Visualizzazione post con etichetta Benito Jacovitti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Benito Jacovitti. Mostra tutti i post

lunedì 8 aprile 2024

Jak Mandolino

Non sono un conoscitore esperto dell’opera di Benito Jacovitti ma immagino che nel confezionare questo volume Sbam! Comics abbia privilegiato, per questioni filologiche o di diritti d’autore, le storie “pure” del personaggio eponimo, quelle cioè di cui era protagonista unico senza dividere la scena con altri eroi dell’universo jacovittiano. Poco male, visto che il materiale abbonda comunque.

La vicenda editoriale di Jak Mandolino ha inizio nel lontano 1953 quando vengono pubblicate delle storie brevi sulle pagine di Capitan Walter. Si trattava però di una versione embrionale del personaggio, un canonico gangster anni ’20 (in salsa jacovittiana, ovviamente) che poco avrà da spartire con la sua incarnazione definitiva e più originale: più che l’aspetto fisico diverso viene introdotto soprattutto il “diavolo custode” Satanicchio (poi Pop Korn e poi ancora Pop Corn) a fargli da suggeritore per le sue malefatte, immancabilmente destinate a fallire con le conseguenti rappresaglie verso il diavoletto. Il piatto forte è una storia lunga del 1967 (Un parazumparappappà di Jacovitti), un profluvio di trovate surreali tra soldi falsi e neonati rapiti in cui si incrociano un sacco di personaggi, tanto che lo stesso Jacovitti deve essere caduto nella trappola ipnotica della sua vulcanica inventiva e ha dovuto ricorrere al metafumetto per sbrogliare la matassa – che ha un bel finale del tutto ignorato nelle storie successive. Jak Mandolino torna infatti qualche anno dopo con due avventure di otto e sei tavole in cui fanno nuovamente capolino idee e trovate già viste nel Parazumparappappà. A chiudere la serie arriva una scatenata sequenza di otto storie brevi «per…» (cominciare, seguitare, far bumbum, far cucù…). Qui secondo me la qualità arriva al top: queste “jam session” di quattro tavole l’una sono veramente spumeggianti non avendo l’obbligo di sottostare a un’unica trama comune.

Visto l’ampio arco temporale che contempla il volume, dal 1953 al 1973, Jak Mandolino offre anche l’opportunità di assistere all’evoluzione dello stile di Jacovitti, che si coglie anche nella sempre più raffinata realizzazione del lettering.

A inframmezzare le storie del ladruncolo sfigato e incapace ci sono le strisce mute di Giuseppe, delle gag visive talvolta dall’esito poeticamente splatter. Non condivido l’idea che il protagonista rappresenti un fantomatico “italiano medio”, visto che a dominare sono trovate surreali e uno stile slapstick senza il minimo accenno a satira di costume.

Generoso l’apparato redazionale: Gianni Brunoro firma la prefazione (un «elzevirino») e sparsi per il volume ci sono interventi di Dino Aloi e Paolo Pizzato mentre in appendice Roberto Orzetti e Antonio Marangi spiegano la genesi del volume.

La stampa non è stata fatta a partire dalle tavole originali ma dalle scansioni delle riviste su cui comparvero i fumetti. Pur con i limiti che ciò comporta, il risultato non è affatto male, probabilmente anche grazie al particolare tipo di inchiostrazione di Jacovitti che procedeva per accumulo di trattini e segnetti. Piuttosto, il problema del volume è che è stato confezionato con materiali un po’ poveri: il cartoncino della copertina non è rigido e la carta è piuttosto sottile e può rovinarsi facilmente. Ma per 24 euro la Sbam! ci offre pur sempre ben 128 pagine a colori.

venerdì 23 febbraio 2024

Jacovitti giocava a Dungeons & Dragons?

Ovviamente no, se non altro perché questa immagine risale a 15 anni prima della nascita del gioco di ruolo. Però fa un certo effetto, sfogliando il recente bellissimo volume che lo omaggia, vedere in basso a sinistra di questa illustrazione quello che è palesemente un dodecaedro, cioè il dado a 12 facce.

