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lunedì 31 agosto 2026

Fumettisti d'invenzione! - 206

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

BLUBBER

(Stati Uniti 2016, © Beto Hernandez, umorismo, pornografia)

Beto [Gilberto] Hernandez

Nel 2016 Gilbert “Beto” Hernandez, forte della fama conquistata con Love & Rockets, diede alle stampe tramite Fantagraphics una serie di comic book altrimenti difficilmente pubblicabili. Blubber era infatti un’antologia di storie brevi impostate con l’unico scopo di épater la bourgeoisie: praticamente tutte queste “storie” vertevano su sesso e violenza, in maniera ostentatamente provocatoria e nonsense.

Blubberoo. In Blubber 3 (2016). Beto [Gilberto] Hernandez.

Un fumettista si compiace dei piaceri a cui sottopone la creatura che disegna, ma finirà per “goderseli” anche lui che in realtà è il protagonista di una trasmissione televisiva che viene vista dalla creatura stessa e da un altro mostro.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

BOB 84: L’INSOSTENIBILE

(Italia 2026, © Vincenzo Filosa, Paolo Bacilieri, noir)

Vincenzo Filosa (T), Paolo Bacilieri, Andrea Mastreoni, Pietro Ghinelli (D)

Secondo episodio della serie. Il redivivo killer stavolta deve uccidere il mangaka Mochizuki Makoto che contribuì sulle pagine di Big Comics a rivoluzionare il linguaggio del fumetto giapponese e che a 12 anni ricevette i complimenti di Osamu Tezuka per un suo yonkoma. Non sarà un incarico facile perché dovrà vedersela con una flessuosa concorrente.

Pseudofumetti: Mochizuki è l’autore di Tarzachan, dichiaratamente copiato dal Tarzanetto di Antonio Terenghi. Attualmente sta lavorando a un manga sui pericoli delle centrali nucleari. Viene citato anche Kanikuro di cui però non viene chiarito se è lui l’autore. Nel mezzo della narrazione è inserito un manga scritto in giapponese che potrebbe essere solo una reinterpretazione della vita di Mochizuki o una sua allucinazione.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

CAFÉ OBLIVION

(Stati Uniti 1987, © Eclipse Enterprises, Inc. Film by SM Graphics, fantastico)

Michael T. [Terry] Gibert (T), Michael T. [Terry] Gilbert, Mark Pacella (D)

La casa editrice statunitense Eclipse Comics venne fondata alla fine degli anni ’70 per offrire un’alternativa agli autori insoddisfatti delle condizioni lavorative e contrattuali di Marvel e DC. Consolidata la sua posizione negli anni ’80, si dedicò a diverse tipologie di pubblicazioni. Una storia dettagliata dell’editore è leggibile qui. Tra gli altri progetti, nel 1986 riprese un personaggio di successo degli anni ’40 libero da vincoli di copyright: Airboy, che già aveva fatto capolino in questa rubrica. La testata conobbe una buona accoglienza e generò vari spin-off e albi speciali.

I suoi comic book vennero pubblicati inizialmente a ritmo quindicinale e presentavano un’unica storia del protagonista più breve della consueta ventina abbondante di tavole di una testata normale. Ben presto cambiò formato ospitando riempitivi variabili a rotazione, tra cui The Heap, mostro paludoso anticipatore di Man-Thing e Swamp Thing, che a sua volta faceva parte della scuderia dei personaggi della casa editrice Hillman che diede i natali all’Airboy originale. Formalmente questa storia sarebbe intestata a The Heap, ma il vero protagonista è un altro.

In un luogo «ai confini stessi del mondo» si trova il locale del titolo, il cui unico ospite è il fumettista Everett Coleman, per anni ghost degli autori ufficiali della Hillman. Pian pianino tutti i personaggi che ha disegnato in incognito lo hanno raggiunto nel bar, l’ultimo è proprio The Heap.

Assunto forse più per necessità che per merito (all’epoca molti autori erano stati mandati al fronte della Seconda Guerra Mondiale) si dedicò anima e corpo al lavoro, nella speranza di pubblicare il suo personaggio The Beacon. Sacrificò al suo lavoro la vita e il matrimonio e devastato dall’alcolismo perse l’impiego alla Hillman e si ridusse a disegnare fumetti horror imitando lo stile di disegnatori che disprezzava – e comunque perse anche quei lavori malpagati, ritrovandosi così nel “bar Oblio” dove ormai non gli resta che il suicidio, che però viene impedito da The Heap. A bilanciare le cose interviene Black Axis, un vampiro nazista di cui odiava disegnare i fumetti che lo incita a premere il grilletto. Ma un altro personaggio entra in scena…

Pseudofumetti: Vampire Crime è la testata che ospitò Black Axis.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)

AIRBOY AND DOC STEARN… MR. MONSTER #1

(Stati Uniti 1987, © Eclipse Enterprises, Inc. Film by SM Graphics, parodia, supereroi)

Michael T. [Terry] Gibert (T), Michael T. [Terry] Gilbert, Mark Pacella (D)

A differenza di Airboy Mr. Monster (il titolo corretto della testata è Doc Stearn… Mr. Monster) non è un personaggio vintage di pubblico dominio, o almeno non del tutto: il suo autore Michael T. Gilbert dichiarò di essersi ispirato per la sua creazione a un misconosciuto personaggio apparso solo per un paio di numeri in una testata canadese e di averne fatto una sua versione. Mr. Monster (o meglio Doc Stearn… Mr. Monster) è un cacciatore di mostri vestito con una calzamaglia forse vagamente memore di quella di Phantom/L’Uomo Mascherato. Le sue avventure sono principalmente parodie delle storie di supereroi e dei fumetti horror, con una certa attenzione all’estetica dei disegnatori più grotteschi della gloriosa EC Comics.

