore tra questi primi episodi, o forse lo Studio Telloli ha saputo indirizzarlo correttamente. Peccato che i retini troppo scuri rendano poco chiari i dettagli di molte vignette.
In appendice una storia breve di H. W. Grungle abbastanza simpatica (anche se Roberto Anghinoni ha scritto di meglio) splendidamente disegnata da Lucio Leoni ed Emanuela Negrin.

domenica 5 giugno 2016

Il Morto 23: Nikita

Alla morte del ricco Melleni rimangono tre avidi nipoti a pregustarsene l’eredità, che però come da testamento andrà alla misteriosa Nikita del titolo. Peg/il Morto si trova coinvolto visto che era legato al ricco maggiorente che gli aveva affidato una sua villa nel numero scorso (così almeno ci ricorda una nota che sopperisce alla mia memoria).
La vicenda ha le sue radici in eventi drammatici successi qualche anno prima e il colpo di scena che ne viene fuori è molto buono. La narrazione procede spedita, con un riuscito virtuosismo nella rappresentazione del passaparola alle pagine 20 e 21.
Purtroppo questo numero è stato penalizzato da più refusi del solito e anche da un bel po’ di disattenzioni, a cominciare dalla splash page iniziale di Librato che differisce per un dettaglio importante dalla sequenza che raffigura; i conti non tornano mai: se sono passati quindici anni dalla morte di Piero adesso dovremmo essere nel 2017 – e questo passi perché colloquialmente si tende ad arrotondare, ma le date di nascita e di morte sono tali da rivelare senza possibilità di equivoco che il personaggio è morto al massimo a 14 anni, non a 16 come viene detto (e poi non credo che Lady Gaga fosse già sulla cresta dell’onda nel 2002).
Buona la parte grafica affidata a Marco Boselli e Francesco Triscari.
In appendice una storia metanarrativa di H. W. Grungle di Roberto Anghinoni e Chiara Manenti. Sospendo ogni giudizio critico perché la riciclerò sui Fumettisti d’Invenzione e quindi per me è un capolavoro a prescindere.

martedì 10 maggio 2016

Il Morto 4: L'Ultima Casa in fondo alla Strada

Come credo di avere già scritto, è stata una fortuna che abbia cominciato a leggere Il Morto a serie già iniziata, quando hanno cominciato a distribuirlo nelle edicole, perché altrimenti non so se avrei seguito la collana vista la qualità non esaltante dei primi numeri, soprattutto per quel che riguarda i disegni. Di questo numero 4 in particolare, redistribuito in edicola come i precedenti 3.
Peg/Il Morto giunge nel paesino di Torrescura e viene ospitato per qualche giorno nell’agriturismo degli Zanerbi in cambio di un favore. Il suo passato nella veste di un manipolo di killer lo raggiunge sin lì, proprio quando ha trovato una persona che potrebbe far luce sulla sua identità e sui suoi trascorsi. Come da copione questo ex-commilitone finisce ammazzato prima di poter rivelare troppo, anche se gli indizi che fornisce sono fondamentali.
I disegni di Biagio Leone sono purtroppo molto acerbi, legnosi e spesso poco proporzionati. L’intervento dello Studio Telloli non è riuscito a smussare le sue imprecisioni, o forse in origine erano ancora peggio. Anche i testi di Giovacca stavolta non sono al top: c’è un po’ di confusione nello sviluppo della trama a causa dei nuclei familiari coinvolti non ben definiti (gli Zanerbi e i Moraghi) e l’espediente dell’incidente col trattore viene un po’ abusato. Non mancano momenti leggeri con intenti umoristici ma con un disegno migliore avrebbero funzionato meglio.
In appendice ci sono la parte conclusiva della storia di Gary di Fulber (bellissimi i disegni, mi aspettavo però qualcosina di più: alla fine tutto si riduce a una carrellata sulla storia del castello di Thun) e un simpatico episodio di H. W. Grungle ottimamente disegnato da Lucio Leoni ed Emanuela Negrin.

domenica 21 giugno 2015

Il Morto 18: L'Occasione



Neanche delle cattive notizie ci si può fidare... E io furbo (=coglione) che ho declinato l’invito di un amico a prendermi il numero 17 de Il Morto in fiera a Reggio Emilia, tanto gli altri non si sarebbero comunque più visti in edicola.
E invece eccolo qua il numero 18, con la storia precedente ovviamente monca visto che come annunciato il 17 nelle edicole non è arrivato.
Comunque: il dottor Orbi, novello Pietro Chiocca (evidentemente in quarant’anni le cose sono cambiate poco o nulla), ha una florida attività di mercante d’armi. Una transazione non va a finire come desiderato e il pover’uomo si trova braccato da un’affascinante mercenaria. Creduto morto a causa del crollo dell’aereo che avrebbe dovuto prendere, si ritrova a ricominciare da capo la sua vita anche perché scopre delle spiacevoli verità sul suo ménage familiare. Il guaio è che in mancanza di fondi i suoi clienti lo hanno pagato in diamanti grezzi che fanno molto gola a un malintenzionato e alla sua compagna.
Con quella casualità di cui vivono i fumetti, incontra inaspettatamente Peg che ovviamente prenderà parte alla vicenda anche nei panni del Morto. Il fortuito incontro con Orbi sembra costituire un importante punto di svolta per la serie visto che in precedenza i due si erano già conosciuti e il mercante di morte può fornire degli indizi sul passato dello smemorato vendicatore.
La narrazione procede spedita e coinvolgente; come spesso accade in questo fumetto non mancano squarci iperrealisti sull’Italia contemporanea (i negozi Compro Oro...) e una certa carica di critica sociale. Molto bella la scena del treno. Purtroppo sul finale la storia accelera improvvisamente e si concede qualche digressione un po’ farsesca, comunque accettabile visto che alla fine il cattivo sembra redimersi e questo mi pare un tocco di originalità.
Ai disegni Marco Boselli (con chine di Leonardo Gagliano) compie un buon lavoro ma nelle ultime pagine pure lui sembra avere qualche cedimento forse dovuto alla fretta di consegnare in tempo l’episodio. Niente male le sue donnine.
A integrare questo numero 18 c’è la seconda parte de La Cassapanca, un “libero” iniziato nel numero scorso (ma proprio quel fottuto 17 dovevano saltare?!), in cui mi sembra che né lo sceneggiatore Roberto Anghinoni né tanto meno il disegnatore Ermete Librato siano molto ispirati. E l’impressione non è solo dovuta all’incazzatura di essermi perso il numero 17.