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martedì 14 luglio 2026

Romanzi a Fumetti n. 53 - La Divina Congrega II: Il furioso Orlando

Terminata la missione dello scorso dittico la Divina Congrega si è ora riunita su richiesta degli Este per indagare su un fenomeno sovrannaturale: pare che il passaggio di un astro abbia risvegliato il paladino Orlando, “furioso” come nel poema cavalleresco dell’Ariosto, che adesso si dedica a decapitare nobiluomini locali in quel di Malalbergo al ritmo di uno alla settimana. Ma la situazione è in realtà differente da quello che sembra, e anche quando uno degli altri personaggi coinvolti avrà svelato la sua vera identità ci sarà il tempo per un ulteriore colpo di scena.

Nucci e Gualtieri mantengono inalterata la struttura della serie, con una trama semplice ma suggestiva e il continuo fraseggio tra i sette protagonisti e l’ambiente circostante. Stavolta le facezie contemplano anche una citazione da Sergio Leone. Il tutto reso però con una parte grafica (opera di Alessio Petillo, Simone Pace e Antonello Cosentino) molto semplice, a volte piuttosto rudimentale, che rende questa versione da edicola più consona a La Divina Congrega rispetto alla prima pubblicazione in volume “alla francese”.

Colori di Valeria De Santis, copertina di Matteo Spirito.

giovedì 14 maggio 2026

Romanzi a Fumetti N. 52 - La Divina Congrega 1: Nella Selva Oscura

Approda in edicola in un formato più adatto la serie fantasy con protagonisti eccellenti (sottogenere che probabilmente ha un nome specifico che io ignoro), precedentemente pubblicata in volumi di grandi dimensioni in cui la Bonelli si ostina a presentare le sue tre strisce/sei vignette per tavola – quando va bene.

La trama vede Dante Alighieri fuggire dall’inferno ritrovandosi 200 anni nel “futuro”, cioè in pieno Rinascimento. Ha scoperto che i gironi infernali sono strapieni di dannati che adesso stanno per “esondare” nel mondo terreno. Per fermarli crea una Lega degli Straordinari Gentlemen comprensiva di figure storiche e letterarie: Lorenzo il Magnifico, Leonardo Da Vinci, la Venere del Botticelli (!), l’Otello shakespeariano, la maga Circe, Cristoforo Colombo. La prima tappa da raggiungere sarà la Selva Oscura, che con un tocco di originalità si trova nelle profondità marine invece che sulla terraferma. Lì la Divina Congrega dovrà impossessarsi dell’Occhio di Lucifero. Ed in effetti ce la fa, chiudendo già col secondo Canto un primo ciclo della serie.

La storia di Mario Nucci e Giulio Antonio Gualtieri è ben congegnata pur nella sua immediatezza, e si fa apprezzare soprattutto per i dialoghi brillanti e per aver puntato i riflettori su alcuni elementi tipici del folklore italiano. Il ritmo è incalzante e le citazioni letterarie non stonano affatto ma contribuiscono a creare il giusto ritmo. Anche i periodici usi di una parlata desueta non danno l’impressione di una forzatura ma contribuiscono al fascino dell’insieme. Nel complesso La Divina Congrega si legge con piacere e anche molto rapidamente, tutta d’un fiato. La versione da edicola che raccoglie due episodi in formato ridotto è quindi l’ideale per poter leggere la serie, tanto più che graficamente non è così elaborata come teoricamente dovrebbe essere un albo alla francese (come lo erano anni fa, almeno). Anzi, i disegni del primo Canto sono veramente grossolani, e non è che il secondo sia tanto meglio nonostante un inizio dai fortissimi contrasti chiaroscurali che mi aveva fatto sperare bene. Nelle gerenze la parte grafica viene attribuita a Giorgio Spalletta e Matteo Spirito, non so se uno abbia inchiostrato l’altro o si siano avvicendati nella realizzazione. Anche per la colorazione vengono indicati due autori diversi: Francesco Segala e Claudia Cangini. Non viene specificato dove sia intervenuto uno e dove l’altra ma il loro lavoro è comunque ottimo.

martedì 15 aprile 2025

La Divina Congrega Canto VI: La penna e la spada

Chiaramente non si dovrebbe cominciare a leggere una serie dalla fine, ma bisogna anche accettare ciò che il destino e gli uffici stampa decidono per noi.