Partendo direttamente dalla conclusione del succitato Cafè Oblivion, anche Airboy e Mr. Monster raggiungono Coleman nel locale per contrastare Black Axis. A salvare il disegnatore sarà però la sua creazione finalmente concretizzata, The Beacon, insieme ad altri personaggi positivi che aveva disegnato divertendosi. Una storia edificante con la sua brava moralina, resa però piacevole dalla follia metanarrativa del tutto.

Vale la pena segnalare una curiosità in merito al pubblico di Mr. Monster (cioè Doc Stearn… Mr. Monster) riportata sia da Scott McCloud nel suo saggio Raping Comics che da Frank Miller nella sua autobiografia I am a genius and everybody else is just shit: pare che il lettore tipico di Mr. Monster (ovvero Doc Stearn… Mr. Monster) non sia caratterizzato da una grande statura. Non che sia proprio un tappo, ma non potrà mai fare il pivot in una squadra di basket. Pertanto si può dire che il suo fan ideale non è affatto altino, bensì bassetto.

Pseudofumetti: Vampire Crime è la testata che ospitò Black Axis. Zombie Love è un’altra testata horror in cui apparve Lady Medusa, personaggio che pietrifica Mr. Monster.

giovedì 30 luglio 2026

Fumettisti d'invenzione! - 205

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

ZIO BORIS

(Italia 1970, in Horror, © A. Castelli, striscia umoristica)

Alfredo Castelli (T), Carlo Peroni (D)

Quasi una versione italiana della Famiglia Addams (nata a sua volta come striscia umoristica), la serie vede una sfilata di mostri ispirati ai classici del genere horror che interagiscono con la gente comune.

Tra varie incarnazioni e cambi di disegnatori Zio Boris è arrivato sino a oggi sulle pagine di Martin Mystère.

Senza titolo in Martin Mystère 432 (2026). Massimo Bonfatti.

Dopo aver già contemplato abbondanti elementi metanarrativi e strizzatine d’occhio all’ambiente del fumetto, ci viene presentato un fumettista prigioniero delle segrete dello Zio Boris. L’ultima creazione del mad doctor sembra essere irrimediabilmente inutile, magari il disegnatore potrà farne un personaggio dei fumetti…

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

[SENZA TITOLO] (1991)

(Spagna 1991, © Strip Art Features, surreale)

Alfonso Font

Un giovane disegnatore di fumetti si ritrova catapultato nelle sue stesse tavole e nelle storie avventurose che disegna.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

VALERIAN (VALERIANO, VALEX)

(Francia 1967, in Pilote, © Dargaud, fantascienza, umorismo)

Linus [Pierre Christin] (T), Jean-Claude Mézières (D)

Valérian è un agente spaziotemporale che lavora per conto delle autorità di Galaxity. Insieme alla collega Laureline, a sua volta ripescata dal passato, compie missioni in epoche e luoghi diversi, animando una saga che dal fumetto per ragazzi che era in origine diventa sempre più matura ed engagé nel corso del suo sviluppo.

Valérian 22: Souvenirs de Futurs (2013). Pierre Christin (T), Jean-Claude Mézières (D)

Le avventure di Valérian e Laureline si conclusero con numero 21 della serie – che poi sarebbe il ventiduesimo albo in quanto ne esiste uno 0 che raccoglie le prime storie brevi con cui, prassi comune nel mercato franco-belga dei bei tempi andati, si saggiavano le potenzialità di un personaggio prima di dedicargli una serie vera e propria.

Nel 2013 la Dargaud ebbe la scriteriata idea di fare uscire un volume 22 che non continua le vicende dei protagonisti, concluse in maniera definitiva o comunque difficilmente recuperabile, ma è solo un riassunto tra fumetti e illustrazioni delle storie dei protagonisti. A introdurre questo azzardo, oggi giustamente ritenuto fuori collana, sono gli stessi autori.


CINEMA  (pag. 81)

IL RAGAZZO PIÙ FELICE DEL MONDO

(Italia 2018, commedia, mockumentary)

Regia: Gipi [Gian Alfonso Pacinotti]; sceneggiatura: Gipi [Gian Alfonso Pacinotti], Gero Arnone, con [Gian Alfonso Pacinotti] (se stesso), Gero Arnone (se stesso), Davide Barbafiera (se stesso)

Il regista e fumettista Gipi ha trovato un soggetto interessante per il suo prossimo film: nel 1997, quando lavorava per la rivista erotica Blue, ricevette una lettera del quattordicenne Francesco che gli chiedeva un disegno. Da un post su FaceBook del disegnatore Alessio Fortunato scopre che da anni questo fantomatico fan che si spaccia per ragazzino invia richieste di dediche a svariati fumettisti italiani, alcuni dei quali compaiono nel film insieme ad altri operatori del settore.

