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martedì 3 febbraio 2026

Asterix in Lusitania

I Galli ricevono una richiesta d’aiuto da parte di un Lusitano e così Asterix e Obelix partono per salvare un innocente produttore di garum (la salsa di pesce di cui erano ghiotti i Romani) accusato ingiustamente di aver avvelenato Cesare.

I colpevoli sono in realtà il governatore della provincia Surplus (che ambisce a entrare nelle grazie di Cesare e spostarsi a Roma) e Cresus Lupus, un produttore a livello industriale di garum dalle fattezze riconducibili a quelle di un noto Cavaliere italiano.

Il punto è che l’incolpevole Candides non va solo liberato dai sotterranei, ma bisogna anche dimostrarne l’innocenza davanti a Cesare. Nel corso di un’orgia (niente di peccaminoso: una festa coi maggiorenti dell’epoca) Asterix avrà modo di farlo con astuzia e l’aiuto degli amici, lusitani e non, che si è fatto. Forse la situazione viene risolta un po’ troppo rapidamente, ma le tavole devono essere pur sempre le canoniche 44.

Asterix in Lusitania è principalmente una storia d’azione con uno sguardo attento alla continuity: l’aggancio con il lusitano risalirebbe addirittura al diciassettesimo volume della serie, se ho ben capito, né mancano altri rimandi sparsi. Ovviamente ci sono anche moltissime sequenze esilaranti basate soprattutto sull’impatto con la cucina locale e con la tipica saudade, ma la priorità di FabCaro non è fare satira di costume come altrove. Comunque anche qua non mancano frecciatine al mondo contemporaneo, dai meeting aziendali ai protocolli di sicurezza digitali e forse anche ai camperisti snob. In particolare, si fa dell’ironia sul politically correct, ma è più che altro un’autoironia amara perché al di là della battuta sul fatto che “non si può più dire niente” la nuova versione del pirata nero Baba viene criticata proprio perché depurata dagli elementi che lo hanno caratterizzato da sempre e che oggidì potevano risultare offensivi per qualcuno – il recente volume dello Spirou di Yann e Dany è stato ritirato dal commercio per essere ridisegnato in alcune parti per gli stessi motivi.

Ai disegni Conrad fa il solito ottimo lavoro, colorato da Thierry Mébarki.

Rispetto al volume precedente Asterix in Lusitania costa un euro in più, almeno nella versione brossurata che ho comprato io. Coi tempi che corrono mi sembra comunque poco per un volume a colori su carta patinata, ma evidentemente Asterix è l’unico personaggio del fumetto franco-belga che gode di abbastanza popolarità in Italia per permettere queste cifre.

domenica 28 gennaio 2024

Asterix e l'Iris Bianco

Ho aspettato che uscisse in edizione economica brossurata per leggere questo nuovo episodio di Asterix che stando a un CaseMate di due mesi fa avrebbe venduto 530.000 copie la settimana della sua uscita.

Il meccanismo di partenza potrebbe ricordare quello di Asterix e la Zizzania, anche se di segno inverso: per scongiurare i continui ammutinamenti dei legionari Cesare accetta il consiglio di Vitiumvirtus di motivare le truppe col suo “pensiero positivo”, usandolo anche per fiaccare i Galli con lusinghe e frasi a effetto. Ovviamente si tratta di una satira di costume indirizzata ai manuali di autoaiuto e a santoni vari. Si susseguono quindi varie gag che mostrano come i Galli stiano effettivamente cedendo a questo buonismo New Age: a volte si ride di gusto, ma il meccanismo è un pochino ripetitivo. Ma a metà volume avviene un colpo di scena: Vitiumvirtus cambia strategia dopo essere stato affrontato da Asterix e approfittando dell’ascendente che esercita sulla moglie del capo la porta a Lutezia, in teoria per assecondare i suoi desideri mondani ma in realtà per farne un ostaggio per Cesare. E qui la storia decolla, con una trama più compatta e frecciatine a molti altri tic contemporanei, che pur se forse precipuamente francesi (l’attore Boxoffix è Jean Rochefort?) sono comprensibili o intuibili anche a un pubblico più vasto.

