Jack Bauer, in fuga da CIA e CTU, si trova in Ucraina sotto il falso nome di Borys. Qui si è rifatto una vita unendosi a Sofya e lavorando al porto con il cognato capocantiere Petro. Il fratello di Petro deve dei soldi alla mafia locale, che pensa bene di ammazzarlo facendo ricadere il debito su di lui. Per ripagarlo dovrà recuperare della merce scottante dal porto. Informato della cosa, “Borys” ci si mette in mezzo ma il capo dei mafiosi è una sua vecchia conoscenza (inventata appositamente o figurava già nella serie televisiva?) e anche la CIA si metterà sulle sue tracce.
Come da prassi televisiva, la storia portante si svolge nell’arco di una sola giornata, ma qui c’è anche una “coda” successiva che chiude la vicenda. La storia è abbastanza appassionante e presenta qualche colpo di scena azzeccato ma è anche molto lineare e non rispetta uno dei capisaldi televisivi, cioè la scoperta che uno dei personaggi “buoni” è un traditore. Peccato. Giustamente, Ed Brisson non tenta nemmeno di simulare il frenetico scorrere del tempo come accadeva nel telefilm, cosa impossibile da rendere in un fumetto, ma usa invece altre possibilità specifiche del medium, come delle battute occasionalmente lunghe che in un contesto realistico risulterebbero artefatte ma sono pienamente tollerabili in un fumetto, dove il tempo è cristallizzato.
Michael Gaydos fa un uso massiccio del digitale per gli sfondi ma le figure umane sono realizzate a matita. Forse per scelta stilistica o forse per i limiti tipografici della Star Comics, il tratto tende a impastarsi rendendo piuttosto fredde le tavole. Le sequenze d’azione sono inevitabilmente penalizzate.
Nel complesso 24 Underground non è affatto entusiasmante, ma scorre via serrato coinvolgendo il lettore, senza fargli pesare troppo la mancata familiarità con alcune figure della serie televisiva. A 3 euro, poi, si legge con ancora maggior piacere.