venerdì 29 settembre 2023

Ricevo e diffondo

 MACTE Museo di Arte Contemporanea di TermolipresentaTUTTE LE FOLLIE DI JAC!a cura di Luca Raffaelli  7 ottobre 2023 – 25 febbraio 2024La mostra fa parte di _JACOVITTISSIMEVOLMENTE_,progetto dedicato, nell’anno del centenario della sua nascita,alla galassia creativa di Jacovitti e che comprende dal 25 ottobre 2023la mostra _L’INCONTENIBILE ARTE DELL’UMORISMO_ al MAXXI di Roma  _Termoli, 13 settembre. _Dal 7 ottobre 2023, il_ _MACTE Museo di ArteContemporanea di Termoli presenta _TUTTE LE FOLLIE DI JAC!_ una mostra acura di Luca Raffaelli che attraverso l'esposizione di cento tavoleoriginali, riproduzioni e materiale di approfondimento, offre aivisitatori la possibilità di entrare nel mondo di questo grandefumettista di cui quest’anno si celebra il centenario.  Benito Franco Giuseppe Jacovitti (Termoli, 1923 – Roma,1997)esordisce giovanissimo come autore di fumetti per poi diventare unimportante nome di riferimento per il fumetto del Novecento. Dal suopennino escono personaggi divenuti celebri nell’immaginario popolare,come Cocco Bill, Zorry Kid, Jack Mandolino, Tom Ficcanaso. Jacovitti hapubblicato strisce su _Il Vittorioso_, il _Corriere dei Piccoli_ e il_Corriere dei Ragazzi_, e ha disegnato le vignette del _Diario Vitt_,che hanno accompagnato per più trent’anni (1949 – 1980) generazionidi scolari italiani.  _TUTTE LE FOLLIE DI JAC!_ approfondisce in maniera giocosa leinvenzioni tecniche e linguistiche che hanno reso _La lisca di pesce_uno stile riconoscibile e Jacovitti un inventore di segni e personaggiindimenticabili, creatore di un mondo surreale, costruito grazie a unmetodo di lavoro unico che lo portava a creare disegni, storie edialoghi direttamente con la china.  _“La mostra_ – come spiega il curatore Luca Raffaelli – _partedall'analisi dalla sua capacità di improvvisazione fumettisticaindagando, nelle varie sezioni espositive, le caratteristiche piùimportanti del suo metodo di lavoro: i riempitivi, salami, vermi einvenzioni che, senza alcun motivo logico o narrativo, invadono le suetavole; i continui giochi di parole, le assurde linee cinetiche chemostrano i movimenti dei personaggi; le onomatopee del tutto particolariper cui il suono di uno schiaffo è proprio schiaffo!, il corpo,tagliato, spezzato, fatto a fette (a volte senza neppure procuraredolore), e la sua innovativa rottura della quarta parete, per cui ipersonaggi in difficoltà possono rivolgersi direttamente ai lettori oal loro creatore.”_  La mostra al MACTE è parte del progetto _JACOVITTISSIMEVOLMENTE_realizzato_ _in collaborazione con il MAXXI Museo nazionale delle artidel XXI secolo che dal 25 ottobre 2023 al 18 febbraio 2024 ospita_L’incontenibile arte dell’umorismo_, una mostra a cura di Dino Aloie Silvia Jacovitti con Giulia Ferracci, che presenta i cento personaggicreati nel corso della sua lunga e vivace carriera.  Due progetti paralleli e complementari che contribuiscono adapprofondire la galassia creativa dell’autore e celebrano, a centoanni dalla nascita, nelle due città cui era più legato, il suo mondofantastico, la sua inventiva giocosa, scomoda e irreverente e il suosguardo precursore.

domenica 27 agosto 2023

100 anni con Jacovitti

Uscito, o almeno finito di stampare, a febbraio 2023, l’ho preso solo l’altro giorno visto che in fumetteria non era ancora arrivato niente di quanto ordinato. Si è rivelato un gran bell’acquisto.

Stefano Milioni (nella postfazione Edgardo Colabelli attribuisce a lui la compilazione della biografia) ripercorre sinteticamente la vita di Benito Jacovitti come se fosse un romanzo, con uno stile molto appassionante e un frequente ricorso ai dialoghi. La parte scritta, dal corpo tipografico grande e generosa interlinea, occupa le pagine di destra mentre su quelle di sinistra ci sono le immagini (che a volte “straripano” anche a destra), spesso delle chicche rarissime se non proprio degli inediti: foto di famiglia, l’invito alle proprie nozze che Jacovitti inviò ai politici dell’epoca (!), tavole già divise in vignette in attesa di essere riempite dai disegni, campagne pubblicitarie come quella mastodontica per la Esselunga, un rarissimo caso di disegno eseguito col pennello invece che col pennino, esempi della strabiliante abilità figurativa di Jacovitti quand’era ancora studente d’arte…

Ovviamente per l’appassionato jacovittiano molti aneddoti saranno stranoti, ma per me che sono relativamente profano è stata una sorpresa scoprire come Jacovitti scappò fortunatamente dal camion che lo avrebbe portato in un campo di prigionia o la fine che un carabiniere assai zelante fece fare alla sua collezione di armi. Non tutte le vicende rievocate sono esilaranti come i duelli tra lui e Nevio Zeccara: è anzi agghiacciante immaginarsi la scena (che si ripeté varie volte) del Benito Franco bambino che doveva “accompagnare” in chiesa in bicicletta dentro una scatola i fratelli nati morti.

Questa lussuosa celebrazione del centenario della nascita di Lisca di Pesce consta di 208 pagine in grande formato, è cartonata e stampata su carta patinata ad alta grammatura e presenta una prefazione di Vincenzo Mollica. Cosa rarissima al giorno d’oggi, la qualità della stampa è perfetta o poco meno: il costo di 28 euro, quindi, non mi pare affatto eccessivo.