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martedì 4 aprile 2023

Ettore Sottsass jr. e il mistero degli oggetti

Con una formula abusatissima, si può dire che con l’acquisto di questo volume si sia chiuso un cerchio: infatti Massimo Giacon me ne parlò come progetto ancora a una Lucca di oltre 10 anni fa, ma nel corso degli anni non ero mai riuscito a procurarmelo. La provvidenziale riedizione ampliata edita da 24 Ore Cultura e la concomitanza delle celebrazioni di Luigi Spazzapan a Gradisca d’Isonzo mi hanno permesso di ottenerlo dalla mano stessa dell’autore.

Ettore Sottsass jr. e il mistero degli oggetti parte dal ricordo di quando l’autore, ancora giovanissimo, venne contattato dallo studio Sottsass a cui Massimo Josa Ghini aveva fatto vedere il volume Mecanostorie (alcune delle immagini e degli aneddoti non sono una novità per chi ha letto la lunga intervista a Giacon pubblicata sul numero 32 di Fumetti d’Italia, ma vederli “recitati” a fumetti fa ovviamente tutto un altro effetto). La rievocazione della collaborazione di questo spaesato ragazzo di provincia poco più che ventenne che incontrò un vero guru del design italiano si alterna con approfondimenti sulla figura umana e professionale di Sottsass e la rilevanza che ebbe nel panorama italiano e mondiale. Sfilano i progetti più graditi all’autore e in controluce si intravede un mondo pieno di entusiasmo e inventiva com’era quello del made in Italy degli anni ’80. L’aggancio con la frequentazione dell’appartamento/studio torinese di Luigi Spazzapan da parte di Giacon ha provvidenzialmente fornito il suo inserimento nel cartellone della manifestazione. Aneddoti gustosi si alternano all’analisi delle opere di Sottsass: l’ammirazione di Giacon verso il maestro è palpabile e la figura che tratteggia non è solo quella di un genio del design ma anche di un uomo curioso che per tutta la vita cercò stimoli e novità. In appendice vengono ristampati due episodi su quattro (gli altri erano troppo legati al periodo della loro realizzazione) di Fuochi d’Artificio, serie dedicata a Sottsass, trasfigurato in «Achille Compass», che a suo tempo transitò su Tic.

Rispetto alla versione precedente (che come dicevo non ho mai visto, quindi mi baso sulle parole dello stesso Giacon) questo volume presenta un sedicesimo in più con curiosità, studi preparatori e approfondimenti sui lavori di Sottsass a cura di Alessandra Coppa.

mercoledì 5 novembre 2014

Il Mondo così com'è



Aborro il termine “poetico” per descrivere un fumetto. Poesia e fumetto hanno processi produttivi, finalità e modalità di fruizione totalmente differenti, inoltre fare certi paragoni (posto che le persone intelligenti i paragoni non li fanno mai preferendo argomentazioni diacroniche e non sincroniche) svilisce l’oggetto della discussione. Che bello quel fumetto, non sembra nemmeno un fumetto ma una poesia, da tanto è bello.
Eppure, per quanto mi sforzi, non trovo un aggettivo migliore per definire Il Mondo così com’è. Tiziano Scarpa si è inventato la bizzarra storia di Alfio Betiz, affetto da una patologia che gli permette di vedere gli oggetti parlare tra loro, proprio con balloon e lettering, come se fosse all’interno di un fumetto. A forza di impicciarsi degli affari dei semafori, delle lettere nei poster degli oculisti e degli edifici Alfio perde progressivamente interesse per i contatti umani e si ritrova condannato alla cecità dagli interessi di una dottoressa che forse lo ama ma che di sicuro vede in lui e nel suo caso clinico il lasciapassare per la gloria e la fama. Tranquilli: anch’io pensavo di essermi rovinato la lettura quando un ragazzino che si stava facendo fare una dedica da Giacon ha strombazzato la parte sulla cecità, ma in realtà il vero, sconvolgente turning point è un altro. E comunque, al di là di questo spoiler, in questo volume ci sono un sacco di altri motivi d’interesse, parecchie sequenze divertenti e (fanculo) poetiche.
Con lo stile di Giacon non ho avuto un rapporto facile. Confesso che alcune sue cose su Frigidaire sono tra i pochissimi fumetti che non ho mai letto pur possedendoli. Questo fino al 2011, quando l’ho conosciuto di persona. Colpito dalla sua disponibilità, dalla sua cultura e dalla sua modestia ho rivalutato anche la sua produzione e così alla fine i suoi personaggini volutamente sgraziati mi sono diventati familiari e simpatici. Ne Il Mondo così com’è Giacon ha usato come suo solito da alcuni anni a questa parte un amplissimo raggio di tecniche e stili differenti, assecondando così alla perfezione le diverse atmosfere e le diverse ambientazioni che ha ideato Scarpa.
Nonostante un certo didascalismo (Scarpa è pur sempre uno scrittore, anche se in gioventù scrisse fumetti per il fratello – o lo confondo con un altro Scarpa?) la storia si segue con passione e interesse, ulteriormente abbellita da una simpatica cornice in cui due studenti innamorati seguono la lezione in cui viene presentato il caso di Alfio, cornice a sua volta. In effetti la mise en abîme è bella profonda e di cornici ce ne sono parecchie. E forse ho anche detto troppo.
Volume consigliatissimo, tanto più che è un bell’oggetto in sé (cartonato orizzontale inserito in una custodia) e oltre al bellissimo fumetto principale contiene anche una ghiotta appendice con altre storie e schizzi preparatori.
Prossimamente un’intervista a Giacon su Fucine Mute.