Anche se inizia in medias res questo sesto volume de La Divina Congrega è perfettamente accessibile anche ai nuovi lettori. Dante e i suoi compagni di sventura presi dalla Storia e dalla letteratura italiane (e non solo) sono prigionieri a Certaldo del demone Caer che si nutre di storie e li costringe, in una perversione dell’opera più famosa del Boccaccio, a saziarlo di storie pena la diffusione nel mondo di un morbo venefico zombificante.

Ma Dante ha scoperto un modo per fermare il demone: ha trovato un passaggio per il cimitero di famiglia dei Boccaccio dove prendere dal sepolcro di Giovanni la copia originale del Decameron con cui era stato sepolto. Per farlo però avrà bisogno degli altri componenti della Divina Congrega, visto che tra elaborare le storie per il demone e poi declamarle gli resta ben poco tempo per liberare del tutto il passaggio e recuperare l’arma risolutiva (anche se poi non sarà quella che li salverà).

Marco Nucci e Giulio Antonio Gualtieri imbastiscono un pastiche pulp che è anche un gioco letterario che non si prende troppo sul serio. Il piglio moderno delle battute unito al tentativo di ricostruire una parlata “storica” crea un effetto un po’ straniante ma non spiacevole.

Le tavole di Francesco Biagini fanno dimenticare con la loro struttura elaborata e la cura per i dettagli (a volte veri voli pindarici grafici) che in fondo si tratta delle consuete sei vignette per pagina di casa Bonelli. Il suo tratto pastoso mi ha ricordato lo stile di certi fumetti dell’orrore della EC Comics, adattissimo per il contesto. Ciò purtroppo non vale per le “storie nella storia” narrate da Otello, Circe e Cristoforo Colombo, disegnate da Paolo Gallina con uno stile tanto sintetico e caricaturale da risultare sgraziato, e comunque inadatto per il grande formato.

Interessante l’interpretazione della vita di Giovanni Boccaccio, ma resto dell’idea che il cittadino più illustre di Certaldo sia un altro.

Copertina di Matteo Spirito e colori di Claudia Giuliani.

domenica 10 novembre 2019

Serpentarium Nerdzine #1

Quasi emozionante questa raccolta di avventure per i giochi di ruolo targati Serpentarium, che riporta alla memoria i tempi gloriosi di Rune, Exc e di E. L. Avventura. Il fascicolo di 48 pagine su carta patinata è interamente realizzato dagli autori di Sine Requie, L’Ultima Torcia, ecc. ovvero Leonardo Moretti e Matteo Cortini a cui si è aggiunto in tempi recenti Fabio Passamonti. Ognuna delle sei avventure viene presentata con una grafica personalizzata che immagino (non avendo tutti i giochi di ruolo in oggetto) rifletta quella dei giochi per cui è ideata. Chiaramente l’occasione è servita anche da viatico per pubblicizzare l’ultimo nato, il postatomico (ma ci sono pure gli elfi!) L’Ultima Bomba uscito proprio in occasione di Lucca.
Anche se apparentemente le avventure non sono troppo complesse (dovendo presentare anche delle illustrazioni e delle mappe a tutta pagina lo spazio per il testo non è tanto) la loro struttura più narrativa che esplorativa dovrebbe permettere delle sessioni molto lunghe. Inoltre anche chi non segue i prodotti Serpentarium potrà avere qualche ragione per acquistare Serpentarium Nerdzine, visto che le mappe e gli spunti possono venire riciclati in altri ambiti. Tra tutte, l’avventura per Anime e Sangue si segnala per originalità e follia. Ma anche quella per Alba di Cthulhu è decisamente particolare.
A integrare le avventure, oltre ai redazionali di prammatica, ci sono la testimonianza di un organizzatore di eventi live per Sine Requie e due interviste a illustratori che collaborano ai prodotti Serpentarium: Alberto Bontempi e Matteo Spirito.
Non viene indicata una periodicità per la testata, che a questa prima uscita costa 9,95 €, ma immagino che uscirà (sperando che esca ancora) in occasione delle principali fiere di settore, cioè a Lucca e a Modena. L’impressione è che la Nerdzine sia stata confezionata con l’entusiasmo di una fanzine, ma coi mezzi di una grossa casa editrice. Gli unici difetti che ho riscontrato in questo primo numero, fatti salvi alcuni refusi fisiologici, sono il carattere utilizzato per i redazionali (quello inelegante che imita una macchina per scrivere) e una copertina più adatta a un catalogo che a una rivista. Anche migliorare la carta della copertina (il fascicolo è un autocopertinato) non sarebbe una cattiva idea.