Mi pare insomma che FabCaro abbia superato con successo la difficile prova di confrontarsi con un monumento della BéDé (ma a me piacevano pure gli episodi scritti da Uderzo) pur non rinunciando al suo tocco personale, mentre Conrad svolge l’ottimo lavoro di sempre. Lodevole il lavoro di traduzione e soprattutto di adattamento di Vania Vitali e Andrea Toscani.

Questa edizione “economica” Panini che costa 6,90 euro è stampata in maniera impeccabile su carta patinata a colori e presenta una copertina di cartoncino rigido: per altri editori sarebbe quasi una versione deluxe.

mercoledì 30 dicembre 2015

Asterix e i Pitti - Edizione Deluxe



Gradito regalo di Natale, questo volume è veramente un tomo impressionante: in pratica ha il triplo delle pagine di un volume standard e le dimensioni credo che siano di poco inferiori a quelle degli album da disegno 30x40 accanto a cui lo riporrò. Ovviamente cartonato, presenta un dorso telato e una carta patinata ad alta grammatura. La qualità di stampa è superba e passando la mano sulle pagine si riesce a cogliere la difformità nell’impressione dovuta al procedimento di stampa, come nella litografie e in alcune rarissime altre offerte a fumetti (così su due piedi mi vengono in mente solo certi volumi Allagalla).
Il fumetto in sé, inoltre, è molto bello e divertente. Asterix e i Pitti è stato scritto da Jean-Yves Ferri e disegnato da Didier Conrad (proprio quello de Les Innomables, incredibile!) sotto la scrupolosa supervisione di Albert Uderzo, che ha “suggerito” alcuni cambiamenti ed è intervenuto nella correzione di alcuni disegni, partecipando quindi concretamente alla realizzazione del fumetto.
Una delle sue trovate ha addirittura costretto gli autori a rifare le tavole iniziali: durante un inverno particolarmente rigido, non presente nella stesura originale, viene rinvenuto nei pressi del villaggio dei Galli un prestante Pitto imprigionato in un blocco di ghiaccio. Liberato il “cugino” (sempre di barbari che lottano contro i Romani si tratta) Asterix e Obelix si trovano coinvolti in una faida all’interno dei clan scozzesi a cui restituiscono il bel Mac Keron, che era diventato nel frattempo oggetto dell’interesse delle donne del villaggio e inconsapevole trend setter.
In terra di Scozia i due Galli, anche grazie all’aiuto di un pittoresco mostro del lago, riusciranno a liberare la pepata fidanzata di Mac Keron e a imporlo sul trono delle sue genti a dispetto del perfido Mac Arogna che aveva ordito un complotto ed era all’origine del congelamento di Mac Keron.
Asterix e i Pitti si inserisce perfettamente nella tradizione di Asterix, presentando la struttura tipica del viaggio e del confronto con altri popoli e inanellando gag una dietro l’altra, molte rese con giochi di parole non facilmente traducibili e per cui il traduttore Michele Foschini ha dovuto prendersi qualche licenza. Non sono un talebano di Goscinny e il lavoro fatto dal solo Uderzo non mi è dispiaciuto, mi sembra però che Ferri e Conrad, proprio perché consapevoli di avere gli occhi del pubblico puntati addosso, abbiano studiato con scrupolo rigoroso la realizzazione di questo volume, come si evince anche dalle testimonianze in appendice in merito alle gag non inserite e alle tavole rifatte. Forse Panoramix è un po’ troppo ricoglionito e la proverbiale pozione magica viene usata con una certa parsimonia, ma nel complesso il risultato è praticamente perfetto.
Oltre alle 44 tavole a fumetti, che in origine avrebbero dovuto essere 45, ci sono dei ricchissimi extra che approfondiscono con dovizia di materiale iconografico tutto il processo creativo che ha portato alla realizzazione dell’episodio e per finire le matite di TUTTE le tavole, così da permettere al lettore interessato un confronto con il risultato pubblicato o il piacere di leggersi i dialoghi originali.
Fa un po’ sorridere pensare che nel mercato vengono introdotte edizioni di fumetti definite “deluxe” che non hanno nemmeno lontanamente la maestosa qualità e la ricchezza di questa edizione Panini.