Il progetto di Gipi prevede di andare a casa di “Francesco” con un bus su cui sono stati stipati tutti i suoi “autori preferiti”, e lì farli disegnare secondo le sue richieste. Ma la lavorazione è molto difficoltosa a causa della scarsa professionalità delle maestranze (scelte tra gli amici di Gipi), di incontri con soggetti pittoreschi e soprattutto della mancanza di fondi. L’interessamento della Mega Produzioni sembra sbloccare la situazione ma invece farà precipitare le cose. Ma forse non tutto è perduto.

martedì 19 maggio 2026

Fumettisti d'invenzione! - 204 (speciale Solo)

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

La collana Solo mi ha già offerto materiale per questa rubrica, visto che altri esempi utili non mancano tanto vale dedicarle una puntata monografica. Nel 2004 la DC Comics pubblicò una serie di dodici comic book extralarge (48 pagine senza pubblicità) affidandoli ognuno a un disegnatore ritenuto sufficientemente significativo e/o di qualità elevata da meritare l’autogestione di un suo albo. Bernet, Corben, Allred e compagnia svuotarono quindi i cassetti dei vecchi progetti o ne crearono appositamente di nuovi, talvolta ricorrendo all’autobiografia o alla parodia o a storie ambientate nel milieu del fumetto.

L’intestazione quindi è la stessa per tutti i casi:

SOLO (IDEM)

(Stati Uniti 2004, © DC Comics, nel comic book omonimo, antologico)

nello specifico:

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

Horrors (2005) in Solo 4. Howard Chaykin [Howard Victor Chaykin]

Con la scusa di raccontare la sua incapacità di scrivere fumetti dell’orrore (e di sopportare il genere) Chaykin ci parla della sua vita e della sua carriera.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

Another Success Story (2006) in Solo 9. Scott Hampton

Il veterano Smaldo Budge viene licenziato dalla casa editrice per cui disegna a causa delle sue esternazioni contro le critiche che gli muove l’editor Ben Dover. Uscito dalla porta, Budge rientra per così dire dalla finestra (metaforica, non quella fisica da cui voleva gettare l’editor): ingaggia due aspiranti fumettisti, David Uriah ed Ernie Heep, che a fronte di una commissione del 70% si fingeranno i nuovi disegnatori di Thunder-man mentre sarà lui a continuare a disegnarlo. La truffa viene scoperta e le cose finiranno malissimo. Ma non per tutti: qualcuno saprà anzi approfittare della situazione.

La storia è chiaramente un omaggio alla Success Story di Goodwin e Williamson.

Pseudofumetti: così come Thunder-man è una versione di Superman (curiosamente Moore sceglie lo stesso nome per la sua parodia[https://lucalorenzon.blogspot.com/2026/02/fumettisti-dinvenzione-201.html]) Doc Diablo lo è di Batman e forse Firewall di Wonder Woman. Esiste poi la serie erotica Big-Eyed Bitchez pubblicata dalla Hot Comix di cui la redattrice Ann Howe vorrebbe assoldare l’accoppiata Uriah-Heep, ma Budge glielo impedisce.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

Introduction (2006) in Solo 11. Sergio Aragones

Per introdurre il suo numero di Solo Sergio Aragones illustra le gioie di lavorare in maniera indipendente a un fumetto tutto suo, ma le scadenze devono pur sempre essere rispettate!

Nel suo numero tra gag varie e una parodia di Batman non mancano episodi autobiografici: tra l’altro, racconta l’episodio che lo ha convinto di aver causato la morte dell’attore Marty Feldman! Una di queste storie riguarda nello specifico la professione di fumettista:

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

It’s always hard at the beginning! (2006) in Solo 11. Sergio Aragones

Come dice il titolo, gli esordi sono sempre difficili. E quando l’autore giunse a New York nel 1962 con la speranza di trovare lavoro nel settore dei fumetti lo sperimentò in prima persona. Buon per lui che all’epoca alcuni frequentatori dei locali adoravano ascoltare le poesie di Federico Garcia Lorca cantate a ritmo di flamenco.

martedì 5 maggio 2026

Fumettisti d'invenzione! - 203

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

PICCOLO DENTE

(Italia 1977, in Il Giornalino, © Nizzi, western umoristico)

Claudio Nizzi (T), Lino Landolfi (D)

Apparso già nel 1970 come antagonista nella serie del colonnello Caster’Bum (una parodia del generale Custer che cerca inutilmente di battere gli indiani), il giovane Piccolo Dente figlio del capotribù Caldaia Fredda è diventato poi titolare di una propria serie e uno dei personaggi più popolari de Il Giornalino. Strutturate anche come storie di media lunghezza, le sue apparizioni sono concentrate più che altro in one pager umoristiche.

