Ho aspettato che uscisse in edizione economica brossurata per leggere questo nuovo episodio di Asterix che stando a un CaseMate di due mesi fa avrebbe venduto 530.000 copie la settimana della sua uscita.
Il meccanismo di partenza potrebbe ricordare quello di Asterix e la Zizzania, anche se di segno inverso: per scongiurare i continui ammutinamenti dei legionari Cesare accetta il consiglio di Vitiumvirtus di motivare le truppe col suo “pensiero positivo”, usandolo anche per fiaccare i Galli con lusinghe e frasi a effetto. Ovviamente si tratta di una satira di costume indirizzata ai manuali di autoaiuto e a santoni vari. Si susseguono quindi varie gag che mostrano come i Galli stiano effettivamente cedendo a questo buonismo New Age: a volte si ride di gusto, ma il meccanismo è un pochino ripetitivo. Ma a metà volume avviene un colpo di scena: Vitiumvirtus cambia strategia dopo essere stato affrontato da Asterix e approfittando dell’ascendente che esercita sulla moglie del capo la porta a Lutezia, in teoria per assecondare i suoi desideri mondani ma in realtà per farne un ostaggio per Cesare. E qui la storia decolla, con una trama più compatta e frecciatine a molti altri tic contemporanei, che pur se forse precipuamente francesi (l’attore Boxoffix è Jean Rochefort?) sono comprensibili o intuibili anche a un pubblico più vasto.
Mi pare insomma che FabCaro abbia superato con successo la difficile prova di confrontarsi con un monumento della BéDé (ma a me piacevano pure gli episodi scritti da Uderzo) pur non rinunciando al suo tocco personale, mentre Conrad svolge l’ottimo lavoro di sempre. Lodevole il lavoro di traduzione e soprattutto di adattamento di Vania Vitali e Andrea Toscani.
Questa edizione “economica” Panini che costa 6,90 euro è stampata in maniera impeccabile su carta patinata a colori e presenta una copertina di cartoncino rigido: per altri editori sarebbe quasi una versione deluxe.
