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giovedì 23 novembre 2023

Orge Barbariche Vol. 3

Ritornato in possesso del mezzo a quattro ruote e raggiunta la fumetteria, mi aspettavo di trovarci il volume fuori collana di Blake e Mortimer, invece ho trovato questo. Considerato quello che ho potuto vedere della prova di Floc’h, probabilmente nel cambio ci ho guadagnato.

Questo terzo volume di Orge Barbariche riprende le vicende dell’apprendista maga Yasmine, di Sir Corwyn e del suo scudiero Gilles e delle due mercenarie Shaya e Lais. Son passati quattro anni dall’uscita del volume precedente ma non serve andare a rileggerselo per cogliere la volontà di Erich Hartmann di creare un universo con una sua parvenza di continuity, con tanto di rimandi a episodi precedenti. Ciò dà un piacevole senso di familiarità coi personaggi.

Siamo arrivati a un totale di 17 episodi (questo volume ne raccoglie cinque più lunghi invece dei canonici sei) ma l’autore riesce sempre a inventarsi delle situazioni originali e a trovare dei topoi fantasy da perculare – pur con una parodia di Biancaneve. Essendo un fumetto pornografico c’è ovviamente molto sesso, ma quello che lo rende memorabile sono le battute divertenti, una certa originalità e dei riferimenti a classici del genere che non diventano mai ostentazione o pacchianata nerd. E ovviamente ci sono i meravigliosi disegni e colori di Hartmann.

Peccato solo che la traduzione non sia proprio perfetta: ad esempio “piece of cake” è una forma idiomatica per dire che un compito è facile (come quello di Sir Corwyn nel secondo episodio), non vuol dire letteralmente una fetta di torta…

lunedì 29 aprile 2019

Orge Barbariche Vol. 2

Nuova raccolta delle parodie fantasy porno del bravissimo Erich Hartmann. Stavolta non ci sono più le protagoniste del primo volume ma tre canovacci che si alternano nei sei episodi: Yasmine è apprendista presso una strega che la tratta come una serva, e per adempiere ai suoi compiti esageratamente faticosi ricorre di nascosto alla magia nera oppure si lascia imbrogliare da animali parlanti che non sono quello che dicono di essere; quel tontolone del paladino Sir Corwyn viene chiamato a nobili imprese, in cui finisce regolarmente cornuto e mazziato mentre ogni tanto il suo navigato scudiero Gilles se la gode; infine le due avventuriere Shaya e Lais (consumata professionista la prima, nuova del mestiere la seconda) sono assoldate per delle tipiche missioni fantasy. Le evoluzioni sessuali sono ovviamente il perno attorno cui ruotano queste vicende.
I disegni e i colori di Hartmann sono magnifici, ma la sua inventiva e il suo umorismo non sono quasi da meno. Tanto che paradossalmente l’elemento pornografico passa a volte in secondo piano rispetto alla curiosità di vedere come reagirà la principessa dopo che Sir Corwyn l’ha “liberata” dall’orco o cosa contenga la pozione che Shaya e Lais devono portare al druido. Il primo volume era bello (l’ho persino messo nel Meglio del 2018) ma questo lo è ancora di più: c’è una maggiore originalità e si ride veramente di gusto, anche perché la maestria nel disegno di Hartmann si manifesta anche con la grandissima espressività dei suoi personaggi.
Anche la cura editoriale della EF Edizioni mi sembra migliore che nel primo volume, pur con qualche fisiologico refuso.

lunedì 26 marzo 2018

Orge Barbariche

Prima di procedere all’acquisto di questo volume ho voluto vedere in rete qualche saggio del lavoro di Hartmann, che non mi ha esattamente entusiasmato: a quanto pare, si limitava a modificare le foto con qualche programma. Ma in quest’epoca di stilizzazione estrema e di bozzettismo spacciato per stile, mi andava bene pure un lavoro realizzato così. Invece ho avuto una sorpresa: Hartmann parte sì da fotografie, ma realizza le sue tavole in maniera classica, colorandole con l’acquerello o con le tempere. Graficamente, Orge Barbariche è veramente molto bello. E nel suo genere anche i testi sono decisamente riusciti.
Le protagoniste che si alternano sulla scena sono l’inquisitrice Yevlena, la barbara Zoia e la ladra Hsu. Le dinamiche che muovono le trame sono costanti: Yevlena elimina tramite il sesso i demoni che viene chiamata ad affrontare (traendo sommo godimento nel processo), Zoia finge di essere una selvaggia ingenua per poi rivalersi sui “civilizzati” che si illudevano di aver approfittato di lei e Hsu riesce con la sua astuzia e le sue grazie a cavarsi d’impiccio dalle situazioni in cui i maschi (e non solo) la mettono.
Gli stereotipi del genere fantasy vengono allegramente virati in chiave pornografica e nelle sette tavole di cui si compone ognuno dei sei episodi c’è anche un po’ di spazio per qualche situazione sottilmente ironica (l’abate che ha chiesto l’esorcismo di una succube ne diventa cliente una volta che viene “riconvertita” in prostituta da bordello) nonostante la maggior parte dello spazio sia ovviamente dedicato alle scene di sesso e a un umorismo di grana grossa.
Le protagoniste sono ben caratterizzate, inoltre Hartmann ha saputo creare con pochi dettagli un universo narrativo piuttosto articolato e coerente, e addirittura ha impostato una continuity, evidente soprattutto negli episodi di Hsu.
I disegni come dicevo sopra sono veramente molto belli, l’uso di fotografie (o fermo immagine da film porno) è evidente ma c’è una grande attenzione anche per gli sfondi e soprattutto per le espressioni dei personaggi. Immagino che Hartmann abbia fatto posare degli amici per ottenere la giusta “recitazione” e per usufruire di un campionario di facce che non fossero tutte uguali. In particolare, le sue donne tendono ad avere un naso poco pronunciato, cosa che mi fa pensare che abbia usato la stessa modella per i primi piani modificando poi i disegni a seconda della necessità (Hsu, ad esempio, è asiatica).
A metà strada tra i racconti brevi di Alligo e Gaudenzi per Playboy (ma molto più spinti) e Ironwood di Willingham, questi fumetti si fanno ammirare e leggere con grande piacere. Il formato lascerebbe pensare a una precedente serializzazione su rivista, anche se ormai non credo ne esistano più. Erich Hartmann mi sa tanto di autore spagnolo sotto pseudonimo, tanto più che una taverna si chiama “Nivel XIII”. Curiosamente, ho notato lo stesso problema della scansione da carta per artisti presente in Jonas Fink, qui smussato dall’utilizzo di una carta meno granulosa.
La versione italiana a cura di EF Edizioni presenta qualche refuso nei testi e una punteggiatura decisamente fantasiosa. Inoltre, per quanto possa sembrare assurdo lamentarsene in un fumetto porno, la terminologia usata nella traduzione non sempre mi è sembrata adeguata: cercare di capire cosa vuole dire un personaggio toglie immediatezza ai dialoghi e a una narrazione che invece dovrebbe essere frizzante e spedita, e in più di un’occasione mi è sembrato che si sia perso per strada un gioco di parole.
Spero vivamente che questo volume non resti isolato e abbia un seguito, perché le vicende delle tre eroine sono appassionanti e finora hanno appena cominciato a ingranare.