Autofumetto ne Il Giornalino 43 (1983). Claudio Nizzi (T), Lino Landolfi (D)

Piccolo Dente azzarda la realizzazione in proprio di una sua tavola a fumetti, con esiti discutibili.

[TELEVISIONE] CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE (pag. 119)

CHERIF (idem)

(Francia 2013-2019, 6 stagioni, 60 episodi)

Poliziesco, France 2, creato da Lionel Olenga, Laurent Scalese e Stéphane Drouet. Con Abdelhafid Metalsi, Aurore Erguy.

“Sceriffo” di nome e quasi di fatto, Kader Cherif è capitano della Squadra Anticrimine di Lione e indaga con metodi poco ortodossi e una grande passione per le serie televisive.

Episodio Festival Mortel (2019)

Scritto da Lionel Olenga, Laurent Scalese e Stéphane Drouet

Sulle tracce della sua persecutrice Christelle Laurent, leitmotiv della sesta e ultima stagione, Cherif prende parte “discretamente” coi colleghi al Lione Fan Festival, una convention di fumetti e più in generale cultura pop. Ma il lavoro raggiunge lui e la sua squadra anche lì: il disegnatore David Costa viene infatti assassinato in maniera spettacolare. Le indagini si concentrano anche sulla sceneggiatrice ed ex-moglie di Costa, Nathalie Rignol.

Pseudofumetto: Bob Hamilton, una serie di grandissimo successo con protagonista un detective privato. Il suo ultimo volume è La mort de Bob Hamilton ma la sceneggiatrice ha già pronto un seguito con la sua rinascita, che l’ex-marito disegnatore rifiuta di realizzare – e il loro contratto prevede che la serie possa essere ripresa da altri autori solo col consenso di entrambi.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

PSYCHOVERSE

(Stati Uniti 2022, © Humanoids, fantascienza)

Mark Russell (T), Yanick Paquette (D)

Rilettura delle origini della saga dell’Incal.

Tra gli improduttivi che la società destina all’eliminazione fisica ci sono anche un “paleo-fumettista” e un tizio che sta lavorando a un “picto-romanzo”. Una caricatura degli autori?


Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

GRILLO ARNOLDO

(Italia 1970, in Alem, © Pubbligamar, umorismo)

Mario Pinzi (T), Leone Cimpellin (D)

In risposta ai paperi e ai topi disneyani Pinzi (o Remo Pizzardi?) e Cimpellin crearono un universo di insetti antropomorfi, in cui comunque convivono con gli umani – d’altra parte la rivista antologica Alem in cui esordirono prima di vedersi dedicata una testata propria era a sua volta una risposta italica ad Asterix. Anche in questo mondo, Megagrillopolis, i personaggi sono legati da rapporti di parentela ma le storie ruotano principalmente attorno alla rivalità tra gli editori Arnoldo e Rizzo, memore di quella reale tra Mondadori e Rizzoli.

Il giornaletto vincente in Alem 27 (1972). Mario Pinzi (T), Giancarlo Mangini (D)

L’Associazione Mondiale Lettori e Affini deve dare il suo oscar annuale alla testata coi migliori servizi di attualità e i candidati sono la Grillo Arnoldo Editore e Rizzo Editore. I due scommettono su chi vincerà e a spuntarla sarà Arnoldo che otterrà nientemeno che i diritti di Alem direttamente dalla Publigamar (con una sola “b”).

Pseudofumetto: dal canto suo Rizzo azzarda la pubblicazione di Picciolrizzo.

lunedì 13 aprile 2026

Fumettisti d'invenzione! - 202

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

ALEX

(Stati Uniti 1994, nel comic book omonimo, © Kalesniko, drammatico)

Mark Kalesniko

Alex Kalienka, disegnato col volto di un cane, sembrava aver raggiunto lo scopo della sua vita: lavorare per i Mickey Walt Studios. E invece adesso è un fumettista rabbioso in crisi d’ispirazione che si isola dal resto del mondo respingendo le altre persone e sprofondando nell’alcolismo. Il ricordo di un suo professore d’arte parrebbe ridargli un po’ di vitalità, ma nei fatti gli trasmetterà solo i suoi gatti/paranoie.

Ma forse alla fine ci sarà un po’ di speranza anche per lui.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

EX MACHINA (IDEM)

(Stati Uniti 2004, nel comic book omonimo, © Vaughan/Harris, supereroi)

Brian K. Vaughan (T), Tony Harris (D)

Dopo un passato di supereroe col nome di Grande Macchina (unico superuomo in questo universo narrativo) Mitchell Hundred deve affrontare la sua sfida più impegnativa: fare il sindaco di New York dopo l’attacco alle Torri Gemelle.

Ruthless in Ex Machina 40 (2009). Brian K. Vaughan e Garth Ennis (T), Tony Harris, Jim Lee e Richard Friend (D)

Gli stessi Vaughan e Harris hanno un colloquio con Hundred per realizzare un fumetto su di lui. In realtà non sono le prime scelte del sindaco e comunque non saranno loro a realizzare l’opera.

