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venerdì 28 novembre 2025

Gli Immutabili, Siero Omega, Le Sette Vie del Guanto

Tutti fumetti di Leo Ortolani, almeno stando al quotidiano locale Il Piccolo di oggi. Chissà, magari esistono davvero.

domenica 18 maggio 2025

Il Signore dei Ratti

Da quello che si evince dalla postfazione e dal numero di ristampe che ha avuto, questo fumetto è uno dei più grandi successi di Leo Ortolani. Al di là del fascino sempreverde dell’opera tolkieniana parodiata (e quando uscì nel 2004 godette anche del traino della trilogia cinematografica), è uno di quei lavori in cui l’autore faceva ancora recitare il suo conosciuto e consolidato cast di personaggi, pescando anche da Venerdì 12, senza azzardare nuovi protagonisti e nuovi scenari tutti da testare.

Pur con la necessità di contenere il materiale di partenza nella dimensione di 64 pagine da sei vignette in media per tavola, la riduzione è fedele. D’altra parte Leo Ortolani si dichiara fan de Il Signore degli Anelli. Gli oltre vent’anni trascorsi della prima pubblicazione si fanno sentire, l’umorismo è piacevolmente caotico e a volte un po’ greve e in quell’epoca precedente a Cinzia l’autore non si faceva problemi a inanellare doppi sensi e situazioni piccanti con l’elfa Annabello/Cinzia Otherside.

Ci sono gag visive, giochi di parole, citazioni, trovate surreali, parodie e quant’altro ma nonostante questo non ho trovato Il Signore dei Ratti una delle opere più esilaranti di Ortolani. È sicuramente una lettura accattivante, ma al massimo mi ha fatto sorridere senza raggiungere l’ilarità di altri suoi lavori. Sarà che verso la fine imbocca qualche scorciatoia metanarrativa che rende il tutto meno coinvolgente. Assolutamente geniale invece il finale della storia con la rivelazione di quello che si sarebbe dovuto impedire, e che invece è successo lo stesso – ma si tratta di una trovata valida in sé, funzionerebbe anche in un contesto non umoristico.

Interessante una curiosità metaeditoriale: la presenza di Shelob nel testo di partenza offre a Ortolani il destro per far apparire il suo, di Ragno, ovvero la personificazione dello sfruttamento intensivo dei fumetti con variant cover, versioni estese, gadget, ecc. Nel 2004, quando il fumetto venne pubblicato per la prima volta, fu quindi paventata scherzosamente nei dialoghi la futura uscita di una versione estesa de Il Signore dei Ratti per rimediare ad alcuni salti narrativi del fumetto che invece era stato proprio impostato così – dopotutto i film di Peter Jackson seguirono quel destino in dvd e quindi come ipotesi non era così balzana, e anche Salvador Dalí integrava la sua autobiografia di sempre nuovi aneddoti per costringere i lettori a comprarsi le nuove versioni. In realtà una extended edition non era mai stata nelle intenzioni dell’autore, che però in questa sede appaga parzialmente la fame dei fan con una generosa sezione (una dozzina di pagine) di contenuti extra ovvero sequenze e variazioni sul tema che all’epoca non realizzò e che ha concretizzato appositamente per questa «Special Edition».

Ignoro quali fossero le caratteristiche della prima edizione e di quelle successive, questo è un cartonato di grande formato stampato a colori (realizzati da Lorenzo Ortolani) su carta patinata. La copertina con effetti metallici presenta un disegno inedito realizzato appositamente. Introduzione ed editing di Andrea Plazzi, che compare anche nel fumetto come personaggio grottescamente “multitasking”.

sabato 6 novembre 2021

Comics&Science: The Crystals Issue

Numero speciale della testata edita dal sodalizio di Lucca Comics & Games con CNR Edizioni, disponibile solo gratuitamente in fiera o con l’acquisto degli ultimi tre numeri della testata regolare (o così mi pare fosse annunciato nell’ultima Anteprima). L’argomento sono i cristalli e a curare la parte a fumetti c’è nientemeno che Leo Ortolani con un episodio di Misterius. La storia è ovviamente divertentissima e anche spietata verso i creduloni che si affidano alla cristalloterapia, ma forte del suo background di geologo Ortolani inanella anche una serie di strizzatine d’occhio che sono fruibili (beh, intuibili, diciamo) anche ai profani: gli Indici di Miller, «diedro», «triclino»…

A integrare il fascicolo ci sono un’intervista all’autore (quasi più divertente del fumetto!) e degli interessanti articoli sull’impatto sulla creatività umana che i cristalli hanno avuto sin dalla preistoria, sulla Cristallografia e in generale sullo studio dei minerali. Purtroppo questi redazionali sono piuttosto brevi (anche data la vastità degli argomenti) e si rimane con la voglia di approfondire. In appendice Daniele Castelli e Sabrina Nazzareni presentano il SIMP.

lunedì 2 novembre 2020

Il Cercatore

Erano anni che non leggevo un fumetto di Leo Ortolani. In effetti per me Ratman è finito col numero 100. Il Cercatore nasce come parodia o comunque come opera derivativa, ma si sviluppa autonomamente diventando qualcosa di originale. Il Cercatore del titolo, incrocio tra Aragorn e Indiana Jones, sta dando la caccia alla sua vecchia guida Corvus, che gli ha sottratto la Chiave della Papera, una delle cinque chiavi che servono per tenere chiusi i portali da cui secoli prima uscì la magia devastando il mondo, che da tecnologicamente evoluto è diventato un “medioevo prossimo venturo”. Nella cittadina di Scommessa (così chiamata perché nessuno pensava che sarebbe durata) trova le indicazioni per raggiungere Ser Fruttini, possessore delle rimanenti quattro chiavi, che lo accompagnerà nella sua cerca insieme all’inebetito famiglio Evario.

