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domenica 25 gennaio 2015

Cosmo Color 17 - Australia DownUnder 3: Terra Nullius



Ultimo episodio della trilogia di Nathalie Sergeef e Fabio Pezzi, in cui una narrazione serratissima conduce allo sciogliersi dei nodi narrativi e alle inevitabili rivelazioni.
Non mancano però spunti e materiale per un ipotetico seguito, che spero venga realizzato visto che di carne al fuoco ne è stata messa molta (e di buona qualità) e meriterebbe qualche ulteriore approfondimento. Anzi, la conclusione mi è sembrata un po’ frettolosa e la risoluzione di alcune situazioni giustificata più che altro da una serie di coincidenze fortunate. Nulla di drammatico, ma qualche pagina in più avrebbe forse reso più credibili e quindi coinvolgenti certe sequenze. A mio avviso il fumetto resta comunque a livelli alti ed è un peccato che sia già finito.
Curioso come la sceneggiatrice si sia concessa in più di un’occasione qualche divagazione naturalistica splendidamente realizzata da Pezzi: il protagonista principale Ian McFarlane compare addirittura solo dopo una ventina di pagine. In effetti Terra Nullius risulta assai poco comprensibile senza la lettura dei capitoli precedenti, cosa non sempre così marcata nel caso dei volumi conclusivi di altre serie. Rimane comunque un appassionante e originale fumetto che conferma le mie ottime impressioni sugli altri episodi di Australia DownUnder. Peccato che alcuni balloon e alcune didascalie siano stati palesemente rifatti!
In quarta di copertina, ahimè, campeggia la copertina dell’ennesimo western che sarà ospitato su Cosmo Color: Colorado.

sabato 26 luglio 2014

Cosmo Color 11 - Australia DownUnder 2: Polvere di Sogno

Sempre più entusiasmante questo Down Under/Australia! Ian & co. continuano la loro fuga e arrivano nei pressi di una cittadina mineraria dove vengono ingaggiati per una missione di recupero.
Che sia un western (come ribadito nella presentazione) è fuori discussione, ma questo secondo me avrebbe potuto essere un limite, non un pregio. Leggere per l’ennesima volta di vendette, eroi tutti d’un pezzo, proprietari terrieri senza scrupoli, indiani/aborigeni buoni e innocenti fino al ridicolo poteva annoiare dopo il primo impatto “esotico”, ma Nathalie Sergeef è riuscita a superare i cliché grazie alla scrupolosa documentazione e alla relativa originalità delle situazioni e dei personaggi che ha creato – dei cammellieri australiani avevo effettivamente già letto da qualche parte, forse proprio nel precedente episodio di Australia. Molto interessante, poi, il controcanto alla storia principale dato dall’educazione spirituale del ragazzino bianco.
E poi c’è il fenomenale Fabio Pezzi ai disegni, bravissimo e disegnare anche paesaggi e animali.
Unici difetti di questo volume (che sancisce l’aumento di prezzo a “ben” 3,90€, sempre regalato): la stampa non è ottima, anzi in alcune tavole non è nemmeno buona, e il cliffhanger finale fa venire ancora più voglia di leggere il seguito, che come scritto nella presentazione non vedremo tanto presto essendo ancora in corso di realizzazione in Francia.

lunedì 26 maggio 2014

Cosmo Color 9 - Australia DownUnder 1: L'Uomo del Fiume Kenzie



Ignoro se la definizione «Outback western» sia realmente in uso o sia stata coniata dai Cosmonauti per questo volume, ma ci sta tutta. Australia è a tutti gli effetti un western australiano, anche se parte un po’ dickensiano.
Solo un'immagine: ero di corvè ai seggi
L’orfanello Lonàn parte alla volta dell’altro capo del mondo, dove scappa al destino di figlio-schiavo di un possidente grazie all’aiuto di una damigella incontrata sulla nave: fortuitamente entra quindi nelle grazie di Ian McFarlane il quale, e qui arriva il western, deve rientrare in possesso possibilmente in maniera violenta e spettacolare della tenuta di famiglia usurpata con l’inganno da avidi proprietari terrieri (oltre ad accompagnarsi a un aborigeno manco fosse il Tonto di Lone Ranger). Di carne al fuoco ce n’è tanta e di buona qualità, troppa per poterla sviluppare compiutamente in un volume dalle canoniche 46 tavole: così l’iniziazione ai riti aborigeni di Lonàn viene solo accennata, e di Abigail si perdono le tracce pur intuendo che avrà un ruolo importante nei prossimi episodi. Com’è la norma per molte serie franco-belghe questo L’Uomo del Fiume Kenzie è solo l’antefatto di una saga più lunga, tanto più che termina con un cliffhangerone di grande impatto. Per fortuna il secondo episodio potremo leggerlo già a luglio – o così ha annunciato la Cosmo.
Fabio Pezzi: ai tempi gloriosi in cui lavoravo in Sasa Assicurazioni un collega appassionato di fumetti me ne aveva magnificato le qualità. Aveva ragione, Pezzi è veramente bravissimo e non mi stupisce che abbia trovato un suo spazio nel mercato franco-belga. Molto rigoroso nella sua resa realistica (ulteriore pregio di DownUnder: è documentatissimo) ma al contempo espressivo, è una vera gioia per gli occhi. Ho trovato che sia particolarmente bravo nel rendere le mani dei personaggi e gli animali, entrambi “bestie nere” per più di un disegnatore.
Purtroppo Pezzi viene penalizzato da una qualità di stampa non ottimale. Non orrenda (beh, non sempre, almeno) ma comunque non ottimale: il problema deve risiedere nell’utilizzo delle tecnologie informatiche di acquisizione e di stampa delle immagini: ci sono cioè i tratteggi tremolanti e smangiucchiati (oltre che evanescenti) comuni a tantissime altre pubblicazioni odierne e i colori non uniformi sembrano quasi retinati come nei vecchi newsprint di Marvel e DC. Inoltre mi è venuto l’atroce sospetto che la Cosmo abbia seguito la lezione dell’Eura/Aurea e abbia rifatto alcuni balloon per farci stare meglio il testo... ad avvalorare questa ipotesi il fatto che alcune disdascalie hanno gli angoli perfettamente dritti mentre altre sono appunto stampate male...