Pseudofumetto: il Ruthless del titolo, di cui vediamo un breve estratto, che non viene realizzato da Vaughan e Harris ma dal duo Ennis-Lee (con gli inchiostri di Friend).

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

THE AVENGERS IN THE VERACITY TRAP! (GLI AVENGERS NELLA TRAPPOLA DELLA VERACITÀ!)

(Stati Uniti 2025, © Marvel Comics, supereroi)

Chip Kidd e Michael Cho (T), Michael Cho (D)

Gli Avengers finiscono nel mondo reale quando Loki fa scattare la trappola del titolo. E qui incontrano i loro stessi autori.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

PARODIE (pag. 67)

ECHOLANDS (IDEM)

(Stati Uniti 2022, nel comic book omonimo, © J H Williams III & W  Haden Blackman, fantascienza)

J. [James] H. Williams III, William Haden Blackman (T), J. [James] H. Williams III (D)

Hope ruba un preziosissimo gioiello al dittatore che controlla la Città e tutto il mondo,dandosi quindi alla fuga in un mondo che è un patchwork di universi narrativi diversi.

Pseudofumetto: le parti a fumetti di Echolands sono integrate da lacerti della rivista Echo che contemplano una lunga intervista, annunci pubblicitari e anche una striscia a fumetti: Here We Ego di Anton Veracruz, che vede protagonisti due robot, uno antropomorfo e l’altro sferico. Difficile dire se questa strisca, assai criptica, abbia una qualche relazione con il fumetto principale.

mercoledì 25 febbraio 2026

Fumettisti d'invenzione! - 201

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

Puntata monografica, questa, data la portata e le dimensioni di questo racconto lungo (o romanzo breve) di Alan Moore.

[NARRATIVA] CARTOONIST COME PROTAGONISTA (pag. 71)

WHAT WE CAN KNOW ABOUT THUNDERMAN (Cosa sappiamo di Thunderman)


(Stati Uniti/Gran Bretagna 2022, racconto in Illuminations, Bloomsbury Publishing Plc, satira)

Alan Moore

Cavalcata nei momenti più importanti della storia dei fumetti statunitensi e delle vite dei protagonisti. Tendenzialmente, i personaggi principali sono gli sceneggiatori e/o supervisori Dan Wheems, Milton Finefinger, Jerry Binkle, Brandon Chuff e Worsley Porlock che entrarono professionalmente nell’ambiente nel periodo in cui furono gli appassionati di fumetti come loro a diventare i nuovi redattori e scrittori. Alcuni di loro riusciranno ad abbandonare questo mondo corrotto, magari a prezzo della vita o della sanità mentale, e uno ascenderà al suo paradiso personale. La caustica penna di Moore tratteggia comunque anche le vicende di molti altri fumettisti o persone legate all’ambiente, in cui è facile ravvisare delle somiglianze con figure realmente esistite (ed esistenti).

Condotto con una vastità di registri narrativi diversi (tra cui recensioni di film e trascrizioni di interviste) e narrato in maniera non lineare, Cosa sappiamo di Thunderman denuncia le tremende condizioni di lavoro nelle case editrici egemoni del mercato, oltre che le nevrosi dei suoi dipendenti, nonché i legami della “Massive”, cioè la Marvel, e la “American” (la DC/National) non solo con la mafia e la CIA ma forse anche con qualche forza sovrannaturale!

Si aprano le danze, quindi: gli autori più importanti, gli inventori del genere, furono Si(mon) Schuman e David “Dave” Kessler, creatori di Thunderman. David Kessler diverrà anche un fumettista d’invenzione all’interno di uno pseudofumetto in una delle tante riletture delle origini di Thunderman, in una sceneggiatura che cercherà di rendere giustizia al suo lavoro seminale rubato dai maneggioni della American. Tra questi si possono annoverare a vari livelli i dirigenti veri e propri Hymie Weiss e Legs Diamond e i supervisori Julius Merzenberg e Sol Stickman (il secondo faceva l’editor per i titoli di fantascienza mentre Hector Bass seguiva quelli a tema bellico). Ma un ruolo di rilievo lo ricopre l’inquietantissima Mimi Drucker.

Il successo della American si deve anche ad altri personaggi tra i quali primeggia King Bee. Il suo creatore accreditato è Richard Manning ma la realtà è diversa: Manning lo faceva scrivere da Ron Blackwell e disegnare da Edward Hannigan che ne inventarono praticamente tutto il contesto iniziale. Si sussurra che anche i quadri che Richard Manning dipinge siano in realtà realizzati da altri, e sembra anche che Manning sia un grandissimo amico di Sam Blatz, dietro cui si cela un’altra figura luciferina ben nota. A disegnare King Bee ci furono anche John Capellini, Robert Novak e Preston Williams, che se non ne furono disegnatori regolari ne diedero almeno la loro interpretazione alla prima e unica BeeCon. Il disegnatore Davis Burke ebbe invece un ruolo molto importante nella delineazione dell’universo di King Bee.