Il Cercatore parte in sordina: all’inizio le gag non mi hanno fatto ridere e anzi hanno fastidiosamente rallentato il ritmo della narrazione. Ma questo perché la storia doveva ancora carburare ed era più avvincente conoscere le origini di questo universo narrativo piuttosto che perdere tempo con le facezie. Dall’incontro con Ser Fruttini in poi, cioè dopo una decina di pagine, la verve di Ortolani deflagra e la storia diventa un turbine di trovate originali e di situazioni esilaranti. Ovviamente essendo sospeso tra il fantasy e il post-apocalittico Il Cercatore attinge a piene mani da più immaginari ben consolidati, ma al contempo elabora anche delle trovate originali come il misterioso deus ex machina Pepo. E il finale non delude.

In appendice una lunga testimonianza della genesi del progetto per voce dello stesso Ortolani, da cui si evince che era nato come sviluppo autonomo delle suggestioni avute dalla lettura de Il Signore degli Anelli.

Al di là della qualità e della quantità (116 pagine) del fumetto il volumetto merita i suoi 6,50 euro anche per la confezione visto che è grandicello, stampato su carta patinata e la copertina ha un paio di effetti (scritte in rilievo e superfici riflettenti).

domenica 12 gennaio 2014

Cento e non più cento



«Scusate se, leggendo questi pensieri sparsi e sconclusionati, vi sembro uno che vaga per il deserto […] È che avere chiuso questo numero 100 mi dà la vaga sensazione di essere scampato a chissà quale disastro. Scriverlo non è stato facile.»
Questa è la testimonianza di Leo Ortolani in uno dei tanti contributi scritti in appendice a Rat-man Collection 100; non è difficile credergli.

Questo fatidico episodio numero 100 non segue una traccia narrativa vera e propria, ma è un contenitore in cui trovano spazio brandelli di storie di Rat-man, digressioni su episodi precedenti, anticipazioni di altri fumetti a venire, tranches de vie di casa Ortolani e recuperi d’annata, con la rivelazione di quali siano le “vere” origini di Rat-man, confesso a me assolutamente sconosciute: la seminale storia pubblicata su Spot non era in realtà quella su cui Ortolani puntava, era stata fatta come parodia istantanea del Batman di Tim Burton (e questo si sapeva) per avere un’occasione in più: il viatico con cui entrare nel mondo del fumetto avrebbe dovuto essere la storia breve Ognuno ha i suoi problemi, qui presentata per la prima volta e addirittura integrata nella continuity del Ratto.
I due spunti di partenza che apparentemente servirebbero a creare una trama e a riannodare i fili, ovvero il “giallo” sulle origini degli incubi dell’autore e il ritorno di Vincent, servono in realtà a giustificare la frammentarierà della storia.
Che dire? Ortolani è sempre Ortolani ed è
impossibile che almeno una decina di gag non facciano ridere di gusto (e Nicolas Cage è disegnato benissimo!), ma la struttura caotica e centrifuga di E venne il giorno! mi ha lasciato un po’ perplesso, l’accumulo di lavori (o frammenti di lavori) così diversi per stile ed epoca di realizzazione fa sorgere il dubbio che Leo abbia semplicemente voluto riciclare delle tavole che altrimenti non avrebbero visto la luce, e che effettivamente non avesse affatto chiaro cosa mettere in questo numero. D’altronde lo ha detto pure lui nel passo che ho citato.
La sensazione durante la lettura non è diversa da quella che provai con il quarto e (all’epoca della sua uscita) conclusivo episodio di Plume aux Vents, in cui Cothias allungò spropositatamente il brodo confondendo il lettore senza fargli capire dove volesse andare a parare, a testimonianza della sua paura di staccarsi dalle sue creature di successo – per fortuna non è il caso di Rat-man di cui in terza di copertina viene annunciato il prossimo Caccia al Ratto!.

Per un traguardo così importante e per un personaggio che è Storia del fumetto italiano già da anni io avrei preferito una storia veramente celebrativa (non tanto per una questione di gusti quanto per rendergli il giusto tributo) piuttosto che una raccolta di memorabilia e di dietro le quinte, oltre che di elucubrazioni sulla figura del fumettista che hanno già fatto capolino in molti numeri passati. Ciò detto, è chiaro che si tratta di un acquisto obbligato, tanto più che per l’occasione ci vengono servite ben 96 pagine al solito prezzo.
Da segnalare su questo numero l’episodio più spinto letto finora de «I miei ragguardevoli sabati sera» e uno spillatino allegato occupato principalmente dalla cronologia di Rat-man Collection e dagli appunti presi da Leo nel 1989 per il primo episodio.