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venerdì 14 giugno 2019

Historica Biografie 26: Lincoln

Un fumetto dedicato al più iconico dei Presidenti degli Stati Uniti d’America probabilmente non poteva che essere agiografico, e in effetti questo Lincoln lo è, tratteggiando una figura di self-made man intelligentissimo e colto nonostante le umili origini, inarrestabile davanti a qualsiasi difficoltà, sempre fedele ai proprio ideali e incapace di cedere alla recriminazione nemmeno quando dei criminali di colore tentano di rapinarlo, giustificando anzi le loro derive malavitose. E aveva dalla sua anche una forza erculea e un buon senso dell’umorismo.
Lo stile di Fred Duval è oltretutto molto didascalico, e con l’artificio narrativo della preparazione del discorso di Gettysburg in treno Abraham Lincoln ripercorrerà i punti salienti della sua vita fino al 1863 rintuzzato all’occorrenza dei suoi compagni di viaggio e collaboratori Seward e Hay. Nonostante questo approccio la lettura procede spedita e coinvolgente, forse a causa del carisma intrinseco del protagonista o forse per il ritmo che lo sceneggiatore è riuscito comunque a imprimere al racconto. Quasi a volersi far perdonare lo stile un po’ ingessato Duval inserisce alla fine un paio di tavole di delirio onirico, gradevoli ma non necessarie a movimentare un flusso narrativo perfettamente riuscito. Il rovescio della medaglia è che, avendo rappresentato tutti gli episodi più significativi della vita di Lincoln nel fumetto e avendo pure inserito nei dialoghi qualche disquisizione sul suo pensiero, l’appendice storiografica di Farid Ameur non offre nessuna informazione suppletiva.
I disegni di Roberto “Dakar” Meli mi sembrano i migliori che abbia mai realizzato, almeno tra quelli che ho visto. È vero che la sua inchiostrazione è molto pastosa e modulata tanto da diventare quasi caricaturale in alcuni frangenti, ma le sue figure sono molto espressive e dettagliate (forse anche grazie alla ricchezza iconografica di cui gode il protagonista), così come gli sfondi, soprattutto quelli naturali, sono tratteggiati con grande perizia. Che il giornalista di pagina 45 sia un autoritratto dello stesso Meli?
I colori sono stati realizzati da Chiara Zeppegno e da Arancia Studio.

domenica 28 agosto 2016

Star Comics Presenta: D-Day

Con il viatico del -25% sono riuscito a trovare addirittura un volume che a suo tempo mi aveva interessato (e che forse avevo pure ordinato?) ma che non ero mai riuscito a trovare.
D-Day raccoglie due volumi della serie francese Jour-J, raccolta di ucronie in cui si immagina cosa sarebbe successo se alcuni eventi storici fossero andati diversamente. I due volumi qui raccolti sono il tredicesimo e il quindicesimo originali.
Il primo, Effendi Colombo, ipotizza che Cristoforo Colombo non sia riuscito a ottenere i fondi necessari alla sua spedizione come tramandato ma abbia dovuto rivolgersi ai mussulmani di Cordoba, nel cui nome avrebbe preso possesso del Nuovo Mondo dopo essersi convertito all’Islam.
La sceneggiatura è scritta da Fred Duval e Jean-Pierre Pécau con l’aiuto di Fred Blanchard e scorre rapida e impetuosa: dopo le prime pagine che riepilogano la situazione di partenza ci sono dei pungenti scambi di battute dovuti alle differenze religiose del tempo e anche un bel po’ d’azione. Effendi Colombo non è infatti il primo europeo ad aver messo piede in quelle terre e insieme alle tribù di nativi organizzerà una spedizione contro i feroci esploratori precedenti. Buono e originale il finale (d’altra parte essendo la collana formata da one shot non è obbligatorio che i protagonisti di un volume sopravvivano).
Ai disegni tal Emem, un disegnatore realistico veramente molto bravo anche se a volte si inchiostra in maniera pesante. Oltre alla perizia nel disegnare sfondi e figure umane si mette in luce anche per la sua abilità di narratore: con dei sapienti recadrage e una gestione perfetta dello spazio delle singole vignette guida gli occhi del lettore esattamente come vuole lui. Nonostante il formato di Star Comics Presenta sia abbastanza dignitoso, credo che Emem avrebbe meritato delle pagine più grandi per essere gustato appieno, così come gli avrebbe giovato una colorazione meno livida.
L’altro episodio raccolto è La Setta di Nazaret (a differenza di Succubi il volume è un flip book che va ruotato per leggere l’altro episodio: scelta pop secondo me un po’ svilente per delle belle produzioni francesi), in cui lo stesso team di sceneggiatori immagina che un esausto Ponzio Pilato abbia acconsentito a lasciare libero Gesù, che organizza una feroce resistenza ai Romani coi suoi seguaci, i “Pesci”. Il vero protagonista è il pretore Claudius che dopo anni dalla mancata esecuzione di Gesù cercherà di impedire un attentato di proporzioni titaniche contro Roma ordito dai Cristiani che dominano l’arte di creare il fuoco greco, la mitica (ma pare esistesse veramente) miscela che a contatto con l’aria diventa una bomba incendiaria. Anche qui il finale è buono, anche se forse un paio di tavole in più avrebbero reso l’ecatombe più drammatica, e a livello di dialoghi siamo anche meglio di Effendi Colombo.
Buoni i disegni di Igor Kordej, nettamente più espressionisti che realisti e inaspettatamente memori della lezione di Richard Corben.