Altro autore importante di casa American fu Sherman Glad che dopo un passato da scrittore di racconti pulp fantascientifici creò la maggior parte dei supereroi di successo; nel 1965 venne licenziato dall’editore perché cercò di fondare una sorta di sindacato con altri autori. Approfittando della cosa gli subentrarono James Flaver ed Edward Hannigan a cui seguirono anche Ralph Roth e David Moskovitz. Altri sceneggiatori degli anni ’50 furono Artie Leibowitz e Heinz Messner.

Sempre presso la American ma come matitista lavorò negli anni ’50 Pete Mastroserio, che approdò alla American dalla Banner Comics per scomparire poi in un qualche mondo alieno. Nello stesso periodo anche una disegnatrice femmina faceva le matite alla American: Esme Martinez, matitista di origini sudamericane e unica donna in uno studio/lager di soli uomini; disegnò tra le altre cose le storie brevi in appendice a World’s Best Adventure creando (non accreditata) molti elementi fondamentali per la continuity.

Altro disegnatore che lavorò presso la American fu Lou Shapiro su Peggy Parks, uno dei molti spin-off di Thunderman.

Un certo rilievo viene dato anche alle coloriste: vengono citate Linda Bunsen che ebbe un figlio (non riconosciuto) da Brandon Chuff e Daisy Brenen che lavorava sui titoli di guerra e, rimasta a piedi senza pensione e senza assicurazione sanitaria, si uccise gettandosi dal grattacielo della American, una scelta niente affatto rara tra gli altri autori e gli impiegati della casa editrice.

Tra gli autori più recenti di casa American si segnalano il disegnatore Byron James e soprattutto il suo inchiostratore Arvo Cake, entrambi al lavoro sulla miniserie Union in perenne ritardo a causa della ricerca di un inchiostratore che sostituisca Cake finito in prigione dopo aver massacrato la fidanzata che gli impose di scegliere tra lei e la sua collezione di fumetti. Solitamente uno scandalo del genere sarebbe stato sfruttato dalla concorrenza ma in questo caso si preferì soprassedere perché il fattaccio avvenne più o meno in concomitanza con il tentativo di Todd Permian (colorista di Rottweiler della Massive) di adescare un ragazzino, e sia American che Massive preferirono insabbiare le nefandezze dei propri collaboratori invece che rinfacciarsele.

Dall’altra parte della barricata c’è la Massive, una casa editrice nata come Punctual e il cui direttore è “Satanic” Samuel Blatz che deve il posto al semplice fatto di essere il genero dell’editore. A seguito delle sollecitazioni e del supporto economico dei servizi segreti, la Goliath (uno dei nomi della Punctual) diventa nei primi anni ’60 la Massive e ottiene grande successo coi personaggi creati da Joe “Jolting” Gold di cui Blatz si finge autore. Tra le persone che la animarono si segnalano “Jittery” Jeff Stevenson e Wendy Dietrich, mentre uno degli editor-in-chief più recenti è Gene Pullman, anche autore di Best Guy. Un altro importante editor e sceneggiatore, Denny Wellworth, passò invece dalla Massive alla American perché la prima non gli avrebbe coperto i costi sanitari per il tumore di cui soffriva. Wellworth realizzò anche in incognito un anno e mezzo di sceneggiature per la striscia Operative Z, la cui gestione truffaldina verrà riportata più sotto.

Non vengono citati molti autori della Massive, anche perché tra le due grosse case editrici c’era inevitabilmente un certo interscambio di sceneggiatori e disegnatori. Mark Shane comunque scrisse Freak Force, ma (ricordato sopra il caso di Todd Permian) la figura più pittoresca della Punctual/Goliath/Massive fu Frank Giardino, un inchiostratore incompetente assunto solo a seguito del “suggerimento” dello zio mafioso Salvatore Giardino.

La Massive creò negli anni ’70 (o poco dopo) una linea di fumetti con contratti più vantaggiosi per gli autori, la Legend.

Non furono comunque né American né Punctual a creare il formato comic book: James Laws Senior fu il primo editore a pubblicarne uno: Funnies on Parade. Il figlio seguì le orme del padre ma sotto la sua direzione la Scientific Publications divenne Sensational Publications, mantenendo la sigla SP ma variando i contenuti da educativi (come The Life of Thomas Edison) a provocanti, con le testate horror Sarcophagus of Murder e Cemetery of Death e la satira di Nutcase.

In un settore contiguo, la casa editrice Shaw Magazines pubblicava le riviste (quindi non soggette a Comics Code) Disturbing e Inappropriate per cui disegnavano proprio vecchie glorie della SP come Jeff Pleasant e Slim Whittaker. Il principale scrittore di queste testate fu il già citato Denny Wellworth. La casa editrice prende la sua ragione sociale dal nome dell’editore Roy Shaw, uno dei meno peggio dell’ambiente.

In tempi recenti la rivista Bordello lancia una sua linea di fumetti porno, tra gli scrittori c’è Terry North e tra i disegnatori Byron James e Chris Pulaski. Il supervisore di queste collane è Dick Duckley, allevato in reclusione dai genitori bigotti e, una volta catapultato nel mondo reale, reso dipendente dalla cocaina che si procurerà producendo vari ammanchi nelle casse della casa editrice.

Un panorama insomma molto desolante, in cui non mancarono fumettisti alcolizzati: oltre ad altri già citati (Blackwell e Whittaker), tra le “spugne” vengono citati Sam Earl (autore di Silly-Putty Pete) e Bert McIntyre che creò Fishman.

E come anticipato nemmeno i protagonisti citati in apertura si salvano: Chuff muore proprio all’inizio del racconto in maniera spettacolare e ridicola mentre Wheems si uccide nel 2016 lasciando come parte di una lettera d’addio un fumetto in cui denunciava le ingiustizie commesse ai danni di Schuman e Kessler.

Pseudofumetti: la American ha basato il suo successo sulla trinità costituita da Thunderman, King Bee e Moon Queen ma nel corso dei decenni ha prodotto molti altri fumetti non specificatamente supereroistici come Conquerors of Mystery, Our Unshaven Army, Henny Youngman, Perry Mason, Tower of Frightening e Chamber of Dreadful. Tra i titoli di supereroi vengono citati World’s Best Adventure, Exploit Comics, Thunderboy, Thunderman’s Chum Teddy Baxter, Thunderman’s Girlfriend Peggy Parks, Manhunt Comics, Comic Clarion Presents, Omnipotent Pre-teen Militia, Blue Mean, United Supermen, Americans for Evil, Streak, Union ed Exciting Comics di cui un prezioso esemplare del numero 1 lasciato fuori dalla sua protezione di plastica venne rovinato durante una delle orge che si tenevano alla American.

Oltre alle serie regolari la American pubblica miniserie come Ocean’s Depths (cancellata dopo tre numeri) e crossover come Unending Brawl e Difficulty on About Nine Earths del 1987. Da segnalare anche le ristampe Greatest Deaths, due raccolte delle morti migliori di Thunderman.

Come ricordato, la Massive originariamente non si chiamava così ma passò attraverso alcuni cambi di nome da Punctual a Goliath fino appunto a Massive. I poteri forti non furono estranei a queste decisioni e al successo delle sue testate durante l’Era Atomica. Ai tempi della Seconda Guerra Mondiale Joe “Jolting” Gold realizzava The Boy Desperadoes. Negli anni ’40 la Punctual pubblicava Massive Men’s Adventures mentre negli anni successivi videro la luce Ellie the Escort, Alarming Adult Reverie, Captain Tantrum and his Subdued Seadogs, Sergeant Distant, Journey into Strange, Tales of Astonishing, Abnormal Tales, Tombstone Kid, Kid Derringer, Kid Cody e The Cactus Kid, fumetti di tutti i generi che verranno poi soppiantati dalle testate di supereroi The Unrealistic Five, Freak Force, The Brute, The Vindictives, Junior Vindictives, Rottweiler, The Alarming Beetle Boy (probabile evoluzione di Alarming Adult Reverie), Brute Force. La casa editrice produsse anche una sua versione di Dracula a cura di Ralph Roth e Paul Deeming.

Massive Milestones è una serie di ristampe della Massive pubblicata negli anni ’60.

Da segnalare che lo speciale Rottweiler: The Blooding venne fatto ritirare dal commercio per la sua efferatezza.

Gli anni ’50 videro all’opera anche altri editori: la Blinky Publishing con le testate che ruotavano attorno al loro personaggio di punta, il liceale Blinky afflitto da forte miopia: Blinky’s Blind Dates, Blinky’s Trips ’n’ Tumbles, Blinky’s Haunted Asylum; la Bullseye Comics con Obese Olivia, Stripe-Crazy Sue, Armed Combat Laughs with Gloomy Grunt e Aubrey Avarice the Tiniest Tycoon, ma specializzata soprattutto in storie di bambini fantasmi con Cardew the Spectral Child e Dead Stuff, the Tuff Little Zombie; la Banner Comics di cui vengono citati Fighting Men in Love, Space Vet, A-Bomb Squirrel.

Vi furono anche riviste satiriche come Saturday Evening Alert, Embittered Mechanic, Centrifugal American e Nutcase. Quest’ultima presentò anche una parodia di Thunderman: Blunderman.

Alla fine degli anni ’60 sia American che Massive pubblicarono materiale dal piglio psichedelico come Professor Abnormal, Solar Sailor e The Aeon.

Gli anni ’60 videro anche il proliferare di fumetti underground: Squack, Findmuck Funnies, Drugless Douglas e Yellow Zeppelin (quest’ultimo in formato tabloid).

Tra i fumetti porno realizzati da Bordello vengono citati Anal Robot e Orgasmics.

Alan Moore non dimentica le strisce quotidiane: Bitsy, Flatfoot Floyd (di Lester Gentle), Zoom Wilson anche noto come Operative Z e da cui sarà tratto negli anni ’30 un serial cinematografico. L’autore ufficiale che se ne prese tutto il merito era Andrew Donald ma 18 mesi di storie li scrisse Wellworth. Bill Terensen faceva le matite e Harvey Norse le chine, mentre Donald si prendeva tutto il merito, secondo un aneddoto ben noto nel mondo del fumetto sindacato.

Benché non tratti precipuamente di fumetti va citata anche Kulchur, rivista degli anni 2020 che si ispira all’estetica degli anni ’50 in cui Milton Finefinger non più impiegato nel mondo del fumetto scrive un articolo corrosivo sull’ambiente e sui fan.

Vengono citate anche riviste di critica di settore: Collector’s Fugue e Comics Contemplator.

Non mancano infine nemmeno le fanzine: grazie alle finanze del nuovo marito della madre Porlock confezionava Comiclasm mentre James Jonathan “Jimjon” Jackson Terzo faceva uscire Bee Attitude (ovviamente dedicata a King Bee), Finefinger What The - ? e Jerry Binkle Hooded Vigilante. Un’altra fanzine citata è Massive Collector mentre In Ohio Snit Whitley produceva Comics Addict. Al di là di questi prodotti velleitari fatti da adolescenti ce ne furono di molto più raffinate come Graphomania e margins realizzate da Whittaker con altri colleghi.

mercoledì 14 gennaio 2026

Fumettisti d'invenzione! - 200

 

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.

In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

Originariamente per celebrare questo duecentesimo post avrei voluto elaborare un massiccio elenco di molto del materiale che ho scoperto grazie a Lars Ingebrigtsen, ma finora non è stato possibile perché da una parte la mole è veramente gigantesca e dall’altra è difficile reperirlo, essendo molti fumetti stampati in tirature minime.

Passo quindi a evidenziare una tendenza che si è affermata in Francia in questi ultimi anni. Tendenza che c’è sempre stata ma che mi sembra essersi intensificata in tempi recenti, forse testimonianza non solo del rispetto che i paesi francofoni riservano a chi ha fatto grande la BéDé ma (chissà) anche di una rassegnata nostalgia per un passato che, stante il panorama odierno e le mutate condizioni produttive, difficilmente rivedremo.

A parte un saggio scritto, il resto rientra nella categoria

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie

FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

DANS L’ATELIER DE FOURNIER

(Belgio 2013, © Dupuis, biografia, umorismo)

Nicoby [Nicolas Bidet] (T), Joub [Marc Le Grand] (D)

Volume pubblicato in occasione dei 75 anni di Spirou. I due autori, avvezzi alla realizzazione di reportage e biografie, partono alla volta della Bretagna dove intervisteranno Jean-Claude Fournier, autore noto soprattutto perché ebbe il delicato compito di continuare la serie di Spirou dopo André Franquin di cui fu allievo.

Fournier apre generosamente i suoi archivi e parla a ruota libera, si respira un’atmosfera divertita anche se traspare l’amarezza per essere stato sollevato dal prestigioso incarico. La lunga parte a fumetti è integrata da un’ulteriore ventina di pagine con riproduzioni di documenti vari.

GOTLIB, UNE VIE EN BANDESSINEES

(Francia 2025, © AUDIE/ Le Gouëfflec/Solé, biografia)

Arnaud Le Gouëfflec (T), Julien Solé (D)

Biografia rigorosa (realizzata con la collaborazione della figlia di Marcel Gotlib) di uno dei più amati autori di fumetto franco-belga, pressoché sconosciuto in Italia nonostante qualche apparizione su vecchie riviste e qualche tentativo più recente.

Il rigore della ricostruzione storica non preclude la possibilità di trasfigurare certe scene in maniera fantasiosa come nella sequenza della deportazione del padre.

LA PORTE OUVERTE, 1971-1977, MES ANNEES MOEBIUS

(Francia 2025, © Glénat, autobiografia)

Dominique Hé

Giunto a Parigi alla ricerca della sua vocazione artistica dopo infruttuosi studi di Matematica, Dominique Hé scopre per puro caso, attraverso la “porta aperta” del titolo, che all’Università di Vincennes viene tenuto anche un corso di fumetti. Il docente è Jean Giraud, tra gli allievi ci sono Loisel, Juillard, Le Tendre…

Mentre racconta la ricerca della sua affermazione come autore, Hé ricostruisce un periodo indimenticabile e fondamentale per il fumetto francese, mettendo però in scena anche i protagonisti più importanti di epoche precedenti – non sempre trattati con generosità. Contribuiscono a questo lavoro di ricostruzione i testi in appendice di altri fumettisti famosi e la riproposta della postfazione al primo volume di Hé, uscito appunto nel 1977: era firmata da Moebius, autore famigerato per essere piuttosto scostante ma che ebbe sempre un occhio di riguardo per Hé.

[ALTRO] SAGGISTICA (categoria non presente nel volume di Castelli)


UNE HISTOIRE DE L’ASSOCIATION

(Francia 2024, © Presses Universitaires François-Rabelais, saggio)

Benjamin Caraco

Ricostruzione della storia e analisi delle strategie dell’editore indipendente che ridefinì la scena del fumetto franco-belga. Molto spazio viene riservato ai vari autori che